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    Imprenditore suicida vittima di usura e camorra a Giugliano: arrestate quattro persone e un ex carabiniere

    Cronache » Cronaca » Imprenditore suicida vittima di usura e camorra a Giugliano: arrestate quattro persone e un ex carabiniere

    Cronaca

    Pubblicato
    53 minuti fa
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    19 Ottobre 2020

    giugliano in campania. Imprenditore Giuliani suicida perché vittima di usura e camorra: arrestate quattro persone e un ex appuntato scelto dell’arma già detenuto e ora in quiescenza. Cinque i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare emessa del gip del tribunale di napoli, su richiesta della locale Dda, per estorsione e usura aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, condotte dagli agenti della Questura partenopea e del Commissariato Giugliano-Villaricca con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, sono state avviate nel luglio 2018 dopo la morte di Giuseppe Giuliani, imprenditore attivo nel settore del commercio e dello smaltimento di materiali metallici, il cui cadavere fu trovato presso un opificio in stato di abbandono a giugliano in campania. Le investigazioni hanno svelato che l’uomo si era suicidato perché vittima di usura ed estorsione da parte di persone legate al clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca. E’ stato possibile documentare che l’imprenditore avrebbe pagato somme estorsive anche per l’esecuzione di lavori di smaltimento dei veicoli del Consorzio unico di Bacino per le province di napoli e Caserta. Per far fronte alle richieste estorsive, si sarebbe poi indebitato con personaggi indicati dal clan stesso, versando tassi usurai anche superiori al 15% mensile.
    Stamattina la Squadra Mobile di napoli e gli agenti del Commissariato Giugliano Villaricca hanno arrestato: Emilio Chianese, 53 anni di Trentola Ducenta; Francesco Ferrara, alias “Francolone”, 54 anni;  Antonio Sarracino, alias “Mezza Recchia”, 58 anni di Villaricca; Francesco Maglione, alias “Didò” o “Din Don”, 60 anni (agli arresti domiciliari; Vincenzo Barbarisi, 57 anni di napoli, ex appuntato Scelto dell’Arma dei Carabinieri ora in quiescenza, detenuto. I cinque sono gravemente indiziati dei reati di estorsione ed usura aggravati dal metodo mafioso.

    Secondo le indagini, Giuliani per soddisfare le richieste estorsive del clan, si sarebbe indebitato con soggetti indicati dagli stessi malavitosi, dietro corresponsione di tassi usurai anche superiori al 15 % mensile.

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    Coronavirus

    Pubblicato
    9 minuti fa
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    19 Ottobre 2020

    L’Asl Na1 comunica che i posti di degenza degli ospedali della città sono ormai pieni. E quindi prevede dimissioni dei degenti meno gravi o l’aiuto della rete Regionale.  A breve parte il piano per ampliare offerta posti letto a napoli.

    I posti di degenza covid nelle strutture della Asl napoli 1, quella della citta’ di napoli, sono tutti pieni. La Asl napoli 1 a fronte di nuove necessita’ di ricoveri in degenza sta dimettendo pazienti guariti oppure, in caso di maggiore urgenza, sta dirottando i positivi covid nella rete regionale campana. Ci sono ancora posti in terapia intensiva e sub-intensiva. L’Asl sta facendo partire operativamente il piano per ampliare la disponibilita’ di posti letto.
    E nel frattempo sempre l’Asl napoli 1 fa seper che da mercoledi’ alle 14 convertira’ tutta l’area del day surgery dell’Ospedale del Mare in posti per il covid, creando quindi 40 letti di degenza e otto di terapia sub intensiva.  Contestualmente verranno eliminate le degenze ordinarie al covid center dell’Ospedale del Mare, dedicandolo esclusivamente alle terapie intensive, che saranno quindi di 72 posti.
    Sempre da mercoledi’ alle 14 verra’ aperto il covid residence nell’hotel, annesso all’Ospedale del Mare, dedicato a persone positive ma asintomatiche, che non possono fare isolamento a casa. Saranno subito attive 42 stanze che possono essere usate da singoli o da due persone se sono congiunti.

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    Va in ospedale a Giugliano per farsi medicare: arrestato per tentato omicidio

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    19 ore fa
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    15 Ottobre 2020

    Va in ospedale a Giugliano per farsi medicare: arrestato per tentato omicidio.

    Domenica mattina gli agenti del Commissariato di Pozzuoli, su segnalazione della Centrale Operativa, sono intervenuti presso l’ospedale di Pozzuoli poiché un giovane era stato accoltellato all’esterno della sua abitazione a Monterusciello.
    Gli agenti, grazie alle descrizioni fornite dalla vittima e da alcuni presenti, hanno rintracciato il presunto aggressore presso l’ospedale di Giugliano in Campania dove si era recato per farsi medicare in seguito alla colluttazione, e l’hanno trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 10 cm.
    L.D.B., 27enne napoletano, è stato sottoposto a fermo di P.G. per tentato omicidio che stamattina è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

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    Afragola

    Pubblicato
    1 ora fa
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    16 Ottobre 2020

    Pizzo da 3 mila euro a settimana dalla ditta dei rifiuti: arrestati due estorsori del clan Moccia.

    I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due indagati, Nobile Giuseppe, 38enne, e Castiello Giovanni, 48enne, entrambi censurati di Afragola e già detenuti per altra causa, gravemente indiziati di “estorsione aggravata dalle modalità e dalle finalità mafiose” in danno della ditta incaricata della raccolta dei rifiuti nel comune di Afragola negli anni 2013-2014, compiuta al fine di agevolare le attività criminali del clan “Moccia” e delle sue articolazioni territoriali operanti nei Comuni di Casoria, Afragola, Caivano, Crispano e zone circostanti.
    L’indagine, coordinata dalla D.D.A. di Napoli e condotta dal citato Nucleo Investigativo, con il supporto delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ha permesso di documentare che il Castiello sarebbe stato il mandante di un’estorsione posta in essere materialmente dal Nobile, in concorso con altri, in danno della suddetta ditta di raccolta rifiuti, costretta a versare una tangente di circa 3.000 euro settimanali.

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    Giugliano, a processo per riciclaggio e ricettazione: assolto e per non aver commesso il fatto

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    21 minuti fa
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    2 Ottobre 2020

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    Giugliano, a processo per riciclaggio e ricettazione: assolto e per non aver commesso il fatto.

    È questa la sentenza, all’esito dell’udienza di discussione, del Tribunale di Napoli Nord, in composizione Collegiale, II Collegio C, Presidente Dott. Maffei, con la quale ha assolto Marco Esposito, 50 enne, di Giugliano, dalle accuse di riciclaggio e di ricettazione aggravata di auto.Accolte, quindi, le richieste della Difesa, dell’ avvocato Massimo Viscusi, del Foro di Benevento, che al termine della sua arringa aveva chiesto l’assoluzione. L’uomo era accusato di aver riciclato una Mercedes e altre auto ma la difesa è riuscita a dimostrare la sua innocenza ottenendo la sentenza assolutoria

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    9 ore fa
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    2 Ottobre 2020

    Tifoso dell’Inter ucciso: il 12 ottobre davanti al gip l’ultrà del Napoli  Per Manduca chiesto il processo per l’omicidio di Daniele Belardinelli.

    E’ stata fissata per lunedi’ 12 ottobre l’udienza preliminare per Fabio Manduca, l’ultra’ napoletano di 40 anni per cui la Procura di Milano ha chiesto il processo per omicidio volontario, accusandolo di aver travolto e ucciso con il proprio suv Daniele Belardinelli, ultra’ del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018 poco lontano da San Siro prima della partita Inter-Napoli.
    Sara’ il giudice Carlo Ottone De Marchi a decidere se Manduca dovra’ essere processato. L’uomo e’ stato arrestato il 18 ottobre del 2019 su ordinanza del gip Guido Salvini. L’accusa formulata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dai pm Michela Bordieri e Rosaria Stagnaro e’ rafforzata sia da una decisione del Tribunale del Riesame che da un’importante consulenza tecnica firmata da diversi esperti, tra cui la nota anatomopatologa Cristina Cattaneo.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    10 ore fa
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    2 Ottobre 2020

    Caserta, violenza sessuale sulla moglie, arrestato 53enne di Napoli. L’uomo è stato condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione.
    La polizia di Stato di Caserta ha arrestato un 53enne napoletano, condannato per maltrattamenti in famiglia e violenze, anche di natura sessuale, commessi verso la moglie. I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Caserta hanno tratto in arresto l’uomo, da lungo tempo residente a Caserta, poiché colpito da un ordine di carcerazione della Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli.
    Con il provvedimento, l’uomo è stato condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione in quanto riconosciuto, in via definitiva, colpevole di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni aggravate, commesse in danno dell’ex coniuge. In particolare, nel corso dell’anno 2015, l’uomo è stato autore di numerosissime vessazioni, fisiche e verbali, sfociate anche in vere e proprie violenze sessuali nei confronti dell’allora moglie fino a quando la donna, ormai esausta, ha trovato il coraggio per denunciare. Rintracciato e catturato, l’uomo è stato condotto in Questura e, terminati gli atti di rito, portato in carcere.

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    Inseguiti dal casertano fino a Varcaturo avevano sottratto l’incasso ad un ristoratore

    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    11 ore fa
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    30 Settembre 2020

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    Due giovani rapinatori arrestati dai Carabinieri. Inseguiti dal Casertano fino a Varcaturo avevano sottratto l’incasso ad un ristoratore.

    I carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano in Campania hanno arrestato per rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale un 18enne di Melito e un 17enne di Scampia, entrambi incensurati.
    Erano le 23 circa. Percorrevano in sella a uno scooter Via IV Novembre a Trentola Ducenta. Armati di pistola hanno preteso dal titolare di un ristorante del comune casertano il registratore di cassa contenente gli introiti dell’intera giornata. Fuggiti, i due sono stati inseguiti a vista dalla vittima che ha immediatamente allertato i carabinieri. Ad intervenire una pattuglia della sezione radiomobile di Giugliano in Campania che ha rintracciato i fuggitivi grazie alle preziose indicazioni dell’imprenditore.
    L’inseguimento è durato a lungo e i due giovani rapinatori non si sono arresi facilmente. Per evitare di essere catturati hanno preso a calci e pugni la vettura di servizio e all’altezza dello svincolo di Varcaturo della SS7 hanno abbandonato lo scooter e proseguito la fuga a piedi. Correndo tra le campagne circostanti i due sono stati bloccati e arrestati.
    Nelle loro disponibilità i militari hanno rivenuto una pistola scenica senza tappo rosso con caricatore e un colpo a salve. Nel sottosella del motociclo 74 cartucce a salve marca “Fiocchi”, 3 petardi modello “Cobra” e una paletta segnaletica senza scritte.In manette, il minore è stato tradotto all’istituto di detenzione minorile dei Colli Aminei mentre il 18enne sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. La refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari.

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    Campania

    Pubblicato
    5 ore fa
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    30 Settembre 2020

    Coronavirus, contagi in 24 comuni del casertano: 49 nuovi casi. Il bollettino dell’Asl: positivo il 5,2% dei 926 tamponi processati.

    Sono 49 i nuovi contagi al coronavirus distribuiti su 24 comuni della provincia. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano che aggiorna la situazione relativa all’emergenza epidemiologica.
    I nuovi casi si sono registrati ad Arienzo (1), Aversa (4), Casal di Principe (3), Casapesenna (3), Caserta (2), Castel Volturno (2), Cesa (1), Frignano (1), Lusciano (1), Macerata Campania (1), Marcianise (1), Orta di Atella (2), Parete (1), San Cipriano d’Aversa (2), San Marcellino (5), San Nicola la Strada (2), Santa Maria Capua Vetere (1), Sparanise (1), Succivo (3), Teverola (1), Trentola Ducenta (6), Villa di Briano (1), Villa Literno (3), Vitulazio (1).

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    Campania

    Pubblicato
    7 ore fa
    in
    30 Settembre 2020

    Nella tarda serata di ieri, in Trentola Ducenta  presso il parco commerciale  “JAMBO ”  i carabinieri della Stazione di Parete hanno tratto in arresto un 35enne di San Marco Evangelista.
    L’uomo, dopo aver rubato alcuni capi di abbigliamento della marca “adidas”, per un valore di € 210,00 circa dall’esercizio commerciale “Pittarello”, ubicato all’interno del citato centro commerciale, al fine di assicurarsi la fuga, ha aggredito il 46enne responsabile del suddetto punto vendita che lo aveva sorpreso con la refurtiva.
    I militari dell’Arma, prontamente giunti sul posto, hanno bloccato ed arrestato  l’uomo che dovrà ora rispondere del reato di rapina impropria. L’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari.

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    Rubano 8 biciclette da corsa dal Velodromo di Marcianise: 3 denunciati

    Campania

    Pubblicato
    1 ora fa
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    29 Settembre 2020

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    Rubano 8 biciclette da corsa dal Velodromo di Marcianise: 3 denunciati.

     
    I Carabinieri della Compagnia di Marcianise, a seguito delle immediate indagini avviate dopo la denuncia di furto di 8 biciclette da pista, del valore di circa 20.000 euro, consegnate dalla FCI (Federazione Ciclistica Italiana) al Comitato Campano di Ciclismo, hanno proceduto, in Giugliano in Campania, al deferimento, in stato di libertà per ricettazione, di tre persone.

    Il furto è stato portato a segno all’interno del velodromo di Marcianise, la notte scorsa.
    Le indagini, sviluppate dai militari dell’Arma anche attraverso l’escussione di diversi soggetti, nonché il monitoraggio dei social network, hanno permesso di individuare il luogo ove gli autori stavano tentando vendere le bici trafugate. I responsabili del furto, un italiano, un tedesco ed un bosniaco, sono stati sorpresi e bloccati.
    La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita all’avente diritto.

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    Coronavirus: positivo il sindaco di Nola, Gaetano Minieri

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    Aveva in casa computer e telecamere rubati al Policlinico: denunciato

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    Coronavirus

    Pubblicato
    55 minuti fa
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    29 Settembre 2020

    Il sindaco di Nola, Gaetano Minieri, è risultato positivo al coronavirus. A darne notizia è lo stesso Minieri, spiegando di aver riscontrato “l’insorgere di sintomi collegabili a una situazione di possibile contagio a cominciare dalla tarda serata di venerdì”.

    Minieri ha dunque osservato un isolamento spontaneo in attesa del risultato del tampone effettuato nel primo giorno utile, cioè ieri: l’esito del tampone ha dato risultato positivo. “Questo fatto – spiega Minieri – mi costringe ad un isolamento necessario, sperando in un perdurare di una stazionaria situazione”. A causa di altre positività già riscontrate tra gli impiegati comunali, ricorda Minieri, “bisogna procedere alla sanificazione della Casa comunale e già era stata predisposta la chiusura. La vita amministrativa continuerà grazie alla fattiva collaborazione degli assessori, dei consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, degli impiegati”.

    Rivolgendosi alla cittadinanza Minieri invita “ad una riflessione: il virus è ancora e forse di più in mezzo a noi. Vi esorto ad usare prudenza e ad adottare non solo le note misure di prevenzione, ma anche il buonsenso necessario per uscire da questa situazione. Continuerò a lavorare da casa per il bene della nostra amata comunità anche perché allo stato le condizioni fisiche me lo consentono”, conclude Minieri. A ola comune di 35mila, al momento si contano 20 persone attualmente positive su un totale di 57 contagiati dall’inizio dell’emergenza Covid: sono 32 i guariti e 5 i decessi registrati, mentre sono 80 le persone sottoposte a sorveglianza attiva.

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    Rapina all’Unicredit di Aversa, condannati 6 componenti della banda

    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
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    21 Settembre 2020

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    Aversa. Rapina all’Unicredit: pene severe per sei componenti della banda.

    Sono stati condannati con pene dagli otto ai dieci anni di carcere, i sei componenti del commando che il 22 novembre 2019 rapinò la filiale UniCredit di Aversa; i banditi bloccarono con diversi tir le vie d’accesso alla banca e tranciarono i cavi telefonici della zona. Il gup del tribunale di Napoli Nord Antonella Terzi, accogliendo le richieste della Procura di Napoli Nord, ha condannato Giuseppe La Barbera e Giuseppe Perna a 10 anni di reclusione, Gerardo Migliaro ad otto anni e otto mesi di reclusione e gli altri tre imputati Paolo Tondi, Giovanni Borrelli e Michele Gallinaro alle pena di 8 anni. I sei banditi, residenti a Giugliano in Campania e in altri comuni dell’hinterland a nord di Napoli, furono arrestati nel febbraio scorso in seguito ad un blitz delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta e Commissariato di Aversa e dei carabinieri del Nucleo operativo di Castello di Cisterna. Dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord guidata da Francesco Greco, emerse che i rapinatori bloccarono con sette tir e tre auto le vie d’accesso al centro della città di Aversa, in particolare a piazza Vittorio Emanuele, dove è situata la filiale Unicredit, in modo da poter agire indisturbati; si servirono poi di una gru per sfondare i vetri della banca ed asportare l’armadio blindato contenente le cassette di sicurezza con soldi e preziosi per svariati milioni di euro. Ma commisero un errore: uno degli elementi del gruppo, infatti, utilizzò un camion di sua proprietà e fu così identificato. Il colpo messo a segno ad Aversa ebbe un precedente ad Afragola, un mese prima, il 22 ottobre 2019, quando quattro banditi a volto coperto bloccarono con un autobus e un’auto le vie d’accesso alla strada della banca da rapinare ma dovettero fuggire per l’arrivo delle forze dell’ordine.

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    Regionali Campania: a Salerno va a votare vestita da sposa

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    Covid-19, in Italia calano i contagi (1350) ma aumentano i ricoveri: 17 le vittime

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    Campania

    Pubblicato
    2 ore fa
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    22 Settembre 2020

    Applicato il 41bis a Pasquale Zagaria appena tornato in carcere.
    Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, accogliendo le proposte espresse dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha firmato oggi pomeriggio il decreto con il quale viene ripristinata l’applicazione del regime speciale previsto dall’articolo 41bis dell’ordinamento penitenziario nei confronti di Pasquale Zagaria. Ne da’ notizia via Arenula con un comunicato.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    2 ore fa
    in
    22 Settembre 2020

    Vito Marotta si riconferma sindaco di San Nicola la Strada. Ha nettamente battuto al primo turno i rivali De Chiara e Basile.

    Ci vorrà ancora un po’ di tempo per l’ufficializzazione dei dati, ma i conteggi rilevati sono più che eloquenti. Con circa il 70% dei voti ottenuti, Vito Marotta ha nettamente battuto Tiziana De Chiara e Francesco Basile: una vittoria con sì largo margine fa storia nell’epoca dell’elezione diretta del sindaco di San Nicola la Strada.
    Niente ballottaggio. Vito Marotta, 42 anni, avvocato, sindaco uscente, guiderà la 17.ma consiliatura della storia amministrativa di San Nicola la Strada, dopo aver guidato la sedicesima.Gli altri sindaci, prima delle sue due volte, sono stati Vincenzo Feola, Pasquale Centore I°, Giovanni Gentile, Vincenzo Lanzante, Vincenzo Landolfi, Giacomo Antonio Centore, Felice D’Andrea (eletto per due consiliature non consecutive), Marco Ursomando, Pasquale Centore II° e Andrea Letizia (due dei tre sindaci, con Angelo Pascariello -eletto anche nel 2001 e nel 2006-, della consiliatura ’88-93), Francesco Nigro, Nicola Tiscione e Pasquale Delli Paoli.
    In suo appoggio si sono schierate cinque liste: precisamente Movimento Strada Nuova, che, al momento in cui scriviamo (i dati sono relativi ad un terzo delle sezioni scrutinate), ha ottenuto il maggior numero dei consensi, e poi, a seguire, Partito Democratico, Movimento Civico X San Nicola, Democratici per San Nicola e, con il minor numero di voti, Forza San Nicola.

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    Rapina al portavalori vicino all’Auchan di Giugliano: bottino ingente

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    8 ore fa
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    8 Settembre 2020

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    Tre rapinatori armati di pistole e kalashnikov hanno assaltato un furgone portavalori che oggi, 8 settembre, stava attraversando le strade del centro commerciale Auchan di Giugliano, in provincia di Napoli.
     
    Il colpo è avvenuto in mattinata, i criminali sono riusciti a portare via solo l’ultimo plico, quello appena ritirato dal Decathlon; nel bottino circa 14mila euro e le pistole dei due vigilanti addetti al prelievo degli incassi. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura di Napoli.
    La rapina è avvenuta intorno alle 12, quando il portavalori stava concludendo il giro tra i negozi del centro commerciale. Aveva già effettuato i prelievi da gran parte delle attività, trasportava verosimilmente diverse centinaia di migliaia di euro. I criminali sono entrati in azione mentre il vigilante stava tornando verso il furgone; erano in tre, a volto coperto, probabilmente almeno un quarto componente del gruppo era appostato poco distante per la fuga. Gli hanno sbarrato la strada e lo hanno minacciato con le armi, costringendolo a consegnare il denaro.
    Una rapina studiata nei particolari, tranne per un dettaglio: alla vista dei criminali la guardia giurata che attendeva il collega accanto al mezzo ha chiuso il portellone, non più accessibile dall’esterno. Così i criminali hanno dovuto “accontentarsi” del plico che l’altro vigilante aveva appena ritirato: sono scappati a bordo di un’automobile con i 14mila euro e le due pistole dei vigilanti. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Giugliano.Duro il commento del leader storico della associazione nazionale guardie particolari giurate Giuseppe Alviti: “Continua la mattanza sociale delle guardie giurate che operano nel settore appartenente ai trasporti valori. Purtroppo lo Stato è latitante e per tipi di lavoro del genere ci vuole un controllo del personale più appropriato oltre che ad regole d’ ingaggio serie e valevoli come auto di scorta in borghese che prevedano e seguano il convoglio con i soldi, quando si tratta di sicurezza non si può risparmiare e anche questa volta siamo fortunati che non sia scappato il morto. Siamo da subito pronti ad una marcia su Roma di tutto il settore e sensibilizzerò anche la triplice attualmente assente in questa problematica”.

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    NarteA presenta ‘Condannati – I delitti della Storia’. Il 12 e 13 settembre al Real Sito di Carditello

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    Coronavirus, il Cardarelli di Napoli blocca ferie e congedi per tutto il personale

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 ore fa
    in
    8 Settembre 2020

    ‘Omicidio dello zainetto’ 7 ergastoli per boss e gregari del clan D’Amico.
    Il 9 aprile 2019 i killer fecero fuoco appena videro l’obiettivo. Anche se era in compagnia del nipotino, anche se erano a poca distanza da una scuola. Luigi Mignano si trascino’ a fatica verso l’ingresso dell’istituto scolastico e mori’ crivellato di proiettili. Dietro di lui a terra rimase uno zainetto, lasciato cadere dal bimbo che per miracolo non venne colpito. Il cognato del boss Ciro Rinaldi e’ stato ucciso in via Ravello a San Giovanni a Teduccio, quartiere orientale di Napoli. Il giudice per le indagini preliminari ha inflitto per questo omicidio di camorra sette ergastoli.
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    Carcere a vita a Salvatore Autiero, Pasquale Ariosto, Gennaro Improta, Giovanni Salomone, Giovanni Musella, Umberto Luongo e Ciro Rosario Terracciano. Quattordici anni sono stati inflitti invece al pentito Umberto D’Amico. Tutti accusati di aver preso parte alle fasi preliminari e organizzative dell’agguato nell’ambito della guerra trentennale tra i Rinaldi e i Mazzarella, con la loro appendice dei Luongo-D’Amico.
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    Napoli: 10 anni di maltrattamenti, arrestato marito

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    11 ore fa
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    29 Agosto 2020

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    Napoli: 10 anni di maltrattamenti, arrestato marito
    I Carabinieri della Stazione di Varcaturo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 51enne di origini bulgare già noto alle forze dell’ordine. I militari, allertati da una chiamata al ”112”, sono intervenuti nella sua abitazione sorprendendo l’uomo in evidente stato di ebbrezza. Con lui la moglie, col volto tumefatto e in lacrime. Nonostante la presenza dei Carabinieri, il 51enne ha continuato a minacciare la donna che ha raccontato di essere vittima di vessazioni da oltre 10 anni e di non aver mai denunciato perché preoccupata che il marito potesse diventare ancora più violento. Qualche giorno prima – ha continuato la donna – sarebbe stata colpita da un pugno in faccia che le avrebbe causato la frattura del setto nasale. L’uomo è stato portato nel carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.
     

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    Giugliano, coltiva marijuana nel giardino: denunciato 28enne

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    16 ore fa
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    28 Agosto 2020

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    Giugliano: coltiva marijuana nel giardino. Un 28enne denunciato.
    Stamattina gli agenti del Commissariato di Giugliano – Villaricca, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno effettuato un controllo in via Limitone presso l’abitazione di un uomo.
    I poliziotti hanno trovato nel giardino una pianta di marijuana alta circa due metri e del peso di due kg.F. A., 28enne napoletano con precedenti di polizia, è stato denunciato per coltivazione, produzione e detenzione di sostanza stupefacente.

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    Giugliano, pregiudicato per camorra sottrae beni a una zia con falso testamento: denunciato con i 4 complici

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    4 giorni fa
    in
    26 Agosto 2020

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    Giugliano, pregiudicato per camorra sottrae beni a una zia con falso testamento: denunciato con i 4 complici.
     
    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, su disposizione del Tribunale di Napoli Nord, ha sequestrato, a Giugliano in Campania, due appartamenti ed un terreno del valore commerciale di circa 1.000.000 di euro. Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Giugliano, hanno preso le mosse dalla denuncia di un’anziana che lamentava la sottrazione fraudolenta di immobili di sua proprietà ottenuti a seguito di successione testamentaria conseguente alla morte del fratello.
    La donna, in particolare, aveva riferito ai finanzieri che gli inquilini dei suoi due appartamenti le avevano comunicato di aver ricevuto una diffida a corrispondere il canone di locazione ad un terzo soggetto, a lei sconosciuto, risultato poi essere il nuovo intestatario dei beni. Le indagini di polizia economico-finanziaria hanno permesso di accertare che le attività delittuose sono state attuate da uno dei nipoti del “de cuius” il quale, all’epoca del decesso, era stato escluso dal testamento poiché non poteva intestarsi beni immobili essendo sottoposto a misure di prevenzione antimafia.
    E’ così che lo stesso, tramite un falso testamento olografo presentato ad un notaio, aveva attribuito fittiziamente la titolarità delle tre proprietà ad un suo complice. Gli appartamenti ed il terreno sono stati poi ceduti fittiziamente ad altri prestanome grazie alla complicità di un geometra che aveva redatto false certificazioni necessarie alla stipula degli atti di vendita. Al termine, sono stati denunciati 5 soggetti per i reati di ricettazione, falso e trasferimento fraudolento di valori. I beni immobili sottoposti a vincolo cautelare sono stati affidati ad un amministratore giudiziario che avrà ora il compito di gestirli in attesa che rientrino nella disponibilità della reale proprietaria.

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    Giugliano, uccide la moglie soffocandola: arrestato 63enne

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    1 ora fa
    in
    17 Agosto 2020

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    Giugliano, uccide la moglie soffocandola: arrestato 63enne.
     
    Nella mattinata odierna, a seguito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, militari della Compagnia Carabinieri di Giugliano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, di anni 63, domiciliato in Giugliano, gravemente indiziato dell’omicidio della moglie, avvenuto in zona Lago Patria il 12 luglio scorso, nonché di lesioni personali gravi in pregiudizio di un sanitario del *118″. Subito dopo il fatto, l’indagato aveva allertato i carabinieri e il “118” asserendo che, al suo risveglio, aveva trovato la moglie, priva di vita, impiccata al cordino delle tende, nel salotto della loro abitazione.

    Tuttavia, fin dai primo sopralluogo sul luogo del fatto, emergevano seri dubbi in ordine all’attendibilità della versione fornita dall’arrestato; in particolare, l’attenzione degli investigatori si concentrava sullo strumento che sarebbe stato utilizzato per commettere il suicidio, del tutto inadeguato a sostenere il peso del corpo della donna; successivamente, venivano acquisiti elementi significativi di un’accesa pregressa conflittualità fra i due, dovuta a dissidi economici connessi alla gestione di un centro medico.
    L’esame autoptico confermava che la causa del decesso non era da individuarsi nell’impiccagione, quanto, piuttosto, nello strangolamento preceduto da colluttazione.  L’arrestato risulta essere, inoltre, indagato per aver cagionato lesioni personali gravi ad una donna, medico del 118, intervenuta sul luogo dell’evento, responsabile, agli occhi dell’uomo di non aver sottoposto, alcuni giorni prima, a TSO la moglie, pur avendo la stessa, sempre secondo il resoconto interessato del marito, manifestato segni di squilibrio mentale.

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    Area Vesuviana

    Pubblicato
    17 ore fa
    in
    16 Agosto 2020

    Una lite di viabilità dopo uno scontro in auto è finita con una sparatoria per strada. E’ accaduto questa notte a Volla.

    E precisamente in via Ariosto, incrocio con via Alfieri. Tra i due conducenti e’ nata una discussione dopo un tamponamento. Uno dei due si e’ allontanato ed e’ tornato poco dopo in sella a uno scooter con un complice e ha sparato alcuni colpi d’arma da fuoco ferendo l’antagonista alla tibia sinistra.

    L’uomo e’ stato trasportato all’ospedale del Mare dove e’ stato ritenuto guaribile in 15 giorni. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri della sezione operativa di Torre del Greco e della stazione di Volla. In corso rilievi a cura del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata.

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    Dalle telecamere la verità sull’omicidio di Giugliano

    Dalle immagini delle telecamere la verità sull’omicidio del 41enne Carmine Fammiano avvenuto nella serata di ieri a Giugliano.

    Gli agenti del commissariato locale che conducono le indagini seguono la pista di una rapina finita male anche se non si escludono altre ipotesi. La vittima aveva piccoli precedenti penali risalenti ad anni fa e da tempo lavorava ed era fuori da contesti di malaffare. Nella serata di ieri era in auto quando qualcuno, probabilmente in sella a una scooter lo ha avvicinato non lontano da via Primo maggio dove è stato trovato morto dissanguato. Fammiano probabilmente ha accennato a una reazione, sono partiti dei colpi che lo hanno centrato alle gambe.

    l 41enne, nonostante fosse ferito, ha cercato di allontanarsi, forse in cerca di auto, ma ha percorso poche centinaia di metri ed è morto. I proiettili gli avevano reciso l’arteria femorale. E Fammiano è morto dissanguato in pochi minuti. Gli investigatori hanno controllato il suo cellulare per capire se avesse appuntamento con qualcuno e hanno interrogato i suoi familiari. LEGGI TUTTO