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    Napoli, la ex lo respinge, lui si taglia le vene e poi in ospedale aggredisce gli agenti: arrestato 16enne dei Quartieri

    Napoli, la ex lo respinge, lui si taglia le vene e poi in ospedale aggredisce gli agenti: arrestato 16enne dei Quartieri per atti persecutori e resistenza a Pubblico Ufficiale.

    Ieri pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su segnalazione della Centrale Operativa sono intervenuti presso un’abitazione in zona Montecalvario per una lite.

    I poliziotti hanno accertato che, poco prima, un ragazzo aveva tentato di entrare in casa della sua ex fidanzata danneggiando la porta e, non riuscendovi, al rifiuto della ragazza ad incontrarlo l’aveva minacciata e si era autolesionato procurandosi dei tagli con dei cocci di vetro.
    Il giovane è stato rintracciato dagli agenti in un ospedale cittadino e, nonostante abbia tentato di sottrarsi al controllo, dopo una colluttazione è stato bloccato.Gli agenti hanno inoltre accertato che la vittima aveva già denunciato precedenti comportamenti violenti da parte dell’aggressore, un 16enne napoletano, che è stato arrestato per atti persecutori, minacce gravi, danneggiamento e resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. LEGGI TUTTO

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    Napoli, 40 parcheggiatori abusivi percepivano il reddito di cittadinanza. Concluse le indagini preliminari.

    Napoli, 40 parcheggiatori abusivi percepivano il reddito di cittadinanza. Concluse le indagini preliminari.
    Ieri gli agenti del Commissariato San Ferdinando, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 40 persone indagate per violazione dell’art. 4 co.2 D.L. 4/2019; gli stessi, infatti, percepivano il reddito di cittadinanza e hanno omesso di comunicare le variazioni di reddito derivanti dall’attività di parcheggiatore abusivo.

    L’attività d’indagine, avviata nel dicembre 2018 e terminata nel dicembre 2019, ha consentito di documentare che gli indagati svolgevano stabilmente l’attività di parcheggiatore abusivo in via Chiatamone, Riviera di Chiaia, largo Vasto a Chiaia, via Nisco, via Orsini, via Carducci e via Fornari, nonché sul lungomare Caracciolo.I numerosi servizi di contrasto a tale fenomeno illecito hanno permesso di sequestrare somme di denaro agli indagati; inoltre, verifiche effettuate presso l’INPS hanno evidenziato che essi percepivano il “reddito di cittadinanza”.Pertanto, è stata anche attivata la procedura per la revoca del beneficio e la restituzione delle somme indebitamente percepite.

    Borrelli: “Ci auguriamo che vengano inflitte le giuste condanne a chi ha truffato lo Stato e fa l’estorsore da sempre. Non è giusto continuare a mantenere questi parassiti”. Si sono concluse le indagini preliminari nei confronti di 40 parcheggiatori abusivi che percepivano illegittimamente il reddito di cittadinanza.
    “Ora si andrà a processo e ci auguriamo che queste persone, che hanno beneficiato in maniera illecita di un soccorso statale pensato per i più deboli e bisognosi, abbiano le giuste e dovute condanne. Parliamo di persone che traevano profitto in maniera illecita attraverso delle attività abusive, illegali, estorsive e criminali e nonostante ciò hanno pure pensato bene di fare richiesta per il reddito di cittadinanza. Parassiti e criminali.
    Per questo è opportuno, anzi necessario, effettuare degli scrupolosi controlli su tutti i percettori del reddito di cittadinanza, la nostra economia è in bilico, soprattutto durante questa emergenza sanitaria, non possiamo più permetterci di mantenere i furbetti, questi vanno scovati e denunciati.
    Per chi invece percepisce il reddito di cittadinanza in maniera legittima proponiamo comunque che venga impiegato per lavori socialmente utili, deve esserci un ‘do ut des’, farà bene al territorio, alle casse dello Stato e alle stesse persone che si sentiranno così utili.”- sono state le parole del Consigliere Regionale dei Verdi-Europa Verde Francesco Emilio Borrelli. LEGGI TUTTO

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    Napoli, stesa nella notte al rione Berlingieri: recuperati 3 bossoli

    Stesa nel rione Berlingieri di Secondigliano, a Napoli. Le fibrillazioni tra i clan della zona dopo gli arresti delle scorse settimane e le notizie della dissociazione del boss Fabio Mennetta continuano.

    E infatti la scorsa notte i carabinieri, dopo una segnalazione, sono giunti all’incrocio tra via Diacono e via Cardinale Filomarino, al rione Berlingieri dove a terra hanno trovato e sequestrato tre bossoli calibro 9.

    Sull’accaduto sono in corso indagini da parte dei militari dell’arma. Naturalmente nessuno ha visto niente. Gli investigatori stano cercando di capire a chi era diretto il messaggio di piombo e perché. Sono state effettuate una serie di perquisizioni in zona. LEGGI TUTTO

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    Napoli, trovato con pistole modificate e armi giapponesi: arrestato 45enne

    Napoli.Andava in giro con una pistola scacciacani priva di tappo rosso e a casa aveva numerose armi giapponesi: arrestato 45enne.

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno fermato e controllato in piazza Garibaldi un uomo che si è subito mostrato insofferente al controllo.

    I poliziotti l’hanno trovato in possesso di una pistola scacciacani priva di tappo rosso con caricatore, e di un gilet tattico con fondina custodito nello zaino che indossava.Inoltre, presso l’abitazione del giovane sono stati rinvenuti 2 spade giapponesi tipo “katana”, 3 pugnali, un machete, 3 mazze da baseball, un manico in legno con due palle chiodate e, occultata in un armadio, una pistola calibro 45, con matricola abrasa, caricata con 4 cartucce.
    E.M., 18enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione di arma clandestina, detenzione abusiva di armi e ricettazione. LEGGI TUTTO

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    Napoli, imprenditore denuncia gli ‘strozzini’ del clan Troncone: 2 arresti

    Napoli. Aveva chiesto in prestito soldi e quando non ha potuto restituirli sono scattate continue minacce a ‘nome’ del clan Troncone, operativo nel quartiere Fuorigrotta di Napoli.

    La vittima, pero’, un imprenditore ha denunciato tutto e cosi’ sono state arrestate due persone ritenute appartenenti al clan: Vitale e Luisa Troncone. Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e della Compagnia di Napoli – Bagnoli ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, accusati di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso.

    Il provvedimento scaturisce da acquisizioni investigative dei citati Reparti, coordinati dalla DDA, che hanno permesso di raccogliere indizi di colpevolezza a carico degli indagati in relazione ad una richiesta di natura estorsiva fatta con modalità mafiose, agli inizi del mese di giugno, nei confronti di un imprenditore che, tra gli anni 2016 e 2017, aveva ricevuto un prestito da una terza persona. La denuncia della persona offesa costituisce l’elemento principale intorno al quale si sono sviluppate le successive attività investigative, che, hanno permesso di dare pieno riscontro ai fatti.
    Nello specifico, con il fallimento delle attività imprenditoriali del denunciante, la persona che gli aveva garantito il finanziamento delle somme richieste per proseguire nella gestione di dette attività, aveva reclamato la restituzione di quanto prestato. Al diniego della vittima, seguiva dopo qualche settimana l’intervento degli indagati, che, con reiterate minacce e facendo sempre leva sull’appartenenza al sodalizio camorristico operante nell’area di Fuorigrotta, avevano preteso la restituzione delle precitate somme, asserendo che i soldi erano stati da loro anticipati.
    Il provvedimento cautelare documenta la pericolosità della reiterata condotta delittuosa perpetrata dagli affiliati al clan Troncone in danno dell’imprenditore, attivo nel contesto territoriale d’influenza del sodalizio camorristico. LEGGI TUTTO

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    Riportato in Italia il contrabbandiere latitante Francesco Stanzione

    Nei giorni scorsi è giunto a Roma all’aeroporto di Fiumicino, proveniente da Atene, Francesco Stanzione, arrestato il 27 febbraio dalla polizia ellenica.
    Stanzione risultava destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei suoi confronti e di altre 8 persone appartenenti a un’organizzazione dedita al traffico internazionale di tabacchi lavorati esteri dall’Est Europa verso l’Italia. In base alle risultanze delle indagini eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli, il predetto sodalizio criminale, responsabile del contrabbando di oltre 30 tonnellate di sigarette, farebbe proprio capo a Francesco Stanzione.Il 24 febbraio 2020, nel corso dell’esecuzione della suddetta misura cautelare, Francesco Stanzione era risultato irreperibile.Successive indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, consentivano di localizzare Stanzione in territorio ellenico ove lo stesso poteva contare su numerosi contatti sia nella città di Atene che nella città di Salonicco.Sulla base delle investigazioni, la DDA di Napoli aveva emesso un mandato di arresto europeo interessando la Divisione Sirene del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.Dopo giorni di ricerche, sulla base di una proficua collaborazione con le Autorità di polizia greche, veniva individuata l’abitazione in cui Francesco Stanzione aveva trovato rifugio e, dopo una serie di appostamenti, si era portata a compimento anche la cattura di Stanzione.Con la sua consegna alle Autorità italiane si può considerare conclusa un’operazione anticontrabbando tra le più rilevanti degli ultimi tempi, che dimostra l’efficacia degli strumenti di cooperazione giudiziaria e di polizia nonostante la sempre maggiore proiezione transnazionale dei sodalizi criminali impegnati in traffici illeciti. LEGGI TUTTO

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    Napoli, nascondeva soldi falsi e droga nello scooter: arrestata 36enne

    Napoli. Nascondeva soldi falsi e droga nello scooter. I carabinieri arrestano 36enne del quartiere Stella.

    I carabinieri della stazione Napoli Stella hanno arrestato per detenzione a fini di spaccio e per spendita e introduzione nello stato di soldi falsi Maria Minei, 36enne di San Carlo Arena già nota alle forze dell’ordine.

    I militari l’hanno notata in strada ed hanno deciso di controllarla. Perquisita, è stata trovata in possesso di una banconota da 20 euro falsa. Durante le operazioni, la perquisizione è stata estesa al suo scooter: il vano sella appare vuoto ma la 36enne è sempre più agitata. I carabinieri non si arrendono e smontando la carena anteriore dello scooter trovano il bottino.

    6 le banconote false da 100 euro avvolte nelle carta e sempre 6 le stecche di hashish rinvenute e sequestrate. Trovati, infine, 4 involucri di plastica al cui interno erano nascosti 3 grammi di marijuana. L’arrestata è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. LEGGI TUTTO

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    Ricercato si nascondeva al mare, vede la polizia e si getta in acqua: raggiunto col pattino

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    Ricercato si nascondeva al mare, vede la polizia e si getta in acqua: raggiunto col pattino.

    Nel pomeriggio di ieri, personale della Squadra Mobile di Napoli ha tratto in arresto L.F., di anni 45, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali, in quanto condannato alla pena di 4 anni e 2 mesi di reclusione per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

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    Dopo aver effettuato una incessante attività info-investigativa, con numerosi servizi di osservazione e diversi accessi presso alcune abitazioni utilizzate dall’uomo, gli agenti della Squadra Mobile hanno localizzato il ricercato che, approfittando del periodo estivo, aveva scelto una località balneare della provincia napoletana dove trascorrere le vacanze con i familiari. Proprio sulla spiaggia è stato individuato L.F. il quale, accortosi della presenza della Polizia, per eludere la cattura si è gettato in mare cercando di allontanarsi a nuoto mimetizzandosi tra i bagnanti. Gli investigatori, con l’utilizzo di un pattino da salvataggio, lo hanno immediatamente raggiunto traendolo in arresto. LEGGI TUTTO

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    Omicidio alle Case Nuove, confessa l’assassino: Attanasio gli aveva ucciso il padre

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    Omicidio alle Case Nuove, confessa l’assassino: Attanasio gli aveva ucciso il padre.

    Si e’ costituito ed ha successivamente ammesso le proprie responsabilita’ Enrico Rispoli, 37 anni, accusato dell’omicidio di Salvatore Attanasio, 42 anni, accoltellato nella notte tra il 23 e il 24 luglio nella zona delle cosiddette Case Nuove, a Napoli.

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    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, Attanasio accoltellato a morte alle Case Nuove fu imputato nell’omicidio di Halloween del 2011
    Subito dopo il delitto, avvenuto con quattordici fendenti al torace della vittima, le ricerche degli investigatori della Squadra Mobile di Napoli si erano indirizzate nei confronti di Rispoli, resosi irreperibile: il movente era la vendetta, dal momento che Attanasio era ritenuto responsabile della morte del padre di Enrico Rispoli, Salvatore, avvenuta nel 2011.
    La Polizia e’ riuscita a raccogliere vari elementi, stringendo il cerchio intorno al fuggitivo che oggi ha deciso di presentarsi alle autorita’. LEGGI TUTTO

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    Il clan Licciardi forniva la droga per le le piazze di spaccio Casertane. I NOMI DEI 20 ARRESTATI

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    Il clan Licciardi della Masseria Cardone di Secondigliano forniva la droga che con il benestare del clan Belforte di Marcianise, veniva spacciata su due piazze di spaccio di hashish, cocaina e marijuana nei comuni casertani di San Marco Evangelista e San Nicola la Strada.

    E’ l’accusa che ha portato agli arresti 20 persone, destinatarie di ordinanze di custodia cautelare (17 in carcere e tre ai domiciliari) emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Le indagini, realizzate dal carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, fotografano un periodo che va dal 2017 al 2018, ovvero fino all’arresto del promotore del traffico, il 43enne Giuseppe Orefice, piu’ volte arrestato, che riforniva di droga il 35enne Giovanni Capuano, che a sua volta si occupava di spacciare a San Marco Evangelista.

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    Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 20 kg di hashish, 100 di cocaina e 60mila euro in contati oltre a quattro pistole e un giubbotto antiproiettile. Orefice gestiva invece personalmente la piazza di San Nicola la Strada, compresa la cosiddetta “rotonda dello spaccio” ubicata su viale Carlo III, l’arteria che attraversa vari comuni dell’hinterland casertano arrivando alle porte del capoluogo, nei pressi della Reggia di Caserta; li’, nella rotonda, operano soprattutto pusher africani, spesso arrestati ma sempre ritornati a spacciare.
    Il blitz di oggi non ha toccato i pusher della rotonda, ma i loro fornitori e gli spacciatori soprattutto italiani. Gli inquirenti hanno ricostruito il ruolo di ogni indagato all’interno dell’associazione: con Orefice e Capuano sono finiti in carcere coloro che si occupavano del coordinamento dell’attivita’ di spaccio e della raccolta del denaro, come Raffaele Solla, dirigente della squadra di calcio di San Nicola la Strada, che distribuiva la droga ai vari pusher, e Marco Luise; quest’ultimo recuperava le somme per l’acquisto di stupefacente con la complicita’ della moglie Immacolata Gargiulo (finita ai domiciliari) e l’intermediazione del cognato Salvatore Marino (carcere).
    La droga veniva acquistata presso il 22enne Antonio Scotto (carcere), contiguo al clan Licciardi di Secondigliano. A finanziare gli acquisti degli stupefacenti era il 48enne Francesco Massaro (carcere), titolare di un chiosco-bar a San Nicola La Strada. In carcere e’ stato condotto anche il 32enne Paolo Crisci, che spacciava nella citta’ di Caserta.
    Masella Vincenzo, Rendano Daniela, Papaianni Francesco, Solimando Shauni, Parisi Joseph, erano gli spacciatori che operavano su San Nicola La Strada sotto la guida di Orefice. Dopo l’arresto di quest’ultimo, avvenuto nel gennaio 2018, i pusher, non avendo un contatto diretto con Scotto, avevano iniziato ad acquistare lo stupefacente da Terlizzi Salvatore che operava sull’area di Napoli. Il finanziatore degli acquisti di stupefacente era Massaro Francesco, titolare di un chiosco su San Nicola La Strada.Nel corso dell’attività investigativa, quale riscontro alle risultanze tecniche, sono state tratte in arresto 18 persone nella flagranza di reato, sequestrando nel complesso: 20 kg di hashish; 100 gr di cocaina, 60.000 euro i contanti. Sequestrate inoltre armi (4 pistole – 215 cartucce di vario calibro) e un giubbotto antiproiettili.
    I soggetti colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere sono:
    AMOROSO Domenico (cl. 1968)CAPUANO Giovanni (cl. 1985)CRISCI Paolo (cl. 1988)DRAIF Jamal (cl. 1978)GENIALE Alessio (cl. 1978), già detenuto;GUIDA Vincenzo (cl. 1973)LUISE Marco (cl. 1975)MARINO Salvatore (cl. 1976), già detenuto;MASELLA Vincenzo (cl. 1983)MASSARO Francesco (cl. 1972)OREFICE Giuseppe (cl. 1977), già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari;PAPAIANNI Francesco (cl. 1989), già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari;PARISI Joseph (cl. 1990)PRINCIPIO Vincenzo (cl. 1999)SCOTTO Antonio (cl. 1998)SOLLA Raffaele (cl. 1977)TERLIZZI Salvatore (cl. 1976)I soggetti sottoposti agli arresti domiciliari sono:
    GARGIULO Immacolata (cl. 1980)RENDANO Daniela (cl. 1984)SOLIMANDO Shauni (cl. 1994) LEGGI TUTTO

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    Napoli, gambizzato al rione don Guanella: ‘Mi volevano rapinare’. I carabinieri verificano il racconto

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    Ha detto ai carabinieri che l’hanno soccorso di essere stato aggredito e poi gambizzato con un colpo di pistola da quattro individui in sella a due scooter.

    Questo il racconto che ha fornito alle forze dell’ordine un pregiudicato 32enne napoletano, che e’ stato portato dai militari all’Ospedale del Mare per le cure. Il 32enne, con precedenti per droga e rapina, ha detto di essere stato aggredito in via Don Guanella, nell’omonimo rione di Miano, intorno alle 2 di oggi, mentre era anche lui in sella a uno scooter.

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    Lo stesso con il quale si stava recando in ospedale quando la pattuglia dei militari dell’arma l’ha intercettato. Sull’accaduto sono in corso indagini dei carabinieri. LEGGI TUTTO

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    Traffico di droga tra Secondigliano e Caserta: 20 misure cautelari

    Venti persone, ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. È il risultato di un’operazione eseguita dai carabinieri nelle province di Napoli e Caserta.

    Le indagini, che hanno portato 17 persone in carcere e 3 agli arresti domiciliari, sono partite nel luglio del 2017 e concluse nel giugno 2018. I militari hanno individuato due sodalizi criminali, operanti nei comuni di San Nicola La Strada e San Marco Evangelista, dediti allo spaccio di hashish, cocaina e marijuana.
    Nel corso dell’attività investigativa, sono state tratte in arresto 17 persone nella flagranza di reato, sequestrando nel complesso: 20 kg di hashish; 100 gr di cocaina; 60mila euro i contanti e diverse armi (4 pistole – 215 cartucce di vario calibro) e un giubbotto antiproiettili.
    Le indagini hanno fatto emergere i ruoli di alcuni dei componenti di 2 sodalizi criminali e i rapporti con il clan camorristico dei Belforte, operante nel casertano e dei Liccardi del quartiere Secondigliano, a Napoli. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. LEGGI TUTTO