More stories

  • in

    Scarcerato l’autista dell’Eav trovato con droga nella borsa sul bus

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    46 secondi fa
    in
    18 Settembre 2020

    Share

    Tweet

    Si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, innanzi al G.I.P. dl Tribunale di Napoli, a carico dell’autista Sannita, dipendente dell’EAV, difeso dall’Avv. Vittorio Fucci jr.
    In particolare l’autista era stato tratto in arresto, a Napoli, il 15 settembre dai Falchi della squadra mobile, perché ritenuto presuntivamente responsabile di detenzione aggravata ai fini di spaccio di oltre 110 gr. di hashish.
    Secondo gli investigatori, l’autista sarebbe stato visto mentre un giovane gli consegnava un involucro.
    Subito dopo il giovane si sarebbe dileguato a bordo di una motocicletta, mentre l’autista veniva fermato allorquando, a fine corsa, si fermava in un’area di sosta. Quindi scattava la perquisizione e successivamente l’arresto.
    All’esito dell’udienza di convalida il G.I.P., accogliendo l’istanza dell’Avv. Vittorio Fucci jr, disponeva la scarcerazione dell’autista sannita, concedendogli i domiciliari in attesa di ulteriori approfondimenti di indagini.

    Da non perdere
    Napoli, Alto impatto al rione “Monterosa”: recuperate armi e droga

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Ti potrebbe interessare

    Napoli, la corte di Appello conferma il licenziamento di un dipendente Eav

    Eav, la Fit Cisl: ‘L’accordo garantisce il salario ai lavoratori’

    In malattia giocava a calcio: confermato il licenziamento del dipendente Eav di Napoli pedinato da un investigatore

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    1 ora fa
    in
    18 Settembre 2020

    Coronavirus: muore 55enne nel Sannio, anche la madre era deceduta per Covid.

    Era ricoverato nell’ospedale di Benevento dall’11 agosto scorso per aver contratto il coronavirus e da allora non si e’ mai ripreso. Un 55enne di Torrecuso, affetto anche da altre patologie, e’ deceduto questa mattina nel reparto di terapia intensiva. Lo stesso destino era toccato a sua madre, 87enne, sempre ricoverata da agosto scorso nell’ospedale “Rummo”.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: De Luca: ‘In Campania più terapie intensive, siamo pronti in caso di picco’ 
    Nel piccolo centro sannita sono 9 i casi di Covid-19 registrati e per 3 persone non c’e’ stato nulla da fare. Il 55enne morto oggi e’ la diciannovesima vittima nel Sannio, dall’inizio della pandemia.

    Continua a leggere

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    5 ore fa
    in
    18 Settembre 2020

    Coltivavano piante di marijuana e avevano in casa sostanze stupefacenti: due le denunce separate dei carabinieri di Benevento.
    La prima denuncia è stata fatta a San Lorenzello (Bn) ai danni di un 50enne del posto già noto alle forze dell’ordine, trovato con 4 grandi vasi contenenti 60 piante di cannibis indica tra i 10 e i 50 centimetri. I carabinieri hanno trovato la coltivazione che l’uomo teneva sul terrazzo di casa insieme ai prodotti per la produzione (innaffiatoio, termometro e fertilizzante) insieme a 300 semi nuovi e, nella camera da letto, 3,5 grammi di marijuana.
    La seconda è stata fatta a Morcone (Bn) contro un 55enne locale anch’egli noto alle forze dell’ordine, che a seguito di una perquisizione personale e domiciliare è stato trovato con 3 piante invasate di cannabis indica di altezza tra 1,20 e 1,50 metri, nel giardino di casa sua, e 0,5 grammi di eroina nascosti in camera.La droga, le piante e i materiali sono stati tutti sequestrati, mentre le due persone sono state denunciate in stato di libertà alla procura di Benevento per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Cronaca5 giorni fa
    Caivano, ha ucciso la sorella ‘perché gay’ e poi ha picchiato la compagna trans: è in carcere

    Cronaca Napoli6 ore fa
    Truffa agli anziani in ‘trasferta’ ecco come agivano i sei napoletani arrestati. I NOMI

    Attualità7 giorni fa
    SCANDALO Treviso, luci rosse in parrocchia : cinque euro per un “incontro” in canonica e l’uso della bici in prestito

    Cronaca5 giorni fa
    Il commovente post di Ciro a Maria Paola: ‘Non immagino una vita senza di te’ LEGGI TUTTO

  • in

    Inchiesta sugli appalti a Formia: l’indagato Bartolomeo vuole essere interrogato

    In merito all’inchiesta sui presunti appalti truccato a Formia, che tra il comune del Golfo e altre realtà vede iscritte nel registro degli indagati 17 persone, interviene l’avvocato Luca Scipione. Nell’occasione legale di fiducia dell’ex sindaco formiano Sandro Bartolomeo, senz’altro il volto più noto – e di peso – raggiunto nei giorni scorsi dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari. “Nel procedimento penale dinanzi la Procura della Repubblica di Cassino – dice Scipione – è opportuno precisare subito, anche al fine di evitare una errata rappresentazione mediatica dei fatti, che le indagini espletate dalla Dia nella procedura in parola hanno accertato l’insussistenza nei confronti del dottor Bartolomeo e degli altri indagati da me assistiti di ogni contestazione concernente fatti di criminalità organizzata e di comportamenti contigui con l’attività e gli interessi di qualsivoglia sodalizio di stampo camorristico. Al riguardo, significativa è la circostanza processuale che l’indagine avviata, gestita e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, competente per reati di criminalità organizzata e per reati aggravati da agevolazione mafiosa, è stata trasmessa, proprio per la ritenuta inconsistenza di fattispecie afferenti il crimine organizzato, alla Procura della Repubblica di Cassino unicamente per delle ipotesi di reato riguardanti quattro procedimenti amministrativi del comune di Formia risalenti agli anni 2015, 2016 e 2017. Ipotesi di reato queste ultime che da un primo esame non appaiono aderenti alla realtà degli atti, dei verbali e delle determinazioni adottate proprio nei procedimenti amministrativi interessati, ragione per cui il dottor Bartolomeo, al pari degli altri miei assistiti, confidando nella magistratura, mi ha già rappresentato la sua volontà di essere interrogato dalla Procura della Repubblica di Cassino per chiarire la vicenda e la propria posizione processuale”.

    Leggi anche… LEGGI TUTTO

  • in

    Camorra, la Cassazione: Salvatore Fido non fu il mandante dell’omicidio Di Pede

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    47 minuti fa
    in
    17 Settembre 2020

    Share

    Tweet

    Per la Corte di Cassazione non fu il ras Salvatore Fido detto O’ Chio a decretare la morte di Vincenzo Di Pede e quindi non fu il mandante.
     
    Per questi fatti il Tribunale del Riesame di Napoli aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP ritenendo che le dichiarazioni del pentito che lo accusava fossero generiche e poco credibili.Il collaboratore di giustizia Umberto D’Amico aveva infatti affermato di essere a conoscenza dei fatti per delle confidenze che gli avrebbe fatto Fido durante un periodo di detenzione in comune.
    La DDA aveva proposto ricorso avverso la decisione del Tribunale della Libertà ma la Suprema Corte lo ha respinto. Fido Salvatore, assistito dal collegio difensivo composto dagli avvocati Domenico Dello Iacono, Leopoldo Perone e Giuseppe Milazzo per questo episodio resta libero. In attesa del processo davanti alla Corte d’appello che lo vede imputato come nuovo capo ed organizzatore del Clan Mazzarella.

    Articolo Successivo
    Virginia La Mura: ‘Incentivi per l’energia elettrica, firmato il decreto dal Ministro Patuanelli. Sarà possibile risparmiare sulla bolletta’

    Da non perdere
    Napoli, Petagna: ‘Dobbiamo tornare in Champions’

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Ti potrebbe interessare

    Calcio Napoli

    Pubblicato
    8 ore fa
    in
    17 Settembre 2020

    Napoli, inchiesta ‘patenti facili’: intercettato anche il figlio del presidente De Laurentiis. Parlava con il titolare di una scuola guida finito nell’indagine.

    Compare anche il nome di Edoardo de Laurentiis, figlio del presidente del Napoli Calcio, Aurelio de Laurentiis, nell’inchiesta della Procura di Napoli sulle cosiddette “patenti facili” che sarebbero state concesse anche ai calciatori Kalidou Koulibaly, Jose’ Maria Callejon e Fouzi Ghoulam, nessuno dei quali e’ indagato, senza neppure sostenere gli esami.
    Lo riportano organi di stampa. Anche il figlio del patron azzurro, che nel SSC Napoli ricopre la carica di vice presidente, non e’ indagato ma viene intercettata dagli investigatori una sua conversazione in cui, parlando con il titolare di una scuola guida, (lui invece al centro dell’indagine del pm Cristina Curatoli e del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli) riceve da quest’ultimo indicazioni su come evitare la decurtazione di punti dalla patente a causa di una multa. Edoardo de Laurentiis sceglie invece di recuperare i punti attraverso i corsi.
    I fatti risalgono al dicembre 2014. I carabinieri di Caserta, nel corso degli accertamenti, avrebbero scoperto che le frequenze delle presenze sarebbero state alterate. Lo scorso 8 settembre sono stati notificati dalla polizia giudiziaria 29 avvisi di conclusione indagine nei confronti di dipendenti ed ex dipendenti della Motorizzazione Civile, dell’ex direttore facente funzioni (che ha ottenuto anche la promessa di una intercessione per perfezionare la nomina), esaminatori e istruttori di alcune scuole guida.

    Continua a leggere

    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    11 ore fa
    in
    17 Settembre 2020

    Corruzione e riciclaggio: carabiniere casertano arrestato con faccendiere vicino alla camorra.
    Estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accesso abusivo a sistema informatico, rivelazioni di segreto d’ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d’asta, sequestro di persona e detenzione e porto d’armi da fuoco oltre a reati in materia tributaria. Sono queste le accuse nei confronti di 12 persone colpite da misura cautelare (4 in carcere, 7 ai domiciliari ed un divieto di dimora) emesse su richiesta della Dda di Roma ed eseguite dalle squadre mobili di Latina, Lucca e Caserta, con il supporto della Divisione Anticrimine della Questura di Latina e del Reparto Prevenzione Crimine di Roma e Napoli.
    Tra gli arrestati nell’operazione “Dirty Glass” figurano Pasquale Pirolo di Curti, finito in carcere, ed il carabiniere casertano Michele Lettieri Carfora, che in passato aveva prestato servizio presso il nucleo operativo della compagnia di Terracina, agli arresti domiciliari. Nell’ambito della stessa operazione sono finiti in cella il presidente del Terracina Luciano Iannotta, Luigi De Gregoris e Natan Altomare. Detenzione in casa, invece, per il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa, (già conivolto nell’inchiesta Consip) Franco Cifra, Antonio e Gennaro Festa, Thomas Iannotta e Pio Taiani mentre Ivano Stefano Altobelli è destinatario del divieto di dimora. Sequestrate 4 società.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Cronaca4 giorni fa
    Caivano, ha ucciso la sorella ‘perché gay’ e poi ha picchiato la compagna trans: è in carcere

    Attualità6 giorni fa
    SCANDALO Treviso, luci rosse in parrocchia : cinque euro per un “incontro” in canonica e l’uso della bici in prestito

    estrazioni7 giorni fa
    Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10 e Lotto

    Cronaca4 giorni fa
    Il commovente post di Ciro a Maria Paola: ‘Non immagino una vita senza di te’ LEGGI TUTTO

  • in

    Napoli, inchiesta ‘patenti facili’: intercettato anche il figlio del presidente De Laurentiis

    Calcio Napoli

    Pubblicato
    1 ora fa
    in
    17 Settembre 2020

    Share

    Tweet

    Napoli, inchiesta ‘patenti facili’: intercettato anche il figlio del presidente De Laurentiis. Parlava con il titolare di una scuola guida finito nell’indagine.
     
    Compare anche il nome di Edoardo de Laurentiis, figlio del presidente del Napoli Calcio, Aurelio de Laurentiis, nell’inchiesta della Procura di Napoli sulle cosiddette “patenti facili” che sarebbero state concesse anche ai calciatori Kalidou Koulibaly, Jose’ Maria Callejon e Fouzi Ghoulam, nessuno dei quali e’ indagato, senza neppure sostenere gli esami.
    Lo riportano organi di stampa. Anche il figlio del patron azzurro, che nel SSC Napoli ricopre la carica di vice presidente, non e’ indagato ma viene intercettata dagli investigatori una sua conversazione in cui, parlando con il titolare di una scuola guida, (lui invece al centro dell’indagine del pm Cristina Curatoli e del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli) riceve da quest’ultimo indicazioni su come evitare la decurtazione di punti dalla patente a causa di una multa. Edoardo de Laurentiis sceglie invece di recuperare i punti attraverso i corsi.
    I fatti risalgono al dicembre 2014. I carabinieri di Caserta, nel corso degli accertamenti, avrebbero scoperto che le frequenze delle presenze sarebbero state alterate. Lo scorso 8 settembre sono stati notificati dalla polizia giudiziaria 29 avvisi di conclusione indagine nei confronti di dipendenti ed ex dipendenti della Motorizzazione Civile, dell’ex direttore facente funzioni (che ha ottenuto anche la promessa di una intercessione per perfezionare la nomina), esaminatori e istruttori di alcune scuole guida.

    Articolo Successivo
    Anziano di 83 anni picchiato in strada da balordi: è ricoverato al Cardarelli

    Da non perdere
    Coronavirus, 12 vigili urbani positivi a Napoli: 70 in isolamento

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Ti potrebbe interessare

    Calcio Napoli

    Pubblicato
    2 giorni fa
    in
    15 Settembre 2020

    Napoli: Lobotka in gruppo, personalizzato per Mario Rui
    Seduta mattutina per il Napoli oggi al Training Center. Gli azzurri proseguono la preparazione in vista dell’inizio della Serie A 2020/21: primo impegno, la trasferta di Parma di domenica 20 settembre. La squadra si è allenata sui campi 1 e 2 iniziando la sessione con riscaldamento a secco. Di seguito lavoro aerobico ed esercitazioni di passaggi. Successivamente seduta finalizzata al possesso palla e chiusura con partitina a campo ridotto. Luperto ha svolto lavoro personalizzato in palestra. Lobotka è rientrato in gruppo. Mario Rui ha svolto allenamento personalizzato in campo.

    Continua a leggere

    Calcio Napoli

    Pubblicato
    2 giorni fa
    in
    15 Settembre 2020

    Di Marzio a Radio Marte: “Petagna in vantaggio su Osimhen a Parma? Un’eresia! Non avrei preso Lozano e Lobotka”
    A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Gianni Di Marzio, allenatore. “Sui bilanci non mi esprimo più di tanto, il prezzo lo fa il mercato. Ora disgraziatamente c’è il COVID-19, andranno in difficoltà un po’ tutti. Obiettivamente il momento è molto difficile ma il Napoli ha giocatori importanti e bisogna tenerli. Koulibaly lo terrei? Perché no! Non avrei preso Lozano e Lobotka, avrei preso Osimhen, lui sì. Se dovesse andare via prenderei un giocatore di grande esperienza che sa giocare a 4, come Godin. Un leader che andrebbe a segnare qualche gol e farebbe crescere un giovane insieme a lui.Petagna in vantaggio su Osimhen per Parma? Un’eresia! Fuori casa peraltro, serve un contropiedista. Petagna è un Inglese fisicamente più forte, serve buttarlo dentro per fare la lotta contro gli avversari. Modulo 4-4-1-1 per Osimhen? L’importante è che faccia la prima punta, vede la porta ed è un’eccellente contropiedista ma ora deve imparare a dialogare con la squadra.Soumaré o Kondogbia? Peccato innanzitutto che il Napoli si sia lasciato sfuggire Gabriel, ovviamente per motivi di mercato. Comunque sono dei buoni giocatori, il Lille peraltro resta corsia preferenziale. Koulibaly non sta giocando più bene anche perché lui era ben guidato da Albiol, si tratta di un giocatore abbastanza istintivo e a volte non rende come dovrebbe ma è tra i primi al mondo e questo non si discute. Dovrebbe controllarsi un po’ di più con Manolas che magari fa il ragionatore.Osimhen in difficoltà con il Pescara? Gli serve tempo, bisogna stare tranquilli. Anche marcato farà gol. Lazzari come alternativa a Callejon? Può esserlo oggi come poteva esserlo ieri, penso che il Napoli l’abbia anche seguito poi non so perché non si è concluso l’affare. Di Lorenzo al posto di Callejon con Hysaj terzino? Mi piacerebbe molto, lui la fascia se la mangia e salta anche l’uomo. Ci vorrebbe però il terzino a sua protezione, perché altrimenti dopo ci si ritrova con gli spazi vuoti e se i difensori non scalano poi ci sono problemi. Osimhen non bravo tecnicamente? Capiterà che farà gol anche belli, con pallonetti o dribbling. Speriamo che metta in pratica certe cose anche a Napoli”.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Cronaca4 giorni fa
    Caivano, ha ucciso la sorella ‘perché gay’ e poi ha picchiato la compagna trans: è in carcere

    estrazioni7 giorni fa
    Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10 e Lotto

    Attualità6 giorni fa
    SCANDALO Treviso, luci rosse in parrocchia : cinque euro per un “incontro” in canonica e l’uso della bici in prestito

    Cronaca4 giorni fa
    Il commovente post di Ciro a Maria Paola: ‘Non immagino una vita senza di te’ LEGGI TUTTO

  • in

    Corruzione e riciclaggio: carabiniere casertano arrestato con faccendiere vicino alla camorra

    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 ora fa
    in
    17 Settembre 2020

    Share

    Tweet

    Corruzione e riciclaggio: carabiniere casertano arrestato con faccendiere vicino alla camorra.
    Estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accesso abusivo a sistema informatico, rivelazioni di segreto d’ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d’asta, sequestro di persona e detenzione e porto d’armi da fuoco oltre a reati in materia tributaria. Sono queste le accuse nei confronti di 12 persone colpite da misura cautelare (4 in carcere, 7 ai domiciliari ed un divieto di dimora) emesse su richiesta della Dda di Roma ed eseguite dalle squadre mobili di Latina, Lucca e Caserta, con il supporto della Divisione Anticrimine della Questura di Latina e del Reparto Prevenzione Crimine di Roma e Napoli.
    Tra gli arrestati nell’operazione “Dirty Glass” figurano Pasquale Pirolo di Curti, finito in carcere, ed il carabiniere casertano Michele Lettieri Carfora, che in passato aveva prestato servizio presso il nucleo operativo della compagnia di Terracina, agli arresti domiciliari. Nell’ambito della stessa operazione sono finiti in cella il presidente del Terracina Luciano Iannotta, Luigi De Gregoris e Natan Altomare. Detenzione in casa, invece, per il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa, (già conivolto nell’inchiesta Consip) Franco Cifra, Antonio e Gennaro Festa, Thomas Iannotta e Pio Taiani mentre Ivano Stefano Altobelli è destinatario del divieto di dimora. Sequestrate 4 società.

    Articolo Successivo
    Napoli, sgomberato mercato illegale a Porta Nolana

    Da non perdere
    Oroscopo, la giornata di oggi segno per segno

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Ti potrebbe interessare

    Campania

    Pubblicato
    12 ore fa
    in
    16 Settembre 2020

    La praticante convola a nozze: l’avvocato le regala un buono per la separazione. Questo il singolare dono di matrimonio da parte di un legale specializzato in diritto di famiglia di Santa Maria Capua Vetere  a una collaboratrice del suo studio.

    Non il solito viaggio o un televisore, l’avvocato Carmen Posillipo del Foro della località in provincia di Caserta ha regalato a Francesca, sua compagna di studio, che si sposa domani, un buono per una separazione consensuale gratuita o giudiziale della durata di tre anni.
    Ovviamente si tratta di una provocazione con la quale l’avvocato Posillipo ha voluto sottolineare la tendenza all’aumento delle separazioni nei primi tre anni di matrimonio. “Se questo matrimonio supererà i tre anni – dice sorridendo la professionista – convertirò il buono in denaro”.
    “L’ho fatto – scrive Carmen Posillipo nel biglietto di auguri agli sposi – un po’ per esorcizzare, un po’ per gioco e anche per scaramanzia” perché, aggiunge, “il costo della fine di un matrimonio manda in rovina ogni famiglia, quindi prima di usare questo buono pensateci bene. Auguri”

    Continua a leggere

    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    14 ore fa
    in
    16 Settembre 2020

    Coltiva 86 piante di marijuana nel vigneto peso complessivo di 520 kg circa: arrestato. Blitz dei carabinieri in un appezzamento di terreno nella frazione San Castrese.
    Nella frazione San Castrese a Sessa Aurunca, località area nuova, i carabinieri della stazione di Lauro di Sessa hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per coltivazione di sostanza stupefacente, di un 69enne residente a Cellole.
    I militari dell’Arma, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno rinvenuto su di un appezzamento di terreno di circa 1.800 mq, coltivato a vigneto, di proprietà dell’arrestato, una piantagione di marijuana consistente in 86 piante, aventi un’altezza di oltre 2 metri in piena fioritura.
    Lo stupefacente rinvenuto, risultato avere peso complessivo di 520 kg circa, è stato sottoposto a sequestro. L’arrestato è stato accompagnato ai domiciliari, a disposizione della competente autorità giudiziaria.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Cronaca4 giorni fa
    Caivano, ha ucciso la sorella ‘perché gay’ e poi ha picchiato la compagna trans: è in carcere

    estrazioni7 giorni fa
    Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10 e Lotto

    Attualità6 giorni fa
    SCANDALO Treviso, luci rosse in parrocchia : cinque euro per un “incontro” in canonica e l’uso della bici in prestito

    Cronaca4 giorni fa
    Il commovente post di Ciro a Maria Paola: ‘Non immagino una vita senza di te’ LEGGI TUTTO

  • in

    Appalti, 17 indagati tra politici e colletti bianchi. C’è anche l’ex sindaco di Formia Bartolomeo

    Diciassette indagati tra politici, funzionari ed imprenditori, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Cassino su una serie di presunti appalti pilotati. Nomi eccellenti, tra i soggetti destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Tra i quali l’ex sindaco Dem di Formia Sandro Bartolomeo. Che ha dato notizia della circostanza direttamente sulla propria pagina Facebook, anticipando i media: “Ho ricevuto una informazione di garanzia per atti amministrativi risalenti al 2015/2016 insieme ad altre 16 persone”, ha scritto. “Come sempre, nel rimettermi alle decisioni dei giudici , sono tranquillo e certo di poter dimostrare la mia completa buonafede. Non è il primo avviso che ricevo, in 17 anni ne ho ricevuti altri e ho sempre dimostrato di aver agito nell’interesse della mia città”.Insieme a Bartolomeo, a vario titolo, stando da quanto risulta nella lista degli indagati figurano l’ex assessore ai Fondi europei della Giunta Bartolomeo Giovanni Costa, attuale consigliere comunale; l’ex dirigente comunale Sisto Astarita; l’ex dirigente comunale Marilena Terreri (ultimamente finita anche in un’altra inchiesta); Gioconda Terreri, dipendente comunale; l’ex dirigente comunale Giuseppe Caramanica, dallo scorso anno passato al Comune di Itri; Pierluigi Russo, impiegato comunale; Antonietta Franciosa, funzionaria comunale; la responsabile del Servizio economico del Comune Vienna La Valle, originaria di Corenio Ausonio e residente a Formia; l’ex sindaco di Villa Literno ed ex consigliere regionale della Campania Enrico Fabozzi; l’imprenditore fondano (e candidato consigliere nel centrosinistra per le prossime amministrative) Massimo Di Fazio, della Prometeo Srl; Davide D’Arcangelo, pure lui di Fondi, che della Prometeo è amministratore unico; Gennaro Santoro, imprenditore campano con base a Formia; l’imprenditore di San Cipriano d’Aversa Raffaele Garofalo, della ditta di Casapesenna Garofalo Costruzioni Srl; Vincenzo Buffolino, campano residente a Formia e funzionario dei servizi manutentivi comunali; Antonio Buffolino; Edmondo Tordi, originario del Ternano e residente a Roma, della SATPI Consulting Engineers Srl.
    Le contestazioni ipotizzate dal sostituto procuratore della Repubblica di Cassino Chiara D’Orefice, a vario titolo e in concorso, vanno dal reato di turbata libertà degli incanti, a quello di falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Gli episodi contestati si estendono lungo un arco temporale che va dal 2014 al 2017.

    Leggi anche… LEGGI TUTTO

  • in

    Carabiniere ucciso, Elder in lacrime in aula: ‘Chiedo scusa. E’ stata la notte peggiore della mia vita’

    Carabiniere ucciso, Elder in lacrime in aula: “Chiedo scusa. E’ stata la notte peggiore della mia vita” : Il giovane americano fa dichiarazioni spontanee durante processo.   “Voglio chiedere scusa a tutti, alla famiglia Cerciello e ai suoi amici. Al mondo intero. Quella notte e’ stata la peggiore della mia vita e se potessi tornare […]
    Completa la lettura di Carabiniere ucciso, Elder in lacrime in aula: ‘Chiedo scusa. E’ stata la notte peggiore della mia vita’
    Cronache della [email protected] LEGGI TUTTO

  • in

    Estorsioni ed elezioni, al via il processo per Cetrone, Pagliaroli e i Di Silvio

    Al via il processo per l’ex consigliera regionale di centrodestra Gina Cetrone, l’ex marito Umperto Pagliaroli, e tre esponenti del clan Di Silvio, Armando Lallà, ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma a capo di un’associazione per delinquere di stampo mafioso, e i figli Gianluca e Samuele.Il Tribunale di Latina ha ammesso le prove e le liste dei testimoni del pm Luigia Spinelli e delle difese.
    I giudici hanno inoltre accolto la costituzione di parte civile dell’associazione antimafia Caponnetto e rinviato poi l’udienza al prossimo 2 ottobre per conferire a un perito l’incarico di trascrivere le intercettazioni telefoniche.
    Gli imputati erano stati arrestati a gennaio dalla Mobile.
    Secondo l’Antimafia, l’imprenditrice di Sonnino ed ex consigliera regionale e l’ex marito avrebbero ingaggiato i Di Silvio per compiere estorsioni nei confronti di imprenditori da cui dovevano riscuotere del denaro o per farsi largo nel mercato e per gestire la campagna elettorale del 2016 per il rinnovo del consiglio comunale a Terracina, in cui era candidata anche la Cetrone.
    Il collaboratore di giustizia Agostino Riccardo ha sostenuto che l’esponente del centrodestra arrestata, da cui i Di Silvio avevano “preso l’appalto” per la campagna elettorale a Terracina, già conosceva il clan “anche in relazione alle precedenti campagne elettorali di Maietta e Di Giorgi” nel capoluogo pontino.
    Dichiarazioni che, anche secondo il Tribunale del Riesame, avrebbero trovato “diversi riscontri”.
    A pesare inoltre le dichiarazioni di un altro collaboratore di giustizia, Renato Pugliese, figlio del boss Costantino Cha Cha Di Silvio, a sua volta ritenuto attendibile, il quale ha riferito ai magistrati: “Gestire la campagna della Cetrone significava avere soldi sia per i manifesti sia per acquistare i voti”.
    Ancora: “Gina era pressante e anche il marito Umberto, quindi dovevamo renderla visibile e se vedeva i manifesti di Procaccini da qualche parte si innervosiva”.
    Altre conferme alle ipotesi investigative, secondo la Dda di Roma, sono poi arrivate da una serie di intercettazioni, che smentirebbero le giustificazioni fornite dalla ex consigliera regionale nell’interrogatorio a cui è stata sottoposta dal gip dopo il suo arresto.
    Tra l’esponente del centrodestra e il clan vi sarebbe una “vecchia amicizia”, tanto che l’Antimafia ha recuperato messaggi Facebook tra la Cetrone e Riccardo risalenti al dicembre 2014.
    E la Cetrone sembra si stesse preparando anche per le regionali del 2018, dicendo a Riccardo: “Ci sono anche le regionali in vista Agostino”.
    A 24 ore dall’inizio del processo, in un post su Facebook, la Cetrone ha però scritto: “Dannosissima è l’ingiustizia, che ha mezzi per nuocere.” (Aristotele). Falcone e Borsellino sono nel mito perché hanno vinto i processi contro la Mafia … Io e chissà quante altre persone INNOCENTI in Italia, ci troviamo di fronte ad indagini di ordine terzo che usurpano il lemma “Mafia”. Noi qui, invece, ci troviamo di fronte a soggetti che su tale usurpazione vogliono fare carriera passando sui corpi di persone INNOCENTI! Noi qui, invece, ci troviamo di fronte a persone che ritengono di aver fatto un buon lavoro soltanto perché hanno concluso le indagini! È ora di dire BASTA! I cittadini hanno bisogno di essere informati principalmente sulle topiche di taluni Magistrati e di taluni investigatori: troppo spesso si incensano tali Magistrati e tali investigatori, ma soltanto alla fine delle indagini. E’ sbagliato!!! Occorre attendere la fine del processo”.

    Leggi anche… LEGGI TUTTO

  • in

    Vaccino antinfluenzale: Tar respinge la sospensiva contro obbligo di vaccinazione

    Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di annullamento presentata dal Codacons, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 17 aprile 2020 n°30 che rende obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica. L’ordinanza regionale richiama le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la prevalenza della tutela della salute pubblica.“In attesa della discussione del merito questo pronunciamento del Tar è molto importante poiché non interrompe la macchina organizzativa della vaccinazione antinfluenzale che quest’anno ha un obiettivo ambizioso di coprire una fascia di cittadini molto ampia e anche tutti gli operatori sanitari con un vaccino gratuito e sicuro. Vaccinarsi quest’anno ha una particolare importanza data la pandemia in corso e una efficace copertura antinfluenzale consente di verificare prima i sintomi del COVID ed evitare inutili assembramenti presso i pronto soccorso” ha commentato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.Vac

    Leggi anche… LEGGI TUTTO

  • in

    Sentenze pilotate al Consiglio di Stato, condanna a 11 anni per l’ex giudice Nicola Russo

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    33 minuti fa
    in
    15 Settembre 2020

    Share

    Tweet

    Sentenze pilotate al Consiglio di Stato, condanna 11 anni per l’ex giudice Nicola Russo,  E’ accusato di corruzione, disposto anche il risarcimento di oltre 160 mila euro.
     
    I giudici della II sezione penale di Roma hanno condannato a 11 anni di carcere il giudice del Consiglio di Stato Nicola Russo (ora sospeso) per l’accusa di corruzione in atti giudiziari per avere pilotato almeno tre sentenze. La procura aveva sollecitato una condanna a 7 anni e mezzo. I giudici hanno, inoltre, dichiarato estinto il rapporto di Russo con la pubblica amministrazione e disposto un risarcimento di 100 mila euro in favore della Presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile, e di oltre 64 mila in favore dell’amministrazione giudiziaria a titolo di riparazione pecuniaria. L’indagine si basa sulle dichiarazioni dall’avvocato Pietro Amara secondo cui Russo, arrestato nel febbraio del 2019, avrebbe ottenuto da lui circa 80 mila euro (e altri 60mila promessi), per aggiustare sentenze di tre procedimenti davanti al Consiglio di Stato.
    A far scattare l’inchiesta, che nel febbraio 2019 portò all’arresto di Russo, erano state le dichiarazioni dell’avvocato Piero Amara ai magistrati, ai quali riferì di aver dato al giudice 80mila euro, promettendone altri 60mila per far ‘aggiustare’ tre sentenze. Nell’ambito dello stesso procedimento, nel luglio 2019 hanno patteggiato una condanna a 2 anni e mezzo l’ex presidente del Consiglio di giustizia amministrativa siciliana Raffaele Maria De Lipsis e l’ex magistrato della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso, accusati anche loro di corruzione in atti giudiziari. Per un terzo imputato, il deputato ora sospeso dell’assemblea regionale siciliana Giuseppe Gennuso, il gup Costantino De Robbio ha derubricato l’accusa in traffico di influenze fissando in un anno e due mesi la pena. Oggi infine la condanna per Russo, che ha scelto di essere giudicato con rito ordinario. Per l’ex Giudice del Consiglio di Stato il pm aveva chiesto una condanna a 7 anni e mezzo

    Articolo Successivo
    Percepivano il reddito di cittadinanza nonostante fossero detenuti: 30 denunciati

    Da non perdere
    Oroscopo, la giornata di oggi segno per segno

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Ti potrebbe interessare

    Comitato d’affari in Procura, 15 arresti: finisce in cella anche il pm napoletano Longo

    Area Vesuviana

    Pubblicato
    15 ore fa
    in
    14 Settembre 2020

    Caivano. Un ricorso al tribunale del Riesame: questa la prossima mossa degli avvocati di Michele Antonio Gaglione, accusato di omicidio preterintenzionale della sorella Maria Paola. Il Gip invece motiva la convalida e gli arresti in carcere con il ‘pericolo di recidiva’.
    “Ricorreremo al Tribunale del Riesame” hanno detto dopo la convalida del fermo da parte del Gip di Nola, gli avvocati Domenico Paolella e Giovanni Cantelli. Il giudice ha applicato nei confronti di Michele Antonio Gaglione un’ordinanza cautelare in carcere per omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi e lesioni nei confronti di Ciro Migliore, il compagno transgender di Paola. Secondo gli inquirenti Michele Antonio Gaglione, con la sua potente moto, ha inseguito lo scooter sul quale viaggiavano la sorella e Ciro, e provocato il grave incidente nelle prime ore dello scorso 11 settembre, ad Acerra. Michele Antonio e la sua famiglia non condividevano la relazione sentimentale tra Maria Paola e Ciro. Ai carabinieri, Ciro ha riferito che durante l’inseguimento Michele Antonio lo ha più volte minacciato di morte dicendogli, testualmente “ti taglio la testa”. Ciro, diventato anche il principale testimone in questa vicenda, ha raccontato anche che la caduta è avvenuta dopo avere ricevuto da Michele Antonio un calcio sul lato sinistro dello scooter (segni di pedate sono stati rilevati dai carabinieri sul lato sinistro del motociclo). Secondo Michele Antonio, invece, la caduta sarebbe avvenuta a causa della perdita di controllo dello scooter da parte di Ciro. Il fratello della vittima davanti ai carabinieri e oggi davanti al giudice per le indagini preliminari di Nola ha ammesso l’inseguimento, le percosse a Ciro ma non di avere causato il tragico incidente in cui ha perso la vita la sorella.Il gip ha motivato la decisione di lasciare Michele Antonio Gaglione sostenendo che vi possa essere il pericolo di recidiva. D’altronde, nei confronti di Ciro Migliore, la famiglia di Maria Paola non ha mai nascosto una grande avversione. “Solo la custodia cautelare in carcere riuscirà a scongiurare efficacemente il pericolo di reiterazione criminosa…”. Ha scritto il Gip di Nola, Fortuna Basile nell’ordinanza con la quale oggi ha convalidato l’arresto del 30enne Michele Antonio Gaglione, 30 anni. Secondo gli inquirenti Gaglione, con la sua potente moto Honda ADV ha inseguito lo scooter Honda SH 300 sul quale viaggiavano la sorella e il suo compagno Ciro che era alla guida, fino a farlo cadere provocando la morte di Maria Paola. “Risultano particolarmente gravi ed allarmanti – scrive ancora il gip – le modalità e le circostanze dell’azione che denotano l’incapacità dell’indagato di controllare le proprie pulsioni aggressive e denotano una accentuata pericolosità sociale” tanto che “non assume rilevanza alcuna lo stato di incensuratezza”. Per il gip esistono “gravi indizi di colpevolezza in relazione alla condotta contestata all’indagato”; inoltre “solo la custodia cautelare in carcere riuscirà a scongiurare efficacemente il pericolo di reiterazione criminosa, apparendo a tal fine inadeguata la misura cautelare degli arresti domiciliari”. Il giudice, però, sottolinea, anche che Michele Antonio ha comunque tenuto un atteggiamento “collaborativo, fornendo elementi utili alla ricostruzione dei fatti e rendendo anche dichiarazioni autoaccusatorie”.

    Continua a leggere

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    4 giorni fa
    in
    11 Settembre 2020

    Patenti nautiche ‘facili’ anche per 3 calciatori del Napoli: 31 indagati.

    Esami pilotati, o in alcuni casi mai svolti, per ottenere patenti nautiche. E tra i circa 600 presunti beneficiari, figurano anche tre calciatori del Napoli: Kalidou Koulibaly, Faouzi Ghoulam e José Maria Callejon. La Procura di Napoli ha emesso 31 avvisi di conclusione delle indagini, notificati dai Carabinieri di Caserta che hanno svolto le indagini tra il 2014 e il 2017.
    Secondo quanto riportano oggi organi di stampa, i tre calciatori del Napoli non sono indagati e nei loro confronti non c’è alcuna accusa formale. Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati ad ex funzionari della Motorizzazione civile, direttori di scuola guida e presunti facilitatori. I reati contestati dai pm napoletani sono corruzione e falso.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Cronaca2 giorni fa
    Caivano, ha ucciso la sorella ‘perché gay’ e poi ha picchiato la compagna trans: è in carcere

    Avellino e Provincia7 giorni fa
    Omicidio di camorra in Irpinia: ucciso il boss De Paola

    estrazioni6 giorni fa
    Vincite Lotto: a Cercola centrato un terno da 47.500 euro

    estrazioni5 giorni fa
    Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10 e Lotto LEGGI TUTTO

  • in

    Vecchi lavori a tutela della duna, stangata per il Comune

    Stangata al Comune di Sabaudia per i vecchi lavori disposti a tutela della duna costiera.La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’ente locale e confermato così in via definitiva la sentenza emessa il 2 settembre 2014 dalla Corte d’Appello di Roma, che lo condanna a pagare alla società cooperativa agricola Sorgeva quasi 914mila euro oltre agli interessi legali.
    Una sentenza che ha avallato quella emessa nel 2006 dal Tribunale di Roma, accogliendo la richiesta della società Intergea, poi incorporata dalla Sorgeva, con cui la stessa chiedeva le somme relative al mancato pagamento, in alcuni casi totale e in altri parziale, degli importi spettanti per i lavori eseguiti in base alle convenzioni Circeo 88, Life 94 e Life 95 stipulate con il Comune, oltre al maggior danno subito per l’ingiustificato protrarsi dei vincoli contrattuali, richiesta quest’ultima che non è però stata accolta.
    Oltre all’ente locale è stato inoltre condannato, ed è stata confermata la condanna, il Ministero dell’Ambiente a corrispondere allo stesso Comune oltre 200mila euro più interessi.
    Per i giudici l’ente locale è l’unico soggetto titolare delle obbligazioni contrattuali nei confronti dell’appaltatrice, poiché il Comune ha stipulato i tre contratti relativi all’esecuzione dei progetti Circeo 88, Life 94 e Life 95 e di conseguenza il pagamento dei compensi per tali lavori è dovuto dal Comune committente, “non essendo applicabile ai rapporti in contestazione alcuna norma derogatoria di esclusione della responsabilità del committente in ipotesi di tardivo pagamento conseguente alla tardiva ricezione delle somme di danaro poste a disposizione dall’ente finanziatore”.
    Ricorrendo in Cassazione, il Comune di Sabaudia è tornato a battere sulle responsabilità del dicastero ora retto dal ministro Sergio Costa, ma il ricorso è stato appunto dichiarato inammissibile e la Suprema Corte ha precisato che nel ricorso mancavano anche “l’indicazione delle norme di diritto su cui si fonda la pretesa di rivalsa nei confronti del Ministero”.
    La Cassazione ha infine condannato il Comune anche a pagare oltre 10mila euro di spese di giudizio.

    Leggi anche… LEGGI TUTTO