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    Camorra, stesa nella roccaforte del clan Ferone

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    1 ora fa
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    8 Agosto 2020

    Colpi d’arma da fuoco, di pistola e, verosimilmente, anche di fucile, sono stati sparati all’alba a Casavatore, in una zona della citta’ ritenuta dagli investigatori la roccaforte del clan Ferone.

    La ‘stesa’ e’ avvenuta alle 5 di stamattina, all’intersezione tra via San Pietro e corso Europa, dove sono entrati in azione quattro persone in sella a due moto. I carabinieri della stazione di Casavatore e del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno trovato fori di ogiva in cinque vetture parcheggiate e sulla serranda di una farmacia. A terra sono stati invece trovati e sequestrati quattro bossoli calibro 9X21 (pistola) e 4 bossoli calibro 12 (fucile). Qualche giorno fa i carabinieri hanno arrestato un esponente di spicco del clan Ferone, Antonio Ferone, accusato di reati connessi al business degli stupefacenti.

    Gli spari secondo gli investigatori rappresentano un evidente segnale di sfida al boss.

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    Camorra, così i reduci del clan Cava chiedevano il pizzo agli imprenditori del Vallo di Lauro

    Due persone in carcere e quattro agli arresti domiciliari per tentata estorsione pluriaggravata anche dal metodo mafioso.
    I carabinieri della Compagnia di Baiano (Avellino) hanno eseguito le misure cautelari emesse dal gip presso il tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo tra ottobre 2017 e marzo 2018, hanno consentito di accertare che i destinatari del provvedimento cautelare avevano attuato la pianficazione e l’organizzazione del tentativo di estorsione pluriaggravata, anche dal metodo mafioso, ai danni di un imprenditore edile attivo nell’area nolana. Le attività investigative hanno permesso di accertare che gli indagati, ritenuti vicini al clan camorristico Cava operante nel Vallo di Lauro e nell’hinterland napoletano, avevano organizzato una serie di preparativi che vanno dalla localizzazione della vittima, a ripetuti sopralluoghi e all’individuazione di un loro complice, amico dell’imprenditore, grazie al quale, con uno stratagemma, avevano attirato la vittima in un immobile nell’hinterland napoletano.
    Qui, con minacce e violenze fisiche, avevano chiesto a titolo estorsivo 25mila euro nonché la vendita fittizia di un suo terreno agricolo nel Comune di Quindici (Avellino), beneficiario di rilevanti contributi economici regionali. Il clan Cava era decimato dagli arresti e dalla morte dello storico capo Biagio, ma non ancora estinto, dato che uno degli uomini di punta dell’organizzazione storica che contende il controllo del racket nel Vallo di Lauro ai Graziano aveva messo in piedi una banda per condizionale le attivita’ edilizie nella zona a ridosso del nolano. Ma questa mattina Giuseppe Pacia, 62 anni, di Quindici e con numerosi precedenti penali, e’ finito in carcere, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare a carico di altre 5 persone emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda di Napoli. Con lui in carcere anche Michele Castaldo, 32 anni, mentre agli arresti domiciliari si trovano Salvatore Pacia, 60 anni, Vincenzo Rufino, 43 anni, Pasquale Isernia 46 anni e Gaetano Varchetta di 73.
    Sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Baiano che hanno avviato le indagini nell’ottobre del 2017. I sei sono accusati tutti di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Avevano preso di mira un costruttore e da questi pretendevano non soltanto il pagamento del pizzo ma anche la cessione di un terreno agricolo che avrebbe beneficiato di ingenti contributi regionali. E per ottenere tuto questo avevano pianificato il sequestro dell’imprenditorie. Sopralluoghi nel cantiere, l’individuazione di un complice, che avrebbe agevolato il sequestro: il piano ha preso forma nel 2018, quando i sei sono riusciti ad attirare l’imprenditore del nolano in un edificio in costruzione dell’hinterland nolano e li’ lo hanno minacciato e picchiato per farsi consegnare 25mila euro e la promessa di cessione del terreno. Gli arresti sono stati eseguiti tra Moschiano, Pago del Vallo di Lauro, Marigliano, Visciano e Nola.
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    Camorra, imprenditore napoletano: ‘Io assolto ma beni sequestrati’

    20040206 – ROMA – GIUSTIZIA, SOSPESO LO SCIOPERO DEI MAGISTRATI – Una foto di archivio che mostra una toga adagiata su una sedia in un’ aula di tribunale. MASSIMO CAPODANNO /ANSA/KLD

    Pochi giorni fa ha subito, da parte della Dia un sequestro di beni per 10 milioni di euro, in esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale del tribunale di Firenze perche’ considerato legato ad ambienti camorristici. Ma il procedimento penale che aveva anche portato nel 2007 all’arresto suo e della moglie lo scorso 30 gennaio 2020 si e’ chiuso con un’assoluzione in Cassazione.
    E’ quanto spiega in una lettera inviata alla stampa Francesco Rastelli, imprenditore alberghiero originario di Boscoreale (Napoli), da tempo trasferitosi in Toscana dove vive a Montecatini Terme: “A distanza di 13 anni la mannaia della giustizia, mai stata cosi’ cieca e bendata, si e’ nuovamente abbattuta su di me e sui miei familiari”, commenta. Rastelli spiega che “il 27 settembre 2007 fu arrestato, insieme a mia moglie, con le accuse di riciclaggio e reimpiego nelle attivita’ alberghiere della mia famiglia di danari provenienti e forniti dal clan camorristico Formicola, oltre che di usura, ed abbiamo subito il sequestro preventivo di tutti i nostri beni, dei conti correnti e delle societa’ (tutte attive, produttive, mai interessate da fallimenti, concordati o vendite coatte).
    Ho affrontato a testa alta, con dignita’ e pazienza, come mi hanno anche sempre chiesto e richiesto la mia famiglia, i miei legali e tutti i miei collaboratori prima il carcere, la chiusura delle indagini, ho chiesto la celebrazione del giudizio immediato, ed affrontato il dibattimento”, “durato sei anni”. Nel corso del processo, su parere favorevole dello stesso pm “si e’ proceduto a una graduale restituzione dei nostri beni e delle societa’”. Nel 2004 l’assoluzione da parte del tribunale di Pistoia, confermata poi dalla Cassazione. Lo scorso 1 luglio “l’incubo e’ ricominciato”. “Esiste in Italia forse un quarto grado di giudizio? – afferma -: “Anche oggi, come 13 anni fa, mi presento e continuo ad andare a testa alta, senza mollare, pronto a dimostrare la mia estraneita’ rispetto” a quanto “detto di brutto” “nei miei confronti, della mia famiglia e delle mie imprese che contano oltre 140 dipendenti e collaboratori”.
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    Droga e kalashnikov al Parco Verde di Caivano: la DDA dispone il fermo di cinque boss del rione

    Caivano. Droga, kalasnikov e minacce: i Carabinieri arrestano 5 persone su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli per associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, detenzioni di armi, violenza privata e danneggiamento aggravate dal metodo mafioso. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna il 26 giugno scorso hanno arrestato cinque persone […] LEGGI TUTTO

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    Sequestro record di anfetamine nel porto di Salerno, la ‘droga dell’Isis’ acquistata da un cartello di clan della camorra

    Salerno. Sequestro record di anfetamine nel porto di Salerno: 14 tonnellate di pasticche per un valore di un miliardo di euro sono state bloccate dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza, in un’operazione coordinata dalla DDA di Napoli. La droga sintetica era destinata ad un cartello di clan della camorra per rifornire tutta Europa. […] LEGGI TUTTO

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    Camorra: 25 avvisi chiusura indagini per il nuovo clan Partenio

    Il racket delle estorsioni, la gestione dell’usura e il controllo di alcuni appalti pubblici oltre a una serie di attentati, di gesti intimidatori e un clima che condizionava pesantemente alcune attivita’ economiche nella citta’ di Avellino e in diversi comuni della provincia. Pubblicità E’ un quadro complesso e allarmante quello tracciato dai magistrati della Dda […] LEGGI TUTTO

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    Clan Amato-Pagano: torna in carcere per associazione per delinquere il luogotenente Belgiorno era stato scarcerato per Covid

    Pubblicità Arzano. Clan Amato-Pagano: scarcerato per Covid torna in carcere Giosuè Belgiorno, 29enne ritenuto luogotenente della cosca napoletana. Il killer era stato condannato a 20 anni per l’omicidio di Antonino D’Andò avvenuto nel 2011, ed era stato da poco scarcerato perché le sue condizioni di salute ne sconsigliavano la detenzione a causa dell’emergenza coronavirus.Belgiorno stava […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, pizzo a ditta di trasporti di Ponticelli: preso uomo del clan Montescuro

    Napoli. Quanto accaduto nella serata di sabato è solo l’ultimo degli episodi di sopruso che in questi primi tre giorni di riapertura sono avvenuti nel quartiere di Chiaia, nello specifico nel quadrilatero dei baretti. Due locali che fanno parte dell’associazione Chiaia Night – Bisi e Bi-lateral – sono stati obbligati a chiudere alle 23 nonostante […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, torna in carcere il boss Patrizio Bosti scarcerato 5 giorni fa

    Pubblicità Torna in carcere il boss Patrizio Bosti. Era stato scarcerato cinque giorni. Il capo camorra è il cognato del super boss Eduardo Contini o romano e co fondatore della famosa “Alleanza di Secondigliano.   I poliziotti della squadra mobile di Napoli hanno arrestato Patrizio Bosti, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, sequestro bene ad esponente del clan Pesacane

    La Compagnia della Guardia di Finanza di Torre del Greco, al termine di indagini economico-patrimoniali delegate dalla D.D.A. partenopea ai sensi del cd. “Codice Antimafia”, ha sequestrato, a Boscotrecase, su disposizione del locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, l’abitazione, di 100 mq e del valore di 125.000 euro, nella disponibilità di Giuseppe Ranieri (cl. […] LEGGI TUTTO

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    Operazione ‘Piazza pulita’ contro il clan Orlando di Marano: 24 arresti.I NOMI

    Alle prime ore di questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Marano di Napoli hanno dato esecuzione a 24 misure cautelari emesse dal Tribunale di Napoli all’esito di un’indagine  coordinata dalla D.D.A. di Napoli.L’attività, denominata “Piazza pulita”, ha consentito di raccogliere a carico degli arrestati gravi indizi di colpevolezza in ordine alla loro partecipazione, a […] LEGGI TUTTO