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    Giornata Partecipazione. Emergenza non ferma le comunità: focus on line su percorsi realizzati e nuovi progetti

    Un centinaio fra operatori della partecipazione negli enti locali e facilitatori collegati da tutti i territori dell’Emilia-Romagna si sono dati appuntamento oggi in una ‘piazza virtuale’ promossa dall’Assemblea legislativa e dalla Giunta regionale in occasione della seconda edizione della Giornata della partecipazione. L’appuntamento annuale (previsto dalla legge regionale in materia L.r. 15/2018 ) è stata l’occasione per fare il punto su quanto si sta facendo in Emilia-Romagna in materia di partecipazione e cittadinanza attiva e individuare, in maniera condivisa, i possibili indirizzi sui quali orientare il nuovo bando che la Giunta regionale pubblicherà a seguito della Sessione di partecipazione prevista in Assemblea legislativa per il prossimo 10 novembre.
    “Che si tratti di decidere la destinazione d’uso di un immobile pubblico o di individuare il tracciato più funzionale di una nuova pista ciclabile, la partecipazione può essere la chiave per costruire una comunità informata e consapevole- ha ricordato Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa-. Siamo stati fra i primi a dotarci di una legge regionale in materia, nel 2010, e sono ormai decine i processi decisionali condivisi con i cittadini: dal Piano regionale dei trasporti, al Piano di gestione per il rischio alluvioni, agli Stati generali del volontariato della Protezione civile. La Regione Emilia-Romagna in questi anni ha investito quasi 3 milioni di euro per oltre 1.200 percorsi partecipativi rilevati e 200 progetti finanziati sui territori. A novembre- ha poi aggiunto la presidente Petitti- uscirà il bando 2020 attraverso il quale la Regione sosterrà con circa 500mila euro altri progetti che vedranno la realizzazione nel 2021. Il tutto accompagnato dalla nuova campagna di comunicazione, della quale sono molto fiera, per la quale come slogan abbiamo scelto una frase della poetessa Mariangela Gualtieri: ‘Diminuire il proprio io avvicina alla felicità’. Credo che sia un bel messaggio, specie in questa fase delicata in cui siamo ancora alle prese con l’emergenza Covid: abbiamo bisogno di gesti che rendano più solide le nostre comunità e la partecipazione è in grado di incidere”.
    “L’emergenza non ha fermato la partecipazione sui territori- ha sottolineato Leonardo Draghetti, direttore generale dell’Assemblea legislativa che in qualità di Tecnico regionale della partecipazione si occupa della certificazione di qualità dei percorsi partecipativi promossi da Comuni e associazioni nei territori-. Le nostre ‘comunità di pratiche’ hanno dimostrato la capacità di reagire per portare a compimento i progetti e messo in evidenza quanto investimento ci sia sulla partecipazione anche in una fase in cui sono più difficili i contatti sociali. Abbiamo bisogno di rispettare le regole, ma anche di non perdere la nostra capacità di relazione, a tutti i livelli, compreso quello con le istituzioni”.
    “Con la partecipazione possiamo ridurre le distanze che ci sono tra le istituzioni e i cittadini- ha detto Paolo Calvano, assessore regionale al bilancio-, ricordando il forte investimento fatto dalla Regione in oltre 10 anni su questa materia che è poi diventata oggetto di legislazione. L’Osservatorio Partecipazione dell’Emilia-Romagna- ha poi sottolineato- si è recentemente aggiudicato la V edizione del Best Practices Award 2020. Sono orgoglioso del riconoscimento internazionale ricevuto dalla nostra piattaforma che, assieme alla comunità di pratiche partecipative, considero il nostro fiore all’occhiello. Continueremo a investire nei processi partecipativi e allo stesso tempo nella formazione degli operatori della partecipazione negli enti locali affinché le istituzioni possano essere pronte a cogliere al meglio tutte le opportunità per supportare questi percorsi. In tal senso stiamo anche lavorando alla piattaforma di e-democracy”.
    In questi giorni l’Assemblea legislativa ha promosso una campagna di comunicazione sui media regionali e sui social per richiamare l’attenzione sui valori della partecipazione nella costruzione della comunità. Per l’occasione è stata creato il sito www.failatuaparte.emr.it

    Parità, diritti e partecipazione
    23 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Tagliaferri (Fdi): “assumere personale infermieristico per rafforzare la medicina territoriale”

    Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) entra, con un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, nella drammatica cronaca di queste ultime settimane incentrata sulla “seconda ondata” di contagi da Covid-19.
    Per il consigliere piacentino, l’analisi della situazione attuale testimonia come “nonostante fosse prevista da mesi, l’emergenza Covid-19, ha trovato impreparate la stragrande maggioranza delle Regioni. Ogni giorno si apprende che nelle grandi città il tracciamento del contagio e’ saltato, che mancano ovunque i posti letto di terapia intensiva e i medici anestesisti necessari per il loro incremento. Stranamente, non si sente mai parlare della carenza di infermieri perché, se per 100 posti di terapia intensiva occorrono 92 anestesisti, di infermieri per operare in sicurezza ne occorrono ben 350”.
    Tagliaferri, poi, sottolinea come si stiano rincorrendo “le segnalazioni di protocolli aziendali pensati e strutturati in maniera tale da cercare di non compromettere le già esangui dotazioni organiche, protocolli che però non prevedono per gli infermieri e gli operatori sociosanitari piani di sorveglianza epidemiologica periodica, ma che prescrivono i tamponi diagnostici solo in presenza di sintomi”.
    Stante il clima emergenziale, l’esponente di Fratelli d’Italia denuncia come si stia già assistendo alla drastica riduzione delle attività ospedaliere e ambulatoriali ordinarie non in ambito Covid e di come le “carenze organizzative del nostro sistema sanitario stiano portando al collasso i Pronto Soccorso o i cosiddetti ‘drive in’ dei tamponi”.
    Per rispondere a queste criticità, Tagliaferri chiede alla Giunta di partire “con una massiccia campagna di assunzioni di personale infermieristico e di operatori sociosanitari (Oss) per rafforzare, non solo a parole, la medicina territoriale e i dipartimenti della prevenzione. Le assunzioni questa volta, a differenza di quanto accaduto a inizio pandemia, devono essere con contratto a tempo indeterminato per evitare lo sfruttamento e l’impiego usa e getta di tanti infermieri, Oss e professionisti della Sanità”.
    (Luca Boccaletti)

    Sanità e welfare
    23 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Mastacchi (Rete Civica): “quando sarà realizzato lo svincolo di Rioveggio, nell’Appennino bolognese?”

    Quali sono i motivi dei ritardi nella realizzazione del nuovo casello autostradale a Rioveggio, sull’Appennino Tosco-Emiliano? A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica).
    “Il nuovo svincolo di Rioveggio, interrotto a più riprese nel 2012 e nel 2019, è a tutt’oggi ancora incompleto”, spiega Mastacchi, che sottolinea come “il cantiere del nuovo casello di Rioveggio versa in una condizione di degrado e incuria, con sterpaglie cresciute ovunque e usura dei materiali già presenti, e rappresenta un esempio di sperpero di denaro che avrebbe potuto avere certamente un migliore utilizzo: risorse con cui potevano essere risolte altre emergenze della viabilità in quelle zone”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “quali siano le motivazioni per l’ennesima interruzione dei lavori per la realizzazione del nuovo casello di Rioveggio e quali siano i tempi entro cui saranno riavviati i lavori destinati al completamento di un’opera importante per migliorare la viabilità nell’Appennino bolognese”
    Mastacchi vuole inoltre risposta ai seguenti quesiti: “se e in quali tempi sarà realizzata una bretella che congiunga il casello A1 di Rioveggio con la Variante di valico, in seguito allo sdoppiamento del tracciato autostradale, e se e in quali tempi sarà realizzato il raccordo stradale tra la Valle del Setta e la Valle del Reno (bretella Reno-Setta), al fine di addivenire a soluzioni infrastrutturali definitive per eliminare i disagi nei comuni interessati”.
    (Luca Molinari)

    Infrastrutture e trasporti
    23 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Gibertoni (Misto): “Qual è lo stato della procedura di confisca dei beni alle mafie?”

    Giulia Gibertoni
    Giulia Gibertoni (Misto) rivolge alla Giunta regionale una nutrita serie di domande per fare il punto sui beni sequestrati e confiscati alle varie organizzazioni mafiose.
    La capogruppo ricorda i passi istituzionali che hanno portato, nel 2010, alla costituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) che ha come responsabilità primaria -ricorda l’esponente del gruppo Misto- “l’organizzazione, in collaborazione con le prefetture e gli enti locali interessati, delle Conferenze di servizi nell’ambito delle quali le amministrazioni del territorio possono manifestare l’interesse all’acquisizione dei beni, sulla cui destinazione decide poi il consiglio direttivo dell’Agenzia”.
    Rifacendosi anche alle Delibere di Giunta regionale che nel 2017 e nel 2019 hanno instaurato un protocollo d’intesa con i Tribunali di Bologna e Reggio Emilia per la gestione dei beni strappati alle organizzazioni criminali, Gibertoni sottolinea come sia “costante l’aumento sul territorio della Regione Emilia-Romagna di operazioni investigative nel corso delle quali si procede spesso al sequestro di beni e aziende a carico della criminalità organizzata ed economica, basti citare come esempio le operazioni “Aemilia” e “Grimilde”, da cui deriva la necessità per le pubbliche amministrazioni di dotarsi di strumenti in grado di realizzare un veloce ed efficace riutilizzo di tali beni”.
    In assenza di dati aggiornati in tempo reale da parte di ANBSC, la consigliera informa che a luglio 2020 sarebbero già stati ridestinati 16.446 immobili e 1.317 aziende, mentre sono 17.358 gli immobili e 2.731 le aziende ancora in gestione da parte dell’Autorità nazionale in attesa di completare il percorso di transizione. Dalla relazione dell’Autorità nazionale del 2019 si apprende poi che, per ciò che riguarda la nostra Regione, sono 93 i beni già destinati e 107 quelli ancora privi di assegnazione ma, sottolinea Gibertoni, “il dato veramente preoccupante sono i 47 beni per cui non vi sono state manifestazioni di interesse”.
    Dalla situazione esistente, la capogruppo trae l’impianto delle domande contenute nell’atto ispettivo: in primis se la Giunta voglia estendere ad altri territori i protocolli tutt’ora esistenti con i tribunali di Bologna e Reggio Emilia. Oltre a ciò vengono richiesti anche i dati aggiornati dell’attività di ANBSC con il dettaglio dei soggetti a cui sono stati destinati i beni provenienti dalle organizzazioni criminali. Calandosi maggiormente sulla realtà regionale, Gibertoni chiede i dati delle aziende in gestione sottoposte a sequestro o confisca con la specifica se siano o meno ancora in attività e “se corrisponda al vero che la percentuale dei beni effettivamente utilizzati, fra quelli complessivamente destinati dalla ANBSC sul nostro territorio regionale, sia del 62,5%”
    Ulteriori quesiti, poi, riguardano le criticità riscontrate dall’attività dell’Autorità nazionale sul territorio regionale, riguardo alle quali Giulia Gibertoni domanda all’esecutivo regionale, “se si abbia una qualche proposta in merito ai plessi immobiliari già portati in Conferenza di servizi e per i quali non è stata acquisita alcuna manifestazione di interesse, individuando progettualità atte a garantire una loro rifunzionalizzazione a scopi sociali o istituzionali ed evitando il fallimento del sistema di destinazione dei beni confiscati che già versa in situazione critica”.
    (Luca Boccaletti)

    Governo locale e legalità
    23 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Marchetti (Lega): troppi ritardi per esami oncologici in provincia di Bologna

    Daniele Marchetti (Lega)
    Spazi riservati per gli esami per malattie oncologiche in modo da ridurre i tempi di attesa della prenotazione. A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Daniele Marchetti (Lega), che dà voce a molte segnalazioni pervenute dal territorio bolognese.
    “Ad oggi, in un caso presso Imola, accade che per un paziente con visita oncologica prevista per il 9 dicembre 2020 non sia possibile effettuare un radiografia al torace se non il 5 gennaio 2021: questo -spiega Marchetti- ovviamente costringe il paziente a richiedere uno spostamento della visita di almeno un mese, che si aggiunge al ritardo causa Covid avuto precedentemente e alla mancata visita in presenza “fisica” e non da remoto che manca da oltre un anno”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “quando sarà ripristinata la possibilità di richiedere esami tramite Fascicolo sanitario elettronico; se si prevedono spazi riservati alle prenotazioni di esami per pazienti oncologici e pazienti con patologie gravi e quali azioni si stanno attuando per ridurre i ritardi per alcuni esami”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    23 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Sanità Bologna. Lisei (Fdi): “reparto chirurgia Otorinolaringoiatria del Sant’Orsola va al Bellaria?”

    E’ previsto lo spostamento della chirurgia di Otorinolaringoiatra (Orl) dall’ospedale Sant’Orsola-Malpighi all’ospedale Bellaria? Se sì da quando? A chiedere chiarezza sul futuro della sanità bolognese è un’interrogazione del consigliere Marco Lisei (Fdi), che ricorda come “in attuazione del piano di riorganizzazione dell’attività sanitaria in Emilia-Romagna concordato da Regione, Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana, Comune, Policlinico Sant’Orsola, Aziende Usl di Bologna e Imola nonché Istituto Ortopedico Rizzoli, entro i primi di novembre si dovrebbe realizzare lo spostamento dell’attività chirurgica Orl del Policlinico Sant’Orsola presso l’Ospedale Bellaria di Bologna: tale decisione desta notevoli preoccupazioni considerata la complessità delle prestazioni effettuate presso la struttura ospedaliera, sia programmate sia in regime di urgenza/emergenza”.
    Da qui l’atto ispettivo rivolto alla Giunta per sapere “se sia confermato lo spostamento dell’ attività chirurgica Orl dal Policlinico Sant’-Orsola Malpighi all’Ospedale Bellaria e, nel caso, a partire da quale data; se non ritenga che tale trasferimento non rappresenti altro che un ulteriore smantellamento delle attività chirurgiche d’eccellenza svolte all’interno delle principali strutture ospedaliere cittadine, nonché principali Hub di Pronto Soccorso, che andrebbero invece potenziate al fine di garantire sempre maggiore tutela e assistenza ai pazienti e se, alla luce di quanto evidenziato, non ritenga, per quanto di propria competenza, intervenire al fine scongiurare tale spostamento”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    23 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Assemblea. Sedute il 27 e 28 ottobre: in programma Sessione europea e pdl contributi a edicole

    Al centro della programmazione dei lavori delle sedute dell’Assemblea legislativa convocate martedì 27 e mercoledì 28 ottobre, dalle 9 alle 13 (il 28 dalla 10) e dalle 14.30 alle 18, spiccano la Sessione europea 2020, che prevede l’esame della Relazione e della Risoluzione con gli indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione europea, e il progetto di legge recante interventi urgenti a favore dei gestori delle edicole.
    Sono in programma anche la proposta di proroga al 31 dicembre prossimo del mandato del presidente dell’Ibc, istituto che viene incorporato nelle strutture della Regione, e una modifica del regolamento regionale di attuazione delle disposizioni in materia di tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e di disciplina della pesca, dell’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne.
    La seduta mattutina di martedì 27 si aprirà con l’esame dei question time, mentre la parte restante delle sedute sarà dedicata al dibattito sugli atti d’indirizzo.
    (In allegato la convocazione dell’Assemblea legislativa)

    Tag:
    Assemblea
    23 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Coronavirus. Tagliaferri (Fdi): la Lombardia chiude? Evitare boom di frontalieri

    Ordinanze e norme antiCoronavirus omogenee e condivise in modo da evitare che le “chiusure” decise dalla Regione Lombardia comportino maggiore afflusso di persone in Emilia-Romagna, con conseguente aumento della possibilità di contagi.
    A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come “il fatto che sarà sufficiente attraversare il ponte sul Po per recarsi nei centri piacentini della grande distribuzione e, più diffusamente, emiliano-romagnoli, il rischio di assembramenti dovuti all’ansia o alla necessità di shopping, in un momento delicato contraddistinto dall’innalzamento della curva del contagio, è dietro l’angolo”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale “se intenda creare maggiore coinvolgimento e soprattutto maggiore omogeneità fra tutti i soggetti interessati affinché vengano limitate le occasioni di contagio, valutando in anticipo quali possano essere gli effetti sulla salute dei cittadini”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    23 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Scuole serali. Barcaiuolo (Fdi): studenti devono continuare a frequentarle

    Garantire agli studenti delle scuole serali la piena possibilità di frequentarle e poter rientrare a casa anche qualora le lezioni dovessero protrarsi oltre l’orario previsto da un eventuale coprifuoco. Lo chiede in un’interrogazione alla Giunta, Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) che ricorda le “misure attuate dalle Regioni per l’impennata del Coronavirus, ancora più restrittive di quelle emanate dal governo”, in merito al coprifuoco. “In Campania e Lombardia hanno già approvato un’ordinanza per proclamare il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino: per spostarsi in queste ore bisognerà attestare di avere una comprovata urgenza e, per farlo, torna in vigore l’autocertificazione già usata in primavera. Nelle 4 zone più colpite di Genova il coprifuoco scatta dalle 21 e finisce alle 6” fa presente Barcaiuolo, chiedendo se anche la Regione Emilia-Romagna prevederà a breve un coprifuoco notturno.
    Il consigliere sottolinea poi l’importanza delle scuole serali, che “hanno la stessa valenza di quelle tradizionali” e aiutano “i lavoratori, ma anche gli inoccupati o disoccupati, così come qualunque studente, a ottenere il diploma”. “I dati Eurostat mettono in evidenza come l’Italia abbia un tasso di dispersione scolastica di circa tre punti percentuali più alto rispetto alla media europea”, continua il consigliere, chiedendo garanzie sul fatto che queste strutture possano essere sempre frequentate.
    (Francesca Mezzadri)

    Scuola giovani e cultura
    22 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Infrastrutture Parma. Ponte Verdi, Lega: “Perché riaperto solo ai mezzi fino a 44 tonnellate?”

    “Per quale motivo il ponte Verdi sul fiume Po, che collega San Daniele Po sulla sponda cremonese a Ragazzola di Roccabianca su quella parmigiana, non è stato riaperto al traffico, come inizialmente previsto, ai mezzi con peso fino a 56 tonnellate?”.
    A chiederlo, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, sono Fabio Rainieri ed Emiliano Occhi della Lega.
    I due consiglieri, infatti, spiegano che “l’infrastruttura è appena stata riaperta al traffico, a senso unico alternato, con limite di transito per veicoli di peso superiore alle 44 tonnellate”. Il ponte, proseguono, “era stato chiuso lo scorso 27 luglio per consentire lavori di ripristino riguardanti le travi dell’impalcato”. Risulta però, rimarcano i leghisti, “che il 16 ottobre scorso, in previsione della riapertura, siano state effettuate prove di carico con più autocarri di peso controllato di 56 tonnellate”.
    Questo ponte, evidenziano poi Rainieri e Occhi, “dovrebbe essere uno dei pochi collegamenti percorribili tra Emilia-Romagna e Lombardia per i trasporti pesanti, ma non lo è di fatto da circa sei anni, da quando sono in corso lavori di ristrutturazione con limitazioni del traffico”. Nel corso dei lavori di ristrutturazione, aggiungono, “continuano a rinvenirsi sempre nuovi problemi di deterioramento, tanto che alcune amministrazioni locali, unitamente a comitati del territorio, stanno chiedendo la costruzione di un nuovo ponte o perlomeno la ricostruzione dell’attuale nella parte in alveo”.
    I due consiglieri domandano all’esecutivo regionale cosa ne pensi di queste due ipotesi. Mentre sul transito dei mezzi pesanti sollecitano di rendere pubbliche le risultanze delle prove di carico.
    (Cristian Casali)

    Infrastrutture e trasporti
    22 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Imprese. ERCoraggiosa: “vincolare aiuti pubblici a Fiere regionali a mantenimento livelli occupazionali”

    Igor Taruffi (Emilia-Romagna Coraggiosa)
    Igor Taruffi e Federico Alessandro Amico (Emilia Romagna Coraggiosa) entrano nel vivo della crisi del settore fieristico regionale. “La crisi determinata dalla pandemia da Covid-19 -scrivono i due consiglieri in una risoluzione- ha determinato in tutte le realtà operanti nel settore fieristico una prolungata sospensione delle attività, con l’annullamento o la riduzione degli eventi espositivi, e una conseguente crisi di liquidità che rende difficoltoso a molte società rispondere agli impegni economici assunti”.
    Una situazione talmente compromessa, specificano i due consiglieri di maggioranza, da spingere “la società Bologna Fiere a disdettare unilateralmente il contratto integrativo di lavoro, facendo così ricadere sulle spalle dei lavoratori le difficoltà causate dalla crisi”.
    Poiché da notizie stampa, a seguito dell’incontro tra il presidente Bonaccini, i vertici delle Fiere e i sindaci delle città di Bologna e Rimini, è stata confermata la volontà comune di perseguire l’obiettivo dell’aggregazione tra i due poli espositivi, Taruffi e Amico impegnano la Giunta a “condizionare la concessione di qualsiasi finanziamento pubblico alle società fieristiche della regione alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e al rispetto della contrattazione sottoscritta con le organizzazioni sindacali”.
    (Luca Boccaletti)

    Imprese lavoro e turismo
    22 ottobre 2020 LEGGI TUTTO

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    Sanità. Castaldini (Fi) fare il punto sui vaccini antinfluenzali

    A chiederlo, in un’interrogazione, è la consigliera Valentina Castaldini (Fi) che ricorda come “per la vaccinazione antinfluenzale sono ad oggi disponibili due tipologie di vaccini: il vaccino split quadrivalente utilizzato da 6 mesi a 75 anni di età e il vaccino trivalente adiuvato con MF59 raccomandato per gli over 75 anni e per tutti gli over 65 immunodepressi”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se è stata esercitata l’opzione per la fornitura delle ulteriori 200 mila dosi; quali siano le dosi di fornitura delle due tipologie di vaccini antinfluenzali; quanto duri il periodo “post partum” per le quali le donne rientrano nelle categorie a rischio e quanti siano i maggiori di 6 mesi e minori di 9 anni a rischio per malattie e condizioni croniche e invalidanti che non si sono sottoposti, negli anni scorsi, a campagne di vaccinazioni antinfluenzali”.
    Castaldini, inoltre, vuole sapere dall’amministrazione regionale “quante siano le persone appartenenti alle categorie sopra riportate alle quali è offerto gratuitamente il vaccino; quale sia il calendario di consegna di vaccini antinfluenzali alle strutture pubbliche, ai Medici di medicina generale e alle farmacie; se sia in corso un monitoraggio, attraverso la rete regionale di farmacie, di quanti sono i cittadini richiedenti il vaccino e quali meccanismi sono stati messi in campo per fronteggiare un ulteriore aumento delle dosi richieste”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    22 ottobre 2020 LEGGI TUTTO