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    Ci sono anche il nipote del boss e il figlio di un affiliato ai D’Alessandro tra gli arrestati per l’aggressione al carabiniere

    Ci sono anche il nipote del boss e il figlio di un affiliato storico del clan D’Alessandro tra i quattro arrestati per il pestaggio del carabiniere sul lungomare di Castellammare.

    Al termine della prima giornata di indagine infatti sono finiti in carcere Ferdinando Imparato (27enne nipote si Salvatore o’ paglialone, il boss del famoso striscione ‘I pentiti devono morire abbruciati’ la notte dell’Immacolata di due anni fa) e poi Pio Lucarelli (19 anni, figlio di Giovanni ‘Braciola’, storico affiliato al clan D’Alessandro), Giovanni Salvato, 22enne, e il 17enne P.D.M., già conosciuto agli investigatori.

    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Carabiniere pestato dal branco: arrestati in 4, c’è anche un minorenne. Preso anche il ladro del borsello del militare
    I quattro fermati fanno parte di un gruppo di almeno una dozzina uomini che hanno pestato il militare. Un quinto uomo è stato, poi, arrestato per furto: si chiama Manuel Spagnuolo, 42enne pregiudicato, che dopo il pestaggio ha portato via il portafogli del carabiniere, finito a terra nella colluttazione: una perquisizione a casa ha permesso di recuperare la refurtiva. Gli altri partecipanti all’aggressione sono stati già tutti identificati e per loro è scattata una denuncia a piede libero. LEGGI TUTTO

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    Castellammare, carabiniere interviene per sedare una rissa e viene pestato: è grave

    Castellammare. Carabiniere fuori servizio interviene per sedare una rissa e viene colpito con caschi e sedie: e’ grave.

    Un carabiniere fuori servizio interviene per sedare una lite e viene pestato selvaggiamente da un gruppo di persone. E’ accaduto intorno alla mezzanotte nel centro di Castellammare di Stabia (Napoli). Il militare e’ stato aggredito e picchiato usando caschi e sedie come armi. E’ stato colpito gravemente alla testa, ha perso conoscenza e le ferite hanno provocato una seria emorragia.

    E’ stato soccorso dai tanti testimoni presenti alla scena, mentre gli aggressori sono fuggiti. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Leonardo, le sue condizioni sono gravi. Il traffico e’ rimasto paralizzato e ne sono conseguite difficolta’ anche per far arrivare l’ambulanza sul luogo dei soccorsi. Il 118 ha impiegato quasi mezz’ora. LEGGI TUTTO

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    Il poliziotto narcos di Castellammare dovrà spiegare per conto di chi trasportava la droga

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    E’ attesa per stamane l’udienza di convalida davanti al gip del poliziotto narcos Benedetto Cirillo, nativo di Castellammare di Stabia arrestato ieri in Calabria mentre andava in vacanza con la famiglia e ben 7,5 chilogrammi di cocaina nascosta in auto.

    L’uomo, 40 anni, la cui famiglia è originaria di Boscoreale, vive in Sicilia ma è in servizio presso il XII Reparto Mobile di Reggio Calabria. I suoi colleghi lo descrivono come un agente intergerrimo, dovrà spiegare ai magistrati cosa ci faceva con quell’ingente quantitativo di droga in auto. Ma soprattutto dove l’aveva presa e a chi doveva consegnarla.

    Cirillo è stato arrestato nella mattinata di ieri dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Locri lungo la strada di grande comunicazione Jonio Tirreno che collega Rosarno a Marina di Gioiosa Jonica.Viaggiava in auto con moglie e figlio minorenne e si stava recando in vacanza sullo Jonio. I militari dell’Arma lo hanno fermato per un normale controllo. L’agente, dopo aver esibito una fotocopia del tesserino di riconoscimento, si e’ mostrato sin da subito agitato ed insofferente al controllo, destando cosi’ nei militari il sospetto che potesse avere qualcosa da nascondere.
    Sottoposto a perquisizione, alla quale hanno partecipato anche operatori della Polizia di Stato opportunamente fatti intervenire sul posto, sono stati trovate abilmente occultate all’interno di un doppio fondo ricavato dietro il vano portaoggetti le confezioni plastificate da circa 1 chilo ciascuna, per complessivi 7,5 chili di cocaina. Dichiarato in stato di arresto, al termine delle formalita’ di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria.
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    Poliziotto di Castellammare arrestato mentre va in vacanza con la famiglia e 7 chilogrammi di cocaina

    Poliziotto di Castellammare arrestato con 7 chilogrammi di cocaina in auto. E’ accaduto stamane lungo la strada Jonio – Tirreno, che da Rosarno porta a Siderno.

    L’uomo, A.C.B. di 40 anni e in servizio al XII Reparto Mobile di Reggio Calabria è stato fermato dai  Carabinieri della stazione di Locri per un normale controllo. Era in auto con moglie e figlio e si stava recando in vacanza sullo Ionio. I militari nel corso del controllo hanno rinvenuto in auto ben 7 chilogrammi di cocaina.

    Per lui sono scattate le manette e per la famiglia vacanze finite. Ora le indagini continuano per capire se l’agente corrotto facesse da corriere per conto di qualcuno e a chi era destinata quell’ingente quantitativo di droga LEGGI TUTTO

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    Castellammare, la Dda potrebbe chiedere il sequestro beni di Greco

    La Dda di Napoli starebbe valutando la richiesta al Tribunale di un’ulteriore misura cautelare nei confronti di Adolfo Greco, imprenditore stabiese detenuto ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Olimpo.

    Così mentre il re del latte, fresco di sentenza di risarcitoria dopo essersi costituito parte civile nello stesso procedimento che lo vede imputato, ha fatto sapere di voler esporre la sua versione dei fatti al tribunale dopo oltre due anni di detenzione cautelare, la pubblica accusa sarebbe pronta a chiedere il sequestro conservativo dei beni dell’imprenditore. Greco è ritenuto il dominus principale dell’Inchiesta Olimpo ed è accusato di essere il collegamento tra imprenditori vittime delle estorsioni e la criminalità organizzata.
    Ma non solo, è considerato allo stesso tempo una vittima del sistema ma anche parte di esso. Ed è per questo che si è costituito parte civile nell’ambito dello stesso procedimento che si svolge con rito ordinario a Torre Annunziata. E’ stato destinatario di una misura cautelare il 5 dicembre del 2018, insieme ad altri soggetti ritenuti esponenti della criminalità organizzata egemone sul territorio di Castellammare, comuni limitrofi e Monti Lattari.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Processo Olimpo: 50 anni di carcere ai clan stabiesi
    Il 14 gennaio il Tribunale di Torre Annunziata aveva accolto, dopo numerose istanze degli avvocati difensori, la richiesta di rimodulazione della custodia cautelare agli arresti domiciliari. Una scarcerazione bloccata la mattina successiva a causa di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere.
    Alla base di questa misura l’accusa di aver favorito i Casalesi nella vendita del latte nel casertano senza perdere la concessione Parmalat. Il 20 gennaio Greco è stato poi trasferito nell’ambulatorio del carcere di Torino per gravi un aggravarsi del quadro clinico. A metà marzo l’imprenditore è ritornato a casa dove ha festeggiato il 20 aprile il suo 70esimo compleanno.
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    Castellammare, scoperte 200 piante di canapa alla ‘Casa del Guardiano’ sulla strada per il Faito

    Castellammare. Ancora un altro colpo inferto ai narcos dei Monti Lattari.

    Stamattina gli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia hanno scoperto e sequestrato, lungo le pendici dei Monti Lattari nei pressi della zona nota come “casa del guardiano”, 200 piante di canapa indiana del peso complessivo di circa 80 Kg, coltivate in un terreno lungo una strada che collega Castellammare di Stabia al Monte Faito.
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    Processo Olimpo: 50 anni di carcere ai clan stabiesi

    Processo Olimpo: arrivano le prime condanne per i 9 imputati legati ai clan D’Alessandro, Cesarano e Afeltra di Castellammare, Pimonte e Agerola che hanno scelto il rito abbreviato.

    E tra questi c’è anche Teresa Martone, vedova del padrino Michele D’Alessandro. Le pene complessive arrivano a circa 50 anni di carcere dimezzate rispetto alle richieste formulate dal pm della Dda, Giuseppe Cimmarota.
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    In questo processo non compare come imputato l’imprenditore Adolfo Greco, dominus principale dell’inchiesta, al quale però è stato riconosciuto di essere vittime di estorsione da parte Teresa Martone, Nicola esposito, Giovanni Cesarano e Aniello Cesarno e quindi dovrà essere risarcito. Mentre è stata rigettata la sua richiesta risarcitoria complessiva. Condannati al risarcimento in separata sede per tutti gli imputati nei confronti del Comune di Castellammare di Stabia e delle associazioni anticamorra Fai Antiracket e Sos Impresa, che si erano costituiti parte civile.

    Le condanne nel dettaglio: per Teresa Martone, la richiesta era di 9 anni di reclusione ma la pena inflitta è giusto la metà: 4 anni e 6 mesi. La pena più pesante era stata invocata per l’imprenditore del clan Liberato Paturzo detto cocò, da sempre vicino alla cosca di Scanzano,  per il quale l’Antimafia chiedeva 12 anni di carcere: ma è stato condannato a 5 anni e 4 mesi.Per gli altri: 6 anni per Vincenzo Di Vuolo, 5 anni per Giovanni Cesarano (detto Nicola), 5 anni e 4 mesi per Nicola Esposito ’o mostro, Giovanni Gentile e Raffaele Afeltra ’o burraccione, 6 anni e 4 mesi per Aniello Falanga, infine 4 anni e 6 mesi per Francesco Afeltra, fratello di Raffaele.

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    Processo Olimpo: 50 anni di carcere ai clan stabiesi. Greco sarà risarcito

    Processo Olimpo: arrivano le prime condanne per i 9 imputati legati ai clan D’Alessandro, Cesarano e Afeltra di Castellammare, Pimonte e Agerola che hanno scelto il rito abbreviato.

    E tra questi c’è anche Teresa Martone, vedova del padrino Michele D’Alessandro. Le pene complessive arrivano a circa 50 anni di carcere dimezzate rispetto alle richieste formulate dal pm della Dda, Giuseppe Cimmarota.
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    In questo processo non compare come imputato l’imprenditore Adolfo Greco, dominus principale dell’inchiesta, al quale però è stato riconosciuto di essere vittime di estorsione e quaindi dovrà essere risarcito. Condannati al risarcimento in separata sede per tutti gli imputati anche nei confronti del Comune di Castellammare di Stabia e delle associazioni anticamorra Fai Antiracket e Sos Impresa, che si erano costituiti parte civile.

    Le condanne nel dettaglio: per Teresa Martone, la richiesta era di 9 anni di reclusione ma la pena inflitta è giusto la metà: 4 anni e 6 mesi. La pena più pesante era stata invocata per l’imprenditore del clan Liberato Paturzo detto cocò, da sempre vicino alla cosca di Scanzano,  per il quale l’Antimafia chiedeva 12 anni di carcere: ma è stato condannato a 5 anni e 4 mesi.Per gli altri: 6 anni per Vincenzo Di Vuolo, 5 anni per Giovanni Cesarano (detto Nicola), 5 anni e 4 mesi per Nicola Esposito ’o mostro, Giovanni Gentile e Raffaele Afeltra ’o burraccione, 6 anni e 4 mesi per Aniello Falanga, infine 4 anni e 6 mesi per Francesco Afeltra, fratello di Raffaele.

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    Da Castellammare a Napoli con due chili di cocaina nel marsupio: arrestati in due

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato San Carlo Arena hanno controllato in via Arenaccia due persone a bordo di uno scooter trovandole in possesso di due confezioni contenenti oltre 1,7 kg di cocaina, custodite in un marsupio, e di 235 euro. Agostino Carbone, 27enne di Pompei, e Pasquale Ingenito, 30enne di Castellammare di Stabia, entrambi […] LEGGI TUTTO

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    Inchiesta ex Cirio: le intercettazioni non erano utilizzabili

    Inchiesta ex Cirio: intercettazioni non erano utilizzabili. Le motivazioni del Tribunale del Riesame sull’annullamento degli arresti dei parlamentari di Forza Italia, Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo. Gli elementi emersi dalle telefonate intercettate dalla Dda di Napoli, nell’ambito di un’altra indagine, non potevano confluire nell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata e non rappresentano gravi indizi di […] LEGGI TUTTO

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    Castellammare, minacce e incendio dello scooter della ex: ai domiciliari 20enne

    Castellammare, minacce e incendio dello scooter della ex: ai domiciliari 20enne. I Carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate, in data 25 giugno 2020, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico – emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica -, hanno […] LEGGI TUTTO

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    Inchiesta ex Cirio: il Riesame annulla la richiesta di arresti domiciliari per Cesaro e Pentangelo

    Inchiesta ex Cirio: il Riesame annulla la richiesta di arresti domiciliari per Cesaro e Pentangelo La richiesta era sta avanzata dalla Procura di Torre Annunziata  per i parlamentari di Forza Italia Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo nell’ambito dell’inchiesta sulla riqualificazione dell’area ex Cirio di Castellammare di Stabia. Sulla richiesta si sarebbero dovute esprimere le Camere […] LEGGI TUTTO