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    Blitz antidroga a Scafati: 36 misure cautelari

    Cronaca Nera

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    16 ore fa
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    15 Settembre 2020

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    Operazione antidroga a Scafati, nel Salernitano, e in altri comuni del territorio nazionale. I carabinieri del Comando provinciale di Salerno hanno eseguito un provvedimento cautelare, emesso dall’Ufficio gip del tribunale salernitano su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 36 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione, traffico ed associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

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    Area Vesuviana

    Pubblicato
    4 ore fa
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    15 Settembre 2020

    Nella mattinata odierna i Carabinieri della Stazione di San Gennaro Vesuviano. all’esito di attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso 1! Tribunale di Nola nei confronti di M.B.. classe 76, pliunpregiudicato. per il reato di tentata estorsione a: danni di S.U.. cittadino bengalese dipendente di una sartoria del vesuviano.
    I fatti risalgono allo scorso 13 agosto allorquando M.B., al fine di procurarsi indebitamente delle somme in denaro, dapprima minacciava verbalmente S.U. millantando una generica apparicnenza a contesti mafiosi e la disponibilità di un’arma da fuoco, successivamente, cospargeva di benzina alcune autovetture parcheggiate sulla pubblica via, la vittima nonché altri connazionali bengalesi intervenuti in soccorso della stessa vittima. colpendoli con calci e pugni.M.B. desisteva dal suo proposito criminoso allontanandosi dal luogo e facendo perdere le proprie tracce solo grazie all’intervento di altre persone che avevano allertato le forze dell’ordine. I militari, giunti sul posto, ricostruivano la dinamica dei fatti. riscontrando la presenza di una bottiglietta in plastica emanante un forte odore di benzina e di liquido infiammabile sull’asfalto.
    A seguito delle indagini effettuate. le precise dichiarazioni della vittima. riscontrate dalle circostanze riferite dalle persone presenti ai fatti. unitamente all’esito positivo dell’espletata individuazione fotografica. consentivano di identificare quale autore della tentata cstorsione MBche, espietate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondanale di Napoli-Poggioreale. L’operazione odierna costituisce un ulteriore positivo risultato raggiunto dall’Autorità Giudiziaria e dai Carabinieri, impegnati quotidianamente a tutela della sicurezza dell’area nolana, nelle attività volte al contrasto delle forme più insidiose di reati contro la persona e contro il patrimonio.

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    Boscoreale e Boscotrecase

    Pubblicato
    10 ore fa
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    15 Settembre 2020

    Le donne gestivano le piazze di spaccio tra Scafati, Boscoreale e Pompei: 36 arresti.
    Ventitre’ persone in carcere, altre tredici ai domiciliari. E’ questo il bilancio di una vasta operazione antidroga, scattata all’alba di oggi nel Salernitano tra Scafati e comuni limitrofi a termine di una lunga indagine dei carabinieri del Comando provinciale di Salerno e con la quale sono state sgominate due organizzazioni di spacciatori che operavano prevalentemente nella provincia nord, ed anche in alcune localita’ del Napoletano come Pompei e Boscoreale.
    In una delle organizzazioni un ruolo non di secondo piano veniva svolto da alcune donne e per l’attivita’ di spaccio, in alcune occasioni, sarebbero stati impiegati dei minorenni. Le due bande non avevano piazze di spaccio fisiche, ma vi era una distribuzione in diversi quartieri, centrali e periferici di Scafati.
    Le richieste telefoniche avvenivano con linguaggio criptico; i luoghi di consegna erano occasionali e avvenivano anche nei pressi di abitazioni, scuole e luoghi pubblici; le sostanze stupefacenti erano conservate in luoghi diversi dalle rispettive abitazioni. La stima approssimativa delle sole vendite al dettaglio si attesta nell’ordine di circa 100 cessioni quotidiane per ciascun sodalizio, per un introito non inferiore alla cifra giornaliera di 2mila euro.
    Le indagini Si sono sviluppate partendo da due episodi verificatisi a Scafati, in seguito all’omicidio del pregiudicatio Armando Faucitano, ucciso il 26 aprile 2015 in piazza Genova. Il 29 marzo 2016 ci fu anche un attentato ai danni del bar “My Love”, gestito da Teresa Cannavacciuolo, già nota alle forze dell’ordine per i suoi precedenti legati allo spaccio di stupefacenti. Durante l’attività, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono emerse due diverse associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti, operanti a Scafati. La prima, guidata da Giovanni Crocetta Barbato e Angelo Sorrentino. La seconda, invece, fa capo a Francesco Squillante, Teresa Cannavacciuolo, Andrea Carotenuto, Morena Carotenuto, Vincenzo Carotenuto, Raffaele Squillante e Salvatore Squillante.“Entrambi i sodalizi, il primo dei quali era il fornitore del secondo – spiega la Procura – era accomunati da rapporti familiari che rafforzavano il rapporto di collaborazione”.
    I legami con i clanNel caso dell’associazione che faceva capo a Giovanni Barbato Crocetta e Angelo Sorrentino, sono stati anche documentati rapporti con affiliati al clan Matrone di Scafati e Aquino-Annunziata di Boscoreale. Attingevano anche a fornitori in Olanda. Gli inquirenti, infatti, hanno potuto verificare il coninvolgimento di Carmine e Vincenzo Alfano e di Pasquale Rizzo nell’acquisto di una partita di droga sequestrata nel 2015 dalla polizia tedesca (1 chilo di cocaina e 4 chili di marijuana). Vincenzo Alfano e Pasquale Rizzo furono arrestati in flagranza di reato. La seconda organizzazione ha coinvolto anche minorenni nell’attività di spaccio. In un caso, è coinvolto anche un minore di età inferiore a 14 anni. Erano le loro madri ad impiegarli nelle attività illecite.
    GLI ARRESTATI
    In carcere:
    Alfano Carmine nato a Torre del Greco il 13/04/1984Barbato Crocetta Giovanni nato a Scafati il 14/03/1993Berritto Francesco nato a Scafati il 30/07/1993Cannavacciuolo Teresa nata a Pompei il 05/02/1982Carotenuto Andrea nato a Pompei il 20/06/1989Castaldo Gennaro nato a Castellammare di Stabbia il 27/07/1981Desiderio Gabriele nato a Scafati il 24/01/1991Guarracino Annabella nata ad Acerra il 17/02/1993Incannella Daniele Antonio nato a Nocera Inferiore il 09/10/1997Inserra Giuseppina nata a Scafati il 26/10/1982Lanzieri Alessandro nato a Scafati il 06/02/1967Longobardi Pasquale nato a Torre Annunziata il 19/061996Mainenti Alfonso nato a Scafati il 15/03/1991Mainenti Francesco nato a Pompei il 27/02/1982Muollo Veruska nata a Torre Annunziata 19/06/1976Paoletti Pietro nato a Torre Annunziata il 16/02/1990Rispoli Raffaele nato a Torre Annunziata il 16/06/1976Sorrentino Angelo nato a Nocera Inferiore il 08/11/1986Squillante Francesco nato a Cava de’Tirreni il 15/01/1983Squillante Raffaele nato a Scafati il 17/10/1989Squillante Salvatore nato a Nocera Inferiore il 06/07/1981Tufano Giovanni nato a Castellammare di Stabia il 06/03/1979Ai domiciliari:
    Acanfora Maria Grazia nata a Boscoreale il 06/08/1960Aquino Teresa nata a Pompei il 26/12/1968Ascione Pasquale nato a Boscotracase il 27/06/1971Carotenuto Morena nata a Pompei il 13/10/1986Fienga Teresa nata a Pompei il 13/11/1997Karakhi Nadia nata a Scafati il 01/01/1995Langella Giuseppina nata a Pompei il 28/03/1983Maineneti Carmela nata a Scafati il 10/12/1992Paoletti Giovanna nata a Castellammare di Stabia il 29/05/1996Pedone Antonio nato a Nocera Inferiore il 06/10/1994Ruotolo Maria nata a Pompei il 28/06/1995Santonicola Antonio nato a Pompei il 30/01/1981Sicignano Anna nata a Scafati il 15/01/1971

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    Scafati, confermati in Appello i 30 anni di carcere al clan Matrone-Buonocore

    Scafati. Oggi è stata pronunciata la sentenza dalla Corte di Appello di Salerno nei confronti del ricostituito gruppo Matrone-Buonocore, organizzazione egemone nel territorio scafatese.

    Condanne molto ridimensionate rispetto alle richieste del Procuratore che aveva sostenuto le ragioni dell’appello della DDA Salernitana. Secondo il teorema accusatorio i ‘signori’ del pizzo di Scafati che a suon di pistolettate e bombe chiedevano le tangenti ai commercianti scafatesi avevano costretto i negozianti a vivere in un clima di terrore. Il verdetto finale nel giudizio di primo grado aveva visto condanne complessive per circa 30 anni con un forte sconto, dovuto alle assoluzioni pronunciate dal giudice.
    Ed infatti spiccavano le assoluzioni di Palma Pasquale, Patrone Nicola, Panariello Marcello ed Elvira Improta (tutti difesi dall’avvocato Gennaro De Gennaro). Per Palma Pasquale, Patrone Nicola,Elvira Improta e Panariello Marcello il pubblico ministero aveva proposto appello contro l’assoluzione riportata in primo grado. Ed anche in appello i giudici hanno dato ragione all’avvocato De Gennaro ed hanno confermato l’assoluzione. Possono tirare un sospiro di sollievo perché hanno chiuso una triste pagina della loro vita.
    Condanna confermata ad anni 8 per Buonocore Giuseppe ( difeso dagli avvocati Massimo Autieri e Stella Criscuolo) considerato il nuovo reggente della presunta cosca malavitosa. Forte riduzione della pena per Barbato Crocetta Giovanni che passa da 7 anni e due ad una condanna di 5 anni e Panariello Pasquale che ha riportato in appello una condanna di 4 anni e 10.
    Gli unici due ad ottenere una della pena. Il primo difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro ha riportato una condanna di 5 anni per la tentata estorsione consumata ai danni di un tabaccaio di Scafati a Via Passanti, per violazione della legge sulle armi, reati aggravati dal metodo mafioso, riciclaggio, ricettazione e detenzione di marijuana. Il Barbato non aveva confessato i reati e non ha collaborato con la giustizia.
    Panariello Pasquale, difeso dalla penalista Anna Fusco, condannato in primo grado alla pena di anni 6 e mesi due per tentata estorsione iper G, detenzione di armi aggravati dal metodo mafioso e detenzione di droga ha riportato una condanna ad anni 4 e mesi 10 di reclusione.Palma Antonio, soggetto già coinvolto nella faida sanguinaria Muollo- Ridosso, difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro ed Anna Fusco ha riportato una condanna di 4 anni per la tentata estorsione iper G e per la detenzione di armi. Per questa tentata estorsione è stato assolto Patrone Nicola.
    Muollo Vincenzo difeso dall’avvocato Pasquale Morra ha riportato l’assoluzione. Nappo Vincenzo difeso dall’avvocato Massimo Torre è stato condannato ad anni 2. Pena di anni uno e mesi 8 per Berritto Francesco difesa dalla penalista Stefania Pierro.Secondo gli inquirenti questi soggetti avrebbero chiesto tangenti a suon di bombe e proiettili.
    Tre i tentativi di estorsione avvenuti tra i mesi di agosto e dicembre dello scorso anno ai danni di un imprenditore dell’area scafatese, contestati agli imputati che facendo riferimento all’appartenenza al clan Matrone di Scafati, chiedevano ai commercianti di pagare il pizzo. Tra i vari attentati contestati, quello nei confronti dell’insegna dei Roxe Legend Bar di via Melchiade di proprietà della famiglia Buonocore. Un altro davanti al centro scommesse di via Martiri d’Ungheria “Fly Play”.
    E ancora, colpi di pistola calibro 7,65 nei confronti del bar La Dolce Vita di Giuseppina Generali, moglie di Dario Spinelli (ora pentito) per finire ad agosto 2017 quando finirono nel mirino la pescheria Acqua e Sale di via Montegrappa (a commettere l’attentato furono per gli inquirenti i fratelli Panariello) il negozio di parruccheria Nico Style di Nicola Tamburo. L’Antimafia nella sua conclusione indagini ha anche contestato la lettera dal carcere che Panariello spedì al fratello nella quale sarebbe emersa la volontà del detenuto di far scomparire la pistola servita per l’attentato al ristorante pescheria.
    A dicembre, poi, l’estorsione al titolare di un tabacchi da parte di Giovanni Barbato Crocetta. Secondo gli inquirenti le azioni criminose erano state ordinate da Peppe Buonocore il quale, proprio ai giudici del Riesame di Salerno, ribadì di non essere artefice di nessun clan e il Tribunale confermò che nelle azioni delittuose non c’era agevolazione mafiosa. LEGGI TUTTO

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    Traffico di droga tra Salerno, Napoli, Scafati e Boscoreale gestito da Raffaele Iavarone e il clan Aquino. I NOMI DEGLI ARRESTATI

    C’era Raffaele Iavarone narcotrafficante dietro il traffico di droga tra Napoli, Salerno, Verbania e Cosenza stroncata dalle squadre mobile delle quattro città con 25 misure cautelari eseguite nella notte. E con lui il clan Aquino operante tra Scafati e Boscoreale.

    Gli investigatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Salerno, coadiuvati da personale delle Squadre Mobili di Napoli, Verbania e Cosenza, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine Campania, Calabria e Puglia, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, all’alba di oggi, hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Verbania e Cosenza, un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, nei confronti di 25 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
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    Lo sviluppo delle attività di indagine, condotte dalla Sezione Antidroga, ha permesso di acclarare l’esistenza di un sodalizio criminale, facente capo a IAVARONE Raffaele, dedito all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish e cocaina per diversi gruppi criminali che gestiscono lo spaccio di stupefacenti nella città di Salerno ed in provincia.IAVARONE Raffaele è risultato il capo indiscusso, promotore, finanziatore e organizzatore del gruppo criminale; è colui che detta le direttive per l’acquisto e la cessione della sostanza stupefacente .
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    Personaggio di grande spessore criminale, con a carico numerosi precedenti penali, non risulta abbia mai svolto alcuna lecita attività lavorativa, traendo i proventi per il suo sostentamento esclusivamente dall’attività criminale. È intraneo agli ambienti dello spaccio di stupefacenti da circa 20 anni.
    Lo IAVARONE, ha mantenuto sempre un tenore di vita basso al fine di non attirare su di se l’attenzione delle forze dell’ordine, provvedendo anche al riciclaggio del denaro attraverso il trasferimento dello stesso su conti intestati a terze persone insospettabili e non a lui riconducibili Solo raramente, ha partecipato in prima persona a scambi di droga ed accordi per l’approvvigionamento o la riscossione dei soldi per le forniture eseguite.
    Le attività investigative, svolte anche con opportuni supporti tecnico-scientifici, hanno permesso di documentare le cessioni di sostanze stupefacente attuate dagli indagati direttamente nelle fasi contingenti della loro perpetrazione, oltre che individuare i fornitori, i luoghi di custodia dello stupefacente nonché i relativi acquirenti/spacciatori.Le forniture di cocaina erano assicurate da OISFI Hicham alias Emilio ed AQUINO Giuseppe, residenti a Scafati e Boscoreale, che stabilmente rifornivano il gruppo di IAVARONE anche con ingenti quantitativi.
    L’hashish veniva acquistato nella cittadina di Sarno dal gruppo facente capo a SIRICA Guglielmo, con la collaborazione di SQUILLANTE Emilio e SIRICA Domenico Pasquale: durante le indagini furono sequestrati circa 41 Kg di Hashish e successivamente durante un’altra consegna furono sequestrati altri 18 Kg di Hashish.Nel corso di indagini sono state tratte in arresto nr. 7 persone in flagranza di reato ex art. 73 DPR 309/90 con contestuale sequestro di quantitativi di diverse tipologie di sostanze stupefacenti.
    In particolare, nella mattinata del 19 giugno 2018, veniva tratto in arresto IAVARONE Raffaele, unitamente a VITALE Luca e COSENTINO Antonio.Nel corso delle investigazioni, si rilevava che IAVARONE Raffaele aveva organizzato l’acquisto di sostanza stupefacente del tipo cocaina con alcuni fornitori della zona di Boscoreale, e da rivendere a spacciatori di Salerno.
    Dalle intercettazioni emergeva che il “viaggio” per l’approvvigionamento sarebbe stato effettuato direttamente dallo IAVARONE, unitamente al COSENTINO ed al VITALE, con quest’ultimo a bordo di uno scooter per il trasporto della sostanza stupefacente e lo IAVARONE e COSENTINO, a bordo dell’autovettura BMW X5, con il compito di fungere da “staffetta” al motoveicolo.
    Veniva effettuato un pedinamento fino all’ingresso di Boscoreale, durante il viaggio di rientro i veicoli venivano intercettati e pedinati fino all’ingresso di Salerno, dove la BMW X5, con a bordo IAVARONE e COSENTINO, accortosi di essere pedinati, effettuavano una brusca manovra di uscita dal tratto stradale, cambiando direzione di marcia.
    Ne nasceva un inseguimento, durante il quale parte degli equipaggi impegnati cercavano di bloccare l’autovettura, mentre altri inseguivano il motoveicolo, che nel frattempo cercava di guadagnare la fuga.
    Entrambi i veicoli venivano bloccati nella città di Salerno e, in seguito a perquisizione, venivano trovati e sequestrati nel vano sottosella dello scooterone due panetti di sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di Kg.2,160.
    Nel corso delle indagini emergeva che IAVARONE Raffaele, a capo del sodalizio criminale, ha utilizzato, come deposito per la sostanza stupefacente del tipo Hashish, dei locali adiacenti l’abitazione di tale ATTIANESE Nicola, a Pontecagnano Faiano , si è accertato che TUFANO Claudio utilizzava sia casa dell’ATTIANESE sia un suo sgabuzzino ricavato nel vano sottoscala dell’androne dell’abitazione, per stoccare la sostanza stupefacente.
    Nel pomeriggio del 5 gennaio 2018, si notava l’ATTIANESE nascondere nr. 2 grossi zaini nell’abitazione del TUFANO, che a sua volta li spostava nello sgabuzzino. Si decideva di intervenire ed era tratto in arresto TUFANO Claudio, perché trovato in possesso di Kg. 41,890 di Hashish e sei pistole, di diverso calibro, alcune prive di matricola e complete del relativo munizionamento.
    Il sodalizio criminale ha creato una stabile rete di rapporti con numerosi spacciatori collegati a diverse piazze di spaccio di stupefacenti in diverse zone cittadine di Salerno: cd. “centro storico”, Sant’Eustacchio, Canalone, cd. “Villaggio dei Puffi”, Pastena, Torrione, Mercatello, Mariconda.
    I componenti del sodalizio, ben avvezzi all’attività di traffico e spaccio di stupefacenti, consapevoli della illiceità dei temi trattati, durante le conversazioni telefoniche intercettate hanno adoperato sempre un linguaggio criptico ed utilizzato forme di comunicazioni implicite previamente concordate per evitare di esplicitare il reale oggetto dei loro colloqui. Sono state rilevate anche molteplici utenze telefoniche, fittiziamente intestate a terzi, alcune utilizzate per consentire agli accoliti di comunicare tra di loro con una sorta di “circuito chiuso” in modo da eludere le intercettazioni telefoniche.
    Inoltre, si è constatato che l’organizzazione ha disposto di grandi somme di denaro per acquistare rilevanti partite di droga: ne è la conferma il recupero di Kg. 42 di hashish e sei pistole trovati in possesso e custoditi per conto dell’organizzazione da TUFANO Claudio, per un valore di circa 50/60 mila euro ed un mancato guadagno di circa 100 mila euro; il recupero di Kg. 18 di hashish per un valore di circa 20 mila euro ed un mancato guadagno di circa 30/35 mila euro; il recupero di Kg. 2,168 di cocaina detenuti da IAVARONE Raffaele, COSENTINO Antonio e VITALE Luca, per un valore di circa 70 mila euro ed un mancato guadagno di circa 100/120 mila euro.
    Infine, il sodalizio ha versato periodicamente una quota dei proventi della vendita delle sostanze stupefacenti a soggetti in stato di custodia cautelare (come TUFANO Claudio).La misura cautelare è stata applicata nei confronti di:
    1. IAVARONE Raffaele cl.1982, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa, (custodia in carcere)2. RUSSO Giuseppe cl.1981, di Salerno (custodia in carcere)3. NOSCHESE Mario cl.1972, di Salerno (custodia in carcere)4. ATTIANESE Nicola cl.1972, di Pontecagnano Faiano, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)5. VITALE Luca cl.1985, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (custodia in carcere)6. ROMANO Aniello cl.1986, di Baronissi (custodia in carcere)7. PIERNO Giuseppe cl.1981, di Salerno (custodia in carcere)8. ROMANO Ciro cl.1987, di Salerno (custodia in carcere)9. VICINANZA Gianluca cl.1989, di Salerno (custodia in carcere)10. IANNONE Gerardo cl.1991, di Salerno (custodia in carcere)11. PIERRO Antonio cl.1991, di Salerno (custodia in carcere)12. AMATO Fulvio cl.1977, di Salerno (custodia in carcere)13. OISFI Hicham, alias Emilio cl.1984, di Scafati (custodia in carcere)14. AQUINO Giuseppe cl.1982, di Boscoreale (custodia in carcere)15. SIRICA Guglielmo cl.1957, di Sarno (custodia in carcere)16. SIRICA Domenico Pasquale cl.1990, di Sarno (custodia in carcere)17. SQUILLANTE Emilio cl.1978 di Sarno, domiciliato a Verbania (custodia in carcere)18. TUFANO Claudio cl.1967, di Pontecagnano Faiano, già agli arresti domiciliari a Scalea per altra causa (custodia in carcere)19. COSENTINO Antonio cl.1971, di Baronissi (custodia in carcere)20. NISI Alessandro cl.1994, di Salerno, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)21. LANGELLA Giovanni cl.1982, di Boscoreale, già agli arresti domiciliari a Scafati per altra causa (custodia in carcere)22. PLACANICO Massimiliano cl.1974, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (custodia in carcere)23. NATELLA Mauro cl.1992, di Salerno, già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)24. SICA Michele cl.1994, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (arresti domiciliari)25. DE MARTINO Felice cl.1978, di Salerno (arresti domiciliari).
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