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    De Luca indagato per abuso d’ufficio e truffa per i suoi autisti

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    2 ore fa
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    7 Settembre 2020

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    De Luca indagato per abuso d’ufficio e truffa per i suoi autisti. Secondo il quotidiano la Repubblica: vigili urbani di Salerno sarebbero stati promossi nel suo staff.

    Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è indagato dalla procura di Napoli per abuso d’ufficio e truffa. E ‘la notizia pubblicata da Repubblica. La vicenda riguarda presunte agevolazioni e favoritismi destinati ai suoi quattro storici autisti, vigili urbani dipendenti di Salerno, trasferiti presso l’ente regionale a Napoli e poi promossi dello staff-segreteria del governatore. Per loro, che non sono indagati, ci sarebbe stato anche uno stipendio maggiorato.
    L’ipotesi degli inquirenti – secondo quanto riportato dal quotidiano – sarebbe stata costruita anche sulla base di alcune denunce presentato dall’opposizione di centrodestra in consiglio regionale. L’inchiesta risale a qualche anno fa ed è andata avanti nel più stretto riserbo, compreso l’interrogatorio cui si è sottoposto il governatore tempo addietro. De Luca avrebbe risposto ai magistrati di aver fatto “solo quello che la legge gli consentiva”.
    Tutto è nato da un incidente stradale avvenuto il 15 settembre 2017 quando, a Salerno, nel percorrere via Lanzarone, l’auto con a bordo il presidente finì sullo scooter di una studentessa. A quel punto sono scattati gli accertamenti, anche sull’autista che guidava l’automobile di servizio, ossia uno dei quattro vigili urbani promossi.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    2 giorni fa
    in
    5 Settembre 2020

    E’ caccia ai due latitanti del ‘cartello’ di clan (i reduci dei Lo Russo, Amato Pagano e Vanella Grassi) che era temporaneo e nato per affrontare con urgenza un problema comune di mancanza di ‘liquidita’ di cassa’ che impediva di pagare mensilita’ a famiglie di detenuti e ad affiliati.
    Ieri in  13 sono stati arrestati tra Scampia e dintorni per aver sequestrato e chiesto un riscatto da 40mila euro alla famiglia di un giovane operaio. Il bersaglio scelto per il rapimento era componete di una famiglia del quartiere di Marianella, estranea a logiche di criminalita’ organizzata, lavoratori che in passato avevano avuto occasione di accumulare denaro grazie a una attivita’ di parcheggiatore abusivo. Per mettere insieme pero’ i 40mila euro, fu necessaria una colletta tra parenti. Il sequestro di persona avvenne con il ‘permesso’ del clan Amato-Pagano, il cui referente di zona, Salvatore Roselli,  tra i destinatari della misura restrittiva, per rendere pubblico l’assenso del gruppo all’azione, bacio’ sulla bocca due dei sequestratori.
    “Ora ti taglio tre dita e gliele porto a tua madre. Poi se tua madre ha chiamato le guardie, con queste pistole prendiamo e ti spariamo”. Così il ras Costantino Raia aveva minacciato il giovane operaio usando frasi come scritte per la sceneggiatura di una puntata di Gomorra La Serie. La descrizione dell’accaduto, esposta ai militari , e’ contenuta delle cento pagine dell’ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip di Napoli Fabrizio Finamore ha disposto la custodia cautelare in carcere per quindici persone ritenute affiliate ai clan Lo Russo, Amato Pagano e Vanella Grassi, alleatisi per autofinanziarsi con il rapimento dell’operaio che guadagna appena 1100 euro al mese ma la cui famiglia , secondo le informazioni in possesso dei clan, ha una certa disponibilita’ finanziaria.
    La vittima, dopo essere stata circondata da due scooter e tre moto mentre era a bordo della sua Fiat Panda, e’ stata sequestrata e condotta in una sorta di garage. Li’ si trova seduta e legata con una corda quando i due sequestratori, preoccupati dal fatto che la madre potesse denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine, iniziano a minacciarla.
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    Qualche minuto prima uno dei rapitori aveva tentato di ustionargli il palmo della mano con un accendino: “…lo vedi, a me piace di accendere la gente e se tua madre ha chiamato le guardie tu muori appicciato (“dato alle fiamme”, ndr)”, gli dice e poi, ancora, “se tua madre ha chiamato le guardie, gli ultimi 5-6mila euro li usera’ per atterrarti”. Alla fine, dopo una trattativa con la famiglia, i sequestratori, dall’iniziale richiesta di 50mila euro si “accontentano” di 40mila euro: 30mila versati subito e i restanti 10mila dopo la liberazione dell’operaio, che avviene al termine di diverse ore di terrore che alla vittima saranno sembrate una eternita’.
    Dalle indagini è emerso che Nunzio Pecorelli, Antonio Ronga, Gennaro Caldore, Pasquale Pandolfo, Pasquale Concilio e Salvatore Roselli sarebbero i responsabili dell’iniziale prelievo del 30enne. Costantino Raia, Gennaro Rianna, Giuseppe Calemma, Pietro Gemito, Ciro Montagna, Emanuele Mincione e Giovanni Strazzulli avrebbero avuto il ruolo nella fase centrale del sequestro con le minacce; mentre Ronga e Nico Grimaldi avrebbero infine materialmente ricevuto i 40mila euro, suddivisi in quattro buste da 10mila euro, dalle mani dei genitori di Pettirosso.
    (nella foto Scampia e nei riquadri i due boss: da sinistra Nicola Roselli e Costantino Raia)

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    San Valentino Torio, confessa l’assassino di Luana Rainone

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa
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    4 Settembre 2020

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    San Valentino Torio, confessa l’assassino di Luana Rainone
     
    Ha confessato l’assassino di Luana Rainone. Si tratta di Nicola Del Sorbo 34 anni, una compagna e 3 figli in comunità, altri 2 da donne diverse, che abita in una cascina nel terreno adiacente il pozzo all’interno del quale all’alba i carabinieri hanno trovato, avvolto in una coperta, il corpo della donna. Sarebbe stato lo stesso Del Sorbo ad accompagnare i carabinieri in via Fontanelle al confine tra San Valentino Torio e Poggiomarino dove aveva occultato il cadavere della 31enne, sposata e mamma di una bimba di 5 anni, scomparsa lo scorso 23 luglio senza lasciare tracce. Il movente del delitto sarebbe passionale: i due erano amanti, ma lui aveva deciso di mettere fine alla relazione. Una decisione non condivisa dalla donna che si sarebbe recata a casa dell’uomo per chiedere chiarimenti. Un litigio, alterato dagli effetti dello stupefacente assunto da entrambi, sfociato nel sangue. Difeso dall’avvocato Luigi Senatore è accusato di omicidio e occultamento di cadavere.
     
    RESSARE ANCHE:Era scomparsa da un mese la donna ritrovata nel pozzo: Fermato il presunto assassino
    La donna, sposata e con una figlia piccola, era scomparsa da oltre un mese. Era uscita di casa alle 14 del 23 luglio e da quel momento non vi aveva fatto piu’ ritorno. I familiari avevano denunciato la sua scomparsa, ma le ricerche non avevano dato nessun esito. I carabinieri nel corso di queste settimane hanno vagliato ogni pista, dalla meno grave alla piu’ tragica. La svolta nelle indagini e’ arrivata nelle ultime ore: gli elementi raccolti dagli investigatori hanno portato al 34 enne che nella serata di ieri e’ stato fermato. L’uomo  nel corso dell’incontro con la sua amante ha il controllo perche’ pressato in maniera abbastanza forte affinche’ lasciasse l’attuale compagna ed i figli” . Il 34 enne, dopo un matrimonio finito male, conviveva con un’altra donna. In passato aveva avuto gia’ problemi con la giustizia.
    Ora sara’ trasferito in carcere a Salerno in attesa di comparire dinanzi al Gip per l’udienza di convalida. L’ipotesi piu’ accreditata e’ che l’omicidio possa essere stato commesso proprio lo scorso 23 luglio, al culmine di una lite tra i due. L’ uomo ha confermato la versione resa ai carabinieri anche nel corso dell’interrogatorio tenuto dal sostituto procuratore presso il Tribunale di Nocera Inferiore, Viviana Vessa. L’accusa nei suoi confronti e’ di omicidio volontario e di occultamento di cadavere. L’autopsia disposta dalla Procura di Nocera Inferiore potrebbe permettere di chiarire eventuali punti oscuri. E’ sotto choc l’Agro Nocerino Sarnese, dove soltanto poche ore prima si era consumata un’altra storia agghiacciante con l’omicidio di una neonata.
    L’amministrazione comunale di San Valentino Torio ha disposto il lutto cittadino, annullando tutti gli eventi fino al giorno in cui si terranno i funerali di Luana. Domani alle 20, invece, e’ in programma una fiaccolata “per riflettere sull’accaduto e condannare ogni forma di violenza sulle donne”. Il sindaco, Michele Strianese, ha affermato che si tratta di “un episodio che sconvolge i nostri cuori e le nostre menti rispetto al quale bisogna stare solo in silenzio e in meditazione”.

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    Castellammare di Stabia

    Pubblicato
    4 ore fa
    in
    4 Settembre 2020

    Il 4 settembre 2020, alle prime luci dell’alba, a Castellammare di Stabia (NA), i militari della locale Compagnia Carabinieri hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di furto aggravato, il ventiquattrenne GALLO Luciano ed il ventiduenne LIBERO Rosario, entrambi stabiesi e già noti alle Forze del’Ordine.
    Gli stessi sono stati individuati da una pattuglia della Sezione Radiomobile che, poco prima, aveva ricevuto da un cittadino la segnalazione di un furto appena consumato all’interno di un salone per parrucchiere. Acquisita la descrizione degli autori, i militari hanno individuato, nelle vicinanze dell’esercizio commerciale, due soggetti corrispondenti, per fattezze fisiche e vestiario, ai malviventi. Questi, sottoposti a perquisizione, sono stati sorpresi in possesso della somma di 15 euro, corrispondente a quella appena asportata dall’esercizio commerciale all’interno del quale si erano introdotti forzando la saracinesca. I due uomini, dopo le formalità di rito, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Compagnia di Castellammare di Stabia, in attesa della celebrazione del rito direttissimo. Le attività d’indagine sono ancora in corso al fine di appurare se i due siano gli autori di altri furti avvenuti nei giorni scorsi ai danni di altri esercizi commerciali.

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    Ex paramilitare e spietato narcotrafficante colombiano estradato in Italia, potrebbe scegliere Salerno per la quarantena

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    4 giorni fa
    in
    25 Agosto 2020

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    Salerno. Ex paramilitare e spietato narcotrafficante verrà estradato dagli Usa in Italia entro il 4 settembre: Salvatore Mancuso Gomez potrebbe trascorrere in provincia di Salerno, città di cui era originario il padre, la quarantena legata al Covid-19.
    Lo riporta El Tiempo, citando la decisione di un giudice federale statunitense e fonti vicine all’avvocato, Joaquín Pérez, sostenendo che “un giudice federale Usa ha accettato gli argomenti della difesa dell’ex comandante, che è figlio di un emigrato italiano, ed ordinato la sua deportazione in Italia”.È stato accolto un ricorso della difesa di Mancuso, che citava il rischio di violazione del suo diritto alla libertà dopo che l’uomo ha scontato 12 anni di carcere negli Usa. La Colombia ha chiesto l’estradizione di Mancuso, accusato di aver ordinato oltre 136 stragi che hanno causato la morte di oltre 800 persone, ma la procedura non è stata accolta. Secondo il quotidiano, il giudice ha chiesto che sia notificato il luogo in cui Mancuso rispetterà la quarantena legata al Covid-19 e il paramilitare avrebbe indicato la provincia di Salerno, di cui il padre era originario anche se l’avvocato del narcotrafficante non ha voluto confermare l’indiscrezione.Salvatore Mancuso Gómez, conosciuto anche come el Mono Mancuso, Santander Lozada, Il Signore della Droga o Triple Cero, è un criminale, paramilitare e narcotrafficante colombiano. Sarà estradato in Italia perchè coinvolto anni fa in alcune inchieste sui traffici tra ‘ndrangheta e narcos colombiani e anche perchè se ritornasse in Colombia rischia di essere ucciso dai suoi rivali.Il 15 aprile scorso la procura federale colombiana ha chiesto che il narcotrafficante venisse estradato in Colombia per permettere a Mancuso di testimoniare su almeno 11mila gravi delitti, fra cui centinaia di omicidi commessi da lui e dai paramilitari ai suoi ordini.

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    Salerno, avvocato tenta di introdurre droga e telefonino in carcere per il cliente: denunciato

    Campania

    Pubblicato
    6 giorni fa
    in
    24 Agosto 2020

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    Telefonini e droga al cliente detenuto, denunciato avvocato sorpreso dalla Polizia Penitenziaria a Salerno.
     
    Operazione della polizia penitenziaria a Salerno, dove un avvocato durante i colloqui ha cercato di consegnare al suo cliente detenuto dieci telefonini (otto smartphone piu’ due micro cellulari) e diversi grammi di droga. Lo rende noto l’Unione sindacati di polizia penitenziaria (Uspp).
    L’avvocato e’ stato denunciato all’autorita’ giudiziaria. “Ci congratuliamo con la polizia penitenziaria di Salerno – dichiara Giuseppe Del Sorbo segretario nazione dell’Uspp – che nonostante sia sotto organico e nel pieno piano ferie e’ riuscita ad arginare con alto senso di abnegazione e professionalita’ di l’introduzione sia dei telefonini sia della sostanza stupefacente”.
    Per Ciro Auricchio, segretario regionale dell’Uspp “bisogna intervenire urgentemente con una modifica legislativa che contempli l’introduzione o il relativo possesso di cellulari in carcere per arginare i frequenti tentativi di comunicazione con l’esterno specie per i reati di criminalita’ organizzata. Infine chiediamo una rivisitazione della pianta organica dell’istituto di Salerno che nonostante la grave carenza di organico riesce a mantenere l’ordine e la sicurezza interna”, conclude il sindacalista.

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    Donna uccisa nel Salernitano, spunta il movente ipotesi gelosia

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    2 ore fa
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    19 Agosto 2020

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    Gli investigatori sono convinti che Francesca Galatro, la 66enne di Buonabitacolo (SALERNO) trovata morta a Vallo della Lucania sia stata uccisa per motivi di gelosia
    . La donna era stata ritrovata esanime lunedi’ scorso in un centro di accoglienza della citta’, con un coltello conficcato nel petto. Gli elementi raccolti nelle ore immediatamente successive del corpo hanno indotto la Procura di Vallo della Lucania ad emettere un fermo d’indiziato di delitto nei confronti di un sessantenne. L’ uomo – secondo quanto si e’ appreso – avrebbe ammesso le sue responsabilita’ durante l’ d’interrogatorio.
    I carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, guidati dal capitano Annarita D’Ambrosio, si sono concentrati sin da subito sui rapporti piu’ stretti della donna, fino ad arrivare a lui. Nelle prossime ore il gip dovra’ decidere se confermare il provvedimento emesso dalla Procura, mentre nella giornata di venerdi’ e’ prevista l’ autopsia sul cadavere della 66 enne.

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    Salerno, settantenne ferito da un colpo di fucile: è grave

    Salerno. Settantenne ferito da un colpo di fucile: è grave. L’uomo è stato portato in ospedale dalla Croce Bianca.

    E’ ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno il 70enne soccorso questa mattina, poco dopo le 10:30, dalla Croce Bianca, in via Casa Manzo di Giovi, perché ferito da un’arma da fuoco.

    Tempestivo l’intervento dell’equipaggio del 118, giunto sul posto per prestare le cure del caso. L’uomo, era nel garage di casa sua, quando è partito un colpo dal suo fucile. Non si conosce ancora la dinamica di quanto accaduto. Il 70enne è stato trasportato in codice rosso all’ospedale, stabilizzate le sue condizioni, la sua prognosi resta riservata. LEGGI TUTTO

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    Sparatoria a Salerno, ferito alle gambe ragazzo di 22 anni

    Sparatoria poco dopo le 19 di ieri nel quartiere di Pastena a Salerno. I colpi di pistola sono stati esplosi in via Michelangelo Iuliano nei pressi di un noto bar della zona e di una sala scommesse.

    A restare ferito a una gamba Mario M. di 22 anni, piccolo pregiudicato con precedenti per spaccio: E’ riuscito a sfuggire al killer nascondendosi all’interno del centro scommesse Eurobet nella traversa laterale.
    I carabinieri della compagnia Salerno, che conducono le indagini, hanno effettuato i rilievi nella zona alla ricerca di tracce ma soprattutto hanno preso visione dei filmati delle telecamere della zona. I militari ritengono che si sia trattato di un regolamento di conti tra piccoli pusher o di una vendetta per l’accoltellamento avvenuto il giorno prima,  in piazza Giancamillo Gloriosi a Torrione. I militari hanno anche già interrogato il giovane ferito e sono sulla strada giusta per individuare chi lo ha ferito. LEGGI TUTTO

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    Rissa davanti a un locale di Salerno: ferito 22enne

    Un giovane di 22 anni è rimasto lievemente ferito ad un arto in seguito ad una rissa davanti ad un noto locale di Salerno. Si indaga.
    Questa mattina, all’alba, si è presentato presso l’ospedale di Salerno “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, un ragazzo di 22 anni residente a Salerno con una ferita lacero-contusa al braccio destro.
    La ferita pare essere stata una conseguenza di una lite consumatasi poco prima nei pressi di una nota discoteca salernitana, e sarebbe stata utilizzata un’arma da taglio.
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    Non è ancora chiaro come il ragazzo sia rimasto coinvolto nella rissa. Il 22enne ha riportato una ferita superficiale, ricucita con pochi punti. Sul fatto indagano i Carabinieri.
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    Napoli, droga una cliente e la violenta: arrestato il mago Ermes

    Carabinieri di Maddaloni su disposizione del Gip del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, hanno arrestato V.D.M., di 66 anni, noto anche come “mago Ermes”, ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata dall’utilizzo di sostanze narcotiche ai danni di una sua cliente, persona residente in Napoli.

    L’indagine era partita dopo una segnalazione del luglio dello scorso anno dai sanitari dell’Ospedale Maddaloni e di quelli dell’Ospedale San Paolo di Napoli. Emergeva infatti che, dopo una cena a casa dell’uomo, il mattino seguente la donna si era svegliata intorpidita, senza ricordare nulla della sera precedente.
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    Messasi alla guida del proprio veicolo per fare ritorno a casa, veniva in più occasioni colpita da improvvise perdite di sensi, uscendo di strada per ben due volte con la propria automobile, venendo conseguentemente due volte ricoverata negli ospedali dove, all’esito delle prime analisi, le venivano riscontrate tracce di benzodiazepine, sia nel sangue che nelle urine.
    Dal complesso degli elementi acquisiti emergeva il vile approfittamento, da parte dell’indagato, dello stato di fragilità della donna. L’uomo, dopo aver acquisito un particolare ascendente sulla vittima, garantendole la risoluzione di problemi sentimentali attraverso rituali e sortilegi, la induceva a consegnargli somme di denaro e, successivamente, la induceva vanamente ad avere con lui rapporti sessuali.
    A fronte dei continui rifiuti, l’indagato riusciva ad invitare la donna a casa e offrendole un aperitivo in cui aveva già sciolto del narcotico , le procurava uno stato di incapacità, per poi violentarla. L’arrestato è stato associato presso il Carcere di Santa Maria Capua Vetere.
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    Traffico di droga tra Salerno, Napoli, Scafati e Boscoreale gestito da Raffaele Iavarone e il clan Aquino. I NOMI DEGLI ARRESTATI

    C’era Raffaele Iavarone narcotrafficante dietro il traffico di droga tra Napoli, Salerno, Verbania e Cosenza stroncata dalle squadre mobile delle quattro città con 25 misure cautelari eseguite nella notte. E con lui il clan Aquino operante tra Scafati e Boscoreale.

    Gli investigatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Salerno, coadiuvati da personale delle Squadre Mobili di Napoli, Verbania e Cosenza, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine Campania, Calabria e Puglia, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, all’alba di oggi, hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Verbania e Cosenza, un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, nei confronti di 25 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
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    Lo sviluppo delle attività di indagine, condotte dalla Sezione Antidroga, ha permesso di acclarare l’esistenza di un sodalizio criminale, facente capo a IAVARONE Raffaele, dedito all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish e cocaina per diversi gruppi criminali che gestiscono lo spaccio di stupefacenti nella città di Salerno ed in provincia.IAVARONE Raffaele è risultato il capo indiscusso, promotore, finanziatore e organizzatore del gruppo criminale; è colui che detta le direttive per l’acquisto e la cessione della sostanza stupefacente .
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    Personaggio di grande spessore criminale, con a carico numerosi precedenti penali, non risulta abbia mai svolto alcuna lecita attività lavorativa, traendo i proventi per il suo sostentamento esclusivamente dall’attività criminale. È intraneo agli ambienti dello spaccio di stupefacenti da circa 20 anni.
    Lo IAVARONE, ha mantenuto sempre un tenore di vita basso al fine di non attirare su di se l’attenzione delle forze dell’ordine, provvedendo anche al riciclaggio del denaro attraverso il trasferimento dello stesso su conti intestati a terze persone insospettabili e non a lui riconducibili Solo raramente, ha partecipato in prima persona a scambi di droga ed accordi per l’approvvigionamento o la riscossione dei soldi per le forniture eseguite.
    Le attività investigative, svolte anche con opportuni supporti tecnico-scientifici, hanno permesso di documentare le cessioni di sostanze stupefacente attuate dagli indagati direttamente nelle fasi contingenti della loro perpetrazione, oltre che individuare i fornitori, i luoghi di custodia dello stupefacente nonché i relativi acquirenti/spacciatori.Le forniture di cocaina erano assicurate da OISFI Hicham alias Emilio ed AQUINO Giuseppe, residenti a Scafati e Boscoreale, che stabilmente rifornivano il gruppo di IAVARONE anche con ingenti quantitativi.
    L’hashish veniva acquistato nella cittadina di Sarno dal gruppo facente capo a SIRICA Guglielmo, con la collaborazione di SQUILLANTE Emilio e SIRICA Domenico Pasquale: durante le indagini furono sequestrati circa 41 Kg di Hashish e successivamente durante un’altra consegna furono sequestrati altri 18 Kg di Hashish.Nel corso di indagini sono state tratte in arresto nr. 7 persone in flagranza di reato ex art. 73 DPR 309/90 con contestuale sequestro di quantitativi di diverse tipologie di sostanze stupefacenti.
    In particolare, nella mattinata del 19 giugno 2018, veniva tratto in arresto IAVARONE Raffaele, unitamente a VITALE Luca e COSENTINO Antonio.Nel corso delle investigazioni, si rilevava che IAVARONE Raffaele aveva organizzato l’acquisto di sostanza stupefacente del tipo cocaina con alcuni fornitori della zona di Boscoreale, e da rivendere a spacciatori di Salerno.
    Dalle intercettazioni emergeva che il “viaggio” per l’approvvigionamento sarebbe stato effettuato direttamente dallo IAVARONE, unitamente al COSENTINO ed al VITALE, con quest’ultimo a bordo di uno scooter per il trasporto della sostanza stupefacente e lo IAVARONE e COSENTINO, a bordo dell’autovettura BMW X5, con il compito di fungere da “staffetta” al motoveicolo.
    Veniva effettuato un pedinamento fino all’ingresso di Boscoreale, durante il viaggio di rientro i veicoli venivano intercettati e pedinati fino all’ingresso di Salerno, dove la BMW X5, con a bordo IAVARONE e COSENTINO, accortosi di essere pedinati, effettuavano una brusca manovra di uscita dal tratto stradale, cambiando direzione di marcia.
    Ne nasceva un inseguimento, durante il quale parte degli equipaggi impegnati cercavano di bloccare l’autovettura, mentre altri inseguivano il motoveicolo, che nel frattempo cercava di guadagnare la fuga.
    Entrambi i veicoli venivano bloccati nella città di Salerno e, in seguito a perquisizione, venivano trovati e sequestrati nel vano sottosella dello scooterone due panetti di sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di Kg.2,160.
    Nel corso delle indagini emergeva che IAVARONE Raffaele, a capo del sodalizio criminale, ha utilizzato, come deposito per la sostanza stupefacente del tipo Hashish, dei locali adiacenti l’abitazione di tale ATTIANESE Nicola, a Pontecagnano Faiano , si è accertato che TUFANO Claudio utilizzava sia casa dell’ATTIANESE sia un suo sgabuzzino ricavato nel vano sottoscala dell’androne dell’abitazione, per stoccare la sostanza stupefacente.
    Nel pomeriggio del 5 gennaio 2018, si notava l’ATTIANESE nascondere nr. 2 grossi zaini nell’abitazione del TUFANO, che a sua volta li spostava nello sgabuzzino. Si decideva di intervenire ed era tratto in arresto TUFANO Claudio, perché trovato in possesso di Kg. 41,890 di Hashish e sei pistole, di diverso calibro, alcune prive di matricola e complete del relativo munizionamento.
    Il sodalizio criminale ha creato una stabile rete di rapporti con numerosi spacciatori collegati a diverse piazze di spaccio di stupefacenti in diverse zone cittadine di Salerno: cd. “centro storico”, Sant’Eustacchio, Canalone, cd. “Villaggio dei Puffi”, Pastena, Torrione, Mercatello, Mariconda.
    I componenti del sodalizio, ben avvezzi all’attività di traffico e spaccio di stupefacenti, consapevoli della illiceità dei temi trattati, durante le conversazioni telefoniche intercettate hanno adoperato sempre un linguaggio criptico ed utilizzato forme di comunicazioni implicite previamente concordate per evitare di esplicitare il reale oggetto dei loro colloqui. Sono state rilevate anche molteplici utenze telefoniche, fittiziamente intestate a terzi, alcune utilizzate per consentire agli accoliti di comunicare tra di loro con una sorta di “circuito chiuso” in modo da eludere le intercettazioni telefoniche.
    Inoltre, si è constatato che l’organizzazione ha disposto di grandi somme di denaro per acquistare rilevanti partite di droga: ne è la conferma il recupero di Kg. 42 di hashish e sei pistole trovati in possesso e custoditi per conto dell’organizzazione da TUFANO Claudio, per un valore di circa 50/60 mila euro ed un mancato guadagno di circa 100 mila euro; il recupero di Kg. 18 di hashish per un valore di circa 20 mila euro ed un mancato guadagno di circa 30/35 mila euro; il recupero di Kg. 2,168 di cocaina detenuti da IAVARONE Raffaele, COSENTINO Antonio e VITALE Luca, per un valore di circa 70 mila euro ed un mancato guadagno di circa 100/120 mila euro.
    Infine, il sodalizio ha versato periodicamente una quota dei proventi della vendita delle sostanze stupefacenti a soggetti in stato di custodia cautelare (come TUFANO Claudio).La misura cautelare è stata applicata nei confronti di:
    1. IAVARONE Raffaele cl.1982, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa, (custodia in carcere)2. RUSSO Giuseppe cl.1981, di Salerno (custodia in carcere)3. NOSCHESE Mario cl.1972, di Salerno (custodia in carcere)4. ATTIANESE Nicola cl.1972, di Pontecagnano Faiano, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)5. VITALE Luca cl.1985, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (custodia in carcere)6. ROMANO Aniello cl.1986, di Baronissi (custodia in carcere)7. PIERNO Giuseppe cl.1981, di Salerno (custodia in carcere)8. ROMANO Ciro cl.1987, di Salerno (custodia in carcere)9. VICINANZA Gianluca cl.1989, di Salerno (custodia in carcere)10. IANNONE Gerardo cl.1991, di Salerno (custodia in carcere)11. PIERRO Antonio cl.1991, di Salerno (custodia in carcere)12. AMATO Fulvio cl.1977, di Salerno (custodia in carcere)13. OISFI Hicham, alias Emilio cl.1984, di Scafati (custodia in carcere)14. AQUINO Giuseppe cl.1982, di Boscoreale (custodia in carcere)15. SIRICA Guglielmo cl.1957, di Sarno (custodia in carcere)16. SIRICA Domenico Pasquale cl.1990, di Sarno (custodia in carcere)17. SQUILLANTE Emilio cl.1978 di Sarno, domiciliato a Verbania (custodia in carcere)18. TUFANO Claudio cl.1967, di Pontecagnano Faiano, già agli arresti domiciliari a Scalea per altra causa (custodia in carcere)19. COSENTINO Antonio cl.1971, di Baronissi (custodia in carcere)20. NISI Alessandro cl.1994, di Salerno, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)21. LANGELLA Giovanni cl.1982, di Boscoreale, già agli arresti domiciliari a Scafati per altra causa (custodia in carcere)22. PLACANICO Massimiliano cl.1974, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (custodia in carcere)23. NATELLA Mauro cl.1992, di Salerno, già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)24. SICA Michele cl.1994, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (arresti domiciliari)25. DE MARTINO Felice cl.1978, di Salerno (arresti domiciliari).
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    Blitz antidroga a Salerno: 25 arresti, indagati anche a Napoli

    Blitz antidroga a Salerno: 25 arresti, indagati anche a Napoli, Verbania e Cosenza.

    Dalle prime ore di questa mattina, è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, con l’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, nei confronti di 25 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, con base operativa nella città di Salerno. Per l’operazione, sono impegnati circa 150 agenti, in vari comuni della provincia di Salerno, con l’ausilio di unità cinofile antidroga ed il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Napoli, Verbania e Cosenza, per l’esecuzione di misure restrittive in quelle province.
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    I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 12,00 odierne presso la Procura della Repubblica di Salerno.
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    Acquistavano droga dai nigeriani di Aversa e la trafficavano a Potenza: 5 arresti a Salerno

    Si rifornivano di droga dai nigeriani di Aversa e la trafficavano a Potenza. Il giro era gestito dal ras di Salerno, Gaetano Romano: 5 finiscono ai domiciliari. Gli investigatori della Sezione Antidroga delle Squadre Mobili di Potenza e Salerno, coadiuvati dagli investigatori della Squadra Mobile di Vicenza e di Caserta, all’alba di oggi hanno eseguito, […] LEGGI TUTTO