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    Sconto di pena di 11 anni di carcere al pentito Genny a’ carogna

    Sconto di pena di ben 11 anni di carcere in Appello per Gennaro De Tommaso, alias Genny a ‘ carogna ex storico capo dei Mastiff della Curva A del Napoli e da qualche anno collaboratore di giustizia.

    Il suo gruppo familiare importava fiumi di cocaina dall’Olanda e il suo sogno era quello di produrre la droga a Napoli. E’ in carcere da tre anni e ieri i giudici della quarta Corte di appello del Tribunale di Napoli, presidente Toscano, gli hanno comminato una pena di 7 anni di carcere per traffico internazionale di droga. Il pg ne aveva chiesti 16 di anni di carcere. In primo grado di anni di carcere ne aveva avuti 18. Dallo scorso anno sta collaborando con la giustizia con la contrarietà dei suoi familiari che lo hanno disconosciuto.
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    I verbali di Genny a’ carogna:’Litigai con Lavezzi, chiedemmo l’assunzione di Grava e incontrai De Laurentiis
    Ecco tutte le altre condanne: 5 anni e un mese (erano stati chiesti 7 anni) Alessandro Caldiero, 34enne che in primo grado aveva rimediato 8  anni; 4 anni e 9 mesi (invece di 6anni e 4 mesi) per Gennaro Cocozza, 42enne che aveva rimediato 7 anni e 4 mesi; 5 anni e 4 mesi (invece di 7 anni e 8 mesi per Vincenzo Gravina, 50enne che aveva rimediato 8 anni e 8 mesi; 5 anni e 5 mesi per Guido Sorge, 54enne che aveva ‘incassato’ 8 anni e 8 mesi; 2 anni (invece di 2 anni e 8 mesi) per Giuseppe Conte, 39enne di Brezza nel Casertano che aveva rimediato 3 anni; 4 anni e 9 mesi (invece di 6 anni e 4 mesi) per Pasquale D’Amore, che aveva rimediato 7 anni e 4 mesi; 19 anni e 10 mesi in continuazione (il pg aveva chiesto 19 anni solo per questo processo) per Giovanni Orabo -, che era stato condannato a 20 anni; 4 anni e 9 mesi (invece di 6 anni e 4 mesi) per Salvatore Scialò, che che aveva ‘incassato’ 7 anni e 4 mesi; 4 in continuazione (il pg aveva chiesto 3 anni solo per questo processo) per Mario Cossentino, 50enne di Villa Literno che aveva rimediato 4 anni; 4anni e 5 mesi (invece di 5 anni e 4 mesi) per Francesco Guarino, 38 enne che aveva rimediato 8 anni e 8 mesi; 9 anni (in primo grado 11 anni e 4 mesi) per Mariano Esposito, 29enne già condannato a 12 anni; 5 anni e 5 mesi (invece di 7 anni e 4 mesi) per Marco Contardo, 34enne che aveva rimediato 8 anni e 8 mesi;12 anni e 4 mesi (invece di 15) per Gaetano De Tommaso, a cui erano stati inflitti 20 anni; 9 anni e 2 mesi in continuazione per Francesco Licciardi; e 9 anni in continuazione per Lucio Migliaccio. LEGGI TUTTO

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    Napoli, sequestrati un milione di accessori da fumo privi di autorizzazioni

    Il I Gruppo della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di quattro distinti interventi, ha sequestrato circa 1 milione di accessori per la produzione in proprio di sigarette, pronti per essere messi in vendita senza l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gli articoli, tra cui cartine e filtri, sono stati individuati presso diverse […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, ecco come dal carcere ‘zio’ Salvatore Petriccione ha evitato una nuova faida di Scampia

    Napoli, ecco come dal carcere ‘zio’ Salvatore Petriccione ha evitato una nuova faida di Scampia. Stava per accadere nel 2017 tra le famiglie Angrisano che controllano il traffico illecito a Scampia e i Grimaldi di San Pietro a Patierno.

    C’e’ un episodio, nell’inchiesta della DDA di Napoli (pm Maurizio De Marco) che ha consentito di sgominare il feroce clan della Vanella Grassi di Scampia, ritenuto emblematico dagli inquirenti: un summit, monitorato, tenuto il 3 novembre 2017, al termine del quale viene sventata una vera e propria guerra di camorra imminente tra i vari e litigiosi gruppi che costituiscono la cosca.
    IL SUMMIT E L’INTERVENTO DAL CARCERE
    Tutto avviene grazie all’intervento “de relato” di Salvatore Petriccione (detto lo “zio”) dal carcere di Terni (l’ufficiale di collegamento per i pm era Salvatore Lamonica, arrestato ieri) che indica Vincenzo Spera (anche lui tra le persone arrestate oggi, ndr) come l’unico garante della pace. La “voce” di Petriccione evita un’altra faida che avrebbe potuto insanguinare, cosi’ com’e’ sempre successo in passato, quella “particolare” zona di Napoli dove gli interessi della camorra erano tornati ad essere di altissimo livello.
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    Napoli, sfuggiti al blitz contro la Vanella Grassi: in 6 sono latitanti

    I “girati”, come anche vengono soprannominati i camorristi di via Vanella Grassi (o della Vinella Grassi) erano riusciti a rimettere in funzione le piazze di spaccio di Scampia “chiuse” dal forze dell’ordine e magistratura, tra il 2015 e il 2016, quelle diventate tristemente famose sulle cronache di tuo il mondo per il loro vertiginoso volume d’affari. E nei mesi scorsi, quando covid-19 costringeva i cittadini a stare in casa, i pusher, con tanto di mascherina sul volto, le facevano fruttare.
     LO SCONTRO TRA GLI ANGRISANO E I GRIMALDI
    E, infatti, ogni tanto, durante il lockdown, ne veniva “beccato” qualcuno, a Napoli, con la droga o con una pistola addosso. Nel corso di questi anni, a partire dal 2016, gli inquirenti hanno anche assistito a “operazioni di rimpiazzo” delle posizioni di rilievo occupate da elementi di spicco del clan, come, per esempio i fratelli Umberto e Antonio Accurso, finiti in carcere.
    Ed e’ stato proprio nell’ambito di questa ristrutturazione dell’organizzazione che si sono creati e hanno preso potere le famiglie Angrisano (di Scampia) e Grimaldi (di San Pietro a Patierno) le quali, qualche anno fa stavano per scontrarsi se non fosse intervenuto “lo zio” (come viene soprannominato anche perche’ effettivamente e’ lo zio di molti di coloro che hanno ricoperto il ruolo di boss, in passato) Salvatore Petriccione, dal carcere. LEGGI TUTTO

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    Napoli, sfuggiti al blitz contro la Vanella Grassi: in 6 sono latitanti

    Blitz anticamorra, 6 dei 51 indagati ancora irreperibili. Si tratta di esponenti del clan della Vanella Grassi, nato dopo faida di Seecondigliano. Sei dei 51 indagati nell’ambito delle investigazioni sul clan camorristico della Vanella Grassi sono ancora irreperibili e quindi latitanti. La maxi operazione, condotta dai poliziotti del Commissariato di Scampia e della Squadra mobile […] LEGGI TUTTO

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    Da Napoli a Sorrento per truffare anziani: arrestata donna ‘specialista corriere’

    Da Napoli a Sorrento per truffare anziani: arrestata donna ‘specialista corriere’. In data odierna i Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una donna di Napoli, gravemente indiziata di aver […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, anche le bancarelle pagavano il pizzo alla ‘Vanella Grassi’. TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

    Napoli, anche le bancarelle pagavano il pizzo alla ‘Vanella Grassi’. Il clan fondato da Salvatore Petriccione aveva il controllo totale dei traffici illeciti a Secondigliano, Scampia e Pan Pietro a Patierno.

    In data odierna, in una vasta operazione congiunta, il Commissariato di P.S. di Scampia con la Squadra Mobile della Questura di Napoli ed i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di cinquantuno persone indagate, a vario titolo, per i delitti di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, per numerosi episodi di spaccio, di estorsione aggravata e per porto e detenzione di armi.
    I provvedimenti scaturiscono da complesse indagini coordinate da questa DDA sul clan camorristico denominato “VANELLA GRASSI”, storicamente attivo nell’area nord di Napoli, dapprima satellite dei DI LAURO e poi confluito nel cartello scissionista degli AMATO PAGANO, sino a diventare potente consorteria autonoma dopo la sanguinosa faida del 2012-13 che ne ha segnato la vittoriosa contrapposizione agli ABETE ABBINANTE.In base alle investigazioni, che coprono il periodo che va dal 2016 a tutt’oggi e che si sono sviluppate mediante un’intensa attività investigativa di tipo tecnico, con numerosi riscontri e priva di significativi apporti dichiarativi, l’organizzazione camorristica “VANELLA GRASSI”, da consorteria unitaria si è successivamente articolata in gruppi separati sia pure confederati tra loro, tutti sottoposti al potere direttivo di PETRICCIONE SALVATORE, il fondatore del clan il quale, sia pure da detenuto, era in grado di far pervenire all’esterno gli ordini essenziali al funzionamento dell’organizzazione criminale attraverso i soggetti che si recavano a colloquio in carcere.
    Il primo gruppo è quello dei GRIMALDI, operativi sull’area di San Pietro a Patierno;il secondo gruppo è quello degli ANGRISANO, insediati nella zona di Scampia. Ad esso si riconnettono alcuni soggetti ancora attivi nell’area di Secondigliano intorno alla Vanella Grassi, ossia l’intreccio di viuzze in cui il clan è nato.Si è potuto accertare che, nel corso del tempo, i rapporti tra questi gruppi eterogenei hanno vissuto momenti di fibrillazione, Il principale – se non unico – interesse che li tiene uniti è infatti costituito dall’acquisto di ingenti quantitativi di stupefacente e la loro distribuzione attraverso il duplice sistema della vendita all’ingrosso (cosiddetti passaggi di mano) e la cessione al dettaglio della droga attraverso il sistema delle piazze di spaccio.Invero, la capacità di intimidazione delle bande in questione è direttamente riconducibile al fatto che essi si presentano sia ai clan che operano nell’area nord del capoluogo, sia ai commercianti che taglieggiano come ‘i compagni della Vinella’.
    In questo modo, PETRICCIONE SALVATORE è il possessore di un vero e proprio ‘brand criminale’ che consente ai gruppi di mantenere una fondamentale unità di intenti ed esercitare la pressione sul territorio in quanto la sua figura evoca il carattere violento e brutale che ha connotato la VINELLA GRASSI sin dalla sua nascita come gruppo di fuoco prima dei DI LAURO e poi degli AMATO PAGANO, formazione criminale quest’ultima a cui debbono da sempre l’accesso ad un canale privilegiato per l’acquisto della cocaina.Sono stati ricostruiti nel dettaglio i canali di distribuzione dello stupefacente sino alle piazze ed i luoghi di stoccaggio, sono stati individuati i soggetti incaricati del taglio e del confezionamento delle dosi.
    Si è inoltre accertato che le piazze di spaccio nei territori controllati dalla Vinella sono state ricostituite operando nelle consuete forme di distribuzione al minuto, proseguendo senza interruzione anche nel periodo di lock-down.Sono stati raccolti elementi in ordine a numerosi episodi di natura estorsiva, esercitata in danno di commercianti di San Pietro a Patierno e di altre zone su cui il clan esercita la propria influenza (Scampia e Secondigliano).
    E’ risultato, inoltre, che i titolari delle bancarelle del mercatino ambulante che si tiene settimanalmente nei pressi della villa comunale di Scampia, oltre 120, dovevano regolarmente versare all’organizzazione una somma a titolo di tangente.Il controllo sul territorio e su ogni forma di produzione di ricchezza è stato così pervasivo che l’organizzazione criminale da un lato, avanzava richieste estorsive anche ai pusher della droga venduta ‘fuori sistema’ e, dall’altro, progettava rapine all’Ufficio Postale di San Pietro a P. ed al deposito dell’area commerciale di Calata Capodichino.
    GENERALITÀ DEI SOGGETTI DESTINATARI DEL PROVVEDIMENTO:
    1. ALIOTTA Lucia 03.11.1982;
    2. AMODIO Anna Maria 26.11.1964;
    3. ANGRISANO Alessio 19.08.1997;
    4. ANGRISANO Angelo 22.05.1988;
    5. ANSIOSO Alfonso 24.10.1978;
    6. AURIOLA Pasquale 25.10.1996;
    7. BORRIELLO Giovanni 15.04.1982;
    8. BURZIO Luigi 07.05.1972;
    9. CAPOLUONGO Antonio 12.01.1980;
    10. CAPUOZZO Vittorio 22.08.1991;
    11. CARELLA Vincenzo 22.12.1995;
    12. CARRIOLA Patrizia 28.01.1964;
    13. CASABURI Carmine 19.07.1997;
    14. CASTRO Pietro 02.02.2000;
    15. COSTAGLIOLA Mario 13.10.1997;
    16. CRISCUOLO Salvatore 11.11.1981;
    17. CRISTILLI Antonio 12.10.1994;
    18. D’ALESSIO Benito 12.08.1991;
    19. DE MASO Nicola 22.09.1971;
    20. DEL PIANO Pietro 30.12.1988;
    21. DI NATALE Luigi 24.06.1977;
    22. ESPOSITO Giuseppe 01.11.1996;
    23. FORTE Francesco 24.06.1990;
    24. GIGLIO Vincenzo 23.02.1977;
    25. GRIMALDI Nico 03.10.1995;
    26. GRIMALDI Vincenzo 10.01.1988;
    27. GUARINO Antonio 20.10.1982;
    28. IMPROTA Eduardo 07.08.1958;
    29. IPPOLITO Umberto 28.04.1986;
    30. LAMONICA Salvatore 03.08.1978;
    31. MOSTARDINI Isidoro 04.09.1990;
    32. PAONE Raffaele 12.09.1984;
    33. PECORELLI Nunzio 03.01.1993;
    34. PETRICCIONE Salvatore 01.05.1970;
    35. POCCI Gaetano 08.08.1992;
    36. RAPILLO Giuseppe 04.08.1993;
    37. ROMANO Gennaro 13.02.1992;
    38. ROMEO Luigi 20.01.1978;
    39. RICCI Carmine 07.05.1997;
    40. RUSSO Alberto 22.10.1965;
    41. SAGGESE Antonio 01.01.2000;
    42. SCARPELLINI Giuseppe 19.01.1974;
    43. SPERA Vincenzo 10.07.1978
    44. STRAZZULLI Giovanni 26.10.1995;
    45. TORINO Gennaro 01.10.1991;
    46. BOTTIGLIERI Ciro, 06.04.1979
    47. GUIDI Ciro, 01.05.78
    48. PAPPAGALLO Luigi, 28.05.97
    49. D’AMBROSIO Alessio Francesco, 24.07.98
    50. MINCIONE Emanuele, 26.10.95
    51. PARZIALE PASQUALE, 16.04.1991I
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    Violenza sessuale su una dipendente: 1 anno e 8 mesi di carcere per il presidente di Napoli Sotterranea

    Un anno e otto mesi. Questa la sentenza emessa dai giudici del collegio A della quinta sezione penale del tribunale di Napoli, nei confronti di Vincenzo Albertini, 59 anni, presidente dell’associazione culturale Napoli sotterranea che gestisce gli accessi al sottosuolo del capoluogo campano nella zona dell’antico teatro greco.

    La condanna e’ per violenza sessuale dopo la denuncia di una sua ex collaboratrice e guida del sito culturale tra i piu’ visitati in citta’ che risale a febbraio 2017. Il pm Barbara Aprea aveva chiesto 7 anni di reclusione, ma il giudice ha riconosciuto l’ipotesi lieve della violenza sessuale e ha rigettato le richieste di provvisionali da 300mila euro.
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    Vincenzo Albertini era stato rinviato a giudizio il 3 luglio dell’anno scorso, dal gup di Napoli Anna Tirone, che aveva accolto la richiesta del pm Stella Castaldo.
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    Napoli, in giro per Barra con banconote false: arrestato pregiudicato di Portici

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in via Ciccarelli una persona che, alla loro vista, si è allontanata velocemente per eludere il controllo. I poliziotti hanno bloccato l’uomo trovandolo in possesso di 890 euro di banconote false in tagli da 20 e 10 euro.Salvatore […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, due ambulanti immigrati feriti sul Lungomare: ‘Ci hanno aggrediti in 10’

    Due immigrati indiani sono rimasti feriti, la notte scorsa, sul lungomare di Napoli in circostanze al vaglio dei carabinieri. Il fatto e’ successo poco prima delle 2.   Una pattuglia dei militari della stazione di Napoli Chiaia ha raccolto la testimonianza di due cittadini indiani, di 32 e 27 anni, che hanno riferito di essere […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, pusher beccato a ‘lavoro’ al rione Berlingieri

    Ieri sera gli agenti del Commissariato Secondigliano, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Monte Nevoso un giovane che, dopo aver prelevato qualcosa dalla tasca, l’ha consegnata ad alcune persone in cambio di banconote. I poliziotti lo hanno bloccato trovandolo in possesso della somma di 5 euro e […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, al bar a Mezzocannone con un revolver: arrestato il figlio del boss

    Napoli. Arrestato il figlio del famigerato boss dei Quartieri Spagnoli, Ciro Mariano ‘o picuozzo. In manette per possesso di armi è finito Raffaele Mariano. Era in via Mezzocannone, nel centro storico di Napoli, e sorseggiava una birra davanti a un bar affollato di ragazzi. Il suo volto non e’ passato inosservato. Due agenti della polizia, […] LEGGI TUTTO