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    Sanità. Fdi: istituire lo psicologo di base

    La Regione si impegni per istituire la figura dello psicologo di base. La proposta è contenuta in un’interrogazione dei consiglieri di Fdi Michele Barcaiuolo (primo firmatario), Marco Lisei e Giancarlo Tagliaferri, che prende le mosse da una lettera inviata dal Presidente degli Psicologi Emilia-Romagna al Presidente della Regione e all’assessore alla Salute in cui si sottolinea proprio la necessità di introdurre la figura dello psicologo nelle cure primarie.
    I consiglieri di Fdi ricostruiscono la situazione della sanità di base, elencano i nuovi bisogni delle persone e sottolineano l’impatto avuto dalla pandemia da Coronavirus. Tracciato questo quadro interrogano la Giunta per sapere “se la Regione abbia risposto, e in che modo, alla richiesta avanzata dall’Ordine degli Psicologi; se la Regione abbia aderito al cosiddetto Decreto Calabria, stabilendo criteri selettivi trasparenti e meritocratici, favorendo gli psicologi già formati sulla psicologia delle cure primarie e non ostacolando le cooperazioni già in corso o già sperimentate in passato con successo, anche i ragione del ruolo che il Medico di medicina generale avrà nella scelta dello psicologo da inserire nel suo team multidisciplinare”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    5 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Sanità. Gibertoni (Misto): tutelare le persone elettrosensibili

    Giulia Gibertoni
    La Regione affronti il tema dei soggetti elettrosensibili e li tuteli. A chiederlo è, con un’interrogazione, la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto), che, dopo aver illustrato il tema e ripercorso tutti gli aspetti anche giuridici della materia, ricorda le connessioni strettamente esistenti tra elettrosensibilità e salute.
    “Anche la elettroipersensibilità ai campi elettromagnetici, seppur a casi limitati, potrebbe rientrare fra le malattie rare fortemente invalidanti e dei cui portatori deve essere tenuto conto in termini di rispetto dei diritti fondamentali della persona, fra i quali quello alla salute”, spiega Gibertoni che ricorda come “i campi elettromagnetici, già da maggio 2011, siano stati inseriti dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) dell’OMS nel gruppo 2B (possibili cancerogeni); inoltre, grazie agli studi recenti dell’Istituto Ramazzini di Bologna e del National Toxicology Program del NIEHS americano, pochi dubbi sussistono sul legame tra esposizioni a campi elettromagnetici e aumentata frequenza di alcuni tipi di tumore”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se si intenda, e con quali azioni concrete, tutelare i soggetti elettrosensibili, in particolare, se si intenda proporre progetti di c.d. “zone bianche”, di protocolli condivisi che vadano nello stesso senso o che comunque prevedano schermature efficaci per la tutela della salute di questi cittadini; quali iniziative, anche dal punto di vista informativo, si intendano intraprendere a favore di questi cittadini e se esistano esperienze, a livello regionale, sia di tutela che di tipo informativo; se esistano zone del territorio regionale in cui i cittadini affetti da elettrosensibilità possano trovare condizioni di vita migliori o comunque accettabili”.
    La consigliera, inoltre, chiede se l’amministrazione regionale “non ritenga opportuno, nel rispetto della risoluzione n.1815/2011 dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, proporre il riconoscimento dell’elettrosensibilità come disabilità, analogamente a quanto fatto dalla sola Regione Basilicata nel 2013, e se non ritenga utile comunque minimizzare l’esposizione della popolazione alle radiofrequenze, come indicato dalla legge n. 36 del 2001, e in concreto attraverso quali atti e iniziative”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    5 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Sanità Modena. Barcaiuolo (Fdi): riaprire l’ospedale di Mirandola

    Michele Barcaiuolo (Fdi)
    La Regione faccia chiarezza sulla riorganizzazione dell’Ospedale di Mirandola, struttura sanitaria in provincia di Modena con un bacino di utenti di ben 87 mila cittadini e che si è dimostrato dimostrato un centro nevralgico nella gestione dell’emergenza Covid-19.
    A chiederlo, in un’interpellanza, è il consigliere Michele Barcaiuolo (Fdi) che ricorda come “l’8 agosto prossimo delle due sale operatorie del nosocomio verrà chiusa l’unica sala operatoria rimasta aperta, a funzione ridotta, dopo che l’altra era già stata chiusa a causa della riorganizzazione per il Coronavirus. Il numero di chirurghi da 9 è passato a 3, quello degli anestesisti da 9 a 4 e il reparto di Cardiologia dell’Ospedale, chiuso in marzo insieme a quello Ortopedico e Chirurgico, e trasferito a Carpi per ricavare nuovi posti letto per i ricoverati per Covid-19, non è, ad oggi, ancora stato ripristinato”.
    In sintesi: “A differenza di altri ospedali della Provincia, a Mirandola ancora non si è eseguono gli interventi urgenti”.
    Da qui l’interpellanza per sapere dalla Giunta “se si ritiene che la riorganizzazione dell’Ospedale di Mirandola stia andando nella giusta direzione a maggior ragione d’innanzi al pericolo Coronavirus non ancora debellato; se entrambe le sale operatorie dell’Ospedale verranno riaperte e quando e se i reparti chiusi e spostati al Ramazzini di Carpi verranno pienamente reintegrati al Santa Maria Bianca e quando”.
    Barcaiuolo vuole inoltre sapere dall’esecutivo regionale “se si preventiva già l’assunzione di nuovi professionisti, in particolare chirurghi e anestesisti, per l’Ospedale di Mirandola e se non si ritenga motivo di disagio per gli abitanti della Bassa dover continuamente fare la spola fino a Carpi o Modena per potersi curare e per prendersi cura dei propri cari ricoverati”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    5 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Caccia. Castaldini (Fi): ricalcolare ripartizione dei terreni agricoli e pastorali nel forlivese

    La Regione si attivi per un corretto calcolo della percentuale di ripartizione del territorio agro-silvo-pastorale e al rispetto delle percentuali tra zone di libera caccia e zone private di caccia (aziende faunistico venatorie) in ogni singolo Ambito territoriale di caccia (Atc) del forlivese, in particolar modo nell’Atc F06 che ricomprende i comuni di Civitella di Romagna, Galeata, Predappio e Santa Sofia. A chiederlo è la consigliera Valentina Castaldini (Fi), che ricorda come “il sistema di riparto delle superfici per armonizzare l’attività venatoria libera con la caccia a gestione privata e con le aree di protezione su cui si basa la destinazione differenziata del territorio rischia di essere ‘falsato’ laddove nello stesso comprensorio omogeneo vi siano già diversi istituti privati che sono concentrati in modo disomogeneo e disequilibrato rispetto ai territori degli Atc ricadenti all’interno del comprensorio stesso”.
    La capogruppo forzista spiega come “la situazione in cui si trovano i comuni di Civitella di Romagna, Galeata, Predappio e Santa Sofia non rispetta i principi di destinazione differenziata del territorio secondo quanto previsto dalla normativa vigente per via di una maggiore concentrazione degli istituti privati”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta “quali azioni intenda attuare e se ritenga utile modificare la modalità di calcolo della percentuale di ripartizione del territorio agro-silvo-pastorale e se condivida la necessità di introdurre una sospensionemoratoria delle domande in essere eo delle nuove istanze di concessione di istituti privati”.
    (Luca Molinari)

    Ambiente e territorio
    5 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Ambiente. Piccinini (M5s): sostenere il progetto “4,5 milioni di alberi”

    Silvia Piccinini (M5s)
    La Regione si attivi per una buona riuscita del bando legato al progetto “Quattro milioni e mezzo di alberi in più. Piantiamo un albero per ogni abitante dell’Emilia-Romagna”, la cui scadenza, inizialmente fissata al 3 luglio è stata prorogata al 15 luglio 2020.
    A chiederlo è, in una risoluzione, la consigliera Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle) che, dopo aver ripercorso tutti i punti salienti del progetto, ricorda che “l’iniziativa consiste nella distribuzione gratuita di 500 mila piante costituite da alberi e arbusti a cittadini, Enti e Associazioni, al fine della loro piantumazione in terreni di cui gli stessi abbiano disponibilità, nel territorio regionale, a partire dal 1° ottobre 2020 attraverso aziende vivaistiche appositamente accreditate sulla base delle procedure del bando e le aziende che hanno presentato richiesta sono 23 presenti in tutte le province, seppur in modo non omogeneo così che in molti territori il potenziale di essenze da distribuire sarà concentrato su un numero limitatissimo di strutture o anche in una sola”.
    La consigliera ricorda come “serva assicurare soluzioni che consentano di raggiungere l’obiettivo della distribuzione in tempi rapidi di 500 mila piante e di proseguire anche in futuro al più ampio coinvolgimento di cittadini, Associazioni ed Enti”.
    Da qui la risoluzione per impegnare la Giunta “ad assicurare una tempestiva, ampia, diffusa e capillare campagna di informazione sull’iniziativa, sui punti di distribuzione delle piante e sulla loro gratuità; a estendere la rete di soggetti accreditati, stabilendo anche opportunità ulteriori di accreditamento, quali altre scadenze del bando o, auspicabilmente, per la sua apertura per l’intera durata dell’operazione e a individuare soluzioni tali da rendere più interessante per le aziende distributrici l’iniziativa diretta alla distribuzione di alberi e arbusti”.
    (Luca Molinari)

    Ambiente e territorio
    5 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Trasporti. Fdi: risolvere il caos nelle stazioni

    La Regione faccia chiarezza e metta ordine nel caos che sta colpendo le stazioni emiliano-romagnole dopo il balletto di decreti e normative di questi giorni. A chiamare in causa la Giunta per la situazione che sta danneggiando la vita di ferrovieri e utenti è il Gruppo Fdi con un’interrogazione a firma dei consiglieri Giancarlo Tagliaferri (primo firmatario), Marco Lisei e Michele Barcaiuolo.
    “Nelle stazioni centrali della nostra regione centinaia di passeggeri hanno vissuto un lunedì di passione tra richieste di informazioni, ritardi e soluzioni alternative. Un sms serale ha informato i tanti sventurati emiliano-romagnoli che il posto sul treno era ‘saltato’ trovandosi nella condizione di dover prendere un pullman sostitutivo se si voleva raggiungere la meta prefissata”, spiegano i consiglieri che interrogano la Giunta per sapere “se intenda fare chiarezza e precisare meglio le questioni in sede di Conferenza delle Regioni che si terrà il 6 agosto prossimo, fermo restando che certe decisioni si sarebbero dovute prendere prima e non aspettare le partenze del mese clou dell’estate”.

    (Luca Molinari) LEGGI TUTTO

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    Cultura Parma. Lega: salvare la Chiesa di Roncole Verdi

    La Regione si attivi per sostenere il restauro della Chiesa di San Michele Arcangelo, a Roncole Verdi in provincia di Parma.
    A chiederlo è un’interrogazione dei consiglieri della Lega Fabio Rainieri (primo firmatario) ed Emiliano Occhi.
    “È stata disposta la chiusura per pericolo di crolli della chiesa di San Michele Arcangelo a Roncole Verdi nel comune di Busseto: la chiesa rientra fra i luoghi che ricordano la vita di Giuseppe Verdi, in quanto vi è custodito l’organo sul quale il grande musicista ha iniziato a suonare e ad apprendere l’arte per cui è conosciuto in tutto il mondo come uno dei maggiori geni di sempre”, spiegano i due esponenti del Carroccio che ricordano come “l’inagibilità della chiesa di Roncole Verdi vada ad aggiungersi alla decadenza e non fruibilità totale o parziale di altri luoghi verdiani nel comune di Busseto e in quelli limitrofi, in particolare il Santuario della Madonna dei Prati, chiusa da circa due anni al seguito del cedimento di una trave, il complesso della chiesa di Santa Maria degli Angeli con annesso convento, parzialmente inagibile a seguito di un terremoto e Villa Verdi a Sant’Agata, anch’essa bisognosa di importanti ristrutturazioni”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere se l’amministrazione regionale “intenda attivarsi per sostenere il recupero della Chiesa di San Michele Arcangelo a Roncole Verdi anche in prospettiva di una più ampia valorizzazione dei luoghi verdiani e se abbia valutato il potenziale attrattivo turistico culturale dei luoghi verdiani sostenendone la valorizzazione complessiva anche attraverso il recupero di quelli ad oggi parzialmente o totalmente non fruibili”.
    (Luca Molinari)

    Scuola giovani e cultura
    5 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Coronoavirus. Fdi: dopo la bocciatura dei decreti Conte da parte del Tar, la Regione si attivi

    “Il Giudice di Pace di Frosinone ha bocciato i ‘decreti Conte’ sul lockdown: è ora che la Giunta si prepari a ‘risarcire’ i cittadini sanzionati in forza delle scelte del governo e della Regione”. A chiederlo è un’interrogazione dei consiglieri di Fdi Giancarlo Tagliaferri (primo firmatario), Marco Lisei e Michele Barcaiuolo, che sottolinea come “dagli organi di stampa si apprenda che arriva dal giudice di Pace di Frosinone una delle prime bocciature allo stato di emergenza del governo Conte e l’illegittimità dei Dpcm emanati tra marzo e aprile per imporre ai cittadini il divieto di entrata e uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati. Con sentenza del 15 luglio scorso depositata il 29 luglio, il giudice di Pace di Frosinone ha accolto il ricorso di una cittadina contro la sanzione amministrativa comminatale dalla polizia stradale per aver violato il divieto di spostamento”. In particolare, spiegano i consiglieri, “secondo la sentenza di Frosinone il divieto di spostamento se non per comprovate esigenze configura «un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare». Obbligo che nel nostro ordinamento giuridico penalistico è previsto come sanzione penale restrittiva della libertà personale”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta regionale “quali provvedimenti intenda adottare nei confronti di tutti i cittadini emiliano-romagnoli colpiti da sanzioni che, nell’eccezionalità dell’emergenza coronavirus, sono stati costretti dentro le mura domestiche a seguito di limiti e regole dettate anche dalla stessa Giunta. Fra i diritti costituzionali, di fatto la tutela della salute ha prevalso sulla libertà personale, che pure dovrebbe essere inviolabile e irrinunciabile”.
    (Luca Molinari) LEGGI TUTTO

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    Ambiente Reggio. Gibertoni (Misto) chiede interventi sullo “sversamento” avvenuto a Casina

    Giulia Gibertoni (Misto)
    La Regione faccia chiarezza sullo sversamento di liquidi provenienti da un pozzo nero avvenuto nel comune di Casina, in provincia di Reggio Emilia.
    A chiederlo è, in un’interrogazione, la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) che ricorda come nel comune reggiano, più precisamente nella frazione Pianzo di Casina, in via Montale di Sopra, sia possibile per il passante notare un rigagnolo maleodorante che in parte segue la strada bianca e poi si spande nei sottostanti campi e che, scrive la consigliera, “il rigagnolo sarebbe liquame di origine zootecnica che tracimerebbe dal pozzo nero, vasca di accumulo soprastante, di una stalla di un’azienda privata che, con ogni evidenza, non procederebbe allo svuotamento con la necessaria periodicità: tale situazione sarebbe stata resa nota, già da almeno un anno, all’amministrazione comunale di Casina, anche mediante una segnalazione scritta dell’associazione Legambiente val d’Enza”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se non ritenga utile segnalare la suddetta situazione ad Arpae affinché possa esaminare lo stato dei luoghi e delle matrici ambientali, nonché l’eventuale situazione di inquinamento, in particolare, dei corpi idrici, così come di possibili rischi igienico-sanitari; se non ritenga opportuno segnalare la suddetta situazione al sindaco e all’amministrazione comunale di Casina affinché esercitino le previsioni di legge in materia (“…. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate.”, disponendo la necessaria ordinanza di rimozione dei rifiuti e ripristino dei luoghi, nonché, ove ne ricorressero gli estremi, alla magistratura competente per l’accertamento di eventuali illeciti”).
    (Luca Molinari)

    Ambiente e territorio
    5 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Ambiente. Gibertoni (Misto): “sia ripristinato quanto prima il Corpo Forestale dello Stato”

    Il Corpo forestale dello Stato ha rappresentato, fin dal lontano 1822, anno in cui fu costituito, un nucleo specializzato nella difesa del patrimonio agro-forestale a cui, nel corso degli anni, sono state attribuite anche funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Con un decreto legislativo del 2016 (Riforma Madia), è stato poi sancito l’assorbimento del Corpo nell’Arma dei Carabinieri, mentre alcune sezioni di personale e risorse strumentali sono state poi devolute ad altre amministrazioni dello Stato in funzione delle relative specializzazioni. Il Corpo Forestale dello Stato ha formalmente cessato la sua attività nel 2017 e nel 2019 la Corte Costituzionale ha dichiarato la legittimità della riforma posta in essere. E’ di poche settimane fa, invece, la pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato la riforma in quanto, con il passaggio da forestali a carabinieri, e quindi da civili a militari, ci sarebbe stata una sensibile perdita di diritti acquisiti da parte del personale del vecchio corpo.
    Sulla vicenda, ma soprattutto sulle ricadute negative che da questa fusione risulterebbero in tema di vigilanza ambientale, forestale e fluviale, ritorna Giulia Gibertoni (Misto) che in una interrogazione avanza dubbi sul reale utilizzo dei mezzi in dotazione a questo corpo. Secondo la consigliera modenese, anche nella nostra Regione “questi mezzi sarebbero fermi da anni in attesa di nuove omologazioni per il passaggio presso il corpo dei Carabinieri e quindi sarebbe impossibile usarli, anche ora in cui i rischi di incendio sono più alti e si sommano a una generale carenza di uomini e mezzi per la vigilanza territoriale sulle nostre riserve ambientali. In sostituzione dei mezzi fermi dell’ex-Corpo Forestale ci si appoggerebbe quindi da anni a flotte e a compagnie private, mentre quelli pubblici languono in qualche deposito”.
    Stante la situazione, Gibertoni chiede in via generale cosa pensi la Giunta di quanto si sia determinato e, più in dettaglio, vuole capire quali azioni si siano messe in campo per -ricorda la consigliera- “sbloccare l’assurda giacenza dei mezzi dell’ex-Corpo Forestale e poterli rimettere in servizio quanto prima, contribuendo in tutte le sedi a rivendicare il dovere di tutti i livelli istituzionali, Regione in primis, a fare in modo che ai Corpi che vigilano sui nostro territori e sull’ambiente siano assegnati organico e mezzi in misura pienamente sufficiente, soprattutto quando quei mezzi ci sono già e non vengono utilizzati”. L’interrogazione, infine, si conclude con l’esortazione alla Giunta per far sì che venga approvata velocemente -conclude la capogruppo- “una ‘controriforma riparatoria’ della soppressione sbagliata e fallimentare che venne fatta nel 2016 del nostro glorioso Corpo Forestale dello Stato”.
    (Luca Boccaletti)

    Ambiente e territorio
    4 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Ambiente. Gibertoni (Misto): un sito per far conoscere i “santuari per animali”

    Giulia Gibertoni
    Realizzare un sito Internet per promuovere le attività dei cosiddetti “santuari per animali”. A chiederlo è un’interrogazione della consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) che già aveva chiesto il censimento di questi luoghi.
    “A una crescente consapevolezza etica nel trattamento degli animali da parte della comunità regionale corrisponde anche il desiderio di veder opportunamente rappresentati e valorizzati i propri convincimenti etici in sedi istituzionali e di comunicazione pubblica”, spiega la capogruppo che ricorda come “a una mia recente interpellanza sull’opportunità di censire e riconoscere i ‘santuari per animali’ sul territorio emiliano-romagnolo ha fatto seguito una apertura da parte della Giunta a percorrere questa possibilità”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere se l’esecutivo regionale “intenda, una volta compiuto il corretto censimento delle realtà dei ‘Santuari/Rifugi per Animali’ e il loro conseguente riconoscimento giuridico, affiancare presso un altro servizio anche un sito di informazione sulle attività e sulle ‘Giornate Aperte’ dei c.d. Santuari/Rifugi per animali o comunque un elenco che possa rendersi consultabile per iniziative individuali dei cittadini interessati, per visite, informazioni e attività all’aria aperta in realtà che sono certamente molto diverse dalle ‘Fattorie didattiche’ e pur tuttavia di certo non meno ‘didattiche’ di queste”.
    (Luca Molinari)

    Ambiente e territorio
    4 agosto 2020 LEGGI TUTTO

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    Coronavirus. Fdi porta in Regione il tema dei “documenti secretati”

    La Regione chiederà la desecretazione di tutti i verbali del Comitato tecnico scientifico sul Coronavirus? In questi mesi si è agito davvero solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini come più volte dichiarato dal Presidente Bonaccini?
    Le polemiche sull’accesso ai documenti clou della pandemia Covid-19 arrivano in viale Aldo Moro: a chiedere chiarezza è Fdi con un’interrogazione a prima firma del consigliere Giancarlo Tagliaferri sottoscritta anche dal consigliere Michele Barcaiuolo.
    “La ‘trasparenza’ è una delle tante parole pronunciate dal governatore Stefano Bonaccini durante le ormai famose conferenze-stampa della Fase1. Eppure qui di trasparenza non ne vediamo proprio”, incalzano i consiglieri che vogliono sapere dalla Giunta “se davvero tutto sia stato fatto in trasparenza e nell’interesse della collettività, come Bonaccini ha più volte ribadito, e se l’amministrazione regionale intenda insistere presso il governo facendo ricorso al Consiglio di Stato per cercare di leggere quei cinque verbali del Comitato tecnico scientifico tenuti secretati, anche per rispetto nei confronti dei cittadini che hanno tutto il diritti di sapere”.
    (Luca Molinari) LEGGI TUTTO