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Sanità Romagna. Lega: inspiegabili ritardi nella prenotazione e nel recupero di visite specialistiche

Massimiliano Pompignoli (Lega)

“Inspiegabili ritardi nella prenotazione e nel recupero di visite specialistiche per pazienti che aspettano da mesi di conoscere la propria situazione medica”. A scriverlo sono i consiglieri della Lega Massimiliano Pompignoli, Matteo Montevecchi, Andrea LiveraniDaniele Marchetti che, con un’interrogazione, mettono in evidenza la situazione dell’Ausl della Romagna. “In Emilia-Romagna il coronavirus – ribadiscono gli esponenti della Lega – ha nei fatti polarizzato l’attività sanitaria, bloccando tutte le prestazioni e le attività, tranne le cure urgenti e improcrastinabili, per almeno tre-quattro mesi. L’Ausl Romagna è in estremo ritardo sulle visite specialistiche di controllo per patologie croniche che richiedono esami periodici e sono stati rimandati quasi tutti gli interventi chirurgici. Da un comunicato dell’Ausl unica della Romagna del 15 maggio – continuano-  si apprende che a mancare all’appello sono circa 240mila prestazioni tra visite specialistiche ed esami diagnostici”.

I consiglieri chiedono quindi alla Giunta di esprimere il proprio giudizio sull’alto numero di visite da recuperare, “se ritenga ‘normale’ che a centinaia di migliaia di utenti romagnoli, non affetti da Covid, sia stato negato il diritto alla salute dallo scorso marzo e chissà per quanti mesi ancora”, “se ritenga che giustificare le mancate prestazioni sanitarie non erogate con l’emergenza Covid sia legittimo” e “per quali motivi, visti i bassi numeri di malattia conclamata in alcuni territori, non si sia iniziato prima a smaltire le visite specialistiche e gli esami diagnostici”. Non solo: i leghisti domandano anche “entro quali tempi saranno smaltite le circa 240mila prestazioni non erogate” e “quando saranno effettivamente smaltite le 6mila visite oncologiche cancellate”.

I rappresentati del Carroccio invitano l’esecutivo regionale di viale Aldo Moro a esprimere il proprio giudizio anche sulle cause di “questa enorme giacenza di prestazioni inevase”, chiedendo “se non sia da attribuire alle carenze organizzative e di risorse umane e materiali del sistema sanitario romagnolo”. Infine, i leghisti si concentrano sul futuro domandando “come si incroci e come venga organizzato lo smaltimento delle prestazioni non erogate prenotate da mesi e delle prenotazioni fatte in questi giorni o nelle prossime settimane”, “quali iniziative intenda assumere l’Ausl della Romagna per smaltire al più presto le prestazioni non erogate, quali priorità vengano attribuite, se l’erogazione sia certa o convenga riprenotare e se il Centro unificato prenotazioni sia stato potenziato e funzioni a tempo pieno”.

(Andrea Perini)

Sanità e welfare

30 giugno 2020



Fonte: https://cronacabianca.eu/feed/

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