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    Lavoro. Lega: recuperare alloggi sfitti Acer per rilanciare settore ristruttuazioni

    Simone Pelloni (Lega)
    “Recuperare gli alloggi sfitti e non fruibili di proprietà di Acer così da ridare slancio al settore delle ristrutturazioni e aumentare il numero di case popolari affittabili della Regione”. La proposta arriva alla Giunta dalla Lega tramite una risoluzione, a prima firma Simone Pelloni, in cui viene messo in evidenza come “l’avvio di un piano di recupero degli alloggi sfitti di proprietà di Acer garantirebbe una boccata d’ossigeno al comparto delle ristrutturazioni e sarebbe una concreta opportunità di lavoro per artigiani e imprese”.
    Non solo: i leghisti invitano l’esecutivo regionale ad “attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni e in ogni sede istituzionale, per richiedere che il patrimonio edilizio residenziale pubblico rientri nelle categorie di immobili per le quali è possibile accedere al bonus ristrutturazioni edilizie che prevede detrazioni fiscali del 50% o del 110% sugli interventi eseguiti”.
    La risoluzione è stata siglata anche da Michele Facci, Andrea Liverani, Daniele Marchetti, Valentina Stragliati, Maura Catellani, Emiliano Occhi, Fabio Bergamini, Massimiliano Pompignoli, Stefano Bargi, Gabriele Delmonte, Matteo Montevecchi, Fabio Rainieri e Matteo Rancan.
    (Andrea Perini)

    Imprese lavoro e turismo
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Ambiente. Gibertoni (Misto) accende i riflettori sui lavori nell’area del torrente Enza

    Fare chiarezza sugli interventi di Aipo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, soprattutto per quel che riguarda l’area compresa tra il torrente Enza e il ponte di San Polo d’Enza. A chiederlo, in un’interrogazione, è la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) che, ripercorse tutte le norme e tutti i progetti che sottendono a questo tipo di interventi, sottolinea la delicatezza ambientale del territorio in questione, la biodiversità da difendere e l’impatto che i lavori possono avere su un’area dal grande valore ambientale.
    Un dettagliato elenco fatto di prescrizioni e descrizioni che portano la consigliera a presentare un atto ispettivo per sapere dalla Giunta “se siano già stati eseguiti in tutto o in parte i lavori di cui al progetto, del 3 febbraio 2020, di AIPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po – Ufficio operativo di Parma recante ‘(RE-E-992) Interventi di manutenzione straordinaria della vegetazione ripariale e nelle aree d’espansione delle casse e di riequilibrio idraulico-ecomorfologico del torrente Enza a valle del ponte di San Polo d’Enza (RE)’ e se sia stato svolto il sopralluogo previsto dal paragrafo 7.1 ‘Mitigazioni’, dello Studio di Incidenza Ambientale, che prescriveva che: , alla presenza di quali soggetti, se sia stato redatto un verbale di detto sopralluogo e comunque quale siano stati gli esiti in termini di rilevamento di nidi, se siano stati spostati eventuali nidi e da parte di chi siano state compiute dette operazioni, infine se si sia deciso di non attuare il taglio nell’area eventualmente interessata”.
    Gibertoni, inoltre, chiede all’esecutivo regionale “se non ritenga, comunque l’operazione di spostamento di un nido un vero controsenso in un’area di protezione suscettibile di provocare rilevanze anche penali oltre che erariali, considerando che i nidi sono protetti dalla legge e la fauna è patrimonio dello Stato; se siano stati svolti controlli e da parte di quali soggetti sui lavori suddetti e con quali esiti e modalità oppure se si intenda svolgere detti controlli e se non ritenga, stante l’alto valore sistemico delle aree interessate, di rivedere lo Studio di Incidenza Ambientale, approfondendo le interferenze prodotte dai lavori sopra citati, e migliorando sia le ‘Mitigazioni’ di cui al paragrafo 7.1 sia le ‘Prescrizioni’ di cui al paragrafo 7.2 del suddetto Studio”.
    (Luca Molinari)

    Ambiente e territorio
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Sanità Bologna. Lisei (Fdi): far ripartire i servizi in tutta la provincia

    Marco Lisei (Fdi)
    La sanità bolognese ha bisogno di un assetto definitivo e non di incertezze. Per questo la Regione deve intervenire sulla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria provinciale perché venga approvato un piano strutturale per i servizi e non solo quello per il periodo estivo.
    A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Marco Lisei (Fdi), per il quale “lo scorso 8 luglio tramite comunicato stampa la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana (Ctssm) di Bologna ha annunciato l’approvazione dell’assetto postCovid relativo all’offerta sanitaria di area metropolitana: la stessa Conferenza ha comunicato che l’assetto organizzativo approvato riguarda solo il periodo estivo, fino a fine settembre, e che il piano di medio e lungo periodo delle reti ospedaliere sarà invece presentato a settembre, adducendo a motivazione la necessità di e dichiarando che ”.
    Lisei sottolinea come “il lockdown dovuto all’emergenza coronavirus ha comportato la sospensione di migliaia di esami, visite specialistiche, interventi chirurgici e prestazioni sanitarie, che devono essere riprogrammate e recuperate, e un inevitabile aumento esponenziale dei numeri delle liste di attesa, dato che molti reparti ospedalieri sono tuttora quasi paralizzati con posti letto e sale operatorie inutilizzate e che molte attività, visite, esami e interventi chirurgici vengono svolti presso strutture private, riducendo peraltro in alcuni casi la possibilità di esercitare la libera professione”. Poi ancora: “sono passati più di due mesi da quando il Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus in Emilia-Romagna, Sergio Venturi, annunciava la cessazione del suo incarico ritenendo ormai conclusa, in accordo con il Presidente della Regione Stefano Bonaccini, la fase emergenziale con la conseguente prospettiva di un allora prossimo ritorno alla normalità e si ritiene pertanto inammissibile e ingiustificato il fatto che ancora oggi non sia stato definito l’assetto riorganizzativo delle reti ospedaliere e che addirittura si sia ritenuto di posticipare tale progettualità a settembre”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale “se non ritenga inaccettabile che la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana di Bologna, a distanza di più due mesi dalla dichiarazione di cessata  emergenza sanitaria rilasciata dalla stessa Regione Emilia-Romagna, non sia stata ancora in grado di presentare un progetto definito di riassetto e riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali e delle reti ospedaliere; in caso affermativo, se non ritenga doveroso, per quanto di propria competenza, intervenire urgentemente presso la Ctssm per far sì che si provveda fin da subito a una definizione del nuovo assetto postCovid dell’offerta sanitaria dell’area metropolitana e si garantisca una ripartenza a pieno regime di tutto il sistema sanitario, anche al fine di dare ai cittadini una risposta concreta alle loro più che comprensibili preoccupazioni”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Lavoro. Gibertoni (Misto) chiede un check up approfondito sul Reddito di cittadinanza in regione

    Giulia Gibertoni
    Un check up estremamente approfondito quello che Giulia Gibertoni (Misto) sollecita alla Giunta regionale sul tema del Reddito di cittadinanza. Ad un anno circa dalla sua entrata in vigore, la consigliera modenese ricorda i pilastri di tale provvedimento: erogazione di un aiuto economico, dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro da parte degli interessati e, attraverso l’attuazione di politiche d’inserimento lavorativo e inclusione sociale, la definizione di un percorso personalizzato che prevede anche attività al servizio della comunità. Questo nuovo approccio deve poi essere coordinato dai Centri per l’impiego coadiuvati anche dalla figura del navigator.
    Alla luce di questo articolato percorso, Gibertoni chiede il numero delle famiglie e dei singoli beneficiari di tale aiuto “suddiviso per nazionalità e per provincia di residenza dei beneficiari, l’importo medio dell’assegno del Reddito di Cittadinanza e il numero di navigator in servizio nei Centri per l’Impiego.” Oltre a questa prima informazione la capogruppo chiede anche il dettaglio delle “persone beneficiarie del Reddito di cittadinanza oggi occupate oppure che siano state occupate grazie al lavoro svolto dai navigator nonché quanti disoccupati abbia in carico ogni singolo navigator e quanti incontri, mediamente, ogni singolo navigator abbia svolto con l’utenza in carico, sempre del nostro territorio regionale”.
    Oltre a ciò, Gibertoni si sofferma anche su quali siano “i compiti e le funzioni che sono stati attribuiti all’interno dei Centri per l’Impiego ai navigator e qual è il tipo di collaborazione con il personale stabile dei Centri per l’Impiego” e se è stata più o meno implementata la piattaforma informatica per incrociare domanda e offerta di lavoro e come si rapporti tale strumento con il sistema informativo regionale con analoghe funzioni denominato SILER. In un ultimo quesito, poi, la consigliera chiede un giudizio generale sull’applicazione “del Reddito di Cittadinanza, nell’ambito delle politiche d’inserimento lavorativo, e quali maggiori o migliori risultati siano stati ottenuti, in tale ambito, grazie a tale strumento”.
    (Luca Boccaletti)

    Imprese lavoro e turismo
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Carceri. Nuova programmazione dei Garanti detenuti e infanzia a tutela dei genitori reclusi con figli

    “Vogliamo dare un contributo reale al benessere delle bambine, dei bambini e degli adulti che vivono le loro relazioni affettive nel corso di una pena o di una misura cautelare: pena che non deve essere scontata dai minori d’età”. Lo hanno dichiarato la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Clede Maria Garavini, e il Garante delle persone private della libertà personale, Marcello Marighelli, al termine di un incontro dedicato alla genitorialità in carcere, con l’obiettivo di inaugurare un programma sul tema.
    A seguito di numerose segnalazioni sulle difficoltà relazionali tra genitori detenuti e figli, in particolare in questa fase emergenziale (anche per le criticità collegate al digital divide), i due garanti hanno messo a punto un progetto rivolto a ricercare soluzioni per tutelare questo tipo di rapporto: a partire dall’anno in corso e per tutto il 2021 saranno realizzate azioni di monitoraggio per assicurare la piena attuazione della normativa europea in materia (che garantisce regolarità e stabilità nei contatti anche telefonici e telematici tra figli e genitori detenuti).
    Altro ambito di studio, rivolto agli interlocutori del territorio regionale, riguarderà l’ipotesi di attivare nuove strutture residenziali per l’accoglienza extracarceraria di mamme con bambini, proprio per evitare che siano anche i minori a scontare la pena con i genitori nelle strutture carcerarie. Obiettivo comune, hanno spiegato Garavini e Marighelli, “è evitare che bambine e bambini ‘crescano’ vivendo periodi più o meno lunghi della loro vita ‘dietro le sbarre’, seppur in spazi a loro dedicati ma che per il luogo stesso in cui sono collocati non possono essere considerati idonei a una buona crescita”.
    Fra le proposte per il 2021 i garanti risollecitano poi esperienze formative per gli operatori di polizia penitenziaria che si occupano degli incontri in presenza fra genitori e figli.
    (Cristian Casali)

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    Parità, diritti e partecipazione
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Strade. Gibertoni (Misto): sì a ponti per attraversamento animali selvatici, coordinare amministrazioni provinciali

    Giulia Gibertoni
    “Favorire l’attraversamento su strade e autostrade della fauna locale”. È Giulia Gibertoni (Misto) a chiedere, con un’interrogazione rivolta al governo regionale “la realizzazione, sulla rete stradale esistente del territorio regionale e non solo su quella di nuova progettazione, corridoi per gli animali selvatici, a tutele degli utenti della strada e degli stessi animali”.
    In particolare, la consigliere richiede un coinvolgimento di tutte le amministrazioni provinciali della regione, per arrivare a scelte omogenee su tutto il territorio emiliano-romagnolo, sollecitando quindi la Regione Emilia-Romagna, che avrebbe l’onere di coordinare questo tipo di operazioni, “a disporre un finanziamento specifico, rivolto agli stessi enti provinciali, per eseguire gli interventi necessari”.
    Ad esempio, spiega Gibertoni, “in Olanda il problema è stato risolto con i wildlife bridges, veri e propri ponti per animali selvatici, costruiti proprio allo scopo di favorire l’attraversamento delle autostrade alla fauna locale senza rischi e pericoli, né per i guidatori né per gli animali”.
    Nell’atto la politica modenese cita anche il recente “incidente stradale mortale avvenuto solo ieri sulla complanare sud a San Lazzaro di Savena, nel bolognese, imputabile, a quanto pare, a un cinghiale che stava attraversando la carreggiata”.
    La consigliera rimarca poi di avere presentato all’esecutivo già a maggio un atto sullo stesso tema, ma senza aver ricevuto risposta adeguata dall’assessorato.
    (Cristian Casali)

    Infrastrutture e trasporti
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Imprese. Calo dei voli, Barcaiuolo (Fdi): si aiuti la ripresa altrimenti anche le aziende collassano

    Michele Barcaiuolo (Fdi)
    Il crollo dei voli aerei del 90% rispetto allo stesso periodo del 2019 e l’impatto sul sistema economico. Parte da qui l’interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Michele Barcaiolo, che chiede alla Giunta se “intenda sollecitare questo problema al tavolo di confronto con il Governo nazionale, quali misure si adotteranno per sostenere il settore e, infine, se intenda stanziare fondi ad hoc”.
    “Siamo ancora evidentemente lontani- sostiene il consigliere- dal flusso di turisti che, provenienti da tutto il mondo, hanno permesso ai musei Ferrari nel 2019 di raggiungere il record di oltre 600 mila ingressi tra Modena e Maranello, il 12 per cento in più rispetto all’anno precedente. La gestione di tutte le tipologie di eventi dovrà essere curata in maniera capillare e riorganizzata secondo le prescrizioni medico-sanitarie e drastico sarà sicuramente il contigentamento degli afflussi”. Tra le fiere saltate, c’è anche il Cersaie (il salone internazionale della ceramica) e la maggior parte delle aziende che operano nell’organizzazione di eventi legati al brand Ferrari, legati al settore ceramico e alle eccellenze territoriali hanno notevolmente ridotto il proprio fatturato a causa della prolungata sospensione delle attività e prospettano una difficile, se non nulla, ripresa visti i pochi mesi di cosiddetta ‘alta stagione’ a disposizione”. Per questo Barcaiuolo richiede l’intervento della Giunta regionale.
    (Margherita Giacchi)

    Imprese lavoro e turismo
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Infrastrutture. Gibertoni (Misto): stop alla Cispadana

    Giulia Gibertoni
    La Regione fermi la realizzazione della Cispadana.  A chiederlo, in un’interrogazione, è la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto), per la quale “da una dichiarazione alla stampa del Presidente del Coordinamento cispadano NO autostrada – SI’ strada a scorrimento veloce (un comitato che, da anni, lotta contro la realizzazione dell’autostrada Cispadana) si apprende: “.
    La capogruppo ricorda come “nel nostro Paese si inseguono le grandi opere dimenticandosi e disinteressandosi della manutenzione e ammodernamento del patrimonio infrastrutturale esistente; ciò è particolarmente evidente nel settore delle vie di comunicazione e non ci sono sostanziali differenze, in questo approccio, tra il livello centrale di governo e quello locale regionale, con la tendenza costante largamente diffusa ad aggirare le stesse regole che si è precedentemente (e spesso pomposamente) emanato”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se non ritenga opportuno fermare, definitivamente, l’iter e tutte le attività inerenti alla realizzazione dell’opera, concentrandosi invece sulla manutenzione, adeguamento e ammodernamento, soprattutto in termini di sicurezza, della rete viaria esistente, intervento, questo sì, atteso da decenni e che può essere effettivamente utile al rilancio economico del territorio e al miglioramento della qualità di vita dei nostri concittadini, che pagano giornalmente un alto prezzo anche in termini di incidenti stradali causati dal cattivo stato delle strade presenti sul territorio regionale; inoltre, se non ritenga opportuno, in generale, non fare passi indietro sulla legalità, sulla lotta alla corruzione e sull’antimafia negli appalti pubblici, invitando il governo a rivedere le scelte assunte nel Decreto Semplificazione”.
    Giulia Gibertoni, inoltre, interroga l’amministrazione regionale per sapere “come giudichi la circostanza che ad una emergenza sanitaria quale la pandemia, si risponda con una sottovalutazione sull’Impatto Sanitario di un’opera altamente impattante, riportato in modo superficiale nell’appendice dello Studio sull’Impatto Ambientale di tale opera, proprio mentre oggi, invece, il tema è di primaria importanza viste le situazioni di assoluta emergenza registrate in tutta la Pianura padana riguardo all’inquinamento atmosferico, oggetto, tra l’altro, di apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Europa a carico dell’Italia”. Domanda, infine, “quali impatti avrà l’opera sull’inquinamento atmosferico e come si possa conciliare la sua realizzazione e il successivo esercizio con l’infrazione aperta dall’Europa a carico dell’Italia sull’inquinamento atmosferico”.
    (Luca Molinari)

    Infrastrutture e trasporti
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Sicurezza Modena. Barcaiuolo (Fdi): “Regione e Comune riqualifichino la zona del Tempio”

    Michele Barcaiuolo (Fdi)
    Come pensa di intervenire la Giunta regionale, “anche anche in aiuto alle forze dell’ordine, per cercare di ristabilire l’ordine in una zona abbandonata a se stessa ma che avrebbe un grande potenziale turistico e residenziale se valorizzata a dovere?” E’ la domanda cardine che il consigliere Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) rivolge all’esecutivo regionale in un’ennesima interrogazione sul degrado di una zona precisa della città della Ghirlandina: Tempio.
    La zona nei pressi della stazione ferroviaria -ricorda Barcaiuolo- è da anni agli onori delle cronache: spaccio, prostituzione, degrado e sporcizia sono argomenti ricorrenti quando si parla di questo settore della città. “Nel corso degli anni -prosegue il consigliere modenese- si è più volte cercato di evidenziare il degrado della zona tramite testimonianze di residenti, esercenti esausti e documentazioni da parte di diverse testate giornalistiche e comitati. Già 10 anni fa, infatti, sulla stampa, gli imprenditori della zona parlavano di riappropriarsi delle strade del quartiere e di aprire locali per riqualificare da zona”.
    Alla luce di una ulteriore testimonianza di una imprenditrice del luogo intervistata da una emittente modenese che denunciava una perdurante e diffusa situazione di degrado, Barcaiuolo ricorda come “residenti ed esercenti siano stati abbandonati a loro stessi dalle ultime amministrazioni della città”, esorta a completare la riqualificazione dell’intera Via Paolo Ferrari e, conseguentemente, l’intera zona e a cambiare il principio urbanistico finora seguito per riqualificare “le zone centrali delle città piuttosto che andare a investire in costruzioni di nuovi immobili nelle periferie, riavvicinando i cittadini al cuore della città”.
    (Luca Boccaletti)

    Governo locale e legalità
    10 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Difensa civica. Marù: in un anno risparmiati dai cittadini 60mila euro, più di 6 mila protocollazioni

    Il difensore Marù e il collaboratore Lonardo
    Nel 2019 le protocollazioni sono state 6.542 (2.576 in più rispetto al 2018), 4.502 in entrata. Nello stesso anno le istanze ricevute sono state 657 (549 del 2018), 357 i provvedimenti attivati di cui 308 conclusi. Un’attività, quella della Difesa civica, che ha prodotto un risparmio per i cittadini di circa 60mila euro.
    Il Difensore civico regionale, Carlotta Marù, ha relazionato in Commissione per la parità e per i diritti delle persone, presieduta da Federico Amico, sull’attività del suo ufficio nel 2019.
    Il Difensore civico è una figura posta a garanzia dei diritti e degli interessi dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione e di quei soggetti, anche privati, che svolgono una funzione pubblica o di pubblico interesse (come i gestori di acqua, luce e gas).
    Il convenzionamento con gli enti locali (dal 2019 gratuito), ha spiegato Marù, “si conferma strumento importante per sviluppare una rete territoriale di tutela e protezione dei diritti, consentendo ai cittadini di conoscere e quindi usufruire dei servizi forniti dall’ufficio”. Il Difensore civico ha poi sollecitato la politica “a vincolare le amministrazioni pubbliche, almeno, a rispondere alle richieste formulate dall’istituto”. Ha poi spiegato che “la difesa civica regionale sta portando avanti anche le istanze dei cittadini sulle tematiche collegate alla salute, in attesa di un chiarimento legislativo”.
    Su quest’ultimo tema la consigliera Roberta Mori (Pd) ha riferito che il parlamento regionale sta lavorando per arrivare a una figura autonoma che si occupi del tema salute, anche “per evitare un mischiare di competenze”. L’esponente del Partito democratico ha poi confermato l’impegno della politica a sostenere il lavoro della difesa civica regionale. Sulla stessa linea Nadia Rossi (Pd), che ha ribadito la necessità di informare il più possibile la cittadinanza sui servizi forniti dall’istituto.
    Anche Simone Pelloni (Lega) ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto a tutela dei cittadini dalla difesa civica, spiegando però che “la scelta di cancellare il servizio nei comuni non ha contribuito a sviluppare l’organo”.
    Al termine della seduta il presidente Amico ha spiegato che il lavoro della difesa civica “aiuta anche a riavvicinare le pubbliche amministrazioni alla cittadinanza”.
    (Cristian Casali)

    Parità, diritti e partecipazione
    9 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Regione. Bilancio: ok da commissione Parità a manovra assestamento

    “Una manovra comunque espansiva per un totale di 150 milioni di euro che si sforza di coprire il ‘buco’ nei bilanci regionali causati della pandemia COVID e rilancia comunque anche sul tema della parità”. Con queste parole il relatore di maggioranza Luca Sabattini (Pd) illustra la Legge di assestamento in Commissione Parità, presieduta da Federico Alessandro Amico, ricordando come per le Regioni, “a differenza di quanto può fare il governo nazionale, vige il pareggio di Bilancio. Ovviamente questo iter è soggetto a variazioni in quanto siamo in fase di trattativa con la Presidenza del Consiglio per rinegoziare le risorse destinate alle Regioni, giudicate unanimemente come non adeguate per rilanciare concretamente i nostri territori”.
    Nonostante la premessa chiarisca il momento particolarmente delicato, Sabattini ha voluto ricordare alcuni passaggi sui temi peculiari della Commissione Parità: “in tema di abbattimento di ogni tipo di differenza -continua il relatore di maggioranza- vorrei ricordare le risorse stanziate per il miglioramento della telefonia mobile e della banda larga per un totale di 4 milioni di euro. A queste iniziative, che si aggiungono a tutti gli interventi assunti durante il periodo più critico dell’emergenza virus, vorrei sottolineare anche le modalità particolarmente agili nel trasferimento delle risorse che hanno consentito lo scorrimento celere per tutti i bandi già aperti, soprattutto in campo agricolo e di rigenerazione urbana”.
    L’Assessora alle Pari Opportunità Barbara Lori è poi intervenuta per aggiornare la commissione sugli ultimi impegni assunti. “Oltre a prolungare i bandi rivolti a enti locali e associazioni per progetti di parità rivolti agli studenti -ha chiarito Lori- si è arrivati ad un finanziamento aggiuntivo di 700mila euro per il 2020 riservato alle donne che escono da percorsi di violenza per il sostegno all’autonomia abitativa”.
    La consigliera Valentina Stragliati (Lega) ha sottolineato la particolare importanza della rete costituita dai centri antiviolenza. “Un fenomeno, quello delle violenze domestiche che si è attenuato , -ha proseguito la leghista- durante il lockdown in maniera del tutto falsa ma che è ritornato nuovamente di attualità con questa nuova fase”.
    Per Stragliati è di straordinaria importanza il lavoro congiunto di Commissione, Assessorato e dei centri antiviolenza sia per offrire supporto psicologico alle donne vittime di violenza che per la messa in atto di percorsi volti innanzitutto all’autonomia lavorativa e abitativa.
    L’assestamento di Bilancio è stato votato favorevolmente da Pd, Emilia-Romagna Coraggiosa, Lista Bonaccini Presidente ed Europa Verde. Astensione per la lista Lucia Borgonzoni Presidente e voto contrario della Lega “non tanto per le tematiche inerenti la Commissione Parità -ha chiarito il consigliere Simone Pelloni– ma per una impostazione politica generale verso un assestamento di Bilancio dal quale ci saremmo aspettati maggiore coraggio”.
    (Luca Boccaletti)

    Parità, diritti e partecipazione
    9 luglio 2020 LEGGI TUTTO

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    Parità. Protocollo tra Consigliera di Parità e sindacato infermieri contro discriminazioni e molestie sul luogo di lavoro

    Un protocollo per contrastare ogni forma di discriminazione che colpisca le lavoratrici e i lavoratori dell’assistenza infermieristica. Lo hanno firmato oggi la Consigliera regionale di Parità Sonia Alvisi e Antonella Rodigliano, segretaria di Nursind Bologna, il sindacato delle professioni infermieristiche. La collaborazione punta a prevenire e contrastare ogni forma di violenza di genere e di molestie in ambito lavorativo, a favorire l’adozione di politiche di conciliazione vita-lavoro nelle aziende sanitarie e a sensibilizzare il personale sui temi delle pari opportunità.
    “Nel settore infermieristico 7 operatori su 10 sono donne, eppure nemmeno 3 su 10 rivestono ruoli di leadership: bisogna lavorare sulla presenza femminile nei ruoli chiave e sulle discriminazioni in ambito lavorativo”, ha spiegato Alvisi, che ha sottolineato l’importanza del lavoro delle infermiere durante l’emergenza Covid. “Durante la pandemia le lavoratrici della sanità sono state in prima linea e hanno dato un grande esempio, spesso in difficoltà e dovendo lasciare la propria famiglia per seguire la loro professione con grande spirito di sacrificio.” La Consigliera di Parità è un pubblico ufficiale nello svolgimento delle proprie funzione e potrà collaborare, anche offrendo il proprio intervento in giudizio, in caso di rilevazione di disparità e discriminazioni affinché gli infermieri possano denunciare, sentirsi sicuri e accompagnati nel loro percorso.
    “Proprio in questo momento di emergenza sanitaria gli infermieri hanno bisogno di essere tutelati a 360 gradi”, ha aggiunto Rodigliano. “Questa collaborazione è importante contro ogni discriminazione sul luogo di lavoro, che sia di genere o di età. Ci sono molti operatori che a 60 anni si trovano a lavorare in situazioni di grande disagio e questo deve spingere a riflettere su un percorso di accompagnamento al fine vita lavorativo. Grazie a questo protocollo con la Consigliera di Parità ci daremo forza reciprocamente”.
    (Giulia Paltrinieri)

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    Parità, diritti e partecipazione
    9 luglio 2020 LEGGI TUTTO