in

Danni milionari con le multe non riscosse, nessuno pagherà

Tutti salvi per un cavillo. Non verrà risarcito al Comune di Gaeta neppure un centesimo di quello che dagli inquirenti è stato considerato un danno milionario causato all’ente locale con la gestione da parte della Soes delle contravvenzioni per violazioni al codice della strada.

Ritenendo che la Procura contabile abbia nuovamente commesso degli errori negli atti con cui ha mandato a giudizio imprenditori, dirigenti e funzionari comunali, la Corte dei Conti del Lazio ha dichiarato tutto nullo.

E nessun rischio per Antonio Buttaro, dirigente della polizia urbana, Giuseppe Di Florio, responsabile della gestione e controllo delle procedure sanzionatorie, Giuseppe Galeno, responsabile dell’ufficio contenzioso, Pasqualino Polisi, comandante della polizia municipale, Soes spa, società a cui era affidata l’attività di gestione e riscossione delle contravvenzioni, e Tommaso Stazio, legale rappresentante e amministratore unico della spa, di dover sborsare oltre 3,7 milioni di euro.

Un procedimento nato da una segnalazione di danno erariale fatta alla Corte dei Conti dalla Guardia di Finanza di Formia il 13 giugno 2011.

Le Fialle gialle, delegate dalla Procura della Repubblica di Latina ad acquisire elementi istruttori sull’attività di gestione e riscossione delle contravvenzioni al codice della strada affidata dal Comune di Gaeta alla Soes, avevano ritenuto che l’ente avesse subito un danno milionario.

La Procura aveva inoltre riscontrato che era stato pattuito un aggio elevato sulle somme accertate anziché su quelle riscosse e che emergeva dalle indagini della Guardia di finanza “la condotta dolosa dei convenuti”.

L’iter giudiziario è stato però tormentato.

E il primo atto di citazione è stato cassato dai giudici contabili perché privo di “un’autonoma individuazione e quantificazione del danno” e dell’indicazione “dei criteri per la sua determinazione”, con un “generico rinvio operato alla relazione della Guardia di Finanza”.

Ma il nuovo atto di citazione non ha colmato simili lacune.

I giudici contabili hanno infatti ritenuto che lo stesso “non abbia ottemperato a quanto disposto” con la precedente ordinanza, “perdurando l’incertezza della domanda in ordine al petitum e alla causa petendi, alla quale consegue la nullità della citazione medesima, non ulteriormente sanabile, in quanto l’atto di citazione integrativo non ha assolto alla sua funzione di integrare la domanda”.

Nessun risarcimento.


Fonte: https://www.h24notizie.com/sezioni/cronaca-giudiziaria/feed/

Torre del Greco, preleva 1500 euro da un bancomat con il sistema cardless

Cantieri Navali del Golfo, tolta la concessione demaniale