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    Napoli, inchiesta ‘patenti facili’: intercettato anche il figlio del presidente De Laurentiis

    Calcio Napoli

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    1 ora fa
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    17 Settembre 2020

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    Napoli, inchiesta ‘patenti facili’: intercettato anche il figlio del presidente De Laurentiis. Parlava con il titolare di una scuola guida finito nell’indagine.
     
    Compare anche il nome di Edoardo de Laurentiis, figlio del presidente del Napoli Calcio, Aurelio de Laurentiis, nell’inchiesta della Procura di Napoli sulle cosiddette “patenti facili” che sarebbero state concesse anche ai calciatori Kalidou Koulibaly, Jose’ Maria Callejon e Fouzi Ghoulam, nessuno dei quali e’ indagato, senza neppure sostenere gli esami.
    Lo riportano organi di stampa. Anche il figlio del patron azzurro, che nel SSC Napoli ricopre la carica di vice presidente, non e’ indagato ma viene intercettata dagli investigatori una sua conversazione in cui, parlando con il titolare di una scuola guida, (lui invece al centro dell’indagine del pm Cristina Curatoli e del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli) riceve da quest’ultimo indicazioni su come evitare la decurtazione di punti dalla patente a causa di una multa. Edoardo de Laurentiis sceglie invece di recuperare i punti attraverso i corsi.
    I fatti risalgono al dicembre 2014. I carabinieri di Caserta, nel corso degli accertamenti, avrebbero scoperto che le frequenze delle presenze sarebbero state alterate. Lo scorso 8 settembre sono stati notificati dalla polizia giudiziaria 29 avvisi di conclusione indagine nei confronti di dipendenti ed ex dipendenti della Motorizzazione Civile, dell’ex direttore facente funzioni (che ha ottenuto anche la promessa di una intercessione per perfezionare la nomina), esaminatori e istruttori di alcune scuole guida.

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    Calcio Napoli

    Pubblicato
    2 giorni fa
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    15 Settembre 2020

    Napoli: Lobotka in gruppo, personalizzato per Mario Rui
    Seduta mattutina per il Napoli oggi al Training Center. Gli azzurri proseguono la preparazione in vista dell’inizio della Serie A 2020/21: primo impegno, la trasferta di Parma di domenica 20 settembre. La squadra si è allenata sui campi 1 e 2 iniziando la sessione con riscaldamento a secco. Di seguito lavoro aerobico ed esercitazioni di passaggi. Successivamente seduta finalizzata al possesso palla e chiusura con partitina a campo ridotto. Luperto ha svolto lavoro personalizzato in palestra. Lobotka è rientrato in gruppo. Mario Rui ha svolto allenamento personalizzato in campo.

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    Calcio Napoli

    Pubblicato
    2 giorni fa
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    15 Settembre 2020

    Di Marzio a Radio Marte: “Petagna in vantaggio su Osimhen a Parma? Un’eresia! Non avrei preso Lozano e Lobotka”
    A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Gianni Di Marzio, allenatore. “Sui bilanci non mi esprimo più di tanto, il prezzo lo fa il mercato. Ora disgraziatamente c’è il COVID-19, andranno in difficoltà un po’ tutti. Obiettivamente il momento è molto difficile ma il Napoli ha giocatori importanti e bisogna tenerli. Koulibaly lo terrei? Perché no! Non avrei preso Lozano e Lobotka, avrei preso Osimhen, lui sì. Se dovesse andare via prenderei un giocatore di grande esperienza che sa giocare a 4, come Godin. Un leader che andrebbe a segnare qualche gol e farebbe crescere un giovane insieme a lui.Petagna in vantaggio su Osimhen per Parma? Un’eresia! Fuori casa peraltro, serve un contropiedista. Petagna è un Inglese fisicamente più forte, serve buttarlo dentro per fare la lotta contro gli avversari. Modulo 4-4-1-1 per Osimhen? L’importante è che faccia la prima punta, vede la porta ed è un’eccellente contropiedista ma ora deve imparare a dialogare con la squadra.Soumaré o Kondogbia? Peccato innanzitutto che il Napoli si sia lasciato sfuggire Gabriel, ovviamente per motivi di mercato. Comunque sono dei buoni giocatori, il Lille peraltro resta corsia preferenziale. Koulibaly non sta giocando più bene anche perché lui era ben guidato da Albiol, si tratta di un giocatore abbastanza istintivo e a volte non rende come dovrebbe ma è tra i primi al mondo e questo non si discute. Dovrebbe controllarsi un po’ di più con Manolas che magari fa il ragionatore.Osimhen in difficoltà con il Pescara? Gli serve tempo, bisogna stare tranquilli. Anche marcato farà gol. Lazzari come alternativa a Callejon? Può esserlo oggi come poteva esserlo ieri, penso che il Napoli l’abbia anche seguito poi non so perché non si è concluso l’affare. Di Lorenzo al posto di Callejon con Hysaj terzino? Mi piacerebbe molto, lui la fascia se la mangia e salta anche l’uomo. Ci vorrebbe però il terzino a sua protezione, perché altrimenti dopo ci si ritrova con gli spazi vuoti e se i difensori non scalano poi ci sono problemi. Osimhen non bravo tecnicamente? Capiterà che farà gol anche belli, con pallonetti o dribbling. Speriamo che metta in pratica certe cose anche a Napoli”.

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    Castellammare, abusava del nipotino di 10 anni: arrestato 57enne

    Castellammare di Stabia

    Pubblicato
    10 ore fa
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    16 Settembre 2020

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    E’ accusato di avere abusato del nipotino di soli 10 anni. L’uomo, 57 anni,di Castellammare di Stabia rintracciato e’ stato arrestato a Saronno in provincia di Varese.
     
    Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, gli agenti del commissariato stabiese e della Squadra Mobile di Varese. Secondo le indagini degli agenti di Castellammare di Stabia, e’ stato permesso di accertare che ”in tre distinte occasioni – come scrive in una nota il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – anche approfittando del rapporto di parentela esistente tra la vittima e lo zio, quest’ultimo aveva fatto entrare nella sua abitazione, a Castellammare di Stabia, il nipote costringendolo ad avere rapporti sessuali con se”’. Il destinatario del provvedimento restrittivo, rintracciato a Saronno presso il domicilio del fratello, e’ stato portato nel carcere di Busto Arsizio.

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    La prima campanella nelle scuole di Castellammare suonerà l’1 ottobre causa coronavirus

    Incidente nella galleria di Seiano, coinvolti più veicoli: traffico in tilt

    Coronavirus, focolaio a Castellammare con 11 contagiati: anche un bimbo di 1 anno e una di 4

    Campania

    Pubblicato
    1 giorno fa
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    15 Settembre 2020

    La prima campanella nelle scuole di Castellammare di Stabia suonerà l’1 ottobre causa coronavirus.

    Lo ha comunicato in serata il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino che spiega “Ho firmato poco fa l’ordinanza per posticipare di una settimana l’inizio delle attività didattiche, a seguito dell’evolversi della situazione epidemiologica e dell’impennata dei contagi da coronavirus, allo scopo di consentire l’avvio delle lezioni in assoluta sicurezza con un’organizzazione logistica accurata in ogni minimo dettaglio”.Il primo cittadino precisa: “Ho recepito, in tal senso, le istanze dei dirigenti scolastici, che hanno espresso unanimemente il desiderio di rinviare l’inizio delle lezioni per assicurare una maggiore sanificazione e igienizzazione dei locali, soprattutto in virtù della tornata elettorale che fino al 21 settembre coinvolgerà gli edifici scolastici per le votazioni. Il recente cambio di passo del virus, d’altra parte, non va minimamente sottovalutato.Ed è una mia assoluta priorità garantire la tutela della salute di tutti i cittadini, degli studenti e di tutto il personale scolastico che si appresta ad iniziare le attività didattiche in questo momento così delicato per tutto il Paese”.

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    Castellammare di Stabia

    Pubblicato
    1 giorno fa
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    15 Settembre 2020

    Al via l’allestimento della mostra che inaugurerà il Museo Archeologico di Castellammare di Stabia, al piano nobile della Reggia del Quisisana, reggia prima angioina poi borbonica.
    Un nuovo spazio museale dedicato all’esposizione di numerosi e prestigiosi reperti del territorio stabiano, quello che da anni cittadini, studiosi e appassionati attendevano con ansia e un filo di malinconia. Ricordiamo, infatti, che per anni molti reperti sono rimasti al buio dell’Antiquarium di Castellammare, salvo sporadiche mostre che coinvolgevano pochi pezzi dell’intera collezione.
    Le sale espositive, aperte da un lato sulla splendida terrazza panoramica e dall’altro sul giardino storico sono state rivestite da carta da parati che riprende due celebri affreschi di Villa San Marco, come quello con il volto maschile dell’atrio e la suonatrice di lira che orna una delle stanze affacciate sul peristilio inferiore.
    Una serie di contropareti nere offrono il supporto necessario ad appendere i pesanti pannelli con affreschi, mentre nelle sale saranno disposte le vetrine con una scelta significativa di reperti. Reperti che, come anticipato, tornano nuovamente alla luce.Ivana Rita Afeltra

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    Le donne gestivano le piazze di spaccio tra Scafati, Boscoreale e Pompei: 36 arresti: I NOMI

    Boscoreale e Boscotrecase

    Pubblicato
    10 ore fa
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    15 Settembre 2020

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    Le donne gestivano le piazze di spaccio tra Scafati, Boscoreale e Pompei: 36 arresti.
    Ventitre’ persone in carcere, altre tredici ai domiciliari. E’ questo il bilancio di una vasta operazione antidroga, scattata all’alba di oggi nel Salernitano tra Scafati e comuni limitrofi a termine di una lunga indagine dei carabinieri del Comando provinciale di Salerno e con la quale sono state sgominate due organizzazioni di spacciatori che operavano prevalentemente nella provincia nord, ed anche in alcune localita’ del Napoletano come Pompei e Boscoreale.
    In una delle organizzazioni un ruolo non di secondo piano veniva svolto da alcune donne e per l’attivita’ di spaccio, in alcune occasioni, sarebbero stati impiegati dei minorenni. Le due bande non avevano piazze di spaccio fisiche, ma vi era una distribuzione in diversi quartieri, centrali e periferici di Scafati.
    Le richieste telefoniche avvenivano con linguaggio criptico; i luoghi di consegna erano occasionali e avvenivano anche nei pressi di abitazioni, scuole e luoghi pubblici; le sostanze stupefacenti erano conservate in luoghi diversi dalle rispettive abitazioni. La stima approssimativa delle sole vendite al dettaglio si attesta nell’ordine di circa 100 cessioni quotidiane per ciascun sodalizio, per un introito non inferiore alla cifra giornaliera di 2mila euro.
    Le indagini Si sono sviluppate partendo da due episodi verificatisi a Scafati, in seguito all’omicidio del pregiudicatio Armando Faucitano, ucciso il 26 aprile 2015 in piazza Genova. Il 29 marzo 2016 ci fu anche un attentato ai danni del bar “My Love”, gestito da Teresa Cannavacciuolo, già nota alle forze dell’ordine per i suoi precedenti legati allo spaccio di stupefacenti. Durante l’attività, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono emerse due diverse associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti, operanti a Scafati. La prima, guidata da Giovanni Crocetta Barbato e Angelo Sorrentino. La seconda, invece, fa capo a Francesco Squillante, Teresa Cannavacciuolo, Andrea Carotenuto, Morena Carotenuto, Vincenzo Carotenuto, Raffaele Squillante e Salvatore Squillante.“Entrambi i sodalizi, il primo dei quali era il fornitore del secondo – spiega la Procura – era accomunati da rapporti familiari che rafforzavano il rapporto di collaborazione”.
    I legami con i clanNel caso dell’associazione che faceva capo a Giovanni Barbato Crocetta e Angelo Sorrentino, sono stati anche documentati rapporti con affiliati al clan Matrone di Scafati e Aquino-Annunziata di Boscoreale. Attingevano anche a fornitori in Olanda. Gli inquirenti, infatti, hanno potuto verificare il coninvolgimento di Carmine e Vincenzo Alfano e di Pasquale Rizzo nell’acquisto di una partita di droga sequestrata nel 2015 dalla polizia tedesca (1 chilo di cocaina e 4 chili di marijuana). Vincenzo Alfano e Pasquale Rizzo furono arrestati in flagranza di reato. La seconda organizzazione ha coinvolto anche minorenni nell’attività di spaccio. In un caso, è coinvolto anche un minore di età inferiore a 14 anni. Erano le loro madri ad impiegarli nelle attività illecite.
    GLI ARRESTATI
    In carcere:
    Alfano Carmine nato a Torre del Greco il 13/04/1984Barbato Crocetta Giovanni nato a Scafati il 14/03/1993Berritto Francesco nato a Scafati il 30/07/1993Cannavacciuolo Teresa nata a Pompei il 05/02/1982Carotenuto Andrea nato a Pompei il 20/06/1989Castaldo Gennaro nato a Castellammare di Stabbia il 27/07/1981Desiderio Gabriele nato a Scafati il 24/01/1991Guarracino Annabella nata ad Acerra il 17/02/1993Incannella Daniele Antonio nato a Nocera Inferiore il 09/10/1997Inserra Giuseppina nata a Scafati il 26/10/1982Lanzieri Alessandro nato a Scafati il 06/02/1967Longobardi Pasquale nato a Torre Annunziata il 19/061996Mainenti Alfonso nato a Scafati il 15/03/1991Mainenti Francesco nato a Pompei il 27/02/1982Muollo Veruska nata a Torre Annunziata 19/06/1976Paoletti Pietro nato a Torre Annunziata il 16/02/1990Rispoli Raffaele nato a Torre Annunziata il 16/06/1976Sorrentino Angelo nato a Nocera Inferiore il 08/11/1986Squillante Francesco nato a Cava de’Tirreni il 15/01/1983Squillante Raffaele nato a Scafati il 17/10/1989Squillante Salvatore nato a Nocera Inferiore il 06/07/1981Tufano Giovanni nato a Castellammare di Stabia il 06/03/1979Ai domiciliari:
    Acanfora Maria Grazia nata a Boscoreale il 06/08/1960Aquino Teresa nata a Pompei il 26/12/1968Ascione Pasquale nato a Boscotracase il 27/06/1971Carotenuto Morena nata a Pompei il 13/10/1986Fienga Teresa nata a Pompei il 13/11/1997Karakhi Nadia nata a Scafati il 01/01/1995Langella Giuseppina nata a Pompei il 28/03/1983Maineneti Carmela nata a Scafati il 10/12/1992Paoletti Giovanna nata a Castellammare di Stabia il 29/05/1996Pedone Antonio nato a Nocera Inferiore il 06/10/1994Ruotolo Maria nata a Pompei il 28/06/1995Santonicola Antonio nato a Pompei il 30/01/1981Sicignano Anna nata a Scafati il 15/01/1971

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    Roccarainola: Rubava energia elettrica da 5 anni. Carabinieri arrestano il titolare di un autolavaggio

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    Boscoreale e Boscotrecase

    Pubblicato
    1 settimana fa
    in
    8 Settembre 2020

    Stamattina gli agenti del Commissariato di Torre del Greco hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa ieri dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Michele Acunzo, 29enne di Boscotrecase con precedenti di polizia, ritenuto responsabile di più episodi di spaccio di sostanze stupefacenti avvenuti tra ottobre e novembre del 2019.

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    Boscoreale e Boscotrecase

    Pubblicato
    1 settimana fa
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    8 Settembre 2020

     Il dipartimento di prevenzione dell’Asl Na 3 Sud ha comunicato che un cittadino di Boscoreale, proveniente dall’estero, e’ risultato positivo al Covid-19 ed e’ stato sottoposto a quarantena.
    “Attualmente – riferisce una nota del Comune – i positivi nel nostro Comune sono quattro, di cui tre provenienti dall’estero e un operatore sanitario”.

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    Sentenze pilotate al Consiglio di Stato, condanna a 11 anni per l’ex giudice Nicola Russo

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    33 minuti fa
    in
    15 Settembre 2020

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    Sentenze pilotate al Consiglio di Stato, condanna 11 anni per l’ex giudice Nicola Russo,  E’ accusato di corruzione, disposto anche il risarcimento di oltre 160 mila euro.
     
    I giudici della II sezione penale di Roma hanno condannato a 11 anni di carcere il giudice del Consiglio di Stato Nicola Russo (ora sospeso) per l’accusa di corruzione in atti giudiziari per avere pilotato almeno tre sentenze. La procura aveva sollecitato una condanna a 7 anni e mezzo. I giudici hanno, inoltre, dichiarato estinto il rapporto di Russo con la pubblica amministrazione e disposto un risarcimento di 100 mila euro in favore della Presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile, e di oltre 64 mila in favore dell’amministrazione giudiziaria a titolo di riparazione pecuniaria. L’indagine si basa sulle dichiarazioni dall’avvocato Pietro Amara secondo cui Russo, arrestato nel febbraio del 2019, avrebbe ottenuto da lui circa 80 mila euro (e altri 60mila promessi), per aggiustare sentenze di tre procedimenti davanti al Consiglio di Stato.
    A far scattare l’inchiesta, che nel febbraio 2019 portò all’arresto di Russo, erano state le dichiarazioni dell’avvocato Piero Amara ai magistrati, ai quali riferì di aver dato al giudice 80mila euro, promettendone altri 60mila per far ‘aggiustare’ tre sentenze. Nell’ambito dello stesso procedimento, nel luglio 2019 hanno patteggiato una condanna a 2 anni e mezzo l’ex presidente del Consiglio di giustizia amministrativa siciliana Raffaele Maria De Lipsis e l’ex magistrato della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso, accusati anche loro di corruzione in atti giudiziari. Per un terzo imputato, il deputato ora sospeso dell’assemblea regionale siciliana Giuseppe Gennuso, il gup Costantino De Robbio ha derubricato l’accusa in traffico di influenze fissando in un anno e due mesi la pena. Oggi infine la condanna per Russo, che ha scelto di essere giudicato con rito ordinario. Per l’ex Giudice del Consiglio di Stato il pm aveva chiesto una condanna a 7 anni e mezzo

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    Percepivano il reddito di cittadinanza nonostante fossero detenuti: 30 denunciati

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    Comitato d’affari in Procura, 15 arresti: finisce in cella anche il pm napoletano Longo

    Area Vesuviana

    Pubblicato
    15 ore fa
    in
    14 Settembre 2020

    Caivano. Un ricorso al tribunale del Riesame: questa la prossima mossa degli avvocati di Michele Antonio Gaglione, accusato di omicidio preterintenzionale della sorella Maria Paola. Il Gip invece motiva la convalida e gli arresti in carcere con il ‘pericolo di recidiva’.
    “Ricorreremo al Tribunale del Riesame” hanno detto dopo la convalida del fermo da parte del Gip di Nola, gli avvocati Domenico Paolella e Giovanni Cantelli. Il giudice ha applicato nei confronti di Michele Antonio Gaglione un’ordinanza cautelare in carcere per omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi e lesioni nei confronti di Ciro Migliore, il compagno transgender di Paola. Secondo gli inquirenti Michele Antonio Gaglione, con la sua potente moto, ha inseguito lo scooter sul quale viaggiavano la sorella e Ciro, e provocato il grave incidente nelle prime ore dello scorso 11 settembre, ad Acerra. Michele Antonio e la sua famiglia non condividevano la relazione sentimentale tra Maria Paola e Ciro. Ai carabinieri, Ciro ha riferito che durante l’inseguimento Michele Antonio lo ha più volte minacciato di morte dicendogli, testualmente “ti taglio la testa”. Ciro, diventato anche il principale testimone in questa vicenda, ha raccontato anche che la caduta è avvenuta dopo avere ricevuto da Michele Antonio un calcio sul lato sinistro dello scooter (segni di pedate sono stati rilevati dai carabinieri sul lato sinistro del motociclo). Secondo Michele Antonio, invece, la caduta sarebbe avvenuta a causa della perdita di controllo dello scooter da parte di Ciro. Il fratello della vittima davanti ai carabinieri e oggi davanti al giudice per le indagini preliminari di Nola ha ammesso l’inseguimento, le percosse a Ciro ma non di avere causato il tragico incidente in cui ha perso la vita la sorella.Il gip ha motivato la decisione di lasciare Michele Antonio Gaglione sostenendo che vi possa essere il pericolo di recidiva. D’altronde, nei confronti di Ciro Migliore, la famiglia di Maria Paola non ha mai nascosto una grande avversione. “Solo la custodia cautelare in carcere riuscirà a scongiurare efficacemente il pericolo di reiterazione criminosa…”. Ha scritto il Gip di Nola, Fortuna Basile nell’ordinanza con la quale oggi ha convalidato l’arresto del 30enne Michele Antonio Gaglione, 30 anni. Secondo gli inquirenti Gaglione, con la sua potente moto Honda ADV ha inseguito lo scooter Honda SH 300 sul quale viaggiavano la sorella e il suo compagno Ciro che era alla guida, fino a farlo cadere provocando la morte di Maria Paola. “Risultano particolarmente gravi ed allarmanti – scrive ancora il gip – le modalità e le circostanze dell’azione che denotano l’incapacità dell’indagato di controllare le proprie pulsioni aggressive e denotano una accentuata pericolosità sociale” tanto che “non assume rilevanza alcuna lo stato di incensuratezza”. Per il gip esistono “gravi indizi di colpevolezza in relazione alla condotta contestata all’indagato”; inoltre “solo la custodia cautelare in carcere riuscirà a scongiurare efficacemente il pericolo di reiterazione criminosa, apparendo a tal fine inadeguata la misura cautelare degli arresti domiciliari”. Il giudice, però, sottolinea, anche che Michele Antonio ha comunque tenuto un atteggiamento “collaborativo, fornendo elementi utili alla ricostruzione dei fatti e rendendo anche dichiarazioni autoaccusatorie”.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    4 giorni fa
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    11 Settembre 2020

    Patenti nautiche ‘facili’ anche per 3 calciatori del Napoli: 31 indagati.

    Esami pilotati, o in alcuni casi mai svolti, per ottenere patenti nautiche. E tra i circa 600 presunti beneficiari, figurano anche tre calciatori del Napoli: Kalidou Koulibaly, Faouzi Ghoulam e José Maria Callejon. La Procura di Napoli ha emesso 31 avvisi di conclusione delle indagini, notificati dai Carabinieri di Caserta che hanno svolto le indagini tra il 2014 e il 2017.
    Secondo quanto riportano oggi organi di stampa, i tre calciatori del Napoli non sono indagati e nei loro confronti non c’è alcuna accusa formale. Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati ad ex funzionari della Motorizzazione civile, direttori di scuola guida e presunti facilitatori. I reati contestati dai pm napoletani sono corruzione e falso.

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    Morte Maria Paola, il gip: “Esiste pericolo di recidiva”. I legali: “Ricorreremo al Riesame”

    Caivano. Un ricorso al tribunale del Riesame: questa la prossima mossa degli avvocati di Michele Antonio Gaglione, accusato di omicidio preterintenzionale della sorella Maria Paola. Il Gip invece motiva la convalida e gli arresti in carcere con il ‘pericolo di recidiva’. “Ricorreremo al Tribunale del Riesame” hanno detto dopo la convalida del fermo da parte […]
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    Resta in carcere Antonio Gaglione: per il gip è responsabile della morte della sorella

    Acerra

    Pubblicato
    8 ore fa
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    14 Settembre 2020

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    Il gip Fortuna Basile del Tribunale di Nola ha convalidato l’arresto eseguito nei confronti di Michele Antonio Gaglione, fratello di Maria Paola, la ragazza morta nella notte tra venerdì e sabato ad Acerra . Nei suoi confronti il gip ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere. I reati contestati a Michele Gaglione sono omicidio preterintenzionale “con l’aggravante di aver agito per motivi abietti o futili, non condividendo la relazione affettiva della sorella” con Ciro Migliore in quanto quest’ultimo è un ragazzo trans. Michele Gaglione resta quindi nel carcere napoletano di Poggioreale.
    “Io e Paola dovevamo scappare insieme, per venire qui ad Acerra a vivere. Quando l’hanno scoperto, il fratello e il padre l’hanno picchiata. Era il 13 luglio”. A raccontarlo è Ciro Migliore, compagno di Maria Paola Gaglione, ragazzo trans la cui relazione con Maria Paola era osteggiata dalla famiglia di quest’ultima. “Per il futuro sognavamo di vivere insieme, di essere felici – ha proseguito Ciro – ora provo solo dolore. Questa volta me l’hanno tolta per sempre”.
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    Morte di Maria Paola, dai social incoraggiamenti a Ciro. L’Arci Gay: ‘Erano stati minacciati di morte’ 
    “Non è vero che è stato un incidente”, ha spiegato ancora Ciro che si trova ricoverato nella clinica Villa dei Fiori ad Acerra per le ferite riportate nella caduta. Respinge la versione fornita dal fratello di Maria Paola, Michele Gaglione. “Mi è corso dietro, mi voleva per forza ammazzare. L’abbiamo incontrato per caso, me lo sono trovato dietro”. Ciro ha raccontato che qualche giorno prima dell’accaduto “Michele è venuto sotto casa mia e mi voleva tagliare la testa, c’era anche mia madre, può confermarlo. Mi ha detto che mi avrebbe ammazzato. Mi diceva che non dovevo stare con la sorella altrimenti mi ammazzava”.
    “La mia famiglia mi vuole bene per quello che sono, non ce la faccio piu’. Doveva succedere a tutte e due. Io la voglio vedere per l’ultima volta a Maria Paola”. Cosi’ Ciro nel corso di una conferenza stampa con la sua famiglia ricorda la compagna Maria Paola. “Dovevo morire assieme a lei ma lasciatemela vedere per l’ultima volta”, dice ancora Ciro Maglione, il trans che aveva una relazione con la ventenne morta dopo essere stata investita sul motorino dal fratello. “Devono pagare Michele, la mamma e il papa’. Tutti e tre devono pagare. Ma quale incidente, non e’ vero”, ribadisce la madre. “Il problema non era che io non avevo un lavoro. Per loro eravamo due femmine”. Ha spiegato ancora Ciro Migliore. Lo scenario che emerge e’ quello di una famiglia che non avrebbe accettato la relazione tra la figlia e Ciro perche’ quest’ultimo e’ transessuale. “Sognavamo solo di essere felici e di stare insieme. Ora – racconta Ciro parlando dalla clinica dove e’ ricoverato – provo solo dolore. Ero fidanzato con Paola da tre anni, e’ ancora la mia fidanzata, anche se non c’e’ più”.

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    Domani a Caivano i funerali di Maria Paola

    Morte Maria Paola, il gip: “Esiste pericolo di recidiva”. I legali: “Ricorreremo al Riesame”

    Acerra

    Pubblicato
    2 ore fa
    in
    14 Settembre 2020

     Saranno celebrati domani alle 16:30 nella chiesa di San Paolo Apostolo, al parco Verde di Caivano, i funerali di Maria Paola Gaglione.
    La salma, come si apprende da un collaboratore del parroco, don Maurizio Patriciello, arrivera’ in chiesa alle 16. Michele Gaglione e’ “incapace di controllare le proprie pulsioni aggressive” e dimostra “una accentuata pericolosita’ sociale”. Con queste motivazioni il gip di Nola (NAPOLI), Fortuna Basile, convalida il fermo e ordina la custodia cautelare in carcere per il fratello di Maria Paola, la giovane rimasta uccisa cadendo dal motorino durante l’i’nseguimento da parte di Michele, che avversava la sua relazione con un giovane transgender, Ciro, rimasto ferito in modo non grave. Il giudice rileva la collaborazione offerta dall’arrestato, che ha fornito anche dichiarazioni autoaccusanti (ad esempio ammettendo di aver colpito Ciro dopo la caduta) ma reputa “inadeguata” la misura della detenzione domiciliare, malgrado Gaglione sia incensurato. L’accusa resta quella di omicidio preterintenzionale aggravato da futili motivi, oltre che di violenza privata nei confronti di Ciro.
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    Il fratello di Maria Paola si dichiara innocente: Volevo solo parlare, non l’ho speronata
    Il gip quindi non ritiene attendibile la versione difensiva del 30enne, che ha ammesso l’inseguimento di notte in una stradina di campagna, lui a bordo di una potente moto sulle tracce dello scooter guidato da Ciro, che teneva Maria Paola sul sellino. “Li ho inseguiti, ma non per fare del male. Maria Paola era andata via di casa un mese fa – ha detto Gaglione al pm, secondo quanto riferito dai suoi difensori Domenico Paolella e Giovanni Cantelli – e noi familiari eravamo disperati. Volevo fare in modo che tornasse a casa”. Ai carabinieri, Ciro Migliore ha invece riferito che durante l’inseguimento Michele Gaglione lo ha piu’ volte minacciato di morte dicendogli, testualmente, “ti taglio la testa”. Ciro racconta anche che la caduta e’ avvenuta dopo avere ricevuto da Michele un calcio sul lato sinistro dello scooter (segni di pedate sono stati rilevati dai carabinieri sul lato sinistro del motociclo). Secondo l’arrestato, invece, la caduta – rivelatasi fatale per Maria Paola che ha battuto violentemente la testa contro un irrigatore in cemento – sarebbe avvenuta a causa della perdita di controllo dello scooter da parte di Ciro. La difesa di Gaglione annuncia ricorso al Riesame.
    Dal palazzo del parco Verde dove vive Ciro si levano urla da parte di donne che chiedono giustizia e inveiscono contro Gaglione e i suoi genitori: “Devono pagare, tutti e tre, per ogni giorno che gli resta da vivere. Non si puo’ morire per amore”. Non servono le parole di pace e riconciliazione che il parroco, don Maurizio Patriciello, continua a pronunciare. Il sacerdote oggi si e’ recato a trovare i genitori di Maria Paola, chiusi in casa dal giorno della morte della figlia. Oggi, 14 settembre, Ciro e la sua compagna avrebbero festeggiato tre anni di amore, vissuto con felicita’ e con coraggio malgrado gli ostacoli e le “continue minacce, anche di morte, da parte della famiglia di lei” raccontate dal giovane transgender. Di quell’amore restano solo i post sorridenti sui social e la fedina che Ciro ha ancora in tasca dalla notte dell’incidente: voleva offrirla oggi alla donna della sua vita.

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    Acerra

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    14 Settembre 2020

    Si è dichiarato innocente Antonio Michele Gaglione, fratello di Maria Paola, la 20enne morta nella notte tra venerdì e sabato ad Acerra.

    Il 22enne è stato ascoltato dal gip di Nola, Fortuna Basile in sede di udienza di convalida del fermo, dovendo rispondere del reato di omicidio preterintenzionale. Gaglione, assistito dall’avvocato Domenico Paolella, ha confermato di aver inseguito con il suo scooter la sorella Maria Paola ma ha spiegato che l’intento non era farla cadere e ha negato la circostanza dello speronamento come causa dell’incidente a seguito del quale la sorella è morta.
    Al giudice Michele Gaglione ha raccontato che stava inseguendo la sorella perché voleva parlarle e perché voleva recuperare il rapporto spezzato con lei a seguito della relazione con Ciro, uomo trans, anch’egli in sella dello scooter con Maria Paola. Nel corso dell’inseguimento, ha proseguito, si è accorto che il mezzo a bordo del quale viaggiavano Ciro e Maria Paola è sbandato e che i due sono caduti. Il giudice si è riservato di decidere: la decisione è attesa nel pomeriggio.
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    “Antonio non ha mai detto quella frase (“Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma era stata infettata da quella”, ndr), non risulta nei verbali e neppure l’ha detto quando e’ stato ascoltato la prima volta dai carabinieri. La famiglia? E’ devastata, con una figlia morta e un figlio in carcere…”. Lo ha sottolineato l’avvocato Domenico Paolella, legale di Antonio Gaglione.
    L’avvocato ha fatto anche sapere che il gip Fortuna Basile, al termine dell’interrogatorio sostenuto da Antonio Gaglione davanti al pm Patrizia Mucciacito, si e’ riservata la decisione che, probabilmente, potrebbe giungere nel pomeriggio. L’avvocato Paolella ha voluto sottolineare che durante l’interrogatorio, durato quasi tre ore, si e’ fatta chiarezza “sulle imprecisioni circolate sulla vicenda”.

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    Carabiniere ferito in un inseguimento a Santa Maria la Carità

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    11 ore fa
    in
    13 Settembre 2020

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    Un carabiniere e’ rimasto ferito nel corso di un inseguimento (guarira’ in 14 giorni). E’ accaduto la notte scorsa  a Santa Maria La Carità.
     
    Una gazzella del Ncleo radiomobile della compagnia di Torre Annunziata ha intimato l’alt ad un’automobile con a bordo 2 uomini. L’auto – una Smart – si e’ fermata per poi ripartire repentinamente. Ne e’ nato un inseguimento ma i fuggitivi hanno imboccato una strada chiusa. Ormai erano braccati e uno dei due carabinieri e’ sceso dall’autovettura. I malviventi, pero’, non si sono arresi e hanno ingranato la marcia investendo il carabiniere che – sebbene dolorante – e’ rientrato in auto per continuare l’inseguimento che e’ terminato in via Scafati.
    La Smart, infatti, e’ andata ad impattare contro un muretto ed i carabinieri sono riusciti a bloccare i 2 uomini. A finire in manette il 21enne che era alla guida, Andrea Titas, di Boscoreale, e il 23enne Emanuele Riccio di Scafati. Sono entrambi gia’ noti alle forze dell’ordine. Il carabiniere rimasto investito e’ stato portato al Pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia; e’ stato dimesso. Per lui varie contusioni alla spalla, al braccio e all’anca.

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    12 ore fa
    in
    13 Settembre 2020

    Napoli. Tre persone sono rimaste ferite a colpi di arma da fuoco nella notte nella zona di Mergellina al culmine di una lite tra giovani per il solito sguardo di troppo a una ragazza. Due dei feriti però non avevano nulla a che fare con la lite.
    E’ accaduto intorno alle 4.30, davanti allo Chalet delle Rose. Nonostante fosse quasi l’alba nella zona vi erano ancora molte persone. D’improvviso è nata una discussione tra due pregiudicati 37enni di Torre del Greco,  per uno sguardo non gradito a una ragazza, e una terza persona. Questi ha estratto un revolver e ha cominciato a fare fuoco contro i due.
    Un proiettile ha colpito di striscio uno dei due pregiudicati gli altri invece hanno centrato due ragazzi incensurati napoletani di 21anni, che stavano passeggiando dall’altro lato della strada. C’è stato un fuggi fuggi generale nel corso del quale il pistolero ne ha approfittato per far perdere le sue tracce. Sul posto arrivate le ambulanze e le forze dell’ordine.
    I due feriti sono stati trasportati al Fatebenefratelli e al San Giovanni Bosco. Nessuno dei due è in pericolo di vita. Gli investigatori sono sulle tracce del pistolero e sperano di risalire alle sua identità sia attraverso le testimonianze sia attraverso la visione delle telecamere di sorveglianza pubblica e privata della zona.

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    Napoli, sparatoria a Mergellina per ‘uno sguardo di troppo’: tre giovani feriti

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    45 minuti fa
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    13 Settembre 2020

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    Napoli. Tre persone sono rimaste ferite a colpi di arma da fuoco nella notte nella zona di Mergellina al culmine di una lite tra giovani per il solito sguardo di troppo a una ragazza. Due dei feriti però non avevano nulla a che fare con la lite.
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    I due feriti sono stati trasportati al Fatebenefratelli e al San Giovanni Bosco. Nessuno dei due è in pericolo di vita. Gli investigatori sono sulle tracce del pistolero e sperano di risalire alle sua identità sia attraverso le testimonianze sia attraverso la visione delle telecamere di sorveglianza pubblica e privata della zona.

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    Napoli, bloccato dai militari dell’esercito mentre faceva atti osceni in piazza Plebiscito

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    3 ore fa
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    13 Settembre 2020

    Napoli, bloccato dai militari dell’esercito mentre faceva atti osceni in piazza Plebiscito.

    Militari del Raggruppamento Campania di pattuglia presso Piazza Plebiscito per l’operazione “Strade Sicure” venivano allertati da due fidanzati che in piazza vi era un giovane intento a masturbarsi e al loro passaggio aveva esternato parole indecorose. I militari d’Esercito immediatamente intervenivano bloccando il soggetto che veniva identificato e posto in stato di fermo, nell’attesa che giungesse una volante della polizia.
    L’uomo, di origini Italiane è stato trovato in possesso di materiale pornografico e vari telefonini. Durante la convalida dello stato di fermo da parte della polizia, il soggetto tentava la fuga e solo grazie al tempestivo intervento dei militari dell’Esercito riuscivano a bloccarlo riconsegnandolo alle forze dell’ordine che lo arrestavano, per atti osceni in luogo pubblico e ricettazione, conducendolo presso il Commissariato di San Ferdinando per le trascrizioni del caso.

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    Nigeriano ucciso: ad agire commando killer italiani

    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    8 ore fa
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    11 Settembre 2020

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    Un commando composto da 3-4 killer probabilmente italiani, che sarebbero arrivati a volto scoperto in auto presso l’abitazione del bersaglio prescelto: e’ la circostanza al vaglio dei carabinieri del reparto Territoriale di Mondragone che indagano sull’omicidio di un trentenne nigeriano, ucciso da 3-4 colpi d’arma da fuoco davanti alla sua abitazione di via Brescia.
    Un connazionale di 36 anni e’ rimasto ferito agli arti inferiori, ma sul posto c’era anche un altro testimone, che avrebbe fornito ai militari degli elementi che sono tuttora in corso di accertamento. Inizialmente era emersa la circostanza che i killer avessero mostrato al 36enne un cellulare con la foto del bersaglio, per evitare errori, ma sembra che cio’ non sia avvenuto, e che il commando sia andato a colpo sicuro. I sicari, dopo aver ferito il 36enne, hanno sparato al 30enne, che intanto era sceso di casa, ma probabilmente stava scappando, visto che sarebbe stato colpito alle spalle. Si indaga a 360 gradi, ma la pista principale, per ora, sembra essere quella di un regolamento di conti per questioni legate a traffici illeciti, come lo spaccio di droga, molto fiorente a Castel Volturno, e la gestione della prostituzione. I carabinieri stanno verificando anche la presenza di telecamere di sorveglianza in zona o lungo la strada da dove potrebbero essere arrivati o fuggiti i sicari. ockdown e’ visibilmente cresciuta la popolazione degli immigrati irregolari; erano ventimila ad inizio anno, oggi sono 22-23 mila. Episodi come l’agguato di ieri sono la conseguenza di questo mancato controllo del territorio, impossibile da attuare con gli uomini e i mezzi che abbiamo. Sono molto preoccupato”.
    Il sindaco di Castel Volturno (CASERTA) Luigi Petrella usa parole forti per commentare quanto avvenuto ieri sera in via Brescia, dove un nigeriano e’ stato ucciso a colpi d’arma da fuoco; Petrella si e’ anche recato sul posto per rendersi conto di quanto accaduto. “Lo Stato ora deve intervenire – prosegue Petrella – non voglio fare strumentalizzazioni, ma e’ necessario una volta per tutte porre mano ad una situazione ormai insostenibile: il Comune, con appena 12 vigili urbani, non puo’ fare molto, ma solo denunciare. Qualche mese fa la Tekno Service, azienda che effettua il servizio di igiene ambientale, calcolo’, in base all’immondizia raccolta, che a Castel Volturno risiedessero in realta’ oltre 45mila persone, eppure la popolazione ufficiale e’ di 27mila abitanti, molti dei quali peraltro stranieri regolari che si sono integrati”. Cio’ vuol dire – riflette Petrella- che almeno ventimila persone, soprattutto stranieri, sfuggono ad ogni controllo e regola. E negli ultimi mesi, specie dopo la fine del lockdown, ne sono arrivate altre migliaia, da tutte le parti; anche le forze dell’ordine lo hanno percepito”. “Queste persone, sbarcate chissa’ dove, magari arrivano per lavorare onestamente, spesso gia’ sanno a quale porta bussare a Castel Volturno; poi pero’, per sopravvivere, finiscono spesso per essere arruolati dalle organizzazioni criminali. E con questi numeri – conclude Petrella – per il Comune, ma credo che anche le forze dell’ordine incontrino difficolta’, e’ impossibile controllare il territorio e garantire la sicurezza dei cittadini”.

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    Campania

    Pubblicato
    3 ore fa
    in
    11 Settembre 2020

    Caserta. L’ospedale Casertano ancora alle prese con diversi casi covid e cluster sul territorio. Anche oggi problemi all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta dove il pronto soccorso è stato chiuso nel pomeriggio dopo l’arrivo di alcune persone con sintomi compatibili col coronavirus e poi risultate positive al tampone.
    E dunque per la struttura è stata necessaria la sanificazione. Intanto diversi sono i positivi sul territorio: quasi 600 attivi con focolai come quelli di Aversa e Caserta città, con 150 casi negli ultimi giorni.

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    Indagine su De Luca e la ‘promozione’ dei vigili: accertamenti anche della Corte dei Conti

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 ora fa
    in
    8 Settembre 2020

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    Le assunzioni negli uffici di diretta collaborazione della presidenza della Giunta regionale della Campania possono essere determinate da criteri di fiducia ma la qualificazione economica deve attenersi a determinate caratteristiche, che variano in virtu’ dell’incarico ricoperto.
    Tre anni fa, parallelamente agli accertamenti della Procura della Repubblica di NAPOLI, anche la Procura regionale della Corte dei Conti della Campania si e’ attivata per scoprire se l’assunzione di quattro ex vigili urbani di Salerno negli uffici di staff della Regione Campania abbia potuto comportare uno sperpero di denaro pubblico. Due indagini condotte con discrezione dai magistrati, balzate agli onori della cronaca nell’imminenza della tornata elettorale, che coinvolgono il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, indagato dall’ufficio inquirente partenopeo coordinato dal procuratore Giovanni Melillo (pm Ida Frongillo, procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli) per falso e truffa. L’indagine sugli eventuali profili penali della vicenda, si e’ appreso ieri da fonti investigative, potrebbe anche concludersi con un’archiviazione. L’avvocato del presidente De Luca, il professore Andrea Castaldo, in relazione all’attivita’ investigativa dei pm Frongillo e Piscitelli, anche questa risalente a circa tre anni fa (2007), si e’ detto “estremamente tranquillo”. “C’era un’ipotesi investigativa, – ha ribadito il professore Castaldo – ma noi abbiamo fornito tutte le spiegazioni del caso in un clima di serenita’ disarmante”. Per il legale del governatore, le ipotesi di reato sono destituite di ogni fondamento: “non e’ assolutamente vero – ha tenuto a precisare Castaldo – che i quattro ex vigili urbani erano autisti e continuano a fare gli autisti, pur prendendo lo stipendio da dirigenti”. Per scoprirlo, sostiene, “basta leggere i documenti, che sono pubblici”.
    “Per fare parte dello staff del presidente – sottolinea l’avvocato Castaldo – non c’e’ bisogno di lauree e curricula, perche’ si tratta di un incarico strettamente fiduciario”. “Gli ex agenti – dice ancora il professore Castaldo – hanno un ufficio, hanno una loro postazione, ma poiche’ si tratta di una ‘segreteria mobile’, infatti il presidente si sposta sempre in auto e non utilizza ne’ treno e ne’ aereo, loro lo accompagnano. Svolgono il loro lavoro di segreteria e anche gli autisti”. “Il modo piu’ comodo per rintracciare De Luca, infatti, – sostiene – e’ mettersi in contatto con il cellulare della segreterie”. L’avvocato Castaldo ha infine ricordato che l’interrogatorio e’ stato sostenuto dal presidente De Luca nell’ottobre dell’anno scorso. “In verita’ – ha spiegato il legale – credevamo che il procedimento si fosse ormai concluso”. Nessun commento, invece, da parte del legale sull’indagine contabile, anche questa ancora in piedi sui presunti danni all’Erario provocati dai quattro decreti con il quali il 10 marzo 2016, De Luca ha assunto nel suo staff i quattro ex vigili urbani di Salerno.

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    Il presidente della Regione Piemonte: ‘Juve-Napoli a porte chiuse, dpcm non permette proposte’

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 ora fa
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    8 Settembre 2020

    ‘Omicidio dello zainetto’ 7 ergastoli per boss e gregari del clan D’Amico.
    Il 9 aprile 2019 i killer fecero fuoco appena videro l’obiettivo. Anche se era in compagnia del nipotino, anche se erano a poca distanza da una scuola. Luigi Mignano si trascino’ a fatica verso l’ingresso dell’istituto scolastico e mori’ crivellato di proiettili. Dietro di lui a terra rimase uno zainetto, lasciato cadere dal bimbo che per miracolo non venne colpito. Il cognato del boss Ciro Rinaldi e’ stato ucciso in via Ravello a San Giovanni a Teduccio, quartiere orientale di Napoli. Il giudice per le indagini preliminari ha inflitto per questo omicidio di camorra sette ergastoli.
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    Carcere a vita a Salvatore Autiero, Pasquale Ariosto, Gennaro Improta, Giovanni Salomone, Giovanni Musella, Umberto Luongo e Ciro Rosario Terracciano. Quattordici anni sono stati inflitti invece al pentito Umberto D’Amico. Tutti accusati di aver preso parte alle fasi preliminari e organizzative dell’agguato nell’ambito della guerra trentennale tra i Rinaldi e i Mazzarella, con la loro appendice dei Luongo-D’Amico.
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    Rapina al portavalori vicino all’Auchan di Giugliano: bottino ingente

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    8 ore fa
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    8 Settembre 2020

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    Tre rapinatori armati di pistole e kalashnikov hanno assaltato un furgone portavalori che oggi, 8 settembre, stava attraversando le strade del centro commerciale Auchan di Giugliano, in provincia di Napoli.
     
    Il colpo è avvenuto in mattinata, i criminali sono riusciti a portare via solo l’ultimo plico, quello appena ritirato dal Decathlon; nel bottino circa 14mila euro e le pistole dei due vigilanti addetti al prelievo degli incassi. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli.
    La rapina è avvenuta intorno alle 12, quando il portavalori stava concludendo il giro tra i negozi del centro commerciale. Aveva già effettuato i prelievi da gran parte delle attività, trasportava verosimilmente diverse centinaia di migliaia di euro. I criminali sono entrati in azione mentre il vigilante stava tornando verso il furgone; erano in tre, a volto coperto, probabilmente almeno un quarto componente del gruppo era appostato poco distante per la fuga. Gli hanno sbarrato la strada e lo hanno minacciato con le armi, costringendolo a consegnare il denaro.
    Una rapina studiata nei particolari, tranne per un dettaglio: alla vista dei criminali la guardia giurata che attendeva il collega accanto al mezzo ha chiuso il portellone, non più accessibile dall’esterno. Così i criminali hanno dovuto “accontentarsi” del plico che l’altro vigilante aveva appena ritirato: sono scappati a bordo di un’automobile con i 14mila euro e le due pistole dei vigilanti. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Giugliano.Duro il commento del leader storico della associazione nazionale guardie particolari giurate Giuseppe Alviti: “Continua la mattanza sociale delle guardie giurate che operano nel settore appartenente ai trasporti valori. Purtroppo lo Stato è latitante e per tipi di lavoro del genere ci vuole un controllo del personale più appropriato oltre che ad regole d’ ingaggio serie e valevoli come auto di scorta in borghese che prevedano e seguano il convoglio con i soldi, quando si tratta di sicurezza non si può risparmiare e anche questa volta siamo fortunati che non sia scappato il morto. Siamo da subito pronti ad una marcia su Roma di tutto il settore e sensibilizzerò anche la triplice attualmente assente in questa problematica”.

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    NarteA presenta ‘Condannati – I delitti della Storia’. Il 12 e 13 settembre al Real Sito di Carditello

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    Coronavirus, il Cardarelli di Napoli blocca ferie e congedi per tutto il personale

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 ore fa
    in
    8 Settembre 2020

    ‘Omicidio dello zainetto’ 7 ergastoli per boss e gregari del clan D’Amico.
    Il 9 aprile 2019 i killer fecero fuoco appena videro l’obiettivo. Anche se era in compagnia del nipotino, anche se erano a poca distanza da una scuola. Luigi Mignano si trascino’ a fatica verso l’ingresso dell’istituto scolastico e mori’ crivellato di proiettili. Dietro di lui a terra rimase uno zainetto, lasciato cadere dal bimbo che per miracolo non venne colpito. Il cognato del boss Ciro Rinaldi e’ stato ucciso in via Ravello a San Giovanni a Teduccio, quartiere orientale di Napoli. Il giudice per le indagini preliminari ha inflitto per questo omicidio di camorra sette ergastoli.
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    Carcere a vita a Salvatore Autiero, Pasquale Ariosto, Gennaro Improta, Giovanni Salomone, Giovanni Musella, Umberto Luongo e Ciro Rosario Terracciano. Quattordici anni sono stati inflitti invece al pentito Umberto D’Amico. Tutti accusati di aver preso parte alle fasi preliminari e organizzative dell’agguato nell’ambito della guerra trentennale tra i Rinaldi e i Mazzarella, con la loro appendice dei Luongo-D’Amico.
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    Omicidio di camorra in Irpinia: ucciso il boss De Paola

    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    11 ore fa
    in
    8 Settembre 2020

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    Il boss della camorra Orazio De Paola e’ stato ucciso stamane a colpi di pistola mentre era in strada in via Castagneto a San Martino Valle Caudina.
     
    Cinquantotto anni, numerosi precedenti penali, e’ stato il braccio destro di Domenico Pagnozzi, detto o’ professore, coinvolto anche in Mafia Capitale. Condannato piu’ volte per associazione mafiosa, traffico di droga, usura, estorsione, Orazio De Paola lo scorso anno era stato ritenuto non pericoloso dalla corte di Cassazione che aveva annullato una misura di prevenzione con obbligo di soggiorno emessa dalla corte di Appello di Napoli.
    Dopo l’arresto di Domanico Pagnozzi e la morte dell’anziano boss Gennaro, Orazio De Paola era considerato ai vertici del clan che da oltre 40 anni controlla tutti gli affari illeciti nella Valle Caudina, sia sul versante irpino, sia sul versante caudino, con collegamenti stretti anche con il clan dei Casalesi e con rapporti anche con la criminalita’ capitolina. Sull’omicidio avvenuto, intorno alle 10, indagano i carabinieri del comando provinciale di Avellino.

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
    in
    7 Settembre 2020

    Un positivo al Covid-19 alla mostra organizzata da Avionica a Casino del Principe.
    Una persona, poi risultata positiva al Covid-19, ha partecipato a una mostra che si è tenuta a Casino del Principe ad Avellino. A comunicarlo Avionica, una delle associazioni che ha sede nella struttura.
    L’Asl ha raccolto i nominativi forniti dai partecipanti. Fra quaranta e cinquanta persone potrebbero finire in isolamento preventivo in attesa dei tamponi. I volontari del’associazione hanno già deciso di osservare una quarantena volontaria
    Cioffi: persona positiva alla mostra di AvionicaLuca Cioffi, presidente dell’associazione Avionica, dice: “Dobbiamo comunicare che una delle persone che giovedì 3 Settembre ha partecipato alla mostra che si è tenuta nel giardino del Casino del Principe è risultata positiva al Covid-19. L’evento si è tenuto all’aperto con numero controllato e obbligo di mascherina per i partecipanti”.

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