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    Avellino, 17 cellulari ‘lanciati’ nel carcere con un pallone

    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    7 ore fa
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    3 Settembre 2020

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    Avellino, 17 cellulari ‘lanciati’ nel carcere con un pallone. Uspp, schermare istituti. Spp, ancora nessuna risposta Stato.
     
    Ancora un tentativo, anche questa volta originalissimo, di introdurre cellulari in carcere: la scorsa notte, ad Avellino, ignoti hanno lanciato oltre il muro di cinta della casa circondariale un pallone contenente ben 17 microcellulari. A rendere noto il ritrovamento sono i sindacalisti Ciro Auricchio (Uspp) e Aldo Di Giacomo (Spp).
    “Complimenti alla polizia penitenziaria di Avellino – commentano il segretario regionale Ciro Auricchio e il presidente Moretti Giuseppe, dell’Uspp – per la brillante operazione. Si avverte sempre maggiormente la necessita’ di dotare la polizia penitenziaria di strumenti tecnologicamente avanzati con la relativa schermata degli istituti penitenziari per contrastare questo fenomeno dell’ingresso dei telefonini in carcere. Grazie all’impegno profuso dalla polizia penitenziaria – aggiungono – impegnata in turni massacranti e dotata di scarse risorse, si riesce comunque ad arginare i tentativi fraudolenti di introduzione di droga e telefonini, evitando cosi’ gravi ripercussioni sul profilo dell’ordine e della sicurezza”.
    Per il segretario Generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria (Spp), Aldo Di Giacomo, “la risposta che ci aspettavamo dallo Stato non e’ arrivata: infatti l’Alta Sicurezza e’ rimasta nel regime di celle aperte, vietato espressamente sia dalla legge e sia dalle disposizioni del D.A.P. Gia’ nei mesi scorsi la Sezione Alta Sicurezza del carcere di Avellino e’ passata alla ribalta nazionale per le immagini riprese e poi postate sui social dai detenuti. E’ di oggi la notizia che il Ministro della Giustizia introdurra’ una norma che prevede la possibilita’ per i detenuti 41bis e gli Alta Sicurezza di usufruire di permessi premio e di ulteriori premialita’ anche in assenza di collaborazione da parte dei capi clan. Questo in sfregio delle vittime, dei familiari delle vittime e di tutte quelle persone che hanno collaborato per l’arresto di questi delinquenti”.
    “Impressiona l’incapacita’ di questo governo di contrattare le mafie la mancanza di rispetto nei confronti di quei poliziotti, magistrati e giornalisti che hanno dato la loro vita per combatterlo”, conclude Di Giacomo.

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    3 ore fa
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    3 Settembre 2020

    Ad Avellino preoccupa invece il focolaio generato da due fratelli tra i 25 e i 30 anni contagiati durante una vacanza nel Cilento.
    Prima che risultassero positivi al tampone avevano eseguito un test sierologico il 27 agosto scorso risultando negativi. Dopo alcuni giorni il padre dei due, funzionario della Provincia di Avellino e’ stato ricoverato in ospedale perche’ positivo al Covid e con sintomi importanti. Nel frattempo i due avevano avuto frequentazioni con numerosi coetanei; attualmente ad Avellino sono un centinaio le persone tra i 25 e i 30 anni in isolamento in attesa dell’esito del tampone, mentre gia’ 3 persone di Avellino e un’altra di Mercogliano sono risultate positive.
    Il giovane di Mercogliano ha segnalato di aver avuto contatti con molti altri ragazzi. Sono una cinquantina le persone in isolamento per le quali e’ stato richiesto o gia’ eseguito il tampone

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    Rissa nel carcere di Avellino: detenuto accoltellato alla gola

    Avellino. Sfiorata la tragedia nel carcere di Bellizzi Irpino Avellino, dove in una violenta rissa tra detenuti un carcerato è stato accoltellato alla gola. La denuncia arriva da Emilio Fattorello, segretario nazionale Sappe per la Campania. “Almeno tre detenuti – un marocchino, un italiano ed un rumeno – sono stati autori di una violenta colluttazione. […]
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    Sfida e accoltella ‘rivale in amore’, denunciato sedicenne

    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    22 ore fa
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    29 Agosto 2020

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    Sfida il ragazzo che insidia la sua fidanzata a tirare di coltello, ha la meglio sul rivale in amore, ma viene denunciato.
    Il duello in strada, nella tarda serata di ieri, nel centro di Sperone, in Irpinia. Ad affrontarsi un 16enne del posto e un 20enne di Casalnuovo di Napoli. Il 16enne si riteneva offeso nell’onore, perche’ il rivale avrebbe piu’ volte tentato di uscire con la sua ragazza. E ieri sera, dopo una discussione, il piu’ giovane ha estratto un coltello a farfalla, con una lama da 23 centimetri e sferrato un paio di fendenti, uno dei quali andato a segno al torace.
    Il ragazzino e’ poi fuggito, mentre il rivale e’ stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Avellino, dove e’ stato ricoverato. La ferita non e’ grave, ma e’ stato necessario suturarla con diversi punti. Il giovane e’ stato poi rintracciato dai carabinieri della compagnia di Baiano, che hanno raccolto testimonianze e altri elementi, e recuperato anche l’arma con cui il 20enne napoletano e’ stato ferito. Il 16enne e’ stato poi raggiunto a casa e denunciato alla procura per i minorenni di Napoli.

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    La DDA di Potenza arresta ad Avellino un boss latitante della Lucania

    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    9 ore fa
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    26 Agosto 2020

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    Gli investigatori della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Potenza unitamente a personale della Squadra Mobile di Matera hanno individuato il latitante in provincia di Avellino .
    Dopo gli ulteriori controlli, svolti nel città partenopea con l’ausilio di equipaggi della Squadra Mobile di Napoli, CALDAROLA è stato condotto presso il carcere di SecondiglianoLa Polizia di Stato, a seguito di attività di indagine diretta dalla DDA di Potenza, ha catturato nel pomeriggio di ieri CALDEROLA Mario pregiudicato materano che doveva scontare la condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione per rapina aggravata sulla base di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Matera.
    CALDAROLA, infatti, in possesso anche di un documento falso valido per l’espatrio, sicuro di non essere riconosciuto si era recato nell’area industriale del Comune di Solofra per incontrare un imprenditore della zona per concludere alcuni affari.L’uomo da qualche tempo viveva presso un albergo di Napoli nei pressi di Piazza Garibaldi.Dopo gli ulteriori controlli, svolti nel città partenopea con l’ausilio di equipaggi della Squadra Mobile di Napoli, CALDAROLA è stato condotto presso il carcere di Secondigliano in stato di arresto per possesso di documenti di identificazione falsi. Il provvedimento di arresto si aggiunge alla pena che CALDAROLA, dovrà scontare per aver commesso nel 2010 una rapina a mano armata negli uffici postale del Comune di Bernalda. La latitanza di CALDAROLA incominciata nello scorso dicembre è così terminata

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    Accoltella il vicino per la musica ad alto volume e poi picchia i figli minori: arrestato

    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    6 giorni fa
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    24 Agosto 2020

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    Aveva chiesto al vicino di casa di abbassare il volume dello stereo perche’ la musica era troppo alta. Ne e’ nato un alterco e un 48enne di Cervinara e’ stato accoltellato dal vicino, un pregiudicato 45enne.
    Sono intervenuti anche i figli della vittima, un ragazzo e una ragazza, entrambi minorenni, che hanno cercato di proteggere il padre e si sono scagliato contro l’aggressore, ma hanno avuto la peggio. E’ successo nel tardo pomeriggio di ieri in un rione popolare alla periferia di Cervinara, nel Parco San Vito. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Cervinara che hanno fermato il 45enne pregiudicato; l’uomo, dopo l’aggressione, era andato in un bar del paese per intrattenersi con alcuni amici. Il vicino ferito e’ stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Rummo di Benevento.
    I due ragazzi sono stati portati invece all’ospedale Fatebenefratelli sempre a Benevento. Il figlio ha rimediato 7 punti di sutura al braccio per una ferita giudicata guaribile in dieci giorni, la ragazzina invece ha una mano ingessata per la frattura di un dito. Piu’ serie le condizioni del padre, trattenuto in ospedale per due ferite da taglio profonde alla schiena ma che non interessano organi vitali.

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    Nuovo clan Caudino: annullata l‘ordinanza di custodia cautelare a carico di Giovanni Testa per insussistenza dei gravi indizi

    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    3 settimane fa
    in
    5 Agosto 2020

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    Il Tribunale del Riesame di Napoli, XII Sez., accogliendo il ricorso dell’Avv. Vittorio Fucci Junior, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare, per insussistenza dei gravi indizi, nei confronti di Testa Giovanni, di anni 48, di Montesarchio.
    Come si ricorderà il Testa era stato destinatario insieme a nove persone, tra Montesarchio, Airola, Moiano e San Marco Evangelista, di misura cautelare disposta dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Dott. Marcopido, perché ritenuto presuntivamente responsabile del reato di associazione camorristica e di estorsione aggravata dal metodo mafioso, che avrebbe perpetrato in concorso con altre persone, nei confronti di un imprenditore di Montesarchio.
    A seguito dell’interrogatorio di garanzia, il GIP, su istanza dell’Avv. Vittorio Fucci jr, già aveva sostituito la misura del divieto di dimora in Campania con l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
    Il Tribunale del Riesame, invece,  accogliendo il ricorso dell’Avv. Vittorio Fucci jr, ha annullato del tutto l’ordinanza di custodia cautelare ritenendo che non sussistesse alcun grave indizio a carico del Testa, rimettendolo completamente in libertà.

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    Castello di Cisterna: servizi notturni anti-droga, i carabinieri arrestano pusher 30enne

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    Bomba contro auto per intimidire il testimone contro il clan di Quindici: arrestato il mandante

    Avrebbe dovuto testimoniare in un delicato processo di camorra al tribunale di Avellino, ma il giorno prima della sua presenza in aula una bomba carta venne piazzata e fatta esplodere nella sua auto, una Fiat Panda.

    Un’imprenditore di Quindici subi’ la pesante minaccia nel 2018, perse l’auto, completamente distrutta, ma non rinuncio’ a denunciare l’accaduto ai carabinieri. Dopo un anno e mezzo di indagini il mandante di quell’attentato e’ finito in carcere con un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli, su richiesta della direzione distrettuale Antimafia.
    L’uomo, un pregiudicato di Quindici legato a un clan camorristico, e’ accusato di violenza e minaccia per costringere a commettere un reato, cessione e detenzione di materiale esplosivo, induzione alla falsa testimonianza, con l’aggravante mafiosa. L’attentato del giugno 2018 era solo l’epilogo di una lunga serie di minacce maturate tutte in ambiente camorristico anche con l’aiuto di un altro indagato.
    La notte tra il 21 e il 22 giugno del 2018, due anni fa, un forte boato svegliò alcuni cittadini di Quindici, piccolo centro della provincia di Avellino. Una bomba carta dall’elevato potenziale esplosivo deflagrò sotto l’auto di un uomo del posto, un imprenditore: la vettura, una Fiat Panda, risultò pesantemente danneggiata dall’esplosione, ma per fortuna non provocò feriti.
    Sul posto giunsero i vigili del fuoco, che domarono le fiamme scaturite dall’esplosione, e i carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, che avviarono le indagini, le quali oggi hanno portato alla cattura del mandante dell’attentato dinamitardo. LEGGI TUTTO

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    Traffico di stupefacenti tra Irpinia e Napoli: 10 misure cautelari

    Traffico di stupefacenti tra Irpinia e Napoli: 10 misure cautelari
    Un traffico di droga tra le coste adriatiche, l’entroterra irpino e l’hinterland napoletano e’ stato scoperto dai carabinieri della compagnia di Ariano Irpino che stanno eseguendo dieci misure cautelari emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Sette persone sono finite in carcere, altre tre sono sottoposte a obblighi di polizia giudiziaria. Gli arresti sono stati eseguiti ad Ariano Irpino, Grottaminarda, Mirabella Eclano, Napoli, Afragola e Pescara. Le accuse sono di traffico di sostanze stupefacenti e tentata estorsione per alcuni episodi in cui gli indagati hanno cercato di recuperare il denaro provento di spaccio con la violenza. LEGGI TUTTO

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    Camorra, così i reduci del clan Cava chiedevano il pizzo agli imprenditori del Vallo di Lauro

    Due persone in carcere e quattro agli arresti domiciliari per tentata estorsione pluriaggravata anche dal metodo mafioso.
    I carabinieri della Compagnia di Baiano (Avellino) hanno eseguito le misure cautelari emesse dal gip presso il tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo tra ottobre 2017 e marzo 2018, hanno consentito di accertare che i destinatari del provvedimento cautelare avevano attuato la pianficazione e l’organizzazione del tentativo di estorsione pluriaggravata, anche dal metodo mafioso, ai danni di un imprenditore edile attivo nell’area nolana. Le attività investigative hanno permesso di accertare che gli indagati, ritenuti vicini al clan camorristico Cava operante nel Vallo di Lauro e nell’hinterland napoletano, avevano organizzato una serie di preparativi che vanno dalla localizzazione della vittima, a ripetuti sopralluoghi e all’individuazione di un loro complice, amico dell’imprenditore, grazie al quale, con uno stratagemma, avevano attirato la vittima in un immobile nell’hinterland napoletano.
    Qui, con minacce e violenze fisiche, avevano chiesto a titolo estorsivo 25mila euro nonché la vendita fittizia di un suo terreno agricolo nel Comune di Quindici (Avellino), beneficiario di rilevanti contributi economici regionali. Il clan Cava era decimato dagli arresti e dalla morte dello storico capo Biagio, ma non ancora estinto, dato che uno degli uomini di punta dell’organizzazione storica che contende il controllo del racket nel Vallo di Lauro ai Graziano aveva messo in piedi una banda per condizionale le attivita’ edilizie nella zona a ridosso del nolano. Ma questa mattina Giuseppe Pacia, 62 anni, di Quindici e con numerosi precedenti penali, e’ finito in carcere, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare a carico di altre 5 persone emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda di Napoli. Con lui in carcere anche Michele Castaldo, 32 anni, mentre agli arresti domiciliari si trovano Salvatore Pacia, 60 anni, Vincenzo Rufino, 43 anni, Pasquale Isernia 46 anni e Gaetano Varchetta di 73.
    Sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Baiano che hanno avviato le indagini nell’ottobre del 2017. I sei sono accusati tutti di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Avevano preso di mira un costruttore e da questi pretendevano non soltanto il pagamento del pizzo ma anche la cessione di un terreno agricolo che avrebbe beneficiato di ingenti contributi regionali. E per ottenere tuto questo avevano pianificato il sequestro dell’imprenditorie. Sopralluoghi nel cantiere, l’individuazione di un complice, che avrebbe agevolato il sequestro: il piano ha preso forma nel 2018, quando i sei sono riusciti ad attirare l’imprenditore del nolano in un edificio in costruzione dell’hinterland nolano e li’ lo hanno minacciato e picchiato per farsi consegnare 25mila euro e la promessa di cessione del terreno. Gli arresti sono stati eseguiti tra Moschiano, Pago del Vallo di Lauro, Marigliano, Visciano e Nola.
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    Pizzo agli imprenditori del Vallo di Lauro: 6 misure cautelari

    Pizzo agli imprenditori del Vallo di Lauro: 6 misure cautelari della Dda di Napoli.
    L’operazione dei Carabinieri della compagnia di Baiano finalizzata all’esecuzione di 6 misure coercitive emesse dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea per il reato di tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.
    L’ordinanza viene eseguita dai Carabinieri nei comuni di Moschiano e Pago del Vallo di Lauro in provincia di Avellino, Visciano, Marigliano e Nola in provincia di Napoli. Le attività si avvalgono dell’ausilio di unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno e di un velivolo del 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano.
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    Blitz anti droga tra Salerno, Avellino e Firenze: 26 arresti

    Blitz anti droga tra Salerno, Avellino e Firenze: 26 arresti. I carabinieri del comando provinciale di Salerno con il supporto del 7° nucleo elicotteri di Pontecagnano e del nucleo cinofili di Sarno, stanno eseguendo un provvedimento cautelare, emesso dal gip, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 soggetti. Le accuse vanno dall’associazione […] LEGGI TUTTO