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    Contenzioso Multiservizi-Comune: arbitrato riduce debito a 700mila euro

    Si chiude la lunga fase di contenzioso tra l’Azienda speciale Multiservizi e il Comune di Aprilia. La decisione scaturita dall’arbitrato chiamato a risolvere la controversia, ha disposto la riduzione del debito nei confronti della municipalizzata da 5 milioni a 700mila euro.La notizia giunge a pochi giorni dall’approvazione del bilancio 2019 della società, che, fanno sapere dall’amministrazione comunale, in discontinuità con il passato riporta un utile di gestione di oltre 4 milioni di euro. L’azienda, in stato di liquidazione, ha comunque proseguito a svolgere i servizi assegnati, secondo il percorso delineato dai liquidatori, ottimizzando la gestione delle varie attività.
    “La decisione dell’arbitro scelto per risolvere questa vicenda risolve certamente una criticità importante”, commenta il sindaco Antonio Terra. “Adesso, anche in virtù del risanamento portato avanti dal collegio dei liquidatori e del positivo bilancio appena approvato, si apre sicuramente una nuova fase, che ci consente di guardare in maniera decisamente positiva al processo di liquidazione”.
    In questi anni, evidenziano dall’amministrazione, la situazione debitoria dell’azienda è decisamente migliorata: nel primo esercizio della liquidazione (2017), il bilancio evidenziava oltre 12 milioni di debiti, oggi più che dimezzati. Solo nell’ultimo anno, i costi della produzione sono stati ridotti del 10,5%, così come il costo del personale, sceso del 9,9%.
    “La positiva conclusione dell’arbitrato e l’utile raggiunto nell’ultimo esercizio, consentono praticamente alla Multiservizi di sterilizzare la situazione debitoria: le somme che non saranno corrisposte dal Comune di Aprilia in virtù del risultato dell’arbitrato, infatti, saranno compensate dai circa 4,4 milioni di utile registrati nel 2019”, spiegano ancora dall’amministrazione Terra.

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    Inchiesta Scudo, due condanne e sette rinvii a giudizio

    Due condanne e sette rinvii a giudizio per gli imputati nell’inchiesta denominata Scudo, dal nome in gergo dato dagli imputati al denaro, relativa a due presunti gruppi criminali impegnati nello spaccio di sostanze stupefacenti, nell’usura e nelle estorsioni.Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone, ha condannato Antonio Di Silvio a 6 anni e 7 mesi di reclusione e Sabrina Narducci a due anni e mezzo di reclusione, dopo che i due hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato e dunque allo stato degli atti, puntando allo sconto di un terzo dell’eventuale pena.
    Disposto poi un processo per Annunziato Costantino, di Nettuno, Giovanni De Falco, di Ariccia, Daniele Di Marco, di Genzano, Sabatino Morelli, Vasile Lupan, Cristian De Rosa e Leonardo Sciarrillo De Rosa, fissando per loro la prima udienza, davanti al Tribunale di Latina, per il prossimo 14 ottobre.
    Era il 3 dicembre scorso quando, tra il capoluogo pontino e Aprilia, scattarono otto arresti nell’ambito dell’inchiesta Scudo, partita dalle indagini su un tentativo di suicidio.
    Di Silvio e il cugino Morelli sono finiti accusati di intermediazione finanziaria abusiva, per un prestito a trassi usurari a un imprenditore di Campoverde.
    Una vicenda che prende le mosse dalla decisione dell’imprenditore di acquistare per 4.500 euro dallo stesso Costantino un’auto usata.
    L’acquirente poi, non potendo pagare, avrebbe chiesto al venditore una sorta di finanziamento, concesso utilizzando il denaro di Di Silvio e Morelli e frutto dell’attività di spaccio nella zona cimitero a Latina.
    L’imprenditore a quel punto sarebbe stato minacciato pesantemente sollecitando la restituzione della somma, si sarebbe ammalato ammalato e le minacce sarebbero comunque andate avanti, anzi sarebbero state estese pure alla moglie e ai figli, fino al tentativo di suicidio.

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    Ecco quali sono tutti gli affari che stanno facendo le mafie in terra pontina

    Traffici di droga, riciclaggio di denaro sporco ma anche grandi affari con gli appalti.Queste secondo la Dia le principali attività svolte dalle mafie in provincia di Latina, uno dei territori del Lazio su cui i clan hanno stretto in maniera più forte i tentacoli e dove vi è una compresenza di vari tipi di organizzazioni criminali, dalle proiezioni di quelle tradizionali, ovvero camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra a quelle autoctone.
    Realtà diverse che convivono e fanno business insieme alla malavita locale, che tra l’altro porta avanti i propri interessi con modalità mafiose.
    Un’analisi compiuta dalla Direzione investigativa antimafia nell’ultimo rapporto consegnato al Parlamento e relativo all’attività svolta ne secondo semestre del 2019.
    Il sud pontino si caratterizza così per la presenza di personaggi legati a vari gruppi criminali, partendo da esponenti delle ‘ndrine calabresi dei Bellocco, dei Tripodo, degli Alvaro e dei La Rosa-Garruzzo, e da tempo risultano operative pure proiezioni delle cosche reggine Aquino-Coluccio di Marina di Gioiosa Jonica e Commisso di Siderno.
    Attivi poi nella stessa area elementi dei clan camorristici che fanno capo ai Casalesi, ai Bidognetti, ai Bardellino, ai Moccio, ai Mallardo, ai Giuliano, ai Licciardi, ai Senese e agli Zaza.
    Secondo la Dia, tra l’altro, “per i sodalizi campani, vista la contiguità geografica, il sud pontino costituisce la naturale “area di delocalizzazione” per esportare traffici illeciti in aree “meno affollate”.
    Sono praticati il riciclaggio e il reimpiego dei capitali nei settori dell’edilizia e del commercio, ove le risorse risultano investite soprattutto nel circuito agroalimentare e della ristorazione, nonché nell’acquisizione e nella gestione delle sale da gioco“.
    Sempre la Direzione investigativa antimafia sostiene inoltre che c’è stata conferma del fatto che “le illecite attività delle famiglie Di Silvio e Casamonica devono essere ricondotte nei canoni dell’azione mafiosa“.
    Per la Dia resta poi “evidente l’interesse delle consorterie criminali all’infiltrazione ed al condizionamento degli ambienti imprenditoriali ed economico-finanziari, a volte con il contributo di professionisti complici”.
    E “anche nell’ambito politico e amministrativo locale emerge talvolta un modello che vede il coinvolgimento di imprenditori nei settori dell’edilizia e del commercio, con rapporti collusivi-corruttivi finalizzati ad agevolare il rilascio di concessioni edilizie ovvero per ottenere l’aggiudicazione di appalti nei settori dei servizi pubblici”.
    In tal senso viene considerato particolarmente esposto il settore dello smaltimento dei rifiuti, “che soffre di una cronica carenza di strutture moderne per il trattamento, situazione che potrebbe favorire logiche clientelari e corruttive da parte di sodalizi criminali”.
    Aprilia viene indicata come caratterizzata “per l’operatività di proiezioni mafiose”, come “crocevia dei traffici di stupefacenti”.
    Segnalando la presenza di esponenti delle ‘ndrine dei Gallace, degli Alvaro di Sinopoli e dei Cangemi, oltre che di soggetti campani vicini ai Casalesi.
    Infine la piaga dello sfruttamento dei braccianti clandestini nelle aziende agricole pontine, “favorito dalla presenza di un consistente numero di cittadini extracomunitari, soprattutto provenienti dai Paesi del sub-continente indiano”.

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    Sostanze stupefacenti e armi in casa, condannato un 32enne

    Cinque anni di reclusione. Questa la condanna inflitta dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, a Fabrizio Martellone, 32enne di Aprilia, accusato di detenzione illecita di armi e spaccio di droga. A settembre, perquisendo l’abitazione dell’imputato, i carabinieri trovarono appunto armi clandestine e sostanze stupefacenti. Venne disposto l’arresto di Martellone […] LEGGI TUTTO

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    Sospetti di eutanasia, interrogata la dottoressa accusata di omicidio

    Accusata di aver sottoposto il padre malato a eutanasia e indagata con l’accusa di omicidio volontario aggravato, la dottoressa Paola Pazienti, 39enne di Cisterna, è stata interrogata dal sostituto procuratore Simona Gentile. Secondo gli inquirenti, il 19 giugno scorso l’indagata, che lavora in una struttura sanitaria di Aprilia, avrebbe iniettato un farmaco letale al padre […] LEGGI TUTTO

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    Rida, benefit ambientale: Consiglio di Stato accoglie dubbi di legittimità su norma regionale e rimanda alla Corte Costituzionale

    “Il Consiglio di Stato ha accolto i dubbi di costituzionalità sollevati anche da Rida nel procedimento n. 2388/2018 in merito al benefit ambientale e ha rinviato il tutto alla Corte Costituzionale. Un duro colpo dunque per chi ha cercato, senza attendere il pronunciamento degli organi di giustizia di riscuotere il benefit, accusando tra l’altro la […] LEGGI TUTTO

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    Riciclaggio di auto di lusso, arriva la condanna per un 44enne

    Quattro anni di reclusione e quattromila euro di multa. Questa la condanna inflitta dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Molfese, a Renzo Marchioro, 44enne di Latina, accusato di ricettazione e riciclaggio. L’imputato è finito sotto accusa dopo le indagini svolte su alcune auto di lusso dalla polizia stradale di Aprilia. Il […] LEGGI TUTTO

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    Deve espiare pena per ricettazione, 65enne finisce in carcere

    Lunedì, ad Aprilia, i carabinieri della Stazione locale hanno tratto in arresto, un 65enne del posto. L’uomo, con precedenti di polizia, è stato raggiunto fa un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Latina. Deve espiare una pena di anni 4 e mesi 4 di reclusione, poiché ritenuto responsabile […] LEGGI TUTTO

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    Droga e armi clandestine in casa, scarcerato uno dei due albanesi arrestati

    Scarcerato uno dei due albanesi arrestati venti giorni fa ad Aprilia dai carabinieri, dopo essere stati trovati in possesso di droga e armi clandestine. Il Tribunale del Riesame di Roma, esaminato il ricorso presentato dal 31enne Fatmir Filolli, ha annullato per il ricorrente la misura della custodia cautelare in carcere e ritenuto sufficiente il solo […] LEGGI TUTTO