More stories

  • in

    Riciclava i soldi del boss Guida: sequestro beni ad avvocato di Milano

    Riciclava i soldi del boss Guida: sequestro beni ad avvocato di Milano.

    La polizia e la guardia di finanza hanno eseguito ieri a Milano un sequestro di 3 milioni di euro a carico di un avvocato del foro di Milano condannata nel 2018 per avere riciclato su dei conti correnti elvetici i proventi illeciti del boss di camorra Vincenzo Guida, e nei confronti del suo compagno e convivente, pluricondannato per reati societari e tributari. LEGGI TUTTO

  • in

    Inchiesta appalti covid in Campania: sono tre i nuovi indagati

    Fare luce sui rapporti intercorsi durante la pandemia tra l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (ISZM) di Portici e il centro polidiagnostico strumentale Ames di Casalnuovo: e’ l’obiettivo dei magistrati della sezione reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Napoli, i sostituti procuratori Mariella Di Mauro e Simone De Roxas, che da qualche mese stanno […]
    Completa la lettura di Inchiesta appalti covid in Campania: sono tre i nuovi indagati
    Cronache della [email protected] LEGGI TUTTO

  • in

    Portici: 21enne di Ercolano ferito all’esterno di un pub

    Un 21enne e’ stato ferito in maniera non grave alla testa a seguito di un’aggressione avvenuta all’esterno di un pub al corso Garibaldi a Portici. Sull’episodio, avvenuto stamattina, indagano i Carabinieri della stazione locale. Da quanto si apprende, il 21enne residente a Ercolano avrebbe avuto una discussione per futili motivi con tre giovani. Dalle parole si e’ passati ai fatti: lui sarebbe stato colpito piu’ volte con calci e pugni riportando lievi ferite alla testa giudicate, dai sanitari dell’ospedale ‘Maresca’ di Torre del Greco, guaribili in pochi giorni. Danneggiato in maniera lieve anche lo scooter che il 21enne aveva parcheggiato […]
    Completa la lettura di Portici: 21enne di Ercolano ferito all’esterno di un pub
    Cronache della [email protected] LEGGI TUTTO

  • in

    Castellammare, torna a casa il carabiniere ferito: ‘Rifarei tutto, è il mio lavoro’

    Compariranno oggi  davanti al gip di Torre Annunziata i cinque arrestati per il pestaggio del carabiniere Giovanni Ballarò, aggredito quattro sere fa mentre stava cercando di sedare una rissa in piazza Principe Umberto a Castellammare.   Il militare ieri intanto è uscito dall’ospedale per far ritorno a casa. Ha ricevuto la telefonata dal sindaco stabiese . “Rifarei tutto – ha spiegato nel corso del colloquio telefonico- Mi sono fiondato senza pensarci un attimo. Perché questo è il mio lavoro, spero di tornare presto”. Ora è in convalescenza e aspetta di guarire al più presto. TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Ci sono anche […]
    Completa la lettura di Castellammare, torna a casa il carabiniere ferito: ‘Rifarei tutto, è il mio lavoro’
    Cronache della [email protected] LEGGI TUTTO

  • in

    Napoli, la ex lo respinge, lui si taglia le vene e poi in ospedale aggredisce gli agenti: arrestato 16enne dei Quartieri

    Napoli, la ex lo respinge, lui si taglia le vene e poi in ospedale aggredisce gli agenti: arrestato 16enne dei Quartieri per atti persecutori e resistenza a Pubblico Ufficiale.

    Ieri pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti presso un’abitazione in zona Montecalvario per una lite.

    I poliziotti hanno accertato che, poco prima, un ragazzo aveva tentato di entrare in casa della sua ex fidanzata danneggiando la porta e, non riuscendovi, al rifiuto della ragazza ad incontrarlo l’aveva minacciata e si era autolesionato procurandosi dei tagli con dei cocci di vetro.
    Il giovane è stato rintracciato dagli agenti in un ospedale cittadino e, nonostante abbia tentato di sottrarsi al controllo, dopo una colluttazione è stato bloccato.Gli agenti hanno inoltre accertato che la vittima aveva già denunciato precedenti comportamenti violenti da parte dell’aggressore, un 16enne napoletano, che è stato arrestato per atti persecutori, minacce gravi, danneggiamento e resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. LEGGI TUTTO

  • in

    Castellammare, carabiniere interviene per sedare una rissa e viene pestato: è grave

    Castellammare. Carabiniere fuori servizio interviene per sedare una rissa e viene colpito con caschi e sedie: e’ grave.

    Un carabiniere fuori servizio interviene per sedare una lite e viene pestato selvaggiamente da un gruppo di persone. E’ accaduto intorno alla mezzanotte nel centro di Castellammare di Stabia (Napoli). Il militare e’ stato aggredito e picchiato usando caschi e sedie come armi. E’ stato colpito gravemente alla testa, ha perso conoscenza e le ferite hanno provocato una seria emorragia.

    E’ stato soccorso dai tanti testimoni presenti alla scena, mentre gli aggressori sono fuggiti. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Leonardo, le sue condizioni sono gravi. Il traffico e’ rimasto paralizzato e ne sono conseguite difficolta’ anche per far arrivare l’ambulanza sul luogo dei soccorsi. Il 118 ha impiegato quasi mezz’ora. LEGGI TUTTO

  • in

    Uccise e fece sparire affiliato al suo stesso clan: arrestato uomo dei Pezzella

    Frattamaggiore: i Carabinieri arrestano un uomo dando esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario in concorso, occultamento di cadavere, porto e detenzione illegale di arma da fuoco.

    I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, a Frattamaggiore, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un 34enne contiguo al clan camorristico “Pezzella”, operante a Cardito e comuni limitrofi, ritenuto gravemente indiziato di omicidio volontario in concorso, occultamento di cadavere, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, reati aggravati dalle modalità mafiose e finalizzato ad accrescere il prestigio del predetto sodalizio criminale.

    L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea e condotta dal citato Nucleo Investigativo, è stata avviata il 14 febbraio scorso, quando la moglie di Pellino Vincenzo, 44enne, già affiliato al cennato clan, presso la Stazione carabinieri di Frattamaggiore denunciava la scomparsa di quest’ultimo. Le investigazioni, che hanno visto i militari impegnati in indagini tradizionali e di tipo tecnico, hanno consentito di documentare che:
    – l’omicidio di Vincenzo Pellino è stato eseguito con le modalità della codiddetta lupara bianca. Per tale grave fatto delittuoso risultano acquisiti gravissimi indizi a carico dell’odierno indagato che ha agito, unitamente ad altro soggetto allo stato non identificato, mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco ed il successivo occultamento del cadavere (ad oggi non ancora rinvenuto). Nello specifico si è appurato che Pellino il 13 febbraio aveva incontrato l’indagato nei pressi di un esercizio commerciale di Frattamaggiore e i due si erano allontanati a bordo dell’auto dell’arrestato. Da quel momento nessuno ha più visto Vincenzo Pellino, salvo poi scoprire che è rimasto vittima di omicidio;– l’azione delittuosa è da ascrivere ad un’epurazione interna al clan in questione. LEGGI TUTTO

  • in

    Corruzione: il gip concede gli arresti domiciliari al sindaco di Marigliano

    Il giudice per le indagini preliminari di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari al sindaco di Marigliano, Antonio Carpino, arrestato nei giorni scorsi per corruzione elettorale e voto di scambio. L’ex primo cittadino in quota Pd, difeso dagli avvocati Aniello Quatrano e Francesco Pica, torna a casa in attesa della conclusione dell’indagine che lo ha portato in carcere accusato dai tre pentiti di aver chiesto e ottenuto voti dalla camorra del Nolano per le primarie del 2014 e per le elezioni a sindaco del 2015. Voti concessi in cambio di favori nell’aggiudicazione di appalti, assunzioni pilotate e 10mila euro.

    Pubblicità

    Pubblicità LEGGI TUTTO

  • in

    Napoletano ricercato per rapina: vendeva cocco sulle spiagge del Salento

    Napoletano ricercato per rapina: vendeva cocco sulle spiagge del Salento. Arrestato.

    Il pregiudicato napoletano di 59 anni, Vincenzo Tommolillo, ricercato dopo una condanna per rapina inflittagli il 30 gennaio 2019, e’ stato arrestato nel Salento dove trascorreva un periodo di vacanza durante il quale trovava il modo di guadagnare vendendo cocco sulle spiagge.

    A rintracciare l’uomo, condannato a due anni e sei mesi di reclusione, sono stati i poliziotti della Squadra mobile della questura di Lecce, i quali, avvalendosi della banca dati Sdi (Sistema di indagine), hanno appurato che sul 59enne napoletano gravava un ordine di arresto emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Napoli. Tommolillo e’ stato rinchiuso nel penitenziario leccese di Borgo San Nicola. LEGGI TUTTO

  • in

    ‘Devi andare a Giugliano a pagare’: presi due del clan Mallardo

     “Devi andare a Giugliano a pagare”, avevano detto all’imprenditore edile. Ma l’uomo si è rivolto ai carabinieri e ha fatto arrestare i due estorsori.

    I Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania hanno dato esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di  Marco Ruggiero, 42enne di Giugliano in Campania e Giulio De Maria, 45enne di Quarto Flegreo, gravemente indiziati di tentata estorsione aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose.

    I due uomini, che sono considerati essere contigui al clan camorristico “Mallardo”, operante in Giugliano in Campania e comuni limitrofi, il 6 luglio scorso, si erano presentati presso un cantiere edile di una palazzina in ristrutturazione ove, evocando l’appartenenza alla locale criminalità organizzata, avevano intimato al titolare dell’impresa ad “andare a pagare a Giugliano” prima di continuare con i lavori.
    L’imprenditore, per altro iscritto alla associazione anti-racket di cui esponeva il cartello all’esterno del cantiere, si era però immediatamente rivolto ai militari facendo avviare le indagini che hanno portato all’emissione del provvedimento restrittivo.
    Pubblicità

    Pubblicità LEGGI TUTTO

  • in

    Il poliziotto narcos di Castellammare dovrà spiegare per conto di chi trasportava la droga

    Facebook

    WhatsApp

    Telegram

    Twitter

    ReddIt

    E’ attesa per stamane l’udienza di convalida davanti al gip del poliziotto narcos Benedetto Cirillo, nativo di Castellammare di Stabia arrestato ieri in Calabria mentre andava in vacanza con la famiglia e ben 7,5 chilogrammi di cocaina nascosta in auto.

    L’uomo, 40 anni, la cui famiglia è originaria di Boscoreale, vive in Sicilia ma è in servizio presso il XII Reparto Mobile di Reggio Calabria. I suoi colleghi lo descrivono come un agente intergerrimo, dovrà spiegare ai magistrati cosa ci faceva con quell’ingente quantitativo di droga in auto. Ma soprattutto dove l’aveva presa e a chi doveva consegnarla.

    Cirillo è stato arrestato nella mattinata di ieri dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Locri lungo la strada di grande comunicazione Jonio Tirreno che collega Rosarno a Marina di Gioiosa Jonica.Viaggiava in auto con moglie e figlio minorenne e si stava recando in vacanza sullo Jonio. I militari dell’Arma lo hanno fermato per un normale controllo. L’agente, dopo aver esibito una fotocopia del tesserino di riconoscimento, si e’ mostrato sin da subito agitato ed insofferente al controllo, destando cosi’ nei militari il sospetto che potesse avere qualcosa da nascondere.
    Sottoposto a perquisizione, alla quale hanno partecipato anche operatori della Polizia di Stato opportunamente fatti intervenire sul posto, sono stati trovate abilmente occultate all’interno di un doppio fondo ricavato dietro il vano portaoggetti le confezioni plastificate da circa 1 chilo ciascuna, per complessivi 7,5 chili di cocaina. Dichiarato in stato di arresto, al termine delle formalita’ di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria.
    Pubblicità

    Articolo precedenteNapoli, parcheggiatori abusivi ai Decumani: 2 denunciati

    Articolo successivoPregiudicato ucciso in agguato nel foggiano LEGGI TUTTO

  • in

    Abusi edilizi dietro le frane di Positano: aperta un’inchiesta

    Facebook

    WhatsApp

    Telegram

    Twitter

    ReddIt

    Un abuso edilizio è la vera causa di due frane che lo scorso 26 luglio hanno interessato un costone roccioso affacciato sul mare in località Laurito a Positano, in Costiera Amalfitana.

    Dopo la prima frana, sono intervenute sul posto le motovedette della Guardia Costiera per scongiurare eventuali necessità di soccorso, per la sicurezza della balneazione e della navigazione. Durante le prime operazioni tese anche ad interdire il transito e la sosta nel tratto di mare a rischio, una seconda frana ha interessato la stessa costa, senza pericoli per persone o cose data la cornice di sicurezza operata dalle motovedette.

    La caratteristica della seconda frana, particolarmente “polverosa” a differenza di come dovrebbe apparire la frana di un costone roccioso, ha attirato l’attenzione degli uomini della Guardia Costiera a bordo dei mezzi nautici che hanno allertato il Centro di coordinamento ambientale della Direzione marittima della Campania, agli ordini dell’ammiraglio ispettore Pietro Vella.
    Sono quindi scattate le indagini e una seconda unità operativa è stata inviata a monte del costone: qui i militari hanno trovato una costruzione abusiva con lavori ancora in corso e una macchina per la frantumazione delle rocce, nascosta con un telo mimetico, al fine di impedirne l’individuazione con osservazione aerea.
    Sotto il coordinamento della Procura di Salerno, si è quindi operata una prima ricostruzione dell’accaduto con la quale si ipotizza che la frana sia stata causata dallo smottamento del materiale di risulta polverizzato e accumulato in sensibile quantità a monte del costone. Si è quindi provveduto all’immediato sequestro del manufatto abusivo e a mettere sotto sequestro anche il costone roccioso di circa 6mila mq oggetto della frana. Oggi è stato anche eseguito un sorvolo con un elicottero della Guardia Costiera Aw139-Nemo 8 al fine di raccogliere ulteriori elementi investigativi. Ad oggi, sono stati scoperti ulteriori immobili abusivamente costruiti per un totale di circa 200 mq.

    Pubblicità

    Articolo precedenteTorre del Greco, sequestrati 50 chilogrammi di mitili LEGGI TUTTO