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    Preso a Giugliano elemento di spicco del clan Mallardo

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 ore fa
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    24 Ottobre 2020

    Preso a Giugliano elemento di spicco del clan Mallardo. I Carabinieri arrestano 58enne, deve scontare 8 anni di reclusione per delle estorsioni.
    I carabinieri del nucleo operativo di Giugliano in Campania – in forza di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli – hanno arrestato Giuliano Amicone, 58enne di Giugliano, elemento di spicco del clan camorristico denominato “Mallardo”, operante in Giugliano in Campania e comuni limitrofi.
    L’uomo, già sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S. deve scontare una pena di 8 anni di reclusione per delle estorsioni aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose, commesse ai danni di imprenditori edili della zona.

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    Afragola

    Pubblicato
    2 giorni fa
    in
    22 Ottobre 2020

    Agitato, affamato e in condizioni igieniche precarie. Si presento’ cosi’, il 10 ottobre dell’anno scorso, negli uffici della polizia municipale di Afragola un pensionato di 79 anni costretto a vivere in un garage all’interno del Rione Salicelle ad Afragola.
    Vedovo e padre di un figlio maschio e due figlie femmine, l’uomo spiego’ agli agenti l’inferno che stava vivendo da quando era morta la moglie nel luglio 2014. Il figlio e la nuora l’avevano sfrattato dall’appartamento di edilizia popolare a lui assegnato, costringendolo a vivere in un garage abusivo e poco attrezzato, tra insetti e topi e senza bagno. L’anziano era infatti costretto a utilizzare un secchio per i propri bisogni fisici.
    L’uomo percepiva una pensione di circa 650 euro, utilizzata dal figlio e della moglie di quest’ultimo per pagare l’affitto dell’abitazione e garantire assistenza al loro bambino disabile. Le altre due figlie dell’uomo avrebbero piu’ volte sollecitato il padre a trasferirsi in casa con loro, senza pero’ ottenere risultati. Ieri il gup del tribunale di Napoli Nord ha condannato Antonio Tontaro, il figlio dell’uomo, e Marianna Mazzuoccolo, sua nuora, a tre anni di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e per abbandono di incapace.

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    Raggiri in serie ai danni degli anziani: condannato

    Quattro anni di reclusione.Questa la condanna inflitta dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, a Raffaele Biancolino, 48enne di Napoli, arrestato nel gennaio scorso nell’ambito dell’inchiesta su una serie di raggiri ai danni di anziani del capoluogo pontino, denomimata “Take away”, e accusato di circonvenzione di incapace.
    Secondo gli inquirenti l’imputato, insieme a un complice, avrebbe messo le mani, con una serie di raggiri appunto ai danni di persone anziane, su circa 100mila euro.
    Gli arresti erano scattati mentre l’ennesima vittima, un uomo di 81 anni, stava consegnando ai due una busta contenente il denaro richiesto.
    Biancolino e il complice sarebbero stati soliti spacciarsi per parenti delle vittime, convincendo gli anziani a consegnare del denaro a delle persone inviate da loro, con la scusa che serviva a incassare un risarcimento e che loro in quel momento erano impossibilitati a prelevare il plico che gli veniva inviato.
    Stratagemmi scoperti dai carabinieri effettuando anche una serie di intercettazioni telefoniche.

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    Astice e Petrus, chieste condanne per oltre un secolo

    Chiesto oltre un secolo di carcere per i 26 imputati accusati di aver fatto entrare droga e cibi prelibati nel carcere di Latina, corrompendo anche due agenti di polizia penitenziaria.Al termine della loro requisitoria davanti al giudice per l’udienza preliminare Giorgia Castriota, i pm Giuseppe Bontempo e Valerio De Luca, hanno chiesto per l’esattezza un totale di quasi centoventuno anni di reclusione per gli imputati nel processo denominato Astice e Petrus, un procedimento in cui sono confluite due diverse indagini portate avanti dai carabinieri e in cui sono state formulate le accuse di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata, ricettazione, spaccio di droga e porto illegale di armi.
    Gli arresti, ben 34, erano scattati lo scorso anno.
    Gli investigatori avevano precisato che gli allora indagati erano riusciti persino a far entrare dell’astice con cui banchettare all’interno della casa circondariale di via Aspromonte, dove era stato messo a punto un sistema che stava consentendo ai capi delle organizzazioni criminali locali di continuare a dettare legge ai loro soldati ancora in libertà e di organizzare altri gruppi per azioni malavitose future.
    Un’inchiesta incentrata su due organizzazioni, una esterna al carcere, che si dedicava allo spaccio di sostanze stupefacenti a Latina, Pontinia e nei vicini centri dei Lepini, e una interna.
    Gli investigatori, nel corso di due anni di indagini, hanno scoperto che un ispettore e un assistente capo della Penitenziaria, uno in cambio di denaro e l’altro soprattutto di cocaina, facevano entrare nella casa circondariale sostanze stupefacenti, cibi costosi, favorivano gli spostamenti dei detenuti da una cella all’altra e permettevano anche di fare con un cellulare telefonate all’esterno.
    I pm hanno chiesto 5 anni di reclusione per il fondano Massimiliano Del Vecchio, già coinvolto in vicende di narcotraffico, 5 anni per Gennaro Amato, originario di Afragola e da tempo stabilitosi a Cisterna, anche lui coinvolto nel narcotraffico e ritenuto dagli inquirenti legato al clan dei Casalesi, 4 anni e 2 mesi per Antonio Di Noia, di Cisterna, 5 anni per Angelo Travali, 5 anni per Salvatore Travali, già coinvolti in Don’t Touch, 5 anni per Angelo Petrillone, 10 anni per Simone Petrillone, 10 anni per Riccardo Petrillone, 2 anni e 2 mesi per la terracinese Nicoletta Torre, 4 anni e 8 mesi per Martina Giacomelli, 5 anni per l’albanese Ndricim Lalaj, 2 anni e 8 mesi per l’albanese Eneida Skendo, 4 anni e mezzo per l’albanese Eduart Lala, 5 anni per Michael Consoli, 5 anni e 2 mesi per l’albanese Adriatik Deda, 4 anni e 8 mesi per l’albanese Endri Collaku, 6 anni per Gioacchino Iazzetta, 6 anni e mezzo per Salvatore Di Girolamo, 4 anni e 8 mesi per Angelo Di Girolamo, 2 anni e 4 mesi per Antonio Sellacci, 2 anni e 4 mesi per Francesco Falcone, 2 anni e 8 mesi per Stefano Venditti, 2 anni e 8 mesi per Mario Braganti, 5 anni e 4 mesi per l’agente della polizia penitenziaria Gianni Tramentozzi, 3 anni per Marco Quattrociocchi e 2 anni e 2 mesi per Andrea Lazzaro.
    Le difese, rappresentate tra gli altri dagli avvocati Oreste Palmieri, Maria Antonietta Cestra, Alessia Vita, Giammarco Conca, Sandro Marcheselli, Giancarlo Vitelli e Domenico Oropallo, parleranno nelle udienze fissate per il 27 ottobre, il 24 novembre e l’1 dicembre. Poi la sentenza.

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    Omicidio di Erik D’Arienzo, spuntano fuori due indagati

    Due indagati per la morte di Erik D’Arienzo.Scartata l’ipotesi dell’incidente stradale, alla luce anche di quanto emerso dalle indagini medico-legali, i sostituti procuratore Claudio De Lazzaro e Martina Taglione sono convinti che il 28enne sia stato vittima di un omicidio, picchiato a morte e poi lasciato agonizzante ai margini della Pontina, cercando di simulare la caduta da uno scooter.
    I due magistrati hanno quindi indagato l’amico del giovane che era con lui la tragica notte del 30 agosto scorso, Fabrizio Moretto, detto Pipistrello, di Sabaudia, e il 50enne Michele Mastrodomenico, originario di San Felice Circeo e residente a Priverno, che sarebbe stato tra gli ultimi a incontrare D’Arienzo.
    Un giallo sul quale le indagini sono in pieno svolgimento.
    Il 28enne, originario di Latina, ma che viveva da tempo a Sabaudia, nei pressi di Borgo San Donato, è deceduto dopo una settimana d’agonia all’ospedale “Goretti”, dove era stato subito ricoverato con gravissime ferite alla testa e a un braccio.
    Il racconto di Moretto, caduto anche in contraddizione, sulla caduta dallo scooter guidato da lui e con il 28enne seduto dietro non hanno mai convinto gli inquirenti.
    L’indagato, pochi giorni dopo la tragedia, aveva inoltre messo in vendita il mezzo, uno Yamaha TMax.
    Mentre “Pipistrello” continua a ripetere che con l’amico sono rimasti vittima di un incidente, i sostituti De Lazzaro e Taglione hanno inoltre indagato Mastrodomenico, volto noto alle forze dell’ordine, condannato in primo grado a due anni e mezzo di reclusione, con l’accusa di tentata estorsione e di aver cercato di bruciare il locale al titolare di un supermercato Carrefour del Circeo, rinviato a giudizio per maltrattamenti, stalking e danneggiamento nei confronti della sua ex e già arrestato dalla Mobile per spaccio di droga.
    I carabinieri del Ris stanno analizzando le scarpe sequestrate al 50enne, gli abiti di Moretto e tre caschi.
    Gli inquirenti sospettano che Erik D’Arienzo avesse un piccolo debito di droga con un fornitore e che sia stato vittima di una spedizione punitiva degenerata, con i due indagati che potrebbero soltanto averlo attirato in trappola.
    Ma si tratta soltanto di ipotesi e i carabinieri stanno continuando a indagare senza sosta.
    Il padre della vittima, Ermanno D’Arienzo, detto “Topolino”, è un pregiudicato protagonista in passato di clamorose rapine, che dieci anni fa ha iniziato ad essere coinvolto anche nello spaccio di droga e al quale sono stati confiscati i beni perché ritenuti frutto di attività criminali.
    Anche il 28enne era incappato in alcune indagini e proprio il giro della droga potrebbe averlo condannato a morte.

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    Estorsioni ed elezioni, accuse confermate a Cetrone, Pagliaroli e i Di Silvio

    “Blindate” dalla Corte di Cassazione le accuse nei confronti dell’ex consigliera regionale di centrodestra Gina Cetrone, dell’ex marito di quest’ultima, Umberto Pagliaroli, di Armando “Lallà” di Silvio, e dei figli Gianluca e Samuele Di Silvio, arrestati a gennaio nell’ambito dell’inchiesta antimafia denominata “Scheggia”.La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei cinque, attualmente imputati davanti al Tribunale di Latina, contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa a loro carico a gennaio, condannandoli anche a pagare le spese processuali e duemila euro a testa alla cassa delle ammende.
    Nella sentenza depositata la Cassazione ha inoltre confermato sia la sussistenza dell’aggravante mafiosa che le accuse mosse alla Cetrone e all’ex marito di aver ingaggiato il clan Di Silvio di Latina, la cosiddetta fazione di Campo Boario, per compiere estorsioni ai danni di imprenditori e per occuparsi di parte della campagna elettorale del 2016 a Terracina, in cui inizialmente l’ex consigliera regionale era candidata a sindaco e in cui poi aveva appoggiato il candidato sindaco di Forza Italia

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    Firme false per ottenere denaro da un disabile: arrestato 48enne di Agropoli

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Firme false per ottenere denaro da un disabile: arrestato 48enne di Agropoli

    Cronaca Campania

    Pubblicato
    1 giorno fa
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    23 Ottobre 2020

    Falsificando la firma del presidente del tribunale di Vallo della Lucania, hanno messo in piedi una truffa per trasferire 280mila euro destinati a un ragazzo disabile al 100% affetto da tetraparesi spastica.
    Una indagine della procura di Nocera Inferiore, delegata ai carabinieri, ha portato all’arresto di una persona e al sequestro di beni dell’uomo e di altri indagati suoi complici. Le misure cautelari personale e reali sono state emesse dal gip nocerino per falso, truffa, riciclaggio, sostituzione di persona e possesso di documenti falsi.
    Ai domiciliari, un 48enne di origini calabresi residente ad Agropoli; misura interdittiva del divieto di esercizio di impresa per un anno, invece, a carico di un imprenditore di 62 anni di San Valentino Torio, nel Salernitano. L’inchiesta, condotta dal pm Angelo Rubano, si e’ sviluppata attraverso l’assunzione di informazioni, acquisizioni documentali, individuazioni fotografiche, accertamenti bancari e analisi del traffico telefonico e dei pagamenti effettuati con carte di credito.

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    Coprifuoco in Campania: protesta dei commercianti a Salerno

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    Ercolano

    Pubblicato
    3 ore fa
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    24 Ottobre 2020

    Un centinaio di commercianti della zona centrale piazza Trieste e Corso Italia, zona centrale di Ercolano, ha manifestato in piazza Trieste contro le restrizioni imposte dall’ ultima ordinanza del presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca.
    Grida di “liberta’” e slogan contro De Luca. Uno striscione e’ stato collocato al centro della piazza con la scritta “Vittime del complotto. Liberta’!”. A terra sono stati collocati lumini cimiteriali per simboleggiate la morte del commercio .Le luci dei negozi sono state spente, e lumini sono stati collocati anche davanti alle vetrine. “Non abbiamo ricevuto nessun indennizzo, e non ce la facciamo piu’”, ha detto una commerciante ai giornalisti.

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    A Castellammare blitz antidroga al Caporivo: interna famiglia ai domiciliari

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » A Castellammare blitz antidroga al Caporivo: interna famiglia ai domiciliari

    Castellammare di Stabia

    Pubblicato
    47 minuti fa
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    23 Ottobre 2020

    A Castellammare blitz antidroga al Caporivo. La droga nascosta in un pilastro scovata grazie ai cani antidroga: 3 persone arrestate dai Carabinieri
    I Carabinieri della Sezione Operativa di Castellammare di Stabia, insieme a quelli del Nucleo Cinofili di Sarno hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio C.F., 48enne del posto già noto alle forze dell’ordine. Insieme all’uomo, arrestati per concorso nel medesimo reato la moglie 47enne e il figlio di 26 anni
    Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto 250 grammi di marijuana confezionata in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.

    La droga era nascosta in un pilastro dell’abitazione al cui interno era stato ricavato un vano individuato grazie al fiuto dei cani antidroga e raggiungibile solo con una scala.
    Nel corso della perquisizione la 47enne ha provato a disfarsi di una parte dello stupefacente scaricandolo nel wc del bagno mentre il 26enne ha tentato di eludere i controlli minacciando anche i militari. Sono stati tutti sottoposti ai domiciliari in attesa di giudizio.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    23 ore fa
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    22 Ottobre 2020

    Castellammare, Franco Cuomo muore in ospedale a Caserta: la famiglia sporge denuncia.
    L’uomo era ricoverato presso Villa Stabia, poi è stato trasferito all’ospedale di Caserta quando la situazione si è aggravata. Qui è spirato. I familiari sospettano che Franco sia rimasto vittima di un episodio di malasanità e vogliono vederci chiaro. Si trattava di un uomo sano, che non aveva mai accusato problemi di salute. A indagare saranno i carabinieri guidati dal capitano Carlo Venturini.
    Intanto la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’inchiesta. Disposta l’autopsia sulla salma e sequestrata la cartella clinica. Rinviati quindi al momento i funerali, previsti in un primo momento oggi pomeriggio alle 16 in forma privata. Dall’esame autoptico si potrà capire se la diagnosi era esatta e se nella clinica stabiese e nell’ospedale di Caserta, è stato fatto tutto quanto era possibile per salvare un uomo che solo poche ore prima pensava di avere una lunga vita davanti a sé.

     Gustavo Gentile

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    Sequestrate 50 munizioni in un barattolo del caffè a Lettere

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Sequestrate 50 munizioni in un barattolo del caffè a Lettere

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa
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    23 Ottobre 2020

    Sequestrate 50 munizioni in un barattolo del caffè a Lettere.

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sottoposto a sequestro, in un’area montuosa del Comune di Lettere, già utilizzata in passato per l’occultamento di armi, 50 munizioni e 1 caricatore.In particolare, i finanzieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, nel corso di una perlustrazione di un fondo agricolo coltivato e delimitato da un muro, hanno individuato un’intercapedine all’interno della quale erano nascoste delle cartucce.

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    Nello specifico, le 32 munizioni calibro 7.65, le 18 munizioni calibro 9 e il caricatore, perfettamente lubrificato e di recente fabbricazione, sono stati scoperti in un barattolo di plastica della Nescafè nascosto all’interno di una nicchia ricavata nel muro in pietra. Sono in corso accertamenti per individuare il proprietario del fondo e verificare eventuali collegamenti con fatti di sangue e/o intimidazioni.
    L’operazione di servizio si inquadra nell’ambito della costante attività di controllo del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli nelle aree più sensibili e a maggiore densità criminale, e riflette le recenti indicazioni del Prefetto di Napoli Marco Valentini in merito all’esigenza di maggior controllo della circolazione delle armi nel napoletano.

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    Premio Penisola Sorrentina in onda sabato 24 ottobre

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    Castellammare di Stabia

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    5 minuti fa
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    23 Ottobre 2020

    A Castellammare blitz antidroga al Caporivo. La droga nascosta in un pilastro scovata grazie ai cani antidroga: 3 persone arrestate dai Carabinieri
    I Carabinieri della Sezione Operativa di Castellammare di Stabia, insieme a quelli del Nucleo Cinofili di Sarno hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio C.F., 48enne del posto già noto alle forze dell’ordine. Insieme all’uomo, arrestati per concorso nel medesimo reato la moglie 47enne e il figlio di 26 anni
    Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto 250 grammi di marijuana confezionata in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.

    La droga era nascosta in un pilastro dell’abitazione al cui interno era stato ricavato un vano individuato grazie al fiuto dei cani antidroga e raggiungibile solo con una scala.
    Nel corso della perquisizione la 47enne ha provato a disfarsi di una parte dello stupefacente scaricandolo nel wc del bagno mentre il 26enne ha tentato di eludere i controlli minacciando anche i militari. Sono stati tutti sottoposti ai domiciliari in attesa di giudizio.

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    Due rapine nell’arco di venti giorni, arriva la condanna

    Quattro anni e dieci mesi di reclusione.Questa la condanna inflitta dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mario La Rosa, al 51enne apriliano Massimiliano Vernini, accusato delle rapine messe a segno due anni fa al Mc Donald’s e a una clinica veterinaria di Aprilia.
    Nella notte tra il 27 e il 28 novembre 2018 un uomo, impugnando un cacciavite, fece irruzione al Mc Donald’s di via Mascagni, minacciando un dipendente del locale nel tentativo di farsi consegnare il denaro.
    Sentendosi rispondere da quest’ultimo che non poteva aprire la cassa, il rapinatore la sradicò e si appropriò così di 550 euro in contanti, dandosi poi subito alla fuga.
    Il successivo 17 dicembre, dopo venti giorni, un malvivente si presentò poi in piena notte presso la clinica veterinaria del dott. Lax in via Moro e, minacciando il medico di turno, mettendosi una mano in tasca e facendo finta che avesse una pistola, si fece consegnare il denaro.
    Due colpi di cui è finito accusato Vernini dopo le indagini svolte dai carabinieri, che hanno identificato l’autore dei due colpi analizzando anche le telecamere di sorveglianza delle attività rapinate.
    Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, il 51enne ha quindi scelto di farsi giudicare con rito abbreviato, puntando allo sconto di un terzo della pena, e per lui, a fronte di una richiesta di condanna a sei anni e sette mesi di reclusione avanzata dal pm Marco Giancristofaro, il giudice La Rosa ha optato per una pena più leggera, derubricando come chiesto dalla difesa l’episodio della clinica veterinaria in furto.

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    Mani sui soldi delle polizze assicurative, agente patteggia

    Accusata di essersi intascata il denaro che i clienti le consegnavano per il pagamento delle polizze assicurative, una 57enne ha patteggiato a un anno e dieci mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena.Ad accordare il patteggiamento a Daniela Micheletti è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mario La Rosa.
    Per oltre un anno e mezzo, dal marzo 2017 al novembre dell’anno successivo, in base alle indagini svolte, la latinense si sarebbe appropriata di parte del denaro delle polizze che gli automobilisti pagavano per avere copertura sulla responsabilità civile, non versando le somme alla compagnia di cui era sub agente.
    Con il risultato di lasciare i clienti anche scoperti sul fronte assicurativo.
    Per la precisione all’imputata sono stati contestati 21 episodi di appropriazione indebita, relativi ad assicurazioni auto e in un caso alla polizza per un gommone.
    Quelle centinaia di euro su cui avrebbe messo le mani hanno fatto finire la 57enne indagata e poi costretta a subire un processo, dove ha deciso di scegliere la strada del patteggiamento.

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    Ferito in un agguato, morto dopo 20 giorni in ospedale a Salerno

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Ferito in un agguato, morto dopo 20 giorni in ospedale a Salerno

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    14 ore fa
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    22 Ottobre 2020

    E’ deceduto in ospedale a Salerno, dove era ricoverato da venti giorni, il 38enne Aniello Califano. L’uomo, lo scorso 2 ottobre, era rimasto ferito nell’agguato avvenuto a Corticelle di Mercato San Severino  e che costo’ la vita al 54enne Vincenzo Salvati, deceduto sul colpo.

    La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto il sequestro della salma per consentire l’autopsia. Califano era stato colpito alle gambe da diversi colpi d’arma da fuoco esplosi, secondo gli investigatori, dal 35enne Vincenzo Ansalone. Nonostante le ferite riportate il 38enne era riuscito a darsi alla fuga in auto ma pochi metri dopo perse conoscenza a causa dell’eccessiva perdita di sangue e si schianto’ contro un palo della pubblica illuminazione. Le sue condizioni, sin dall’arrivo in ospedale, erano apparse molto serie. Dopo venti giorni di ricovero il suo cuore ha smesso di battere. Il grave fatto di sangue si consumo’ al culmine di una lite, presumibilmente legata a motivi di droga.

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    Le indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino e dai colleghi della sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Salerno, agli ordini dei tenenti colonnelli Alessandro Cisternino e Giancarlo Santagata permisero subito di stringere il cerchio attorno al 35enne che nelle ore immediatamente successive al delitto si costitui’, ammettendo le proprie responsabilita’.

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    Gattuso infuriato: ‘Attacco sterile, il cammino in Europa League si è complicato’

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    Castellammare di Stabia

    Pubblicato
    5 minuti fa
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    23 Ottobre 2020

    A Castellammare blitz antidroga al Caporivo. La droga nascosta in un pilastro scovata grazie ai cani antidroga: 3 persone arrestate dai Carabinieri
    I Carabinieri della Sezione Operativa di Castellammare di Stabia, insieme a quelli del Nucleo Cinofili di Sarno hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio C.F., 48enne del posto già noto alle forze dell’ordine. Insieme all’uomo, arrestati per concorso nel medesimo reato la moglie 47enne e il figlio di 26 anni
    Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto 250 grammi di marijuana confezionata in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.

    La droga era nascosta in un pilastro dell’abitazione al cui interno era stato ricavato un vano individuato grazie al fiuto dei cani antidroga e raggiungibile solo con una scala.
    Nel corso della perquisizione la 47enne ha provato a disfarsi di una parte dello stupefacente scaricandolo nel wc del bagno mentre il 26enne ha tentato di eludere i controlli minacciando anche i militari. Sono stati tutti sottoposti ai domiciliari in attesa di giudizio.

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    Afragola, sfrattato da figlio e costretto a vivere in garage: arrivano le condanne

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Afragola, sfrattato da figlio e costretto a vivere in garage: arrivano le condanne

    Afragola

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    1 ora fa
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    22 Ottobre 2020

    Agitato, affamato e in condizioni igieniche precarie. Si presento’ cosi’, il 10 ottobre dell’anno scorso, negli uffici della polizia municipale di Afragola un pensionato di 79 anni costretto a vivere in un garage all’interno del Rione Salicelle ad Afragola.
    Vedovo e padre di un figlio maschio e due figlie femmine, l’uomo spiego’ agli agenti l’inferno che stava vivendo da quando era morta la moglie nel luglio 2014. Il figlio e la nuora l’avevano sfrattato dall’appartamento di edilizia popolare a lui assegnato, costringendolo a vivere in un garage abusivo e poco attrezzato, tra insetti e topi e senza bagno. L’anziano era infatti costretto a utilizzare un secchio per i propri bisogni fisici.
    L’uomo percepiva una pensione di circa 650 euro, utilizzata dal figlio e della moglie di quest’ultimo per pagare l’affitto dell’abitazione e garantire assistenza al loro bambino disabile. Le altre due figlie dell’uomo avrebbero piu’ volte sollecitato il padre a trasferirsi in casa con loro, senza pero’ ottenere risultati. Ieri il gup del tribunale di Napoli Nord ha condannato Antonio Tontaro, il figlio dell’uomo, e Marianna Mazzuoccolo, sua nuora, a tre anni di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e per abbandono di incapace.

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    Afragola

    Pubblicato
    4 giorni fa
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    18 Ottobre 2020

    Controlli straordinari della polizia ad Afragola
    Tra venerdì e sabato gli agenti del Commissariato di Afragola e della Polizia Locale hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nei pressi del Parco S. Antonio e zone limitrofe.Nel corso dell’attività sono state identificate 78 persone e controllati 18 autoveicoli; inoltre, sono stati effettuati controlli ad alcuni esercizi commerciali per verificare l’ottemperanza alle disposizioni relative agli orari di chiusura e all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

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