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    Dirty Glass, i principali indagati restano in silenzio davanti al gip

    Finiti in un’indagine dell’Antimafia di Roma su un lungo elenco di affari sporchi che sarebbero stati fatti tra Latina e la Capitale, i principali indagati nell’inchiesta denominata “Dirty Glass” sono rimasti in silenzio nel corso dell’interrogatorio per rogatoria a cui li ha sottoposti il gip del Tribunale di Velletri, Gisberto Muscolo.Ad avvalersi della facoltà di non rispondere è stato l’imprenditore di Sonnino, Luciano Iannotta, presidente del Terracina Calcio e fino al giorno in cui la squadra mobile lo ha messo in carcere anche della Confartigianato di Latina, ritenuto al vertice di un sistema fatto di reati fiscali, tributari, fallimentari, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, intestazioni fittizie di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accessi abusivo a sistemi informatici, rivelazioni di segreto d’ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d’asta, sequestro di persona e detenzione e porto di armi da fuoco, con al suo servizio investigatori infedeli e pure uomini dei servizi segreti.
    E muti pure l’imprenditore Luigi De Gregoris e l’ex collaboratore di Iannotta, Natan Altomare, a lungo particolarmente attivo come manager della sanità e con eccellenti rapporti con la politica locale di Latina, sia con esponenti del centrodestra che con big del centrosinista.
    I tre, difesi dagli avvocati Silvia Siciliano, Ugo Cardosi e Pasquale Cardillo Cupo al momento hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice e solo Altomare ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee dichiarandosi estraneo alle accuse a lui mosse.
    La prossima settimana saranno interrogati gli indagati messi agli arresti domiciliari: il colonnello dei Carabinieri Alessandro Sessa, ex comandante della compagnia di Latina e già coinvolto nel caso Consip, il luogotenente dell’Arma Michele Carfora Lettieri, ex comandante della stazione di Sezze, passato poi a Priverno, a Terracina e infine in servizio a Roma, l’imprenditore Franco Cifra, di Latina, i campani Antonio e Gennaro Festa, Thomas Iannotta, figlio di Luciano, e il campano Pio Taiani.

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    Scarcerato l’autista dell’Eav trovato con droga nella borsa sul bus

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    46 secondi fa
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    18 Settembre 2020

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    Si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, innanzi al G.I.P. dl Tribunale di Napoli, a carico dell’autista Sannita, dipendente dell’EAV, difeso dall’Avv. Vittorio Fucci jr.
    In particolare l’autista era stato tratto in arresto, a Napoli, il 15 settembre dai Falchi della squadra mobile, perché ritenuto presuntivamente responsabile di detenzione aggravata ai fini di spaccio di oltre 110 gr. di hashish.
    Secondo gli investigatori, l’autista sarebbe stato visto mentre un giovane gli consegnava un involucro.
    Subito dopo il giovane si sarebbe dileguato a bordo di una motocicletta, mentre l’autista veniva fermato allorquando, a fine corsa, si fermava in un’area di sosta. Quindi scattava la perquisizione e successivamente l’arresto.
    All’esito dell’udienza di convalida il G.I.P., accogliendo l’istanza dell’Avv. Vittorio Fucci jr, disponeva la scarcerazione dell’autista sannita, concedendogli i domiciliari in attesa di ulteriori approfondimenti di indagini.

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    Eav, la Fit Cisl: ‘L’accordo garantisce il salario ai lavoratori’

    In malattia giocava a calcio: confermato il licenziamento del dipendente Eav di Napoli pedinato da un investigatore

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    1 ora fa
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    18 Settembre 2020

    Coronavirus: muore 55enne nel Sannio, anche la madre era deceduta per Covid.

    Era ricoverato nell’ospedale di Benevento dall’11 agosto scorso per aver contratto il coronavirus e da allora non si e’ mai ripreso. Un 55enne di Torrecuso, affetto anche da altre patologie, e’ deceduto questa mattina nel reparto di terapia intensiva. Lo stesso destino era toccato a sua madre, 87enne, sempre ricoverata da agosto scorso nell’ospedale “Rummo”.
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    Nel piccolo centro sannita sono 9 i casi di Covid-19 registrati e per 3 persone non c’e’ stato nulla da fare. Il 55enne morto oggi e’ la diciannovesima vittima nel Sannio, dall’inizio della pandemia.

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    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    5 ore fa
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    18 Settembre 2020

    Coltivavano piante di marijuana e avevano in casa sostanze stupefacenti: due le denunce separate dei carabinieri di Benevento.
    La prima denuncia è stata fatta a San Lorenzello (Bn) ai danni di un 50enne del posto già noto alle forze dell’ordine, trovato con 4 grandi vasi contenenti 60 piante di cannibis indica tra i 10 e i 50 centimetri. I carabinieri hanno trovato la coltivazione che l’uomo teneva sul terrazzo di casa insieme ai prodotti per la produzione (innaffiatoio, termometro e fertilizzante) insieme a 300 semi nuovi e, nella camera da letto, 3,5 grammi di marijuana.
    La seconda è stata fatta a Morcone (Bn) contro un 55enne locale anch’egli noto alle forze dell’ordine, che a seguito di una perquisizione personale e domiciliare è stato trovato con 3 piante invasate di cannabis indica di altezza tra 1,20 e 1,50 metri, nel giardino di casa sua, e 0,5 grammi di eroina nascosti in camera.La droga, le piante e i materiali sono stati tutti sequestrati, mentre le due persone sono state denunciate in stato di libertà alla procura di Benevento per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.

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    Inchiesta sugli appalti a Formia: l’indagato Bartolomeo vuole essere interrogato

    In merito all’inchiesta sui presunti appalti truccato a Formia, che tra il comune del Golfo e altre realtà vede iscritte nel registro degli indagati 17 persone, interviene l’avvocato Luca Scipione. Nell’occasione legale di fiducia dell’ex sindaco formiano Sandro Bartolomeo, senz’altro il volto più noto – e di peso – raggiunto nei giorni scorsi dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari. “Nel procedimento penale dinanzi la Procura della Repubblica di Cassino – dice Scipione – è opportuno precisare subito, anche al fine di evitare una errata rappresentazione mediatica dei fatti, che le indagini espletate dalla Dia nella procedura in parola hanno accertato l’insussistenza nei confronti del dottor Bartolomeo e degli altri indagati da me assistiti di ogni contestazione concernente fatti di criminalità organizzata e di comportamenti contigui con l’attività e gli interessi di qualsivoglia sodalizio di stampo camorristico. Al riguardo, significativa è la circostanza processuale che l’indagine avviata, gestita e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, competente per reati di criminalità organizzata e per reati aggravati da agevolazione mafiosa, è stata trasmessa, proprio per la ritenuta inconsistenza di fattispecie afferenti il crimine organizzato, alla Procura della Repubblica di Cassino unicamente per delle ipotesi di reato riguardanti quattro procedimenti amministrativi del comune di Formia risalenti agli anni 2015, 2016 e 2017. Ipotesi di reato queste ultime che da un primo esame non appaiono aderenti alla realtà degli atti, dei verbali e delle determinazioni adottate proprio nei procedimenti amministrativi interessati, ragione per cui il dottor Bartolomeo, al pari degli altri miei assistiti, confidando nella magistratura, mi ha già rappresentato la sua volontà di essere interrogato dalla Procura della Repubblica di Cassino per chiarire la vicenda e la propria posizione processuale”.

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    Truffa agli anziani in ‘trasferta’ ecco come agivano i sei napoletani arrestati. I NOMI

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    7 minuti fa
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    18 Settembre 2020

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    Truffa agli anziani in ‘trasferta’ ecco come agivano i sei napoletani arrestati.
     
    Stamani i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, coadiuvati nelle fasi di localizzazione ed esecuzione dalle Compagnie Carabinieri di Napoli-Centro, Napoli-Vomero, Napoli-Stella, Napoli-Poggioreale, Casoria e Torre del Greco, hanno dato esecuzione all’ordinanza n. 6149/19 R.G.N.R. e n. 1281/20 R.G. G.I.P. applicativa della misura della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Brindisi, nei confronti di sei soggetti tutti residenti nella provincia di Napoli e indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate, nonché truffa e tentata truffa aggravata in concorso (artt. 416 comma 2, 640 comma 1 e 2, nn. 2 e 2 bis; 56, 110, 640 c.p.). In particolare, l’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Brindisi, accogliendo completamente l’ipotesi accusatoria cosi come formulata nella sua richiesta dal Pubblico Ministero Alfredo Manca, ha emesso:
    a) ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di:
    – RIVIECCIO Fortunato nato a Napoli il 15/02/2000, ivi residente in via A. Einstein n. 24;
    – SCIALÒ Alessio nato a Napoli il 25/10/1992, ivi residente in via dei Tribunali n. 264;
    b) ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di:
    – VITULLI Emanuele nato a Napoli il 20/12/1990, ivi residente in via Marsala Isola n. 12 – Quartiere Scampia;
    – LIMATOLA Emanuele nato a Napoli il 26/08/1996, ivi residente in via Nominale n. 18/D;
    – SIANO Vincenzo nato a San Giorgio a Cremano (NA) il 20/06/1978, residente a Portici (NA) in via Farina n. 14;
    – ABETE Arnaldo nato a Napoli il 27/12/1998, ivi residente in via Vicoletto III Avvocata n. 3.
     
     
    L’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotta dai militari della Stazione di San Vito dei Normanni (BR) e da quelli della Stazione di Latiano (BR) è scaturita da una serie di truffe perpetrate dal mese di giugno 2019 al mese di agosto 2019, in danno di anziani residenti nei comuni brindisini di Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano. In particolare dall’indagine, sviluppatasi anche con complesse attività tecniche, è stato riscontrato quanto brevemente riassunto.
    L’associazione per delinquere, promossa e capeggiata da RIVIECCIO e SCIALÒ (altri componenti sono in corso di identificazione), prevedeva che alcuni indagati effettuassero l’attività di telefonista da Napoli e altri di trasfertisti in continuo movimento per i comuni italiani. Una volta raggiunta la località prescelta, i trasfertisti individuavano le vittime in strada (principalmente anziani soli) e dopo un periodo di osservazione, comunicavano al telefonista i relativi domicili. Il telefonista, collegandosi al sito internet PagineBianche.it, effettuava una ricerca “per indirizzo” di tutte le utenze fisse attestate presso quella particolare località, individuando le generalità della vittima designata e contattandola di conseguenza. Il c.d. telefonista si presentava alle vittime alternativamente e fraudolentemente come:
    – avvocato difensore di un prossimo congiunto della singola vittima trattenuta dai Carabinieri per aver cagionato un sinistro stradale, proponendo un versamento cauzionale di diverse migliaia di euro per evitarne l’arresto;
    – figlio/a ovvero nipote della stessa vittima, chiedendo di versare un importo per saldare in contrassegno un presunto corriere che avrebbe dovuto consegnare un plico presso l’abitazione del genitore/nonno;
    Il c.d. trasfertista, dopo aver ricevuto il nulla osta dal telefonista, suonava al citofono dell’abitazione della persona offesa, presentandosi dunque come assistente del predetto avvocato o come il corriere indicato sopra, al fine di ritirare il denaro richiesto.
    Gli indagati, per eludere gli eventuali controlli delle Forze d’Ordine, utilizzavano quotidianamente almeno 3 SIM card intestate fraudolentemente a cittadini extracomunitari, sostituendole nella medesima giornata o al più tardi in quella successiva.
    Complessivamente finora sono stati scoperte:
    – 10 truffe consumate in danno di anziani residenti tra i comuni brindisini di Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano;
    – 14 truffe tentate in danno di anziani, sempre residenti nei predetti comuni;
    La Procura della Repubblica di Brindisi e i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni sono ovviamente ancora impegnati in ulteriori approfondimenti investigativi, relativamente ad altre truffe tentate e consumate recentemente con il medesimo modus operandi.

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    Cronaca

    Pubblicato
    2 ore fa
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    18 Settembre 2020

    Napoli. In ‘trasferta’ dal Rione Sanità a Roma, per rapinare orologi “Rolex”.

    La Squadra mobile della capitale, in collaborazione con quella del capoluogo campano, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due malviventi accusati di sei ‘colpi’ messi a segno l’anno passato nella capitale: T.B., 38 anni, si e’ visto notificare il provvedimento presso il carcere di “Poggioreale” dove e’ attualmente detenuto per altri fatti, mentre F.R., 37 anni, e’ stato rintracciato nella propria abitazione napoletana.
    Entrambi hanno precedenti per lo stesso tipo di reato commesso in altre zone d’Italia. Le sei rapine sono avvenute nei quartieri Prati (piazza Mazzini) e Salario-Parioli (viale Liegi e via Aldovrandi), ed in zona Circo Massimo, nei mesi di settembre, ottobre e novembre del 2019. I rapinatori, che si sono impadroniti di orologi per un valore complessivo di oltre 100 mila euro, si servivano in genere dell’ormai consolidata “tecnica dello specchietto”, danneggiando il deflettore dell’auto della vittima di turno, ferma al semaforo o in fase di parcheggio: uno dei due malviventi in sella a uno scooter urta lo specchietto retrovisore e non appena il conducente tira fuori il braccio dal finestrino per risistemarlo, il complice gli strappa con violenza l’orologio dal braccio.

    T.B. e F.R. erano gia’ stati arrestati in flagranza a Roma domenica 10 novembre 2019 per aver consumato due rapine a brevissima distanza l’una dall’altra, nella zona di Ponte Milvio: nell’occasione, al termine di un concitato inseguimento in cui un agente delle Volanti esplose un colpo in aria nel tentativo di bloccare la fuga, i due vennero individuati e bloccati con addosso ancor la refurtiva mentre percorrevano ad alta velocita’ corso Francia in sella a uno scooter.

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    2 ore fa
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    18 Settembre 2020

    Napoli, nascondeva una pistola: arrestato il cugino del boss della ‘Paranza dei bambini’.

    La Polizia ha arrestato, nel quartiere Vicaria, di Napoli il 37enne napoletano, Scuotto Pasquale, pregiudicato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. All’uomo, gli agenti del commissariato Vicaria Mercato hanno sequestrato, dopo una perquisizione in casa, una pistola semiautomatica con matricola abrasa, una Beretta mod. 84 F cal. 9 corto, completa di caricatore contenete 13 cartucce dello stesso calibro, perfettamente funzionante e pronta all’uso.
    Scuotto, che era agli arresti domiciliari, e’ cugino di secondo grado di Sibillo Emanuele, boss della “paranza dei bambini”, ucciso in un agguato camorristico nel luglio 2015 (la mamma di Scuotto e’ Annunziata Sibillo). Anche il padre, Giuseppe Scuotto e’ stato ucciso nel 2000 in un agguato scattato in via Novara.

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    Relazione extraconiugale, moglie e figlia tentano di uccidere l’amante: arrestate

    Cronaca Nera

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    23 minuti fa
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    18 Settembre 2020

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    Boscoreale: Tentato omicidio in piazza Vargas. Scoperta la tresca del marito, con sua figlia tenta di uccidere l’amante. 46enne arrestata dai Carabinieri, in manette anche 20enne.
    Aveva intrapreso una relazione extra-coniugale con una 45enne di Boscoreale. Moglie e figlia di 46 e 20 anni lo hanno scoperto ed hanno deciso di dare una lezione all’amante.
    L’hanno incontrata in piazza Vargas, nel centro di Boscoreale, e l’hanno aggredita. La colluttazione è terminata quando la 46enne ha pugnalato la “rivale” all’addome con un coltello a scatto. I Carabinieri – allertati dal 118 – hanno trovato la vittima riversa a terra e bloccato le 2 incensurate.
    Le 2 donne sono finite in manette e sottoposte agli arresti domiciliari: dovranno rispondere davanti al giudice di tentato omicidio. La vittima se la caverà con 15 giorni di prognosi. L’arma è stata rinvenuta e sequestrata.

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    Sequestrate 29mila mascherine non a norma a Gragnano e Pompei

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    Cronaca Napoli

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    18 Settembre 2020

    Truffa agli anziani in ‘trasferta’ ecco come agivano i sei napoletani arrestati.

    Stamani i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, coadiuvati nelle fasi di localizzazione ed esecuzione dalle Compagnie Carabinieri di Napoli-Centro, Napoli-Vomero, Napoli-Stella, Napoli-Poggioreale, Casoria e Torre del Greco, hanno dato esecuzione all’ordinanza n. 6149/19 R.G.N.R. e n. 1281/20 R.G. G.I.P. applicativa della misura della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Brindisi, nei confronti di sei soggetti tutti residenti nella provincia di Napoli e indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate, nonché truffa e tentata truffa aggravata in concorso (artt. 416 comma 2, 640 comma 1 e 2, nn. 2 e 2 bis; 56, 110, 640 c.p.). In particolare, l’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Brindisi, accogliendo completamente l’ipotesi accusatoria cosi come formulata nella sua richiesta dal Pubblico Ministero Alfredo Manca, ha emesso:
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    – RIVIECCIO Fortunato nato a Napoli il 15/02/2000, ivi residente in via A. Einstein n. 24;
    – SCIALÒ Alessio nato a Napoli il 25/10/1992, ivi residente in via dei Tribunali n. 264;
    b) ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di:
    – VITULLI Emanuele nato a Napoli il 20/12/1990, ivi residente in via Marsala Isola n. 12 – Quartiere Scampia;
    – LIMATOLA Emanuele nato a Napoli il 26/08/1996, ivi residente in via Nominale n. 18/D;
    – SIANO Vincenzo nato a San Giorgio a Cremano (NA) il 20/06/1978, residente a Portici (NA) in via Farina n. 14;
    – ABETE Arnaldo nato a Napoli il 27/12/1998, ivi residente in via Vicoletto III Avvocata n. 3.

    L’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotta dai militari della Stazione di San Vito dei Normanni (BR) e da quelli della Stazione di Latiano (BR) è scaturita da una serie di truffe perpetrate dal mese di giugno 2019 al mese di agosto 2019, in danno di anziani residenti nei comuni brindisini di Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano. In particolare dall’indagine, sviluppatasi anche con complesse attività tecniche, è stato riscontrato quanto brevemente riassunto.
    L’associazione per delinquere, promossa e capeggiata da RIVIECCIO e SCIALÒ (altri componenti sono in corso di identificazione), prevedeva che alcuni indagati effettuassero l’attività di telefonista da Napoli e altri di trasfertisti in continuo movimento per i comuni italiani. Una volta raggiunta la località prescelta, i trasfertisti individuavano le vittime in strada (principalmente anziani soli) e dopo un periodo di osservazione, comunicavano al telefonista i relativi domicili. Il telefonista, collegandosi al sito internet PagineBianche.it, effettuava una ricerca “per indirizzo” di tutte le utenze fisse attestate presso quella particolare località, individuando le generalità della vittima designata e contattandola di conseguenza. Il c.d. telefonista si presentava alle vittime alternativamente e fraudolentemente come:
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    – 14 truffe tentate in danno di anziani, sempre residenti nei predetti comuni;
    La Procura della Repubblica di Brindisi e i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni sono ovviamente ancora impegnati in ulteriori approfondimenti investigativi, relativamente ad altre truffe tentate e consumate recentemente con il medesimo modus operandi.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    1 ora fa
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    18 Settembre 2020

    Napoli. Maxi sequestro di “bionde”. Carabinieri sottraggono al mercato nero oltre 600 chili di sigarette. Presi 3 contrabbandieri.

    I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Casoria lo tenevano d’occhio da tempo. Quando lo hanno fermato a Casavatore, in Via Enrico Fermi, a bordo del suo furgone, non ha potuto fare altro che arrendersi all’evidenza.Nel cassone del suo veicolo mezza tonnellata di bionde di contrabbando. Oltre 2500 stecche di sigarette di varie marche italiane ed estere, stoccate in 100 scatoloni di cartone. Arrestato per contrabbando di TLE, Pompeo Tuccillo – 57enne di Arzano già noto alle forze dell’ordine – è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.
    Gli stessi militari hanno arrestato per lo stesso reato Luigi e Raffaele Ruggiero: il primo 43enne napoletano del quartiere Mercato, il secondo 20enne, anch’egli napoletano, di Capodichino. Anche loro a bordo di un furgone, percorrevano Via Nazionale delle Puglie, nella frazione di Arpino di Casoria. Nel loro veicolo 22 cartoni contenenti TLE per complessivi 125 chili. Entrambi sono stati ristretti in camera di sicurezza in attesa di giudizio.

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    Napoli, sequestrati 600 chilogrammi di ‘bionde’: presi 3 contrabbandieri

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    35 minuti fa
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    18 Settembre 2020

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    Napoli. Maxi sequestro di “bionde”. Carabinieri sottraggono al mercato nero oltre 600 chili di sigarette. Presi 3 contrabbandieri.
     
    I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Casoria lo tenevano d’occhio da tempo. Quando lo hanno fermato a Casavatore, in Via Enrico Fermi, a bordo del suo furgone, non ha potuto fare altro che arrendersi all’evidenza.Nel cassone del suo veicolo mezza tonnellata di bionde di contrabbando. Oltre 2500 stecche di sigarette di varie marche italiane ed estere, stoccate in 100 scatoloni di cartone. Arrestato per contrabbando di TLE, Pompeo Tuccillo – 57enne di Arzano già noto alle forze dell’ordine – è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.
    Gli stessi militari hanno arrestato per lo stesso reato Luigi e Raffaele Ruggiero: il primo 43enne napoletano del quartiere Mercato, il secondo 20enne, anch’egli napoletano, di Capodichino. Anche loro a bordo di un furgone, percorrevano Via Nazionale delle Puglie, nella frazione di Arpino di Casoria. Nel loro veicolo 22 cartoni contenenti TLE per complessivi 125 chili. Entrambi sono stati ristretti in camera di sicurezza in attesa di giudizio.

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    1 ora fa
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    18 Settembre 2020

    Napoli, nascondeva una pistola: arrestato il cugino del boss della ‘Paranza dei bambini’.

    La Polizia ha arrestato, nel quartiere Vicaria, di Napoli il 37enne napoletano, Scuotto Pasquale, pregiudicato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. All’uomo, gli agenti del commissariato Vicaria Mercato hanno sequestrato, dopo una perquisizione in casa, una pistola semiautomatica con matricola abrasa, una Beretta mod. 84 F cal. 9 corto, completa di caricatore contenete 13 cartucce dello stesso calibro, perfettamente funzionante e pronta all’uso.
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    Cronaca Giudiziaria

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    17 Settembre 2020

    Per la Corte di Cassazione non fu il ras Salvatore Fido detto O’ Chio a decretare la morte di Vincenzo Di Pede e quindi non fu il mandante.

    Per questi fatti il Tribunale del Riesame di Napoli aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP ritenendo che le dichiarazioni del pentito che lo accusava fossero generiche e poco credibili.Il collaboratore di giustizia Umberto D’Amico aveva infatti affermato di essere a conoscenza dei fatti per delle confidenze che gli avrebbe fatto Fido durante un periodo di detenzione in comune.
    La DDA aveva proposto ricorso avverso la decisione del Tribunale della Libertà ma la Suprema Corte lo ha respinto. Fido Salvatore, assistito dal collegio difensivo composto dagli avvocati Domenico Dello Iacono, Leopoldo Perone e Giuseppe Milazzo per questo episodio resta libero. In attesa del processo davanti alla Corte d’appello che lo vede imputato come nuovo capo ed organizzatore del Clan Mazzarella.

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    Napoli, nascondeva una pistola: arrestato il cugino del boss della ‘Paranza dei bambini’

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    1 ora fa
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    18 Settembre 2020

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    Napoli, nascondeva una pistola: arrestato il cugino del boss della ‘Paranza dei bambini’.
     
    La Polizia ha arrestato, nel quartiere Vicaria, di Napoli il 37enne napoletano, Scuotto Pasquale, pregiudicato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. All’uomo, gli agenti del commissariato Vicaria Mercato hanno sequestrato, dopo una perquisizione in casa, una pistola semiautomatica con matricola abrasa, una Beretta mod. 84 F cal. 9 corto, completa di caricatore contenete 13 cartucce dello stesso calibro, perfettamente funzionante e pronta all’uso.
    Scuotto, che era agli arresti domiciliari, e’ cugino di secondo grado di Sibillo Emanuele, boss della “paranza dei bambini”, ucciso in un agguato camorristico nel luglio 2015 (la mamma di Scuotto e’ Annunziata Sibillo). Anche il padre, Giuseppe Scuotto e’ stato ucciso nel 2000 in un agguato scattato in via Novara.

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    In trasferta da Napoli a Roma per rapinare Rolex, due arresti

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    Cronaca

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    56 minuti fa
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    18 Settembre 2020

    Napoli. In ‘trasferta’ dal Rione Sanità a Roma, per rapinare orologi “Rolex”.

    La Squadra mobile della capitale, in collaborazione con quella del capoluogo campano, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due malviventi accusati di sei ‘colpi’ messi a segno l’anno passato nella capitale: T.B., 38 anni, si e’ visto notificare il provvedimento presso il carcere di “Poggioreale” dove e’ attualmente detenuto per altri fatti, mentre F.R., 37 anni, e’ stato rintracciato nella propria abitazione napoletana.
    Entrambi hanno precedenti per lo stesso tipo di reato commesso in altre zone d’Italia. Le sei rapine sono avvenute nei quartieri Prati (piazza Mazzini) e Salario-Parioli (viale Liegi e via Aldovrandi), ed in zona Circo Massimo, nei mesi di settembre, ottobre e novembre del 2019. I rapinatori, che si sono impadroniti di orologi per un valore complessivo di oltre 100 mila euro, si servivano in genere dell’ormai consolidata “tecnica dello specchietto”, danneggiando il deflettore dell’auto della vittima di turno, ferma al semaforo o in fase di parcheggio: uno dei due malviventi in sella a uno scooter urta lo specchietto retrovisore e non appena il conducente tira fuori il braccio dal finestrino per risistemarlo, il complice gli strappa con violenza l’orologio dal braccio.

    T.B. e F.R. erano gia’ stati arrestati in flagranza a Roma domenica 10 novembre 2019 per aver consumato due rapine a brevissima distanza l’una dall’altra, nella zona di Ponte Milvio: nell’occasione, al termine di un concitato inseguimento in cui un agente delle Volanti esplose un colpo in aria nel tentativo di bloccare la fuga, i due vennero individuati e bloccati con addosso ancor la refurtiva mentre percorrevano ad alta velocita’ corso Francia in sella a uno scooter.

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    2 ore fa
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    18 Settembre 2020

    Napoli, arrestato pusher incensurato al rione Traiano.
    I Carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Napoli Bagnoli hanno arrestato per spaccio di stupefacenti un 28enne incensurato del Rione Traiano.
    E’ stato sorpreso in Via Marco Aurelio mentre cedeva cocaina ad alcuni “clienti”. Bloccato prima che potesse fuggire, il 28enne è stato perquisito. Nelle sue tasche 12,3 grammi di cocaina suddivisi in 33 dosi. In manette, l’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale. I carabinieri continuano le indagini per stabilire per conto di chi faceva il pusher il giovane incensurato e dove si procurava la droga che metteva in vendita nella piazza di via Marco Aurelio.

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    Camorra, la Cassazione: Salvatore Fido non fu il mandante dell’omicidio Di Pede

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    47 minuti fa
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    17 Settembre 2020

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    Per la Corte di Cassazione non fu il ras Salvatore Fido detto O’ Chio a decretare la morte di Vincenzo Di Pede e quindi non fu il mandante.
     
    Per questi fatti il Tribunale del Riesame di Napoli aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP ritenendo che le dichiarazioni del pentito che lo accusava fossero generiche e poco credibili.Il collaboratore di giustizia Umberto D’Amico aveva infatti affermato di essere a conoscenza dei fatti per delle confidenze che gli avrebbe fatto Fido durante un periodo di detenzione in comune.
    La DDA aveva proposto ricorso avverso la decisione del Tribunale della Libertà ma la Suprema Corte lo ha respinto. Fido Salvatore, assistito dal collegio difensivo composto dagli avvocati Domenico Dello Iacono, Leopoldo Perone e Giuseppe Milazzo per questo episodio resta libero. In attesa del processo davanti alla Corte d’appello che lo vede imputato come nuovo capo ed organizzatore del Clan Mazzarella.

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    Calcio Napoli

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    8 ore fa
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    17 Settembre 2020

    Napoli, inchiesta ‘patenti facili’: intercettato anche il figlio del presidente De Laurentiis. Parlava con il titolare di una scuola guida finito nell’indagine.

    Compare anche il nome di Edoardo de Laurentiis, figlio del presidente del Napoli Calcio, Aurelio de Laurentiis, nell’inchiesta della Procura di Napoli sulle cosiddette “patenti facili” che sarebbero state concesse anche ai calciatori Kalidou Koulibaly, Jose’ Maria Callejon e Fouzi Ghoulam, nessuno dei quali e’ indagato, senza neppure sostenere gli esami.
    Lo riportano organi di stampa. Anche il figlio del patron azzurro, che nel SSC Napoli ricopre la carica di vice presidente, non e’ indagato ma viene intercettata dagli investigatori una sua conversazione in cui, parlando con il titolare di una scuola guida, (lui invece al centro dell’indagine del pm Cristina Curatoli e del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli) riceve da quest’ultimo indicazioni su come evitare la decurtazione di punti dalla patente a causa di una multa. Edoardo de Laurentiis sceglie invece di recuperare i punti attraverso i corsi.
    I fatti risalgono al dicembre 2014. I carabinieri di Caserta, nel corso degli accertamenti, avrebbero scoperto che le frequenze delle presenze sarebbero state alterate. Lo scorso 8 settembre sono stati notificati dalla polizia giudiziaria 29 avvisi di conclusione indagine nei confronti di dipendenti ed ex dipendenti della Motorizzazione Civile, dell’ex direttore facente funzioni (che ha ottenuto anche la promessa di una intercessione per perfezionare la nomina), esaminatori e istruttori di alcune scuole guida.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    11 ore fa
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    17 Settembre 2020

    Corruzione e riciclaggio: carabiniere casertano arrestato con faccendiere vicino alla camorra.
    Estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accesso abusivo a sistema informatico, rivelazioni di segreto d’ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d’asta, sequestro di persona e detenzione e porto d’armi da fuoco oltre a reati in materia tributaria. Sono queste le accuse nei confronti di 12 persone colpite da misura cautelare (4 in carcere, 7 ai domiciliari ed un divieto di dimora) emesse su richiesta della Dda di Roma ed eseguite dalle squadre mobili di Latina, Lucca e Caserta, con il supporto della Divisione Anticrimine della Questura di Latina e del Reparto Prevenzione Crimine di Roma e Napoli.
    Tra gli arrestati nell’operazione “Dirty Glass” figurano Pasquale Pirolo di Curti, finito in carcere, ed il carabiniere casertano Michele Lettieri Carfora, che in passato aveva prestato servizio presso il nucleo operativo della compagnia di Terracina, agli arresti domiciliari. Nell’ambito della stessa operazione sono finiti in cella il presidente del Terracina Luciano Iannotta, Luigi De Gregoris e Natan Altomare. Detenzione in casa, invece, per il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa, (già conivolto nell’inchiesta Consip) Franco Cifra, Antonio e Gennaro Festa, Thomas Iannotta e Pio Taiani mentre Ivano Stefano Altobelli è destinatario del divieto di dimora. Sequestrate 4 società.

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    Caivano, ha ucciso la sorella ‘perché gay’ e poi ha picchiato la compagna trans: è in carcere

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    Napoli, inchiesta ‘patenti facili’: intercettato anche il figlio del presidente De Laurentiis

    Calcio Napoli

    Pubblicato
    1 ora fa
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    17 Settembre 2020

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    Napoli, inchiesta ‘patenti facili’: intercettato anche il figlio del presidente De Laurentiis. Parlava con il titolare di una scuola guida finito nell’indagine.
     
    Compare anche il nome di Edoardo de Laurentiis, figlio del presidente del Napoli Calcio, Aurelio de Laurentiis, nell’inchiesta della Procura di Napoli sulle cosiddette “patenti facili” che sarebbero state concesse anche ai calciatori Kalidou Koulibaly, Jose’ Maria Callejon e Fouzi Ghoulam, nessuno dei quali e’ indagato, senza neppure sostenere gli esami.
    Lo riportano organi di stampa. Anche il figlio del patron azzurro, che nel SSC Napoli ricopre la carica di vice presidente, non e’ indagato ma viene intercettata dagli investigatori una sua conversazione in cui, parlando con il titolare di una scuola guida, (lui invece al centro dell’indagine del pm Cristina Curatoli e del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli) riceve da quest’ultimo indicazioni su come evitare la decurtazione di punti dalla patente a causa di una multa. Edoardo de Laurentiis sceglie invece di recuperare i punti attraverso i corsi.
    I fatti risalgono al dicembre 2014. I carabinieri di Caserta, nel corso degli accertamenti, avrebbero scoperto che le frequenze delle presenze sarebbero state alterate. Lo scorso 8 settembre sono stati notificati dalla polizia giudiziaria 29 avvisi di conclusione indagine nei confronti di dipendenti ed ex dipendenti della Motorizzazione Civile, dell’ex direttore facente funzioni (che ha ottenuto anche la promessa di una intercessione per perfezionare la nomina), esaminatori e istruttori di alcune scuole guida.

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    Calcio Napoli

    Pubblicato
    2 giorni fa
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    15 Settembre 2020

    Napoli: Lobotka in gruppo, personalizzato per Mario Rui
    Seduta mattutina per il Napoli oggi al Training Center. Gli azzurri proseguono la preparazione in vista dell’inizio della Serie A 2020/21: primo impegno, la trasferta di Parma di domenica 20 settembre. La squadra si è allenata sui campi 1 e 2 iniziando la sessione con riscaldamento a secco. Di seguito lavoro aerobico ed esercitazioni di passaggi. Successivamente seduta finalizzata al possesso palla e chiusura con partitina a campo ridotto. Luperto ha svolto lavoro personalizzato in palestra. Lobotka è rientrato in gruppo. Mario Rui ha svolto allenamento personalizzato in campo.

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    Calcio Napoli

    Pubblicato
    2 giorni fa
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    15 Settembre 2020

    Di Marzio a Radio Marte: “Petagna in vantaggio su Osimhen a Parma? Un’eresia! Non avrei preso Lozano e Lobotka”
    A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Gianni Di Marzio, allenatore. “Sui bilanci non mi esprimo più di tanto, il prezzo lo fa il mercato. Ora disgraziatamente c’è il COVID-19, andranno in difficoltà un po’ tutti. Obiettivamente il momento è molto difficile ma il Napoli ha giocatori importanti e bisogna tenerli. Koulibaly lo terrei? Perché no! Non avrei preso Lozano e Lobotka, avrei preso Osimhen, lui sì. Se dovesse andare via prenderei un giocatore di grande esperienza che sa giocare a 4, come Godin. Un leader che andrebbe a segnare qualche gol e farebbe crescere un giovane insieme a lui.Petagna in vantaggio su Osimhen per Parma? Un’eresia! Fuori casa peraltro, serve un contropiedista. Petagna è un Inglese fisicamente più forte, serve buttarlo dentro per fare la lotta contro gli avversari. Modulo 4-4-1-1 per Osimhen? L’importante è che faccia la prima punta, vede la porta ed è un’eccellente contropiedista ma ora deve imparare a dialogare con la squadra.Soumaré o Kondogbia? Peccato innanzitutto che il Napoli si sia lasciato sfuggire Gabriel, ovviamente per motivi di mercato. Comunque sono dei buoni giocatori, il Lille peraltro resta corsia preferenziale. Koulibaly non sta giocando più bene anche perché lui era ben guidato da Albiol, si tratta di un giocatore abbastanza istintivo e a volte non rende come dovrebbe ma è tra i primi al mondo e questo non si discute. Dovrebbe controllarsi un po’ di più con Manolas che magari fa il ragionatore.Osimhen in difficoltà con il Pescara? Gli serve tempo, bisogna stare tranquilli. Anche marcato farà gol. Lazzari come alternativa a Callejon? Può esserlo oggi come poteva esserlo ieri, penso che il Napoli l’abbia anche seguito poi non so perché non si è concluso l’affare. Di Lorenzo al posto di Callejon con Hysaj terzino? Mi piacerebbe molto, lui la fascia se la mangia e salta anche l’uomo. Ci vorrebbe però il terzino a sua protezione, perché altrimenti dopo ci si ritrova con gli spazi vuoti e se i difensori non scalano poi ci sono problemi. Osimhen non bravo tecnicamente? Capiterà che farà gol anche belli, con pallonetti o dribbling. Speriamo che metta in pratica certe cose anche a Napoli”.

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    Corruzione e riciclaggio: carabiniere casertano arrestato con faccendiere vicino alla camorra

    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 ora fa
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    17 Settembre 2020

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    Campania

    Pubblicato
    12 ore fa
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    16 Settembre 2020

    La praticante convola a nozze: l’avvocato le regala un buono per la separazione. Questo il singolare dono di matrimonio da parte di un legale specializzato in diritto di famiglia di Santa Maria Capua Vetere  a una collaboratrice del suo studio.

    Non il solito viaggio o un televisore, l’avvocato Carmen Posillipo del Foro della località in provincia di Caserta ha regalato a Francesca, sua compagna di studio, che si sposa domani, un buono per una separazione consensuale gratuita o giudiziale della durata di tre anni.
    Ovviamente si tratta di una provocazione con la quale l’avvocato Posillipo ha voluto sottolineare la tendenza all’aumento delle separazioni nei primi tre anni di matrimonio. “Se questo matrimonio supererà i tre anni – dice sorridendo la professionista – convertirò il buono in denaro”.
    “L’ho fatto – scrive Carmen Posillipo nel biglietto di auguri agli sposi – un po’ per esorcizzare, un po’ per gioco e anche per scaramanzia” perché, aggiunge, “il costo della fine di un matrimonio manda in rovina ogni famiglia, quindi prima di usare questo buono pensateci bene. Auguri”

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    14 ore fa
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    16 Settembre 2020

    Coltiva 86 piante di marijuana nel vigneto peso complessivo di 520 kg circa: arrestato. Blitz dei carabinieri in un appezzamento di terreno nella frazione San Castrese.
    Nella frazione San Castrese a Sessa Aurunca, località area nuova, i carabinieri della stazione di Lauro di Sessa hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per coltivazione di sostanza stupefacente, di un 69enne residente a Cellole.
    I militari dell’Arma, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno rinvenuto su di un appezzamento di terreno di circa 1.800 mq, coltivato a vigneto, di proprietà dell’arrestato, una piantagione di marijuana consistente in 86 piante, aventi un’altezza di oltre 2 metri in piena fioritura.
    Lo stupefacente rinvenuto, risultato avere peso complessivo di 520 kg circa, è stato sottoposto a sequestro. L’arrestato è stato accompagnato ai domiciliari, a disposizione della competente autorità giudiziaria.

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    Ex giardiniere del comune di Gragnano e il genero del boss producevano marijuana a Eboli

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    39 minuti fa
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    16 Settembre 2020

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    Ex giardiniere del comune di Gragnano e il genero del boss producevano marijuana a Eboli.
     
    Il pollice verde di esperto giardiniere Giuseppe Nastro lo aveva messo al servizio di un gruppo di produttori e trafficanti di marijuana nord Africani nella Piana del Sele. Il pensionato ex dipendete del comune di Gragnano, (il 75enne lavorava proprio come giardiniere) si trova ora agli arresti domiciliari. E con lui anche e Carlo Langelotti, 31 enne anche lui di Gragnano. Lui è il genero del boss del clan D’Alessandro, Francesco Vollono detto ciccio o’ biondo. Langellotti si è ripreso da qualche mese visto che rimasto gravemente ferito nella rissa del maggio scorso in via Vittorio Veneto a Gragnano nel corso della quale fu ucciso il giovane Nicholas Di Martino, a sua volta nipote del boss ergastolano Nicola Carfora.
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    I due gragnanesi sono agli arresti domiciliari mentre in carcere è finito, il magrebino Sami Ouarsan, detto “Biscotto” che controllava il traffico di droga a Eboli con un suo complice, Minor Taei Abdnbi (classe ’97) sfuggito alla cattura. I quattro, secondo le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Salernoì sono ritenuti indiziati, a vario titolo, di concorso in acquisto, detenzione, messa in vendita, distribuzione e commercializzazione di rilevanti quantità di sostanze stupefacenti. Si cerca un altro destinatario della misura cautelare, al momento irreperibile.
    Il provvedimento si fonda sulle indagini, condotte dai militari della Compagnia di Eboli partite nell’ottobre 2019, che hanno permesso di ricostruire l’esistenza di un articolato gruppo criminale, con ruoli e competenze ben definite, dedito alla vendita di hashish e marijuana. Il gruppo era ritenuto capace di assicurarsi molteplici canali di approvvigionamento per la droga, soprattutto dall’hinterland napoletano, con la collaborazione di un amico e connazionale, deputato a ricevere gli ordinativi e a curare le consegne, nonché di due italiani, uno dei quali vicino agli ambienti criminali dei Monti Lattari. Il fatturato dell’impresa criminale si aggirava intorno ai 30mila euro.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    8 ore fa
    in
    16 Settembre 2020

    E’stata portata a termine l’operazione anti-droga Biscotto, dalle prime ore di questa mattina, nelle province di Salerno e Napoli: i carabinieri del Comando Provinciale di Salerno con il supporto del Nucleo Cinofili di Sarno, stanno eseguendo un provvedimento cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Salerno, nei confronti di 4 persone.
    I 4 indagati (2 in carcere, 2 agli arresti domiciliari) risultano gravemente indiziati, a vario titolo, di “concorso in acquisto, detenzione, messa in vendita, distribuzione e commercializzazione di rilevanti quantità di sostanze stupefacenti”. Sono in corso le ricerche di un quarto uomo,Minor Taei Abdnbi (classe ’97), destinatario di misura cautelare in carcere, al momento irreperibile. Il provvedimento si fonda sui gravi indizi di colpevolezza acquisiti dalla Compagnia Carabinieri di Eboli nell’ambito di un’indagine svolta a partire dal mese di ottobre 2019.
    L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un articolato sodalizio criminale, già noto agli ambienti investigativi, con ruoli e competenze ben definite, dedito alla commissione dei suddetti delitti, con ingente disponibilità di stupefacente del tipo, hashish e marijuana, promosso e diretto Sami Ouarsan (classe ’81), detto “Biscotto”, cittadino marocchino da anni dimorante sul territorio italiano, inquadrato nell’ambiente dello spaccio di sostanze stupefacenti e capace di assicurarsi molteplici canali di approvvigionamento, soprattutto dall’hinterland napoletano, con la collaborazione di un amico e connazionale, deputato a ricevere gli ordinativi e a curare le consegne, nonché di due uomini, ora ai domiciliari, residenti a Gragnano, Giuseppe Nastro (classe ’45) e Carlo Langelotti (classe ’89), quest’ultimo, a sua volta, molto vicino agli ambienti criminali dei Monti Lattari. Intanto, sono stati segnalati numerosi assuntori di stupefacente: il fatturato dell’impresa criminale si aggirava intorno ai 30.000 euro.

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    Castellammare di Stabia

    Pubblicato
    10 ore fa
    in
    16 Settembre 2020

    E’ accusato di avere abusato del nipotino di soli 10 anni. L’uomo, 57 anni,di Castellammare di Stabia rintracciato e’ stato arrestato a Saronno in provincia di Varese.

    Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, gli agenti del commissariato stabiese e della Squadra Mobile di Varese. Secondo le indagini degli agenti di Castellammare di Stabia, e’ stato permesso di accertare che ”in tre distinte occasioni – come scrive in una nota il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – anche approfittando del rapporto di parentela esistente tra la vittima e lo zio, quest’ultimo aveva fatto entrare nella sua abitazione, a Castellammare di Stabia, il nipote costringendolo ad avere rapporti sessuali con se”’. Il destinatario del provvedimento restrittivo, rintracciato a Saronno presso il domicilio del fratello, e’ stato portato nel carcere di Busto Arsizio.

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    Cronaca3 giorni fa
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    Appalti, 17 indagati tra politici e colletti bianchi. C’è anche l’ex sindaco di Formia Bartolomeo

    Diciassette indagati tra politici, funzionari ed imprenditori, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Cassino su una serie di presunti appalti pilotati. Nomi eccellenti, tra i soggetti destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Tra i quali l’ex sindaco Dem di Formia Sandro Bartolomeo. Che ha dato notizia della circostanza direttamente sulla propria pagina Facebook, anticipando i media: “Ho ricevuto una informazione di garanzia per atti amministrativi risalenti al 2015/2016 insieme ad altre 16 persone”, ha scritto. “Come sempre, nel rimettermi alle decisioni dei giudici , sono tranquillo e certo di poter dimostrare la mia completa buonafede. Non è il primo avviso che ricevo, in 17 anni ne ho ricevuti altri e ho sempre dimostrato di aver agito nell’interesse della mia città”.Insieme a Bartolomeo, a vario titolo, stando da quanto risulta nella lista degli indagati figurano l’ex assessore ai Fondi europei della Giunta Bartolomeo Giovanni Costa, attuale consigliere comunale; l’ex dirigente comunale Sisto Astarita; l’ex dirigente comunale Marilena Terreri (ultimamente finita anche in un’altra inchiesta); Gioconda Terreri, dipendente comunale; l’ex dirigente comunale Giuseppe Caramanica, dallo scorso anno passato al Comune di Itri; Pierluigi Russo, impiegato comunale; Antonietta Franciosa, funzionaria comunale; la responsabile del Servizio economico del Comune Vienna La Valle, originaria di Corenio Ausonio e residente a Formia; l’ex sindaco di Villa Literno ed ex consigliere regionale della Campania Enrico Fabozzi; l’imprenditore fondano (e candidato consigliere nel centrosinistra per le prossime amministrative) Massimo Di Fazio, della Prometeo Srl; Davide D’Arcangelo, pure lui di Fondi, che della Prometeo è amministratore unico; Gennaro Santoro, imprenditore campano con base a Formia; l’imprenditore di San Cipriano d’Aversa Raffaele Garofalo, della ditta di Casapesenna Garofalo Costruzioni Srl; Vincenzo Buffolino, campano residente a Formia e funzionario dei servizi manutentivi comunali; Antonio Buffolino; Edmondo Tordi, originario del Ternano e residente a Roma, della SATPI Consulting Engineers Srl.
    Le contestazioni ipotizzate dal sostituto procuratore della Repubblica di Cassino Chiara D’Orefice, a vario titolo e in concorso, vanno dal reato di turbata libertà degli incanti, a quello di falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Gli episodi contestati si estendono lungo un arco temporale che va dal 2014 al 2017.

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