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    Maxi rissa a Benevento, chiama il padre che arriva con katana: 5 feriti e 2 arresti

    Benevento e Provincia

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    3 ore fa
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    11 Ottobre 2020

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    Maxi rissa a Benevento, chiama il padre che arriva con katana: 5 feriti e 2 arresti.
     
    La piu’ celebre, quella forgiata da Hattori Hanzo, e’ diventata un cult cinematografico grazie a Quentin Tarantino e al suo Kill Bill. Ed era qualcosa di simile alla ‘spada della sposa’ la katana – caratteristica spada giapponese usata dai samurai – brandita ieri sera da un 60enne di Benevento per risolvere una maxirissa che ha visto coinvolto il figlio nella centrale piazza Risorgimento. Alla fine il bilancio e’ stato di cinque persone ferite e due arrestate. Secondo una prima ricostruzione, tutto e’ cominciato con l’aggressione di un 37enne di Benevento da parte di alcuni coetanei. Costui per difendersi ha chiamato il padre che e’ arrivato armato di una katana lunga 80 centimetri. Sul posto nel frattempo sono giunti gli agenti della Questura del capoluogo e i carabinieri del comando provinciale per riportare la calma.
    Gli agenti di polizia hanno subito individuato e bloccato l’uomo che brandiva la “katana” all’indirizzo dei presenti dopo averne colpiti alcuni. Alla vista degli agenti ha cercato di disfarsi della spada e di darsi alla fuga ma e’ stato bloccato e identificato: e’ un sessantenne di Benevento, gia’ noto per i suoi trascorsi penali. I carabinieri invece sono intervenuti nell’istituto scolastico Mazzini, dove secondo le indicazioni dei passanti si era rifugiato il figlio. I militari, una volta giunti, lo hanno bloccato e identificato. I feriti sono cinque in tutto.
    Quattro sono vittime della violenza di padre e figlio: tutti soccorsi e trasportati nei due ospedali di Benevento, hanno riportato ferite da taglio provocate dalla spada ma tre sono in buone condizioni e sono stati gia’ dimessi mentre il quarto e’ in osservazione all’ospedale San Pio. Il quinto ferito e’ lo stesso 37 enne che nel colpire ripetutamente i passanti ha riportato a sua volta lesioni non gravi. Padre e figlio sono stati quindi arrestati con l’accusa di lesioni aggravate e porto abusivo di armi.

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    Benevento e Provincia

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    42 minuti fa
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    11 Ottobre 2020

    Coronavirus, positiva la nuotatrice sannita Stefania Pirozzi.

    La nuotatrice di origini sannite, Stefania Pirozzi, è risultata positiva al Coronavirus. E’ stata lei stessa a comunicare la notizia attraverso un post sulla propria pagina facebook. L’atleta azzurra, asintomatica, si apprestava a raggiungere Budapest per partecipare alla “International Swimming league”, competizione a squadra e che vede la Pirozzi gareggiare nello stesso team di Federica Pellegrini. Partenza rimandata.

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    Scarcerato autista sannita di pullman accusato di spaccio di droga

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    2 giorni fa
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    9 Ottobre 2020

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    La XII Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo il ricorso dell’Avv. Vittorio Fucci jr, ha rimesso in libertà l’autista di pullman Maglione Mario, di Airola, di 51 anni, revocando gli arresti domiciliari.
    Come si ricorderà, il Maglione fu tratto in arresto, a Napoli, il 15 settembre, perché ritenuto presuntivamente responsabile di detenzione aggravata ai fini di spaccio di oltre 110 gr. di hashish. A seguito dell’udienza di convalida, il GIP sostituì la custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame, mentre, ha disposto la remissione in libertà del Maglione.

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    Napoli, parcheggiatore abusivo toglie multe dalle auto in via del Sole

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    Benevento e Provincia

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    2 giorni fa
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    9 Ottobre 2020

    Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, alla luce dell’aumento della curva dei contagi da Covid-19 e dell’inosservanza delle norme di prevenzione della diffusione del virus in alcuni uffici aperti al pubblico (in particolare negli uffici postali della citta’), ha emanato un’ordinanza che impone ai responsabili di tutte le attivita’ e degli uffici aperti al pubblico, tra cui gli uffici postali, l’applicazione delle norme di prevenzione del diffondersi del virus con particolare riferimento al rilevamento della temperatura corporea dei dipendenti e della clientela-utenza. Alle attivita’ e agli uffici pubblici che non dovessero attuare pienamente le suddette misure – si legge nella ordinanza – sara’ comminata la chiusura.

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    Assolto perché il fatto non sussiste, l’avvocato Salvatore Pollastro in relazione alla vicenda Gosaf

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    3 giorni fa
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    8 Ottobre 2020

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    Si è tenuto innanzi al GUP del Tribunale di Avellino, dott. Paolo Cassano, l’udienza preliminare a carico dell’Avv. Salvatore Pollastro, di S. Agata dei Goti, assistito dagli Avvocati Vittorio Fucci jr e Gennaro Iannotti.
    Come si ricorderà l’Avv. Pollastro era imputato di abuso d’ufficio, in concorso con altre persone, in relazione alle vicende che riguardavano la GOSAF concessionaria della riscossione dei tributi nell’interesse di enti pubblici.
    Il processo originariamente si era incardinato presso il Tribunale di Benevento, dove il GIP dispose il rinvio a giudizio dell’Avv. Pollastro e di altre persone, ma il Tribunale in sede dibattimentale, ritenne la propria incompetenza territoriale in ordine hai fatti contestati ad alcuni imputati, per cui il processo fu traferito ad Avellino.
    Il GUP del Tribunale di Avellino, all’esito dell’udienza preliminare, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste nei confronti dell’Avv. Pollastro.
    La sentenza del GUP pone fine ad una vicenda giudiziaria assurda, riconoscendo la totale innocenza dell’Avv. Pollastro, che sia da Amministratore del Comune di S. Agata dei Goti sia come comandato presso i gruppi consiliari della Regione Campania, prima quello dei Popolari-UDEUR e poi quello di Forza Italia, ha sempre svolto con onestà, trasparenza ed intelligenza il ruolo politico amministrativo nell’esclusivo interesse del bene comune.

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    Benevento e Provincia

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    2 giorni fa
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    9 Ottobre 2020

    Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, alla luce dell’aumento della curva dei contagi da Covid-19 e dell’inosservanza delle norme di prevenzione della diffusione del virus in alcuni uffici aperti al pubblico (in particolare negli uffici postali della citta’), ha emanato un’ordinanza che impone ai responsabili di tutte le attivita’ e degli uffici aperti al pubblico, tra cui gli uffici postali, l’applicazione delle norme di prevenzione del diffondersi del virus con particolare riferimento al rilevamento della temperatura corporea dei dipendenti e della clientela-utenza. Alle attivita’ e agli uffici pubblici che non dovessero attuare pienamente le suddette misure – si legge nella ordinanza – sara’ comminata la chiusura.

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    Traffico di droga in tutta la Campania: torna in libertà il presunto narcos Giovanni Testa

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    19 minuti fa
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    25 Settembre 2020

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    La V Sezione della Corte di Appello di Napoli, accogliendo l’istanza dell’Avv. Vittorio Fucci, ha rimesso in libertà Giovanni Testa, di Montesarchio, di 50 anni, revocandogli la misura cautelare dell’obbligo di dimora.
    Come si ricorderà, il Testa fu tratto in arresto nel novembre del 2018, su ordinanza di custodia cautelare del GIP del Tribunale di Napoli Nord, successivamente sottoposto prima alla misura degli arresti domiciliari e poi a quella dell’obbligo di dimora in Montesarchio,  perché ritenuto presuntivamente responsabile dello spaccio aggravato di diversi chili di sostanze stupefacente, in concorso con diverse altre persone, in relazione ad un traffico, di decine di chili di sostanza stupefacente, che riguardava tutte le provincie della Campania e rispetto al quale il Testa avrebbe avuto un ruolo di spicco.
    Le indagini erano supportate da intercettazioni ambientali e telefoniche, da appostamenti della polizia giudiziaria e dalle sommarie informazioni di diversi testimoni. La Corte d’Appello ha ritenuto, però, di rimettere completamente in libertà il sannita Giovanni Testa.

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    Benevento e Provincia

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    3 ore fa
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    25 Settembre 2020

    Benevento. Un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica relativamente alla questione della positività al Covid-19 di alcuni migranti ospitati nel centro di accoglienza ubicato in via Cocchia.
    E’ la richiesta che il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha ufficialmente rivolto al prefetto Francesco Antonio Cappetta.Una convocazione urgente per fare luce sulla situazione che ha destato grosso allarme, soprattutto tra i cittadini del rione Libertà, e rispetto alla quale il Comune di Benevento non ha alcuna competenza.
    Presso il centro proseguono le operazioni di sorveglianza delle forze dell’ordine. Polizia, carabinieri e Guardia di Finanza che per tutta la notte hanno vigilato l’intera area anche e soprattutto dopo che alcuni residenti avevano fatto scattare l’allarme per un tentativo di fuga degli ospiti della struttura. Alcuni di loro, infatti, avevano issato alla finestra delle lenzuola annodate con il chiaro intento evidentemente di allontanarsi dal palazzo dove da tempo vengono ospitati gli extracomunitari. Nelle prossime ore dovrebbero arrivare i risultati dei tamponi effettuati dall’Asl a tutti gli extracomunitari e a tutti gli operatori del centro.

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    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    22 ore fa
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    24 Settembre 2020

    Giovane migrante muore nel Beneventano travolto dal Tir su cui si era nascosto
    Un giovane migrante è morto dopo essere stato travolto da un tir sul quale aveva viaggiato di nascosto. È successo lungo la statale 90 bis, nel territorio del comune di Paduli (Benevento), poco prima dell’ingresso di un’azienda che si occupa della lavorazione dei tabacchi. Il tir era partito dalla Bulgaria diretto in Portogallo ed era sbarcato a Brindisi, per poi fare tappa nel Sannio
    Secondo una prima ricostruzione, come riportano le cronache locali, il giovane migrante – un ragazzo tra i 20 e i 25 anni di cui non si conoscono ancora le generalità – si sarebbe nascosto sul mezzo tra il rimorchio e la motrice. A un certo punto sarebbe caduto e sarebbe stato travolto dal tir che stava svoltando per accedere al piazzale della ditta. L’autotrasportatore, avvertendo che qualcosa era finito tra le ruote, si è fermato e ha visto il corpo straziato del giovane. La salma del giovane migrante è stata trasportata presso l’obitorio dell’ospedale Rummo di Benevento.
    Sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Benevento, ai quali l’autista del tir ha detto di non sapere che sul suo mezzo si era nascosto il giovane. La posizione dell’autotrasportatore è ora al vaglio degli inquirenti.

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    Scarcerato l’autista dell’Eav trovato con droga nella borsa sul bus

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    46 secondi fa
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    18 Settembre 2020

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    Si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, innanzi al G.I.P. dl Tribunale di Napoli, a carico dell’autista Sannita, dipendente dell’EAV, difeso dall’Avv. Vittorio Fucci jr.
    In particolare l’autista era stato tratto in arresto, a Napoli, il 15 settembre dai Falchi della squadra mobile, perché ritenuto presuntivamente responsabile di detenzione aggravata ai fini di spaccio di oltre 110 gr. di hashish.
    Secondo gli investigatori, l’autista sarebbe stato visto mentre un giovane gli consegnava un involucro.
    Subito dopo il giovane si sarebbe dileguato a bordo di una motocicletta, mentre l’autista veniva fermato allorquando, a fine corsa, si fermava in un’area di sosta. Quindi scattava la perquisizione e successivamente l’arresto.
    All’esito dell’udienza di convalida il G.I.P., accogliendo l’istanza dell’Avv. Vittorio Fucci jr, disponeva la scarcerazione dell’autista sannita, concedendogli i domiciliari in attesa di ulteriori approfondimenti di indagini.

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    Benevento e Provincia

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    1 ora fa
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    18 Settembre 2020

    Coronavirus: muore 55enne nel Sannio, anche la madre era deceduta per Covid.

    Era ricoverato nell’ospedale di Benevento dall’11 agosto scorso per aver contratto il coronavirus e da allora non si e’ mai ripreso. Un 55enne di Torrecuso, affetto anche da altre patologie, e’ deceduto questa mattina nel reparto di terapia intensiva. Lo stesso destino era toccato a sua madre, 87enne, sempre ricoverata da agosto scorso nell’ospedale “Rummo”.
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    Nel piccolo centro sannita sono 9 i casi di Covid-19 registrati e per 3 persone non c’e’ stato nulla da fare. Il 55enne morto oggi e’ la diciannovesima vittima nel Sannio, dall’inizio della pandemia.

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    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    5 ore fa
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    18 Settembre 2020

    Coltivavano piante di marijuana e avevano in casa sostanze stupefacenti: due le denunce separate dei carabinieri di Benevento.
    La prima denuncia è stata fatta a San Lorenzello (Bn) ai danni di un 50enne del posto già noto alle forze dell’ordine, trovato con 4 grandi vasi contenenti 60 piante di cannibis indica tra i 10 e i 50 centimetri. I carabinieri hanno trovato la coltivazione che l’uomo teneva sul terrazzo di casa insieme ai prodotti per la produzione (innaffiatoio, termometro e fertilizzante) insieme a 300 semi nuovi e, nella camera da letto, 3,5 grammi di marijuana.
    La seconda è stata fatta a Morcone (Bn) contro un 55enne locale anch’egli noto alle forze dell’ordine, che a seguito di una perquisizione personale e domiciliare è stato trovato con 3 piante invasate di cannabis indica di altezza tra 1,20 e 1,50 metri, nel giardino di casa sua, e 0,5 grammi di eroina nascosti in camera.La droga, le piante e i materiali sono stati tutti sequestrati, mentre le due persone sono state denunciate in stato di libertà alla procura di Benevento per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.

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    Arrestato per stalking, 49enne di Airola rimesso in libertà

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    1 ora fa
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    5 Settembre 2020

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    Arrestato per stalking, 49enne di Airola rimesso in libertà.
    Si è tenuta  innanzi al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, Dott.ssa Loredana Camerlengo, l’udienza di convalida dell’arresto a carico di D.S., di 49 anni, di Airola, che era stato arrestato, in flagranza di reato, dai Carabinieri della Stazione di Airola, assistito dall’Avv. Vittorio Fucci jr.In particolare, il D.S. era stato arrestato perchè ritenuto presuntivamente responsabile dei reati di stalking, violazione di domicilio, danneggiamento, lesioni e maltrattamenti ai danni della moglie. All’esito dell’udienza di convalida, il GIP, accogliendo la tesi dell’Avv. Vittorio Fucci jr, ha revocato la misura degli arresti domiciliari, rimettendo in libertà il D.S. La vicenda che aveva portato all’arresto, oggi revocato, riguardava controversie familiari a seguito di un avvio di separazione coniugale non ancora conclusa, sulle quali il prosieguo delle indagini chiarirà i termini delle effettive responsabilità dei protagonisti.

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    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    15 ore fa
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    4 Settembre 2020

    “Ho gia’ espresso la mia opinione contraria alla collocazione, li’, del biodigestore”.
    Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della consueta diretta social, ribadisce la propria posizione in merito all’ipotesi di collocare, nell’area industriale di Benevento, un impianto per biomasse. “Non e’ un intervento della Regione, ma di un privato”, sottolinea il ‘governatore’ assicurando che “lavoreremo, nelle prossime settimane, anche con l’investitore, per trovare una diversa collocazione. Ma, li’, non mi pare che il sito sia adeguato e rispondente agli interessi generali”.
    De Luca conferma ai cittadini di Bacoli (Napoli) il proprio impegno per la stazione di Baia-Montesanto. “Riapriremo – dice – fra qualche giorno, la discussione con la presidenza del Consiglio e il ministero delle Infrastrutture per il problema dell’avvio dei lavori. Avevamo deciso di fare una transazione con l’impresa che aveva appaltato l’opera, il cantiere bloccato”. “Li’ – ricorda – c’e’ stato il parere negativo dell’Avvocatura di Stato” e, percio’, “siamo arrivati all’investitura della presidenza del Consiglio, richieste di chiarimenti, l’ira di Dio”. Da qui, la sua opinione che “e’ mille volte piu’ utile fare questa benedetta transazione, ma far riprendere oggi i lavori, che immaginare di fare una nuova gara che significherebbe perdere quattro anni di tempo e cosi’ via”. Dal presidente della Campania anche una provocazione al Governo, cui rammenta che, “fra uno o due mesi, avremo la scadenza delle casse integrazioni” e “dobbiamo garantire ai lavoratori e alle famiglie di poter andare avanti fino a quando arriva il vaccino”.
    “Avremo miliardi di euro di fondi europei”, premette auspicando che l’Esecutivo possa seguire l’esempio del piano socio-economico da un miliardo e 17 milioni di euro varato dalla Regione Campania “per dare aiuto alle piccole imprese, ai professionisti, alle famiglie, ai pensionati”. “Mi auguro – aggiunge – che il Governo voglia mettere in piedi, con le decine di miliardi di euro di fondi europei, un piano socio-economico che dia serenita’ ai lavoratori, alle famiglie e alle aziende”. “Muoviamoci. Finiamola con le chiacchiere, Mes si’ Mes no, Recovery Fund”, l’invito del ‘governatore’ ad accelerare i tempi perche’ “abbiamo tutte le risorse necessarie per governare con intelligenza questa fase di transizione, difficile, complicata, drammatica. Ma, sapendo che non possiamo lavorare su un solo piano, quello dell’epidemia, ma anche sul piano della economia, del lavoro, del pane che dobbiamo garantire alle famiglie e ai lavoratori”.

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    Detenuti assaltano agenti penitenziari a Benevento: 5 feriti, uno in prognosi riservata

    Disordini nel pomeriggio all’interno del carcere di Benevento. Due detenuti di origine marocchina hanno incendiato due celle e hanno reagito con violenza all’intervento degli agenti della Polizia penitenziaria.   Lo rende noto il sindacato di polizia penitenziaria Osapp. Sarebbero 5 gli agenti rimasti feriti, uno dei quali in maniera seria, e che hanno dovuto fare […]
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    Cronache della [email protected] LEGGI TUTTO

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    Gang dei falsari, scarcerato il presunto capo Pompeo Masone

    Gang dei falsari: Pompeo Masone scarcerato completamente dal Tribunale del Riesame, che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare.

    Il Tribunale del Riesame di Napoli, VIII Sez.,, accogliendo il ricorso dell’Avv. Vittorio Fucci Junior, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per insussistenza dei gravi indizi, nei confronti di Masone Pompeo, di anni 55, di San Giorgio del Sannio, rimettendolo in libertà.
    Come si ricorderà il Masone era stato destinatario insieme ad altre 43 persone, tra Italia, Belgio e Francia, di misura cautelare disposta dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Benevento, Dott.ssa Palmieri. Il Masone in particolare è stato ritenuto un personaggio chiave dell’organizzazione criminale , che operava sul piano internazionale, perché ritenuto responsabile del reato di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e allo spaccio di monete false per un giro di dieci milioni di euro.Il Masone successivamente all’interrogatorio di garanzia, aveva ottenuto la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.
    Il Tribunale del Riesame, oggi, ha annullato completamente l’ordinanza di custodia cautelare a carico del Masone, rimettendolo in libertà. LEGGI TUTTO

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    Intestazione fittizia di beni: arrestato il ras del Sannio, Nicola Panella

    Un patrimonio, soprattutto immobiliare, di diverse centinaia di migliaia di euro che gli inquirenti ritengono frutto di attivita’ estorsive e traffico di droga e’ stato sequestrato a Nicola Panella, 56 anni di Montesarchio, pluripregiudicato vicino al clan Pagnozzi.

    Altre 20 persone risultano indagate nell’ambito di un’operazione condotta dalla Squadra mobile della questura di Benevento e della Guardia di finanza. Panella e’ destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Benevento, Loredana Camerlengo. Secondo gli inquirenti, avrebbe intestato beni a lui riconducibili ad altre persone, mentre lui risultava pressocche’ nullatenente. Una condizione che non si spiegava con il tenore di vita dell’uomo, che deve rispondere ora di associazione per delinquere e intestazione fittizia di beni.

    In una nota del Procuratore Aldo Policastro si spiega “nella mattinata odierna, all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, personale della Questura e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento, ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere, disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura, nei confronti di un cittadino beneventano residente a Montesarchio, per i delitti di associazione per delinquere (416 c.p.), trasferimento fraudolento di beni (512 bis), truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (3 D. Lgs. n. 74/00), indebita compensazione (10 quater D. Lgs. 74/00), nonché un decreto di sequestro preventivo di 7 società, comprensive degli asset aziendali, di beni strumentali, di beni mobili e immobili alle stesse intestate – con sedi legali ed unità operative in Roma, Firenze, Prato, Benevento, Montesarchio (BN), Apollosa (BN) e nelle provincie di Verona, Aosta e Terni, operanti nei settori alberghiero, della consulenza tecnologico informatica, dei rifiuti, del noleggio autovetture, del commercio di prodotti petroliferi e della fabbricazione di mobili – tutte riconducibili all’arrestato, per un valore di oltre 3.000.000.00 di euro, oltre ad un immobile fittiziamente intestato ad un’indagata ma riconducibile all’arrestato.
    Inoltre, è in corso di esecuzione un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, per un valore di Euro 1.059.858,76 relativo a depositi bancari, titoli finanziari, beni mobili ed immobili nella disponibilità di 4 società a Responsabilità Limitata nonché dei legali rappresentanti, nonché un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per un valore di Euro 1.291.605,59 per due truffe perpetrate a danno dello Stato per l’erogazione di contributi pubblici”.
    E ancora: “Il provvedimento è stato adottato al termine di una complessa e articolata attività d’indagine, svolta da personale della Squadra Mobile di Benevento e da militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Benevento, all’esito della quale son stati deferiti in stato di libertà anche altre 17 persone, a vario titolo coinvolte, per i medesimi delitti di associazione per delinquere (416 c.p.), trasferimento fraudolento di beni (512 bis), truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (3 D. Lgs. n. 74/00), indebita compensazione (10 quater D. Lgs. 74/00) ma anche per il reato di favoreggiamento personale finalizzato alla elusione delle attività di investigazioni condotte nell’ambito delle presenti indagini preliminari, sul punto sono in corso ulteriori accertamenti anche per verificare la esistenza di illecite rivelazioni di segreti di ufficio.
    L’attività investigativa, indirizzata sin da subito nei confronti dell’arrestato, pluripregiudicato ed elemento di spicco della criminalità operante nella Valle Caudina, ha consentito di acquisire gravi indizi in ordine ad una operazione sistematica di intestazione fittizia di società, beni immobili e mobili posta in essere dal medesimo, finalizzata ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
    La ricostruzione puntuale delle singole vicende – su indicazioni documentali logicamente corroborate dall’esame delle risultanze patrimoniali degli intestatari fittizi e narrativamente sostenute dalle intercettazioni delle conversazioni intervenute tra l’arrestato e i diversi soggetti (collaboratori, familiari o altri imprenditori) che con lui colloquiavano per motivi attinenti ai fatti contestati – ha evidenziato la natura fittizia di tutti i trasferimenti oggetto delle contestazioni”.
    I trasferimenti operati, “lungi dal costituire il frutto di genuine operazioni societarie e commerciali, hanno rappresentato solo lo schermo dietro il quale l’arrestato, dopo lunga detenzione e successiva sottoposizione alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, effettivo dominus delle aziende materialmente gestite, ha tentato di porre al riparo le sue imprese e i suoi beni, immobili e mobili, dai rischi di una possibile confisca di prevenzione, potendo a tal fine confidare sulla compiacente collaborazione prestata da diversi soggetti, appartenenti alla sua cerchia familiare, amicale o lavorativa.
    Le operazioni eseguite, infatti, sono o prive di ragionevolezza economica o contrastanti con emergenze documentali o, ancora, smentite dal contenuto delle conversazioni intercettate, lette al lume delle disponibilità patrimoniali dei protagonisti”.
    L’indagine ha evidenziato “così come gli interessi criminali dell’arrestato si siano spostati verso un’attività criminosa più “raffinata” e redditizia, finalizzando la gestione delle sue società all’arricchimento personale attraverso guadagni non dichiarati né tracciabili.
    L’elevatissima disponibilità economica di cui l’indagato dispone inevitabilmente lo ha indotto ad utilizzare meccanismi interpositori per creare una realtà imprenditoriale apparentemente “terza”, non a lui attribuibile, al fine di blindare il “suo” patrimonio concretamente aggredibile con misure ablative di prevenzione.
    La delimitazione degli ambiti privilegiati di attività delinquenziali, non quelle tradizionali, poste in essere oggi sul territorio caudino dall’arrestato, non ha intaccato il suo prestigio criminale, egli ancora si accredita come un effettivo, temibile ed “autorevole” centro di potere criminale con capacità attuali di penetrazione e di diffusione: i soggetti che a lui si relazionano sono totalmente a lui asserviti e non in grado di contrapporre valide difese.
    L’arrestato ha imposto la propria presenza ramificando e diversificando la propria attività nel territorio caudino, da quella economica a quella sociale e assistenziale. In questo diverso modo ha consolidato maggiormente il controllo del territorio caudino che in passato aveva affermato non solo attraverso la commissione di una serie di reati in maniera particolare contro il patrimonio e di traffico di stupefacenti”.
    L’attività investigativa ha consentito “di acquisire gravi indizi in ordine a come l’arrestato, rigenerandosi come “imprenditore”, abbia eretto un sistema economico “illegale”, che invade e corrompe l’economia regolare, alterandone il funzionamento, bloccandone la crescita e pregiudicando il tessuto produttivo “sano” del territorio di Montesarchio, così favorendo anche rapporti di contiguità e collusione, variamente definiti, dove il tessuto produttivo sano e “l’impresa criminale” si sfiorano, si incontrano, si sovrappongono, dove le attività legali nei contenuti diventano illecite nelle modalità di organizzazione e gestione.
    Emblematica in tal senso è la gestione del servizio di accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale presso una struttura recettizia di Apollosa. Tali attività, appetibili soprattutto se finanziate da politiche pubbliche e sussidi ad hoc, e di sicura espansione economica, che permettono di realizzare elevati profitti “leciti”, corroborano ulteriormente la forte capacità “imprenditoriale” dell’indagato nel costruire i propri centri di potere e nell’individuare nuove opportunità di guadagno, opportunamente e velocemente reinvestito poi in altri mercati illegali.
    Il mancato rispetto di normative e regolamentazioni (oneri fiscali, contributivi ecc….), inoltre, gli consente di prevalere, con prezzi più bassi, qualità scadente del materiale, forza lavoro in nero o ad intermittenza, eliminando anzi sovrastando i vari competitors”.
    Inoltre, “gli esiti delle numerose conversazioni intercettate, in uno alla documentazione acquisita, oltre il materiale probatorio relativo alle singole vicende investigate, hanno consentito di acquisire gravi indizi in ordine all’esistenza, tra l’arrestato ed altri indagati, di una associazione organizzata sulla base di regole criminali attraverso automatismi criminali collaudati, ben strutturata, che ha operato in maniera sistematica per la commissione di reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, di dichiarazione fraudolenta mediante artifici, di indebita compensazione e in genere di reati contro l’economia, con una netta ripartizione dei ruoli tra i sodali.
    Le condotte delittuose sopra descritte sono state poste in essere attraverso operazioni societarie e finanziarie, realizzate anche grazie all’apporto di professionisti, afferenti la gestione di molteplici società, la maggior parte delle quali riconducibili al principale indagato ed – in concreto – non operative ma utilizzate precipuamente per finalità elusive o per la fittizia assunzione di personale”.
    Un episodio emblematico “delle modalità operative particolarmente elaborate dal gruppo criminale investigato è quello emerso in relazione alle due condotte di truffa contributiva, laddove uno degli indagati, dimorante in Svizzera, provvedeva a portare in Italia in contanti parte delle somme erogate per il finanziamento pubblico, pari a circa 600mila euro in banconote di franchi svizzeri, per la distribuzione tra i coindagati.
    Nella fase preliminare di esecuzione del provvedimento di sequestro sono stati già individuati nella disponibilità del legale rappresentante, numerose possidenze immobiliari e/o mobiliari registrate, autovetture e disponibilità finanziarie afferenti a conti correnti e rapporti finanziari.
    È stata sequestrata allo stato la somma di € 100.000,00 in contanti; la ricerca del denaro è stata effettuata anche con l’impiego di idonea strumentazione tecnica fornita dal Servizio Polizia Scientifica della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, nonché con l’ausilio di unità cinofile “cash-dog” della Guardia di Finanza specializzate nella ricerca e nel rinvenimento di denaro contante.
    Sono altresì in corso di effettuazione, presso vari Istituti di Credito, sistematiche operazioni di ricerca finalizzate all’individuazione di disponibilità bancarie e/o finanziarie che saranno sottoposte a sequestro, sino alla concorrenza del tributo evaso.
    L’operazione, che ha visto il coinvolgimento di circa 130 appartenenti alle forze dell’ordine, oltre a quelli della Questura e del Comando Provinciale della GDF di Benevento anche personale del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato di Napoli e Bari, unità cinofile dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Napoli, personale del Compartimento Polizia Postale di Napoli, personale del Nucleo PEF e dei Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento, è ancora in corso: sono oltre 50 le perquisizioni che si stanno eseguendo su tutto il territorio nazionale”.
    Infine: “L’odierna attività testimonia la costante e continua attività di contrasto alla criminalità economico – finanziaria espletata dalla Procura della Repubblica di Benevento, in sinergia, in questo caso, con la Questura ed il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, finalizzata ad individuare condotte che agevolino l’occultamento dei valori, in modo da poter efficacemente colpire le forme più insidiose di compenetrazione nell’economia e di accumulazione patrimoniale realizzate dalle molteplici forme di criminalità presenti sul territorio”. LEGGI TUTTO

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    Furti postamat con esplosivo nel Sannio, palazzina danneggiata

    Volevano far saltare il postamat per portar via tutto il denaro contenuto, ma hanno dovuto battere la ritirata a mani vuote e dopo aver danneggiato seriamente il municipio di Tocco Caudio.
    All’alba di oggi, poco dopo le 4,30, nel piccolo centro sannita si e’ avvertito un forte boato. Un ordigno forse piu’ potente di quanto previsto da una banda di ladri, e’ esploso danneggiando un’ala del municipio dove e’ ospitato il postamat, che dopo la deflagrazione ha attivato comunque il dispositivo per macchiare indelebilmente le banconote, rendendole inutilizzabili. I ladri sono scappati, e sul posto sono arrivati i carabinieri del comando provinciale di Benevento e i vigili del fuoco.
    L’edificio e’ stato sottoposto a verifica di staticita’. Nelle stesse ore un furto analogo e’ stato compiuto al postamat di Ceppaloni. Anche in questo caso l’esplosione ha attivato il sistema antifurto lasciando i ladri a mani vuote. LEGGI TUTTO

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    Perquisizione nel carcere di Benevento: i boss nascondevano cellulari nelle parti intime

    Perquisizione nel carcere di Benevento: i boss nascondevano cellulari nelle parti intime. Trovati con metal detector e radiografie. Uspp, introdurre reato.

    Per evitare di essere scoperti alcuni detenuti del reparto di alta sicurezza del carcere di Benevento nascondevano i micro cellulari anche nell’ano: a confermare i sospetti degli agenti della polizia penitenziaria sono stati i metal detector e le radiografie che hanno evidenziato la presenza dei telefoni.
    Sono complessivamente 18 i cellulari (smartphone e micro cellulari) sequestrati oggi nel corso di una perquisizione straordinaria, coordinata dal dirigente Pasquale Colucci, a cui hanno preso parte gli agenti dei nuclei provinciali traduzioni e piantonamenti e del Noc.
    “Piu’ volte – dicono Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, presidente e segretario regionale dell’Uspp – abbiamo chiesto una fattispecie di reato che preveda una condanna fino a 4 anni di reclusione per l’introduzione e il possesso di telefonini in carcere. Altrettante volte abbiamo chiesto, inutilmente, l’installazione di strumenti atti a schermare le sezioni detentive”.
    “E’ grave che un illecito cosi’ frequente non sia penalmente perseguibile”, concludono i sindacalisti. LEGGI TUTTO

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    Europol denuncia: ‘La Rete dei falsari della camorra mise in circolazione 233 milioni di euro contraffatti’

    Europol denuncia: ‘La Rete dei falsari della camorra mise in circolazione 233 milioni di euro contraffatti’

    L’Europol ha fornito ulteriori dettagli sulla maxi operazione condottra tra Italia, Belgio e Francia, che ha portato allo smantellamento di una delle più grandi reti di contraffazioni dell’euro mai messa in piedi con l’arresto di 44 sospettati e il congelamento di beni frutto delle attività fraudolente per un valore di 8 milioni di euro in Italia: tra cui compaiono 50 appartamenti, 8 locali commerciali, 2 fattorie, 10 aziende che operano in vari settori, 12 veicoli, 1 barca di lusso e 22 conti bancari. Le indagini sono iniziate nell’ottobre 2017 con il sequestro di banconote da 50 euro nella provincia della città italiana di Benevento. L’esame forense delle banconote ha confermato che le contraffazioni sono state prodotte utilizzando sofisticati metodi di stampa, che richiedono sia un alto livello di competenza tecnica sia una buona qualità di macchinari e materie prime. I contraffattori hanno imitato tutte le principali caratteristiche di sicurezza delle banconote in euro autentiche. Si ritiene che la rete criminale abbia prodotto e distribuito nel corso degli anni oltre tre milioni di banconote contraffatte per un valore nominale totale di oltre 233 milioni di euro, che rappresenta un quarto di tutte le banconote in euro contraffatte rilevate in circolazione dall’introduzione dell’euro. Secondo l’Europol questa rete potrebbe benissimo essere la più grande mai interrotta dai primi giorni della valuta euro.
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    La mente dietro l’organizzazione criminale è coinvolta nella contraffazione di valuta da oltre 20 anni. Non solo aveva istituito l’intera rete incaricata della produzione di euro e altre valute contraffatte, ma aveva anche organizzato la loro diffusione sul mercato europeo. L’inchiesta ha rivelato collegamenti alla rete criminale italiana, la Camorra. Altre affiliate criminali hanno cercato nuovi canali di distribuzione in Italia e all’estero. A Napoli, nel febbraio 2018, le indagini preliminari hanno portato al sequestro di quasi 450.000 banconote false da 50 e 100 euro per un valore nominale totale di 41 milioni, rinvenute nascoste in barili. Nel luglio 2018, un negozio di zecca illegale di monete da 50 euro è stato anche smantellato nella provincia italiana della Lombardia. Quattro sospetti sono stati arrestati durante questi giorni di azione. Allo stesso tempo, si sono svolte azioni simultanee coordinate da Europol in Francia e Belgio. Europol ha sostenuto l’operazione agevolando lo scambio di informazioni, fornendo supporto analitico e coordinando azioni di contrasto armonizzate nei vari Stati membri. Durante il raid, Europol ha inviato un esperto in Italia per verificare in tempo reale informazioni operative contro le banche dati Europol e fornire conoscenze specialistiche sulla contraffazione dell’euro in loco.
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